In questi giorni i nomi degli allenatori si sprecano. Da Mazzarri a Conte. Da Spalletti a Villas Boas per passare agli "ini" Mancini e Gasperini.
Purtroppo sentiamo parlare poco di allenatori che hanno la "patente" di grandi allenatori. Eh si i grandi allenatori sono quelli che hanno la bachechina pienina. I Lippi, i Capello, i Benitez, di loro non si parla. Si parla invece di Van Gaal, ma è molto difficile che arrivi.
A questa Juventus serve qualcuno con la "patente". Si vuole creare una grande squadra ma non si può prendere una guida tecnica senza patente o solo con il foglio rosa.
La domanda che ci facciamo è: chi di questi nomi ha la patente? Se vogliamo una Juventus "utilitaria", da mezza classifica ce l'hanno tutti. Se vogliamo una Juventus che torni a lottare per obiettivi importanti pochi. Sicuramente Delneri poteva avere la patente ma i troppi posti blocco che ha incontrato in stagione gliel'hanno portata via. Chi forse ha la patente è Villas Boas, ma purtroppo è una patente internazionale che forse non funziona in Italia. Conte e Mazzarri hanno la patente non sappiamo se con foglio rosa, ma ci vuole un forte sostegno della società perchè guidare Napoli e Sampdoria non è come guidare la Juventus. Stesso dicasi per Conte, che l'ambiente lo conosce benissimo, ma che comunque richiederebbe un forte sostegno molto più grande di quello dato a Ferrara, sono pronti in società?
Spalletti e Mancini per ragioni diverse la patente ce l'hanno ma andando all'estero hanno dimostrato che a loro, fore, interessa altro.
La valutazione non è semplice, l'importante, è scegliere qualcuno con esperienza e che sappia guidare una fuoriserie.. sempre che una fuoriserie si voglia avere..
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lunedì 2 maggio 2011
lunedì 14 marzo 2011
IL TREND INGIUSTIFICABILE DI DELNERI
Sconfitti a Bari un punto a Brescia, un punto a Verona con il Chievo, sconfitti a Lecce, un punto a Cesena, sconfitta interna con il Parma, un punto a Genova con la Sampdoria. Sette partite con le ultime della classe e invece dei 21 punti possibili solo 3. Pensate che la Juventus se avesse ottenuto almeno 12 punti su 21 (una richiesta non da pazzi) con le ultime della classe sarebbe a 51 punti in corsa per la Champions. Quello con le ultime della classifica nelle sette partite in questione è un trend indecente. E' un trend veramente ingiustificabile e prima causa delle critiche feroci che si stanno facendo ora al Mister Delneri. Non è possibile veramente perdere così tanti punti con squadre di bassa classifica e 6 punti sono stati persi con la squadra in vantaggio (Brescia, Chievo, Cesena). A poco contano le attenuanti: dalla follia di Felipe Melo con il Parma all'espulsione di Giandonato a Verona, al fuorigioco alto di Lecce con espulsione di Buffon, fino alla tattica indecente di sabato sera con conseguente altra esplusione. Giocate semplici, uno due veloci che tagliano la difesa. Squadra che si è trovata su sette gare, 4 in inferiorità numerica in partite dove a fare i falli dovrebbero essere gli avversari.
Una squadra non può e non deve porsi in questo modo con squadre con una rosa totalmente inferiore tecnicamente. Ad analizzare questi dati cresce la rabbia per una stagione che avrebbe potuto essere diversa per la pochezza del campionato italiano. Bastava un allenatore capace di vincere partite sulla carta alla portata, due terzini presentabili, un pizzico di attenzione quando passi in vantaggio e forse non saremmo qui a lamentarci, ma a parlare di progetto che va avanti.
Purtroppo non è così, le colpe sono anche di Delneri, pure lui colpevole di questo trend indecente.
Una squadra non può e non deve porsi in questo modo con squadre con una rosa totalmente inferiore tecnicamente. Ad analizzare questi dati cresce la rabbia per una stagione che avrebbe potuto essere diversa per la pochezza del campionato italiano. Bastava un allenatore capace di vincere partite sulla carta alla portata, due terzini presentabili, un pizzico di attenzione quando passi in vantaggio e forse non saremmo qui a lamentarci, ma a parlare di progetto che va avanti.
Purtroppo non è così, le colpe sono anche di Delneri, pure lui colpevole di questo trend indecente.
venerdì 17 dicembre 2010
BUONO O CATTIVO?
Buono o cattivo...prima c'e' giusto o sbagliato da sopportare. Chissà... per qualcuno e' buono, per altri meno. Per Marotta e DelNeri era buono, per Garrone cattivo. Per Galliani buono, talmente buono che ieri in una cena con il procuratore Bozzo avrebbe raggiunto un accordo fino al 2014 con la Sampdoria pronta a rescindere il contratto. La speranza dei tifosi bianconeri e'quella che lo spogliatoio con Ibrahimovic, Robinho, Pato e Cassano possa diventare una calda polveriera e ci possano essere delle esplosioni. E Ronaldinho? Ronaldinho a casa, in Brasile, probabilmente schiacciato da quel contratto oneroso. La domanda è: Cassano è migliore di Ronaldinho? Non sappiamo dare una risposta definitiva. Sicuramente Cassano avrà un grande impatto. Abbiamo già visto l'anno passato qual è stato l'apporto di un giocatore come Pandev che non aveva giocato per alcuni mesi. In pratica è stato determinante per scudetto e Champions League. Cassano si inserisce in un telaio rodato, che vede in Ibrahimovic la punta di diamante. Se saprà giocare per la squadra l'impatto sarà incredibile, se invece ci saranno gelosie, pensiamo che si possa veramente creare una polveriera di difficile gestione. La speranza dei tifosi bianconeri è quella di non doversi pentire troppo che la stima tra Cassano e Delneri e tra Cassano e Marotta sia stata in questo caso poco proficua.
sabato 20 novembre 2010
TRA RISCHI E IL BISOGNO DI CERTEZZE
C'è una Juventus che oggi si appresta a scendere in campo in quel di Genova tra dubbi e il bisogno atroce di certezze. Dubbi legati all'utilizzo di uno dei giocatori chiave di questa squadra. Dubbi che nemmeno Del Neri in conferenza stampa ha voluto fugare al 100%:"Fino a domani....vediamo come sta oggi, come fa l'ultima prova: se c'è un minimo rischio non gioca, questo è sicuro. Se ci sono ampie garanzie sul suo rendimento è un conto, altrimenti opteremo per un'altra soluzione, chiaramente portandolo in panchina per i tempi determinati. Perchè non è tanto una questione di aver risolto il problema che aveva, quanto di tempi di gioco".
In effetti, il problema è fondamentale, schierare Krasic dal primo minuto, oppure preservarlo e utilizzarlo in caso di necessità, o infine non schierarlo. La convocazione del serbo sembra indicare che Krasic quasi sicuramente sarà in campo dall'inizio. Si spera che i rischi possano essere minimi, anche se sicuramente la condizione fisica non sarà ottimale.
Detto questo, la Juventus a Genova ha bisogno di ritrovare certezze. La certezza di una vittoria che manca da troppo tempo, per non perdere terreno dalle prime viste le vittorie di Milan e Roma La partita sarà difficile e anche Del Neri l'ha preannunciato. " ... Non penso che il Genoa si adatterà alla Juventus, perchè ha una sua fisionomia. Non so adesso se giocherà col trequartista dietro le due punte, oppure continuerà sul modello di Gasperini, anche se adesso giocando a quattro magari è un modello diverso da quello di Gasp. Ma quello che troveremo noi, al di là delle differenze di campo, di mentalità del proprio allenatore, troveremo l'ambiente, che è un ambiente che io ho provato e sostiene molto i propri colori e dà incitamento continuo. E questo chiaramente dà una forza continua alla squadra. Qui l'unico rispetto che dobbiamo dare noi in quel senso lì, è proprio questo tipo di atteggiamento che troveremo. Dovremo essere pronti ad affrontare una battaglia calcistica, perchè questo è, e dev'essere, ogni domenica".
Non ci sono molte soluzioni se non quella di scendere in campo con convinzione e portare a casa i tre punti, questo i tifosi e la squadra lo sanno bene. In caso contrario gli obiettivi diventerebbero più difficili perchè sarebbe il terzo pareggio consecutivo e a passo di lumaca non si va lontano.
mercoledì 3 novembre 2010
DEL NERI CI CREDE E VOI?
Dieci giorni fa circa, avevamo parlato di un countdown per Amauri, che da protagonista estivo, si stava rapidamente eclissando.
Purtroppo la sfortunata trasferta di Bologna ha coinciso con un nuovo stop e a Milano lo si è visto solo come difensore aggiunto nel finale. Purtroppo per lui i tanti infortuni non gli hanno permesso di giocare con continuità e non permettono a noi un giudizio definitivo. Sono sempre di più i tifosi cattivelli che vedono Amauri ancora in Crociera in un famoso spot. Per la partita di Bologna avevamo auspicato un'inversione di rotta, purtroppo la sfortuna era dietro l'angolo. Per stasera i tifosi vorrebbero taanto un gol o anche una prestazione convincente. Assente Quagliarella, con Iaquinta misteriosamente ai box Amauri è l'unica prima punta disponibile.
Questo mese, sarà decisivo per capire Amauri che fine farà, dopo gli entusiasmi di Pinzolo, dove i tifosi gli avevano chiesto 20 gol.
Del Neri ha fiducia: "Io dalle mie punte ho avuto 18 gol e sono soddisfatto. Se Amauri ne avesse fatti cinque-sei, saremmo in testa alla classifica. Aspettiamo, lo mettiamo a posto fisicamente. Lui era partito molto bene fisicamente, poi ha avuto dei problemi e chiaramente adesso sta pagando molto a livello fisico. Sta lavorando in difficoltà, sta lavorando anche la domenica, per dare una mano alla squadra, per dare una mano alla Juventus, e questo per me è molto più importante dei gol che può fare. Quindi non giudico mai un giocatore dai gol che fa, lo giudico per come si pone, per quello che dà al gruppo e per il suo atteggiamento di disponibilità. In questo contesto, per me Amauri ha fatto 20 gol". A me risulta che Amauri non abbia mai fatto 40 gol in un anno. Bene. Amauri avrà i tempi giusti: ci ha aiutati ad andare avanti in coppa con i suoi gol e lo ringraziamo. Poi ha avuto un problema importante, giocando in un momento in cui la squadra aveva bisogno di lui. Si è fatto male in un momento in cui lui doveva ancora recuperare, perchè col Cagliari stava giocando per recuperare la condizione fisica. Da questo punto di vista noi siamo sereni. Adesso deve recuperare il suo ruolo, che è quello di centravanti ed è quello di aiutare se stesso e gli altri alla causa della Juve, facendo i gol o facendoli fare, perchè la cosa più importante è quella.....è un giocatore che dev'essere in forma fisicamente, deve abituarsi a giocare in una certa maniera. Quando sarà nelle condizioni giuste, penso che Amauri... Ma penso sia un problema più vostro che non mio; io chiedo ad Amauri il massimo impegno, non chiedo i gol. I gol sono una conseguenza di quello che si fa. Quando io ho una squadra che ha fatto più gol di tutti in campionato e tutti fanno gol....Amauri sarà uno di quelli che farà i gol, poi quanti ne farà non lo so. L'importante è che lui sia a disposizione, l'importante è che sia a posto. Il mio giudizio, che penso valga anche per la società, è dettato dall'atteggiamento che hanno i giocatori, da quello che vogliono fare, dal loro impegno, dalla loro voglia. Non sarà certo un gol in più o un gol in meno che farà cambiare la mia idea su un giocatore".
E' giusto che Del Neri abbia fiducia in Amauri ed è giusto che anche i tifosi ne abbiano, tuttavia per questa Juventus è fondamentale avere un attaccante che faccia gol o che faccia segnare. A nostro avviso, nonostante le parole di rito, sembra che la pazienza sia ormai essere arrivata agli sgoccioli: se Amauri non segnerà quei quattro/cinque gol da qui a fine dicembre potrebbero prospettarsi nuovi scenari, una cessione a giugno o addirittura a gennaio. Gli acquirenti non mancano, dall'Italia (Napoli e Palermo), fino all'estero (Spagna o Inghilterra). Il destino è ancora nei piedi e nei muscoli di Amauri, Del Neri ci crede e voi?
Purtroppo la sfortunata trasferta di Bologna ha coinciso con un nuovo stop e a Milano lo si è visto solo come difensore aggiunto nel finale. Purtroppo per lui i tanti infortuni non gli hanno permesso di giocare con continuità e non permettono a noi un giudizio definitivo. Sono sempre di più i tifosi cattivelli che vedono Amauri ancora in Crociera in un famoso spot. Per la partita di Bologna avevamo auspicato un'inversione di rotta, purtroppo la sfortuna era dietro l'angolo. Per stasera i tifosi vorrebbero taanto un gol o anche una prestazione convincente. Assente Quagliarella, con Iaquinta misteriosamente ai box Amauri è l'unica prima punta disponibile.
Questo mese, sarà decisivo per capire Amauri che fine farà, dopo gli entusiasmi di Pinzolo, dove i tifosi gli avevano chiesto 20 gol.
Del Neri ha fiducia: "Io dalle mie punte ho avuto 18 gol e sono soddisfatto. Se Amauri ne avesse fatti cinque-sei, saremmo in testa alla classifica. Aspettiamo, lo mettiamo a posto fisicamente. Lui era partito molto bene fisicamente, poi ha avuto dei problemi e chiaramente adesso sta pagando molto a livello fisico. Sta lavorando in difficoltà, sta lavorando anche la domenica, per dare una mano alla squadra, per dare una mano alla Juventus, e questo per me è molto più importante dei gol che può fare. Quindi non giudico mai un giocatore dai gol che fa, lo giudico per come si pone, per quello che dà al gruppo e per il suo atteggiamento di disponibilità. In questo contesto, per me Amauri ha fatto 20 gol". A me risulta che Amauri non abbia mai fatto 40 gol in un anno. Bene. Amauri avrà i tempi giusti: ci ha aiutati ad andare avanti in coppa con i suoi gol e lo ringraziamo. Poi ha avuto un problema importante, giocando in un momento in cui la squadra aveva bisogno di lui. Si è fatto male in un momento in cui lui doveva ancora recuperare, perchè col Cagliari stava giocando per recuperare la condizione fisica. Da questo punto di vista noi siamo sereni. Adesso deve recuperare il suo ruolo, che è quello di centravanti ed è quello di aiutare se stesso e gli altri alla causa della Juve, facendo i gol o facendoli fare, perchè la cosa più importante è quella.....è un giocatore che dev'essere in forma fisicamente, deve abituarsi a giocare in una certa maniera. Quando sarà nelle condizioni giuste, penso che Amauri... Ma penso sia un problema più vostro che non mio; io chiedo ad Amauri il massimo impegno, non chiedo i gol. I gol sono una conseguenza di quello che si fa. Quando io ho una squadra che ha fatto più gol di tutti in campionato e tutti fanno gol....Amauri sarà uno di quelli che farà i gol, poi quanti ne farà non lo so. L'importante è che lui sia a disposizione, l'importante è che sia a posto. Il mio giudizio, che penso valga anche per la società, è dettato dall'atteggiamento che hanno i giocatori, da quello che vogliono fare, dal loro impegno, dalla loro voglia. Non sarà certo un gol in più o un gol in meno che farà cambiare la mia idea su un giocatore".
E' giusto che Del Neri abbia fiducia in Amauri ed è giusto che anche i tifosi ne abbiano, tuttavia per questa Juventus è fondamentale avere un attaccante che faccia gol o che faccia segnare. A nostro avviso, nonostante le parole di rito, sembra che la pazienza sia ormai essere arrivata agli sgoccioli: se Amauri non segnerà quei quattro/cinque gol da qui a fine dicembre potrebbero prospettarsi nuovi scenari, una cessione a giugno o addirittura a gennaio. Gli acquirenti non mancano, dall'Italia (Napoli e Palermo), fino all'estero (Spagna o Inghilterra). Il destino è ancora nei piedi e nei muscoli di Amauri, Del Neri ci crede e voi?
mercoledì 30 giugno 2010
LA CARICA DEI 40....e 1

Molti conoscono il film la carica dei 101, con Pongo e Peggy impegnati con 101 uno cuccioli. Da oggi Delneri e il suo staff conosceranno la carica dei 40 e uno.
A tanto, approssimativamente, ammonta il numero di giocatori sotto contratto.
In principio c'era la Lazio con la rosa ampia...ora possiamo annoverare anche la Juventus, soprattutto se continuerà così.
Di questo passo per portare la squadra da Torino a Pinzolo non basterà un solo pulmann ma ce ne vorranno almeno due.
Oggi a Torino non ci saranno quelli che sono partiti (Cannavaro e Molinaro, Almiron), chi si è ritirato (Chimenti), tuttavia ci sarà un buon numero di sostituti.
Nell'organico oggi si contano i nuovi arrivati (Pepe,Martinez, Storari, Lanzafame, Bonucci, Costantino).
A questi bisogna aggiungere anche chi è tornato dal prestito e dalla comproprietà e i ragazzi della primavera che Delneri intende portare con lui a Pinzolo (Boniperti, Belcastro e Manuel).
Sono in tanti, dunque.
Chissà se a Pinzolo ci saranno proprio tutti o entro sabato ci saà qualche partenza.
La lista di quelli in bilico è ampia. Dai senatori (Trezeguet, Camoranesi, Zebina), ai paramentri zero o quasi (Salihamidzic, Grygera, Grosso), fino ad arrivare a chi è stato pagato tanto ma non ha reso secondo le aspettative (Tiago, Felipe Melo e forse Diego).
Infine ci sono i giovani che potrebbero essere girati per fare cassa o per farli giocare di più (Ekdal, Giovinco).
Un bel da fare per mister Delneri se rimanessero tutti o quasi, ci immaginiamo già le partitelle, servirebbero 4 campi o quasi...
Un bel da fare anche per il direttore generale Marotta che deve assolutamente cercare di vendere qualcuno per reperire le risorse necessarie per i nuovi acquisti.
Ci sarà da fare, per Delneri, Marotta e i loro 40 e uno cuccioli e state attenti a Crudelia de Mon che è sempre in agguato...io l'ho già individuata e voi...?
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mercoledì 26 maggio 2010
SOTTO COPERTURA?

Difficile stabilire le strategie bianconere per la campagna acquisti stagione 2010/2011. C'è da dire una cosa, a differenza degli anni passati i possibili acquisti della Juventus non si fanno più sui giornali ma, fortunatamente, sottocopertura...
Sembra di essere tornati ai bei tempi, in cui si diceva un nome e poi ti trovavi il giocatore opposto già preso...
Coperture, movimenti sospetti, sotterfugi, tutte azioni da esperti di mercato.
Ma quali sono i nomi veri o presunti per la Juventus?
Si va dai Tasci, Subotic, Bonucci, Criscito, Cassani,Oddo, Kalahdze Luisao, Drenthe, Douglas, Marcelo, Motta,Kjier per la difesa...ai vari Pepe, Silva, Di Maria, Marchionni per poi finire con l'attacco dove la fantasia è al potere: Higuain, Dzeko, Aguero, Pazzini, Gilardino, Borriello, Huntelaar.
Insomma c'è da sbizzarrirsi....
Se fosse vero almeno il 50% altro che evoluzione, come diceva Marotta... qui sarebbe peggio della rivoluzione francese...
Rimaniamo convinti che Marotta stia operando sottotraccia, consapevoli di alcuni fattori:
Primo: la competenza e la professionalità sono dalla sua parte. Verranno inseriti giocatori utili alla filosofia Delneri, di primo piano o inseribili nel progetto.
Secondo: verranno utilizzate risorse a cui verranno aggiunte quelle delle cessioni. Gli otto milioni da Tiago, i cinque o sei da Almiron, i quattro da Molinaro e poi gli altri 30 da possibili scambi, uniti al tesoretto, pongono Marotta nella posizione di avere un budget di circa 80 milioni di euro, sufficiente per acquistare o due campioni es. Dzeko e Aguero, per intenderci, oppure 4/5 buoni giocatori.
Difficile capire la linea che seguiranno...forse per una volta dopo tanti anni non ci toccherà assistere a un tira e molla per Xabi Alonso o a un inseguimento di Gabriel Milito...
Tutti sanno com'è finita... meglio non sapere nulla... e trovarti poi con un giocatore tipo Ibrahimovic.... come faceva a tempo il direttore...
Speriamo che anche Marotta usi sim svizzere.... visto che gli intercettatori sono sempre in agguato... come quelli che fanno gli scherzi telefonici...
Leggi di come Moggi veniva intercettato durante il calciomercato mentre parlava con Giraudo...poi alcuni si chiedono ancora perchè avesse li sim svizzere...
sabato 22 maggio 2010
VINOVO SI, VINOVO NO, VINOVO FORSE
Chissà se ieri durante il loro blitz a Vinovo Delneri e i suoi collaboratori l'avranno scovato... di chi stiamo parlando?
Del mostro di Vinovo, quel virus o della sfortuna che falcidia i giocatori e li rende dediti ad infortuni di ogni sorta.
Quest'anno si sono battuti tutti i record e quando si battono i record si cerca di capire le motivazioni scatenanti.
La media europea è di 45 infortuni stagionali, la Juventus quest'anno è stata al di sopra di questa media circa del 50%.
Ovviamente il mostro di Vinovo l'ha fatta da padrone e le leggende più o meno metropolitane si sono susseguite.
Non si capisce come mai quei campi siano stati mantenuti tali se sconsigliati in serie sia da Capello che da Deschamps.
I campi erano considerati pesanti da Antonio Pintus, preparatore atletico dell'anno in serie B. Sono in molti a sostenere che da quell'anno la situazione non sia migliorata, anzi, solo peggiorata.
Tra le diverse ipotesi, quella più suggestiva riguarda la difficoltà nel drenaggio, causato dalle tubature.
La mancata defluizione dell'acqua crea un fondo totalmente inadatto.
Ci si chiede come mai si sia sorvolato su un fattore talmente importante.
Riportiamo un parere autorevole, che unito a quanto detto prima sulla scivolosità potrebbe essere un indizio.
Amedeo Reyneri professore di agronomia all' università di Torino a Repubblica diceva: " ....L' agronomia può evidenziare alcuni dei problemi del campo. Ma un collegamento diretto con gli infortuni può esserci soltanto in caso di buche o altre imperfezioni di questo tipo....bisogna valutare la resilienza, ossia l' elasticità del manto. Se è troppo duro può causare lesioni alle articolazioni perché la superficie erbosa non attenua l' impatto del piede con la terra. Se invece è troppo molle spostarsi diventa come correre nella sabbia e i muscoli si affaticano (qui la causa... dei molti affaticamenti muscolari.... aggiungerei io)...
Ancora l'agronomo a Repubblica "...Poi c' è la scivolosità, se il campo è troppo viscido può causare scontri di gioco dovuti a takle fuori misura. Per contro, se il manto è troppo ruvido aumenta il rischio di escoriazioni».
Che fare dunque si chiedono i tifosi e ovviamente anche Delneri e il suo staff...?
Dalle prime analisi sembra che ci fosse un'anomalia nel sistema di drenaggio...opereranno...
Per l'anno prossimo il campo dovrebbe essere rizzollato, tuttavia non sembrerebbe un azzardo creare un campo in sintetico come a Milanello.
Vedremo se il sit in di ieri sarà proficuo o no.... una cosa è certa ripetere il numero di infortuni di quest'anno diminuirebbe in modo incredibile le potenzialità della squadra...
Nell'attesa, non ci resta che pregare che il mostro di Vinovo smetta di colpire.
Del mostro di Vinovo, quel virus o della sfortuna che falcidia i giocatori e li rende dediti ad infortuni di ogni sorta.
Quest'anno si sono battuti tutti i record e quando si battono i record si cerca di capire le motivazioni scatenanti.
La media europea è di 45 infortuni stagionali, la Juventus quest'anno è stata al di sopra di questa media circa del 50%.
Ovviamente il mostro di Vinovo l'ha fatta da padrone e le leggende più o meno metropolitane si sono susseguite.
Non si capisce come mai quei campi siano stati mantenuti tali se sconsigliati in serie sia da Capello che da Deschamps.
I campi erano considerati pesanti da Antonio Pintus, preparatore atletico dell'anno in serie B. Sono in molti a sostenere che da quell'anno la situazione non sia migliorata, anzi, solo peggiorata.
Tra le diverse ipotesi, quella più suggestiva riguarda la difficoltà nel drenaggio, causato dalle tubature.
La mancata defluizione dell'acqua crea un fondo totalmente inadatto.
Ci si chiede come mai si sia sorvolato su un fattore talmente importante.
Riportiamo un parere autorevole, che unito a quanto detto prima sulla scivolosità potrebbe essere un indizio.
Amedeo Reyneri professore di agronomia all' università di Torino a Repubblica diceva: " ....L' agronomia può evidenziare alcuni dei problemi del campo. Ma un collegamento diretto con gli infortuni può esserci soltanto in caso di buche o altre imperfezioni di questo tipo....bisogna valutare la resilienza, ossia l' elasticità del manto. Se è troppo duro può causare lesioni alle articolazioni perché la superficie erbosa non attenua l' impatto del piede con la terra. Se invece è troppo molle spostarsi diventa come correre nella sabbia e i muscoli si affaticano (qui la causa... dei molti affaticamenti muscolari.... aggiungerei io)...
Ancora l'agronomo a Repubblica "...Poi c' è la scivolosità, se il campo è troppo viscido può causare scontri di gioco dovuti a takle fuori misura. Per contro, se il manto è troppo ruvido aumenta il rischio di escoriazioni».
Che fare dunque si chiedono i tifosi e ovviamente anche Delneri e il suo staff...?
Dalle prime analisi sembra che ci fosse un'anomalia nel sistema di drenaggio...opereranno...
Per l'anno prossimo il campo dovrebbe essere rizzollato, tuttavia non sembrerebbe un azzardo creare un campo in sintetico come a Milanello.
Vedremo se il sit in di ieri sarà proficuo o no.... una cosa è certa ripetere il numero di infortuni di quest'anno diminuirebbe in modo incredibile le potenzialità della squadra...
Nell'attesa, non ci resta che pregare che il mostro di Vinovo smetta di colpire.
giovedì 20 maggio 2010
PAROLE "SANTE"
Pacate,oculate, moderate... ecco le parole con cui si è presentato oggi Marotta.
Marotta parte insieme a Delneri per una nuova avventura, un'avventura difficile, ma non impossibile. Un'avventura che quasi tutti i dirigenti e allenatori italiani vorrebbero vivere.
Un'avventura che va vissuta nel giusto contesto e con le giuste aspettative.
Dopo che negli ultimi tre anni si sono forse avute più aspettative che altro, ora è il momento per la società di specchiarsi con la realtà e prendere consapevolezza della propria dimensione attuale e di attrezzarsi per essere competitiva in campo, ma anche a livello societario.
Non sarà facile portare un modello vincente, come quello Sampdoriano a Torino.
Torino non è Genova, e non solo perchè non c'è il mare... i tifosi sono esigenti e la rivalità e il confronto con una certa piazza a volte brucia le tappe.
Nel calcio non c'è riconoscenza, ci sono grazie che il giorno dopo sono dimenticati.
Tempus fugit... e già da domani si cominceranno a fare i primi bilanci su acquisti e cessioni e ci saranno i primi mugugni tra i tifosi.
Tuttavia, il modo di presentarsi di Marotta è qualcosa che dovrebbe dare fiducia ai tifosi.
Abnegazione, voglia di lavorare, competenza sono tre elementi che hanno pagato a Bergamo e Genova.
Infine due parole su Andrea Agnelli, giusto emblema dello spirito bianconero.
Quello spirito deve sempre essere vivo e la fiamma mai spegnersi.
La rivalità con l'Inter e con le altre squadre deve essere viva, ma portata nei canoni dello sport.
Tutti i tifosi sanno com'è andata e rimangono confidenti che anche Andrea Agnelli lo sappia.
I tifosi devono avere pazienza, se possibile e fiducia... se l'avranno potranno tornare anche loro a sorridere.
In caso contrario, possibile un altro fallimento, come i precedenti.
La Juventus si deve evolvere e non rivoluzionare, vedremo a giugno che tipo di evoluzione sarà, se darwiniana o meno.
Ecco le parole di Marotta
"....da oggi inizio una nuova avventura. Un'avventura a cui dedicherò la massima passione, la mia massima competenza e la massima professionalità. Professionalità che è sorta nell'ambito di questo mondo, un mondo che brucia un po' tutto velocemente, ma che è sorta partendo da ragazzo, quindi cercando di carpire quelle che sono state le nozioni di questa professione, accanto a professionisti più famosi di me che hanno sicuramente segnato la storia del calcio italiano. Mi appresto con molta umiltà a iniziare questo lavoro. Sicuramente ci sarà molto da fare, come ha detto poco fa il presidente e Jean Claude. La Juventus deve riposizionarsi su quello che è il blasone storico di una società tra le più importanti al mondo. Da parte mia sicuramente il contributo ci sarà e credo proprio che questa squadra - che non è la squadra che scende in campo e viene definita da tanti squadra invisibile - sia un elemento fondamentale, perchè si diceva e si dice ancora oggi nel calcio che la squadra che scende in campo è lo specchio della società, quindi più forte è la società, più forte è la squadra che scende in campo".
Ecco le parole di Del Neri
LUIGI DEL NERI: "Mi associo al Direttore. Buongiorno. Ringrazio appunto di questa opportunità che mi è stata data dalla società, a partire dal presidente Agnelli e dal dottor Blanc. E' chiaro che il mio impegno - con i miei collaboratori - sarà quello di dare una fisionomia giusta a questa squadra, che torni ad essere una squadra compatta, vogliosa di riuscire a ottenere risultati importanti. E' chiaro che ci attende un compito difficile e questo mi sembra abbastanza logico, però abbiamo tutte la voglia e tutte le energie giuste per poter dare il nostro contributo. E direi che questa è la base iniziale importante. Il massimo del nostro impegno, il massimo della nostra professionalità, la voglia di riuscire ad ottenere risultati importanti, se non tanto immediati, però di riuscire a creare una squadra che possa dare soddisfazioni ai tifosi. E soprattutto a far sì che questa chiamata sia quella giusta, nel senso che la società abbia direttamente puntato su un allenatore ed uno staff che hanno fatto bene quest'anno, l'anno scorso e nel passato, quindi noi speriamo di poter contribuire a far sì che loro ottengano quello che si aspettano da noi, cioè una Juventus vincente, non solamente sul campo, ma anche in altre situazioni".
Guarda il servizio di Studio Sport di oggi
Marotta parte insieme a Delneri per una nuova avventura, un'avventura difficile, ma non impossibile. Un'avventura che quasi tutti i dirigenti e allenatori italiani vorrebbero vivere.
Un'avventura che va vissuta nel giusto contesto e con le giuste aspettative.
Dopo che negli ultimi tre anni si sono forse avute più aspettative che altro, ora è il momento per la società di specchiarsi con la realtà e prendere consapevolezza della propria dimensione attuale e di attrezzarsi per essere competitiva in campo, ma anche a livello societario.
Non sarà facile portare un modello vincente, come quello Sampdoriano a Torino.
Torino non è Genova, e non solo perchè non c'è il mare... i tifosi sono esigenti e la rivalità e il confronto con una certa piazza a volte brucia le tappe.
Nel calcio non c'è riconoscenza, ci sono grazie che il giorno dopo sono dimenticati.
Tempus fugit... e già da domani si cominceranno a fare i primi bilanci su acquisti e cessioni e ci saranno i primi mugugni tra i tifosi.
Tuttavia, il modo di presentarsi di Marotta è qualcosa che dovrebbe dare fiducia ai tifosi.
Abnegazione, voglia di lavorare, competenza sono tre elementi che hanno pagato a Bergamo e Genova.
Infine due parole su Andrea Agnelli, giusto emblema dello spirito bianconero.
Quello spirito deve sempre essere vivo e la fiamma mai spegnersi.
La rivalità con l'Inter e con le altre squadre deve essere viva, ma portata nei canoni dello sport.
Tutti i tifosi sanno com'è andata e rimangono confidenti che anche Andrea Agnelli lo sappia.
I tifosi devono avere pazienza, se possibile e fiducia... se l'avranno potranno tornare anche loro a sorridere.
In caso contrario, possibile un altro fallimento, come i precedenti.
La Juventus si deve evolvere e non rivoluzionare, vedremo a giugno che tipo di evoluzione sarà, se darwiniana o meno.
Ecco le parole di Marotta
"....da oggi inizio una nuova avventura. Un'avventura a cui dedicherò la massima passione, la mia massima competenza e la massima professionalità. Professionalità che è sorta nell'ambito di questo mondo, un mondo che brucia un po' tutto velocemente, ma che è sorta partendo da ragazzo, quindi cercando di carpire quelle che sono state le nozioni di questa professione, accanto a professionisti più famosi di me che hanno sicuramente segnato la storia del calcio italiano. Mi appresto con molta umiltà a iniziare questo lavoro. Sicuramente ci sarà molto da fare, come ha detto poco fa il presidente e Jean Claude. La Juventus deve riposizionarsi su quello che è il blasone storico di una società tra le più importanti al mondo. Da parte mia sicuramente il contributo ci sarà e credo proprio che questa squadra - che non è la squadra che scende in campo e viene definita da tanti squadra invisibile - sia un elemento fondamentale, perchè si diceva e si dice ancora oggi nel calcio che la squadra che scende in campo è lo specchio della società, quindi più forte è la società, più forte è la squadra che scende in campo".
Ecco le parole di Del Neri
LUIGI DEL NERI: "Mi associo al Direttore. Buongiorno. Ringrazio appunto di questa opportunità che mi è stata data dalla società, a partire dal presidente Agnelli e dal dottor Blanc. E' chiaro che il mio impegno - con i miei collaboratori - sarà quello di dare una fisionomia giusta a questa squadra, che torni ad essere una squadra compatta, vogliosa di riuscire a ottenere risultati importanti. E' chiaro che ci attende un compito difficile e questo mi sembra abbastanza logico, però abbiamo tutte la voglia e tutte le energie giuste per poter dare il nostro contributo. E direi che questa è la base iniziale importante. Il massimo del nostro impegno, il massimo della nostra professionalità, la voglia di riuscire ad ottenere risultati importanti, se non tanto immediati, però di riuscire a creare una squadra che possa dare soddisfazioni ai tifosi. E soprattutto a far sì che questa chiamata sia quella giusta, nel senso che la società abbia direttamente puntato su un allenatore ed uno staff che hanno fatto bene quest'anno, l'anno scorso e nel passato, quindi noi speriamo di poter contribuire a far sì che loro ottengano quello che si aspettano da noi, cioè una Juventus vincente, non solamente sul campo, ma anche in altre situazioni".
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mercoledì 19 maggio 2010
TRA SOGNO E REALTA'

Nel calcio esistono i sogni dei tifosi e la dura realtà.
Se ti chiami Real Madrid a volte i sogni e la realtà coincidono, perchè speri di vedere insieme giocatori come Cristiano Ronaldo, Kakà etc. e poi te li ritrovi tutti in squadra. Poi però a volte anche per loro la realtà è dura e si ritrovano a non vincere nulla. E anzi si trasforma in incubo a vedere giocatori pagati oltre trenta milioni ciascuno e rivenduti alla metà protagonisti nella prossima finale di Madrid...Snejider e Robben che... strano il calcio.
Se ti chiami Barcellona, anche li sei molto vicino a vedere un limite sottile tra sogno e realtà e ogni anno di prendono Ibrahimovic e il Villa di turno...ma poi la realtà è dura quando ti trovi di fronte Mourinho e i suoi amici.
Se tifi Inter il sogno è la Champions... e la realtà sono quattro scudetti veri e uno finto e un predominio sportivo o se volete una "dittatura", che porta gli avversari verso la depressione, anche se sulle cause scatenanti ci sarebbe da dire.
Se sei tifoso della Juventus il sogno è rivedere la squadra del 2006, mentre la realtà è un settimo posto conquistato e una serie di certezze da cui ripartire, che però portano con sè mille e più dubbi.
La sfida che incominciano ad affrontare alle ore 12,00 Marotta e Delneri è delle più complicate o forse delle più facili.
Da una parte, senza Champions, fare peggio della stagione in corso sembra molto difficile, ma non si sa mai....
Dall'altra i tifosi bianconeri sono esigenti e per loro il secondo posto ha il gusto amaro della sconfitta.
Delneri e Marotta quindi, si giocano molto e sono in bilico tra il sogno di riportare la Juventus dove meriterebbe e la realtà di una squadra un pò allo sbando.
E i tifosi?... i tifosi oggi come oggi vivono in bilico... tra sogno e realtà di un calciomercato.
E' facile per alcuni fare i nomi di Robben, Ribery...Dzeko o altri...
Ma ci chiediamo effettivamente se questa sia la realtà o meno. Quanti saranno disposti a rinunciare al palcoscenico della Champions o a una finale di Intercontinentale per venire alla Juventus.
Non credo che Robben voglia venire in Italia per mangiare la pastasciutta insieme a Snejider... e nemmeno Ribery...
Oggi come oggi la Juventus può avere appeal in Italia per il blasone ma all'estero potrebbe anche non bastare. Magari Dzeko potrebbe accettare di passare da una Golf del Wolsburg a una Giulietta di casa Alfa Romeo... ma anche qui stiamo parlando di sogni.
La realtà sono un dirigente esperto come Marotta che ha rinunciato a un sogno Champions, un allenatore preparato con un modulo nuovo, ma vecchio (vedi Ranieri) e una squadra che potrebbe puntare in realtà su giocatori motivati italiani.
I vari Cassani, Palombo, D'Agostino, Palladino, Criscito..o gli stranieri Vargas, Kolarov, Kjier sono tutte realtà possibili e non sogni, sta ai tifosi prenderne consapevolezza o continuare a sognare.
martedì 18 maggio 2010
COSI' LONTANI O COSI' VICINI?
Se dovessimo analizzare la classifica e pensare che l'anno prossimo la Juventus possa competere con le prime, ci sarebbe da ridere. Una distanza di 27 punti dall'Inter, vuole dire 9 sconfitte in più...
Ma non è solo questa distanza che fa pensare: sono i 25 punti dalla Roma, i quindici dal Milan e i dieci dal Palermo...
Guardando questi numeri, l'analisi sarebbe impietosa: impossibile o quasi l'anno prossimo lottare con le prime.
Tuttavia il calcio non è solo numeri e statistiche, se no come sarebbe possibile nel 2006 che una squadra arrivata terza possa aver vinto lo scudetto...?
Per analizzare l'attuale situazione della Juventus dobbiamo fare alcune considerazioni.
La squadra, ha giocato a tratti e in alcune situazioni ha dimostrato di potersela giocare con tutti. Poi a livello pratico ci sono stati errori importanti in fase di preparazione, in fase di costruzione della squadra e anche in fase di gestione del gruppo, portando la squadra nella situazione peggiore o quasi della sua storia.
Tuttavia, guardando una singola partita, come ad esempio quella di domenica tra Siena e Inter, che ha visto una squadra retrocessa, lottare con onore fino alla fine, si possono fare valutazioni diverse.
Alla fin fine i fattori che incidono sono tanti e molteplici che quel gap cos' grande potrebbe un domani ridursi.
Oggi tra i tifosi c'è grande scetticismo sulle soluzioni adottate, forse tanto quanto fu scelto Ranieri e forse di più. Tutti sapevamo che non era un vincentissimo Ranieri, come tutti sappiamo che Delneri non ha vinto molto....tuttavia c'è sempre un ma...
Quel ma, che potrebbe trasformare il lontano in vicino è l'imprevedibilità delle cose. Quanti si aspettavano che Ranieri potesse portare la Roma al secondo posto dopo le prime giornate?
Probabilmente nessuno o pochi...
Ma quanti pensavano che il Siena avrebbe potuto impensierire così tanto l'Inter domenica? Nessuno.... Anzi in molti come alcuni ministri si sono indignati e sorpresi e volevano una partita passeggiata come quella di Roma....
Quindi... magari il prossimo anno, ci troveremo a commentare un'altra squadra bianconera, magari capace di sorprenderci, proprio come il Siena domenica.
La speranza dei tifosi è questa, che le alchimie tattiche che hanno portato Delneri ad avere ottimi risultati a Bergamo e Genova, possano ripetersi a Torino.
Oggi come oggi il gap è tanto... ma chissà se a giugno dell'anno prossimo potremo parlare diversamente...
Alla fin fine a fine agosto di parte tutti alla pari.... o no?
Ma non è solo questa distanza che fa pensare: sono i 25 punti dalla Roma, i quindici dal Milan e i dieci dal Palermo...
Guardando questi numeri, l'analisi sarebbe impietosa: impossibile o quasi l'anno prossimo lottare con le prime.
Tuttavia il calcio non è solo numeri e statistiche, se no come sarebbe possibile nel 2006 che una squadra arrivata terza possa aver vinto lo scudetto...?
Per analizzare l'attuale situazione della Juventus dobbiamo fare alcune considerazioni.
La squadra, ha giocato a tratti e in alcune situazioni ha dimostrato di potersela giocare con tutti. Poi a livello pratico ci sono stati errori importanti in fase di preparazione, in fase di costruzione della squadra e anche in fase di gestione del gruppo, portando la squadra nella situazione peggiore o quasi della sua storia.
Tuttavia, guardando una singola partita, come ad esempio quella di domenica tra Siena e Inter, che ha visto una squadra retrocessa, lottare con onore fino alla fine, si possono fare valutazioni diverse.
Alla fin fine i fattori che incidono sono tanti e molteplici che quel gap cos' grande potrebbe un domani ridursi.
Oggi tra i tifosi c'è grande scetticismo sulle soluzioni adottate, forse tanto quanto fu scelto Ranieri e forse di più. Tutti sapevamo che non era un vincentissimo Ranieri, come tutti sappiamo che Delneri non ha vinto molto....tuttavia c'è sempre un ma...
Quel ma, che potrebbe trasformare il lontano in vicino è l'imprevedibilità delle cose. Quanti si aspettavano che Ranieri potesse portare la Roma al secondo posto dopo le prime giornate?
Probabilmente nessuno o pochi...
Ma quanti pensavano che il Siena avrebbe potuto impensierire così tanto l'Inter domenica? Nessuno.... Anzi in molti come alcuni ministri si sono indignati e sorpresi e volevano una partita passeggiata come quella di Roma....
Quindi... magari il prossimo anno, ci troveremo a commentare un'altra squadra bianconera, magari capace di sorprenderci, proprio come il Siena domenica.
La speranza dei tifosi è questa, che le alchimie tattiche che hanno portato Delneri ad avere ottimi risultati a Bergamo e Genova, possano ripetersi a Torino.
Oggi come oggi il gap è tanto... ma chissà se a giugno dell'anno prossimo potremo parlare diversamente...
Alla fin fine a fine agosto di parte tutti alla pari.... o no?
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