Ho deciso di usare questo titolo, copiando in modo pedissequo, le parole del presidente Federale Abete all'indomani della disfatta azzurra.
"....Ho fatto una scelta che non rinnego. Me ne assumo le responsabilità...Bisogna avviare una riflessione sulla crisi strutturale del calcio italiano".
Secondo me tutto deve partire da due parole: crisi e analisi strutturale del calcio italiano.
Cominciamo dalla prima.
Da dove è partita la crisi e soprattutto chi ha generato questa crisi.
Io non ho la sfera di cristallo, ma direi che forse qualcuno, alla luce della vittoria mondiale del 2006, o durante la vittoria mondiale pensava che forse il merito della vittoria era della Federazione, era proprio, che avrebbero fatto a meno della Juventus e delle altre squadre coinvolte in quello scandalo, che i tifosi avrebbero perdonato e dimenticato e che forse ce l'avrebbero fatta anche senza una delle squadre che hanno fatto la storia calcistica di questo paese.
La storia ci insegna che in tutti i mondiali le grandi squadre hanno dato blocchi alla nazionale. Così è successo nel 1982 (blocco Juve) e così è successo nel 1990 (blocco Inter/Napoli) e nel 1994 (blocco Milan). Nel 2006 c'era il (blocco Juve).
Evidentemente qualcuno è stato molto miope, ha cavalcato le teorie di qualcuno che ritenevano che la Juventus vincesse perchè aiutata e ha dato il la alla crisi.
Voi direte, siete di parte. Forse, ma che la crisi del calcio italiano sia frutto anche di calciopoli non siamo in pochi a crederlo.
Ecco le parole di Galliani a metà aprile : "Calciopoli ha fatto sparire le squadre più forti dall’Europa e al posto loro sono andate formazioni meno attrezzate con tutto il rispetto per il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve. L'Italia non è una nazione bensì un insieme di comuni e quindi non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sé ma anche per gli altri”.
Galliani era stato un buon profeta, l'Italia ragiona in ottica campanilistica e in ottica campanilistica si è ragionato anche verso Calciopoli.
Noi pensiamo che la crisi strutturale del calcio italiano parta da li, proprio da li.
Manca la cultura sportiva, il rispetto dell'avversario, non ci sono regole uguali per tutti e quanto meno giustizia equa.
La causa di tutto è che si è tornati al tempo dei comuni, ma la colpa è di chi all'epoca di calciopoli ha descritto un mondo irreale creando rivalità che non saranno lenite a breve.
La gente vorrebbe fare una bella riga sul passato, ma consapevole che le cose dette siano vere e che non "ci hanno raccontato delle balle".
Si vedono processi a due velocità...come li spiegate, nel 2006 c'erano le lepri e ora le tartarughe, ma qualcuno si rende conto della gravità?
Si vede gente con la bava alla bocca contro Lippi per la figuraccia mondiale, a loro chiederei avreste preferito arrivare due volte secondi o preferite una volta primi e una ultimi?
Nella Babilonia italiana del pallone bisogna ricostruire tutto.
Nel 2006, si sono poste le basi per l'affondamento, economico e strutturale.
Allora, invece di andare a pensare a una legge per favorire la costruzione di nuovi stadi, si è andato a dibattere sui diritti tv, di fatto poi perdendo l'assegnazione degli Europei. Si è svalutato il campionato italiano rendendolo pari alla Ligue 1 e poi ci si meraviglia che la Francia vinca gli Europei.
Se l'Italia avesse voluto essere all'avanguardia avrebbe potuto fare una bella legge per salvaguardare i giocatori italiani, obbligando le squadre a inserire tra campo e panchina un numero minimo di giocatori del vivaio, solo per il campionato italiano. Dite che non è possibile.. a me sembra che in futuro questo verrà fatto.
Invece il male estremo era la Juventus, l'hanno sepolta sia i media che le istituzioni, ci hanno messo una bella lapide sopra e tutti felici e ora invece a leccarsi le verite e a cercare la causam che ovviamente sono gli eroi del 2006.
Forse nessuno, si è accorto che la Juventus l'anno prossimo inaugurerà uno stadio all'avanguardia? O meglio qualcuno se ne è accorto chiamandola non "professionalità", ma "opportunità favorevole"...
Infine, due parole sulla panacea di tutti i mali, mister Prandelli.
Fategli l'in bocca al lupo, ma a leggere i nomi da cui dovrebbe ripartire Prandelli mi viene da ridere. Mi viene da ridere semplicemente perchè alcuni ritengono che alcuni di questi sarebbero stati utili, magari giocatori con zero esperienza internazionale (nemmeno l'Europe League), alcuni giovani con meno esperienza di quelli portati da Lippi (tutti hanno praticamente ucciso Marchisio per le prestazioni ) e infine ci sono i potenziali fenomeni senza testa (indovinate chi?).
Per concludere aggiungo le parole che leggo or ora di Cannavaro, magari io sarò un pazzo visionario, ma il capitano del 2006, no, infatti dice: "Il nostro meccanismo deve cambiare, basta vedere i nostri stadi e la cultura che abbiamo nell'andare allo stadio. Bisogna investire nei giovani, sennò si vede che fine si fa. Il fallimento della Nazionale è pure il fallimento dei club. La vittoria del Mondiale è stata importante per tutto il Paese, poi ti prendi gli elogi per la vittoria, poi le critiche quando le cose non vanno. Da questa sconfitta si deve guardare al futuro per migliorare, sennò ci metteremo altri 27 anni per rivincere il Mondiale, impossibile per una nazione che vive di calcio come l'Italia".
Traete voi le vostre conclusioni, io le mie le ho già tratte, a dire il vero dal 2006 e mi raccomando mandate un sms di congratulazioni al vecchio presidente della Federazione per il bel lavoro svolto durante il suo mandato.