Oggi pomeriggio alle 17,00 uno dei due avrà ragione e l'altro torto. Se la Juventus dovesse passare a Udine, forse le parole di Pozzo potrebbero non sembrare un'utopia e quelle di Del Neri della settimana scorsa pura scaramanzia. Se la Juventus dovesse invece pareggiare o perdere, allora Pozzo si travestirebbe da "gufo" e Del Neri da buon "realista". I tifosi consapevoli che Del Neri volesse tenere tutti con un piede nel mondo reale, preferirebbero però che fosse Pozzo ad avesse ragione.
Per i meno informati ripercorriamo le parole di Pozzo di ieri e quelle di Del Neri della settimana prima. Il patron friulano ha posto la Juventus insieme a Milan e Inter come le tre pretendenti per lo scudetto, elogiando i tanti ex, in particolare Pepe (gregario di lusso), Quagliarella e Iaquinta.
La settimana prima Del Neri, invece, aveva detto: "Non siamo da scudetto, il campionato se lo giocheranno altre squadre. Noi abbiamo qualità insicutibili e puntiamo sempre al massimo".
Insomma, dopo aver visto gli attaccanti del Lech giovedì fare il bello e il cattivo tempo anche Sanchez e Di Natale che già sono bravi da soli potrebbero sembrare Cristiano Ronaldo e Messi.
Per il pomeriggio di oggi ci vorrà attenzione e concentrazione, sperando di fare tre gol, ma magari di non prenderne sempre tre.
Questa Juventus deve crescere, ma per farlo serenamente ha bisogno di risultati positivi a partire da oggi.
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sabato 18 settembre 2010
mercoledì 30 giugno 2010
LA CARICA DEI 40....e 1

Molti conoscono il film la carica dei 101, con Pongo e Peggy impegnati con 101 uno cuccioli. Da oggi Delneri e il suo staff conosceranno la carica dei 40 e uno.
A tanto, approssimativamente, ammonta il numero di giocatori sotto contratto.
In principio c'era la Lazio con la rosa ampia...ora possiamo annoverare anche la Juventus, soprattutto se continuerà così.
Di questo passo per portare la squadra da Torino a Pinzolo non basterà un solo pulmann ma ce ne vorranno almeno due.
Oggi a Torino non ci saranno quelli che sono partiti (Cannavaro e Molinaro, Almiron), chi si è ritirato (Chimenti), tuttavia ci sarà un buon numero di sostituti.
Nell'organico oggi si contano i nuovi arrivati (Pepe,Martinez, Storari, Lanzafame, Bonucci, Costantino).
A questi bisogna aggiungere anche chi è tornato dal prestito e dalla comproprietà e i ragazzi della primavera che Delneri intende portare con lui a Pinzolo (Boniperti, Belcastro e Manuel).
Sono in tanti, dunque.
Chissà se a Pinzolo ci saranno proprio tutti o entro sabato ci saà qualche partenza.
La lista di quelli in bilico è ampia. Dai senatori (Trezeguet, Camoranesi, Zebina), ai paramentri zero o quasi (Salihamidzic, Grygera, Grosso), fino ad arrivare a chi è stato pagato tanto ma non ha reso secondo le aspettative (Tiago, Felipe Melo e forse Diego).
Infine ci sono i giovani che potrebbero essere girati per fare cassa o per farli giocare di più (Ekdal, Giovinco).
Un bel da fare per mister Delneri se rimanessero tutti o quasi, ci immaginiamo già le partitelle, servirebbero 4 campi o quasi...
Un bel da fare anche per il direttore generale Marotta che deve assolutamente cercare di vendere qualcuno per reperire le risorse necessarie per i nuovi acquisti.
Ci sarà da fare, per Delneri, Marotta e i loro 40 e uno cuccioli e state attenti a Crudelia de Mon che è sempre in agguato...io l'ho già individuata e voi...?
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lunedì 28 giugno 2010
MAROTTA, NUOVO MAZZINI BIANCONERO

La Giovine Italia (o Giovane Italia) fu un'associazione politica fondata a Marsiglia nel luglio 1831 da Giuseppe Mazzini, il cui programma veniva pubblicato su un periodico al quale fu dato lo stesso nome. L'obiettivo di questa organizzazione era quello di trasformare l'Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi di libertà, indipendenza e unità, destituendo il governo instaurato dall'Austria. La Giovine Italia costituì uno dei momenti fondamentali nell'ambito del Risorgimento italiano.
A leggere l'intervista di Marotta oggi, alla Gazzetta dello Sport, i tifosi bianconeri avranno pensato alla speranza di un "risorgimento" che aspettano da tempo per tornare dove il blasone vorrebbe.
Dall'intervista alla Gazzetta di oggi, si notano tre fattori principali: l'importanza di Andrea Agnelli e della famiglia, la credibilità del progetto, la necessità dell'aiuto di tutti, anche dei tifosi. Marotta ha le idee chiare, è concreto, e ha dato una linea chiara e una programmazione definita: squadra giovane, italiana e economicamente sostenibile.
Ecco in sintesi il Marotta pensiero sulla Juventus:
«Un’esperienza unica. Il calcio è uguale a tutte le latitudini, ma quando entri nel mondo-Juve capisci subito quanto pesa lavorare in uno dei club più importanti del mondo. La pressione è tanta, ma l’entusiasmo è pure superiore».
Sull'ambientamento:
«Il presidente, innanzitutto. Andrea Agnelli è giovane, ma vive il calcio da quando era ragazzo, cioè da quando frequentava la Juve insieme al padre e allo zio. Così ha maturato una grande esperienza e ora tutti stiamo traendo giovamento dalle sue indicazioni... Andrea ha il carisma per trasmettere a tutto il gruppo di lavoro un concetto in cui credo molto anche io.
«La grandezza di un club non è data solo dal tasso tecnico dei giocatori. Non basta spendere per avere successo. Il valore aggiunto viene dalla cultura che la società trasmette ai singoli: il senso di appartenenza, lo spirito di competizione e la voglia di migliorarsi sempre. Una volta ottenuto ciò, ne deriva anche la disciplina. E
Delneri, vedrete, è l’uomo giusto al posto giusto ».
Sul Gap con l'Inter
«Stiamo lavorando per allestire una squadra competitiva, ma serve pazienza. Mai perdere di vista i parametri finanziari. E dopo il ciclone di Calciopoli sarebbe stata dura per tutti riemergere.... Sono mancati i risultati nell’ultima stagione, ma il lavoro di programmazione resta. E la Juve ha i fondamentali per fare bene e tornare a vincere: anche nel breve periodo».
Sui giovani e budget
«Innanzitutto continuando a investire sui giovani, meglio se italiani. Da sempre la Juventus è il serbatoio della Nazionale, vogliamo continuare ad esserlo. Perciò tra le prime indicazioni del presidente c’è stata l’attenzione per il vivaio. Un compito che mi sono preso volentieri. Sinora siamo stati gli unici a spendere, ma è presto per fare i conti. L’importante è fare i passi giusti, senza perdere mai l’equilibrio finanziario, come vuole Platini. Il Milan s’è messo a dieta, ma anche l’Inter va verso questa direzione. Certo, quel rosso da 154 milioni dell’ultimo bilancio non è più compatibile».
Sugli acquisti effettuati
«Beh, non è stato facile convincere Bari e Genoa per avere Bonucci. Siamo soddisfatti, anche perché il difensore ha i requiasti del nostro rinforzo ideale. E’ bravo, è giovane ed è già azzurro..Cerchiamo giocatori al top e Pepe fa un lavoro di quantità che è prezioso in un gruppo di prima grandezza. Tocca ad altri dare la qualità alla Juve».
Sui prossimi potenziali:
Krasic««Abbiamo fatto la nostra offerta al Cska Mosca che non l’ha accettata. Poi noi abbiamo preso altre strade. L’ultima è quella di Lanzafame. E’ cresciuto nel vivaio bianconero e sinora non ha mai avuto la grande opportunità. Nel frattempo è cresciuto e siamo convinti che saprà sfruttarla al meglio». Elia: «Che è un ottimo giocatore e che l’Amburgo lo valuta tanto».
«Il nostro obiettivo è quello di avere due giocatori per ruolo. Siamo un cantiere aperto, ma sarebbe sbagliato aver fretta. Chiedo pazienza ai tifosi, magari anche sino a fine mercato».
Marotta, infine ha praticamente sancito l'addio con Camoranesi e confermato Chiellini e Marchisio come pietre miliari da cui ripartire.
A leggere quest'intervista, magari non tutti i tifosi saranno soddisfatti, perchè si parla di "vincere anche nel breve periodo", ma non subito, e quindi tutti sono consapevoli che anche la prossima stagione potrebbe essere interlocutoria. A tutti coloro che la pensano così. dico che i proclami non sono mai serviti a nulla. Questa Juventus, mi sembra stia partendo bene e sono d'accordo con Marotta, quando dice che ci saranno movimenti fino alla fine del mercato e bisogna avere pazienza.
ECCO L'ESTRATTO, QUASI COMPLETO, FONTE GAZZETTA DELLO SPORT DI OGGI
Un’esperienza unica. Il calcio è uguale a tutte le latitudini, ma quando entri nel mondo-Juve capisci subito quanto pesa lavorare in uno dei club più importanti del mondo. La pressione è tanta, ma l’entusiasmo è pure superiore».
Chi l’ha aiutata ad ambientarsi?
«Il presidente, innanzitutto. Andrea Agnelli è giovane, ma vive il calcio da quando era ragazzo, cioè da quando frequentava la Juve insieme al padre e allo zio. Così ha maturato una grande esperienza e ora tutti stiamo traendo giovamento dalle sue indicazioni».
In che senso?
«Già il ritorno di un Agnelli in prima linea è il segno che la proprietà crede nel progetto. Si aggiunga che Andrea ha il carisma per trasmettere a tutto il gruppo di lavoro un concetto in cui credo molto anche io».
Quale?
«La grandezza di un club non è data solo dal tasso tecnico dei giocatori. Non basta spendere per avere successo. Il valore aggiunto viene dalla cultura che la società trasmette ai singoli: il senso di appartenenza, lo spirito di competizione e la voglia di migliorarsi sempre. Una volta ottenuto ciò, ne deriva anche la disciplina. E
Delneri, vedrete, è l’uomo giusto al posto giusto ».
Belle parole. Ma come la mettiamo con il gap con l’Inter?
«Stiamo lavorando per allestire una squadra competitiva, ma serve pazienza. Mai perdere di vista i parametri finanziari. E dopo il ciclone di Calciopoli sarebbe stata dura per tutti riemergere
».
Il popolo bianconero patisce questa situazione.
«Non confondiamo le cose. Sono mancati i risultati nell’ultima stagione, ma il lavoro di programmazione resta. E la Juve ha i fondamentali per fare bene e tornare a vincere: anche nel breve periodo».
Come?
«Innanzitutto continuando a investire sui giovani, meglio se italiani. Da sempre la Juventus è il serbatoio della Nazionale, vogliamo continuare ad esserlo. Perciò tra le prime indicazioni del presidente c’è stata l’attenzione per il vivaio. Un compito che mi sono preso volentieri ».
Con la Sampdoria ha già ottenuto bei risultati con le giovanili.
«Negli ultimi anni club come la Samp, il Genoa e il Palermo hanno seminato tanto e bene. Ora tocca anche a
noi riprendere la strada maestra ».
Qual è la ricetta?
«Migliorare lo scouting, a 360 gradi. Ormai non ci sono più frontiere, i talenti vanno cercati in tutto il mondo».
Con gli stranieri come facciamo?
«Non deve condizionarci il flop azzurro in Sudafrica. Dobbiamo cercare la qualità dappertutto perché la Serie A deve attrarre le stelle per restare competitiva a livello europeo. E se i club italiani vincono nelle competizioni Uefa credo ne tragga beneficio anche la Nazionale».
Quant’è il budget?
«Sinora siamo stati gli unici a spendere, ma è presto per fare i conti. L’importante è fare i passi giusti, senza perdere mai l’equilibrio finanziario, come vuole Platini».
Comearriva la Juve al 2012, l’anno dell’introduzione del Fair play finanziario?
«Con uno stadio di proprietà a cui sta lavorando l’a.d. Blanc e con la prospettiva di aprire un ciclo importante».
Anche le altre grandi si stanno mettendo in riga.
«Il Milan s’è messo a dieta, ma anche l’Inter va verso questa direzione. Certo, quel rosso da 154 milioni dell’ultimo bilancio non è più compatibile».
Guardiamo agli ultimi colpi: il più difficile?
«Beh, non è stato facile convincere Bari e Genoa per avere Bonucci. Siamo soddisfatti, anche perché il difensore ha i requiasti del nostro rinforzo ideale. E’ bravo, è giovane ed è già azzurro...».
L’arrivo di Pepe non ha scaldato proprio tutti.
«Cerchiamo giocatori al top e Pepe fa un lavoro di quantità che è prezioso in un gruppo di prima grandezza. Tocca ad altri dare la qualità alla Juve».
E’ in arrivo anche Martinez.
«Aspettiamo che superi le visite mediche. Poi trarremo le conclusioni. Anche lui può darci una mano importante».
Ed ora cosa accadrà con Krasic?
«Abbiamo fatto la nostra offerta al Cska Mosca che non l’ha accettata. Poi noi abbiamo preso altre strade. L’ultima è quella di Lanzafame».
Con quali prospettive?
«E’ cresciuto nel vivaio bianconero e sinora non ha mai avuto la grande opportunità. Nel frattempo è cresciuto e siamo convinti che saprà sfruttarla al meglio».
Cosa ci dice di Elia?
«Che è un ottimo giocatore e che l’Amburgo lo valuta tanto».
Ci sono ancora un po’ di acquisti da fare.
«Il nostro obiettivo è quello di avere due giocatori per ruolo. Siamo un cantiere aperto, ma sarebbe sbagliato aver fretta. Chiedo pazienza ai tifosi, magari anche sino a fine mercato».
Camoranesi reclama un aiuto finanziario per andar via.
«Abbiamo parlato con tutti gli agenti dei nostri calciatori. Nel caso di Mauro abbiamo spiegato che la Juve gli sarà sempre grata, anche dal punto di vista umano, ma arriva sempre il momento in cui occorre voltar pagina».
Come giudica la scelta di Buffon di operarsi?
«Lo aspettiamo con fiducia. Gigi è uno di noi».
Chiellini resta o no?
«Mai messo sul mercato. Anzi, siamo pronti a incontrare il suo agente per dargli il riconoscimento economico che merita».
Anche Marchisio?
«L’obiettivo è crescere in casa i nostri talenti e Marchisio è uno di questi
venerdì 25 giugno 2010
BUONI I PRIMI, ORA FUORI I SECONDI!!!

In questo mese di giugno abbiamo assistito a tutta una prima serie di operazioni di mercato da parte della nuova dirigenza bianconera.
Prima Pepe, poi Storari, poi Martinez e infine Bonucci (gli ultimi due ancora da ufficializzare).
A questi vanno poi aggiunti anche Lanzafame e Paolucci, che probabilmente verranno inclusi nel ritiro di Pinzolo, magari in cerca poi di una successiva sistemazione a lungo termine.
Come l'hanno presa i tifosi, la piazza è soddisfatta di questo primo operato di Marotta?
Bhe i giudizi sono contrastanti ma essenzialmente positivi. Pochi soldi spesi nell'immediato, investimenti dilazionati e prime cessioni (Molinaro, Criscito, Almiron).
Tuttavia l'elemento che contraddistingue tutti i giudizi dei tifosi è la voglia che questo sia solo l'inizio. Che gli acquisti fatti siano solo i primi, o l'antipasto e che arrivino poi i "secondi" e i piatti sostanziosi.
In previsione del ritiro che partirà il 3 luglio, Del Neri, avrà comunque già una base su cui lavorare a cui andranno aggiunti poi i pezzi da novanta.
Alla squadra per essere competitiva per le posizioni che vanno dal secondo al quarto posto, mancano ancora una punta da venti gol (alla Dzeko), un altro centrale e almeno due esterni di difesa di valore e uno di centrocampo.
Per acquistare tutto questo, però servono almeno 4 cessioni (Camoranesi, Trezeguet, Diego, Tiago). Tutto questo diventa elemento imprescindibile, per fare nuovi acquisti.
Vi starete chiedendo perchè abbiamo scritto dal secondo al quarto posto.
Bhe sinceramente riteniamo l'Inter ancora irraggiungibile e a meno che non decida di ripetere il girone di ritorno dell'ultimo campionato, sarà dura lottare alla pari.
Potrebbero, però esserci sorprese, soprattutto se Marotta sarà capace di assicurare i primi che i tifosi bianconeri sperano...
venerdì 11 giugno 2010
CONCORRENZA SPIETATA

Sono lontani i tempi in cui arrivavi su Ibrahimovic e te lo portavi via per 19 milioni, oppure i tempi in cui andavi all'Arsenal e con 20 gli soffiavi il capitano.
L'anno passato i tifosi bianconeri devono sudare le proverbiali sette camicie per Diego, fare una faticaccia per prendere Felipe Melo per poi vedere prestazioni non esaltanti, oggi come oggi devono vedere in quanti anni pagare Pepe e assistere alle "aste" per Krasic, manco si trattasse di Zidane....
A proposito Zidane era stato pagato circa 7 miliardi e rivenduto... a 150... altro tempi....
La concorrenza oggi è spietata, non c'è giocatore su cui si porti la Juventus che ecco subito uno stuolo di pretendenti tutte di buon livello.
Qualche nome di pretendente? Bhe il solito City per Krasic e Dzeko.
L'Inter per Krasic, Bonucci, eventualmente Sagna e Criscito.
Il Milan per Bonucci, eventualmente Barzagli e Gallas.
La Fiorentina per Bonucci e infine se la Juventus volesse Aguero, in quel caso potremmo scrivere almeno sei/sette società.
In questa lista non abbiamo inserito Paris St Germain e Fenerbahce, confidando che la Juventus abbia ancora oggi un pochino più di appeal di queste due formazioni.
Sui blog, invece, impazza, la vicenda Krasic, parteciperà Marotta all'asta? La concorrenza riuscirà a portare via il sogno di mercato di una fetta dei tifosi.
Rimaniamo convinti che Krasic sia un buon giocatore, ma che sicuramente oggi come oggi non valga 20 milioni. Afellay, ottimo esterno del Psv è andato all'Amburgo per 9...quindi, un metro di paragone c'è.
Dobbiamo poi assistere, oltre alla concorrenza del City anche alle pressioni psicologiche dei compagni di squadra, con Stankovjc, pronto a fare pressioni perchè il serbo lo raggiunga all'Inter.
Chissà se ci riuscirà...sicuramente la concorrenza è spietata, attendiamo fiduciosi il primo colpo di Marotta, Pepe non è stato un colpo... semmai un colpettino, i colpi sono altri...la fiducia sarà ripagata?
domenica 6 giugno 2010
VECCHI, NUOVI, EVOLUZIONE O RIVOLUZIONE MASCHERATA
Vecchi e nuovi, rivoluzione o evoluzione, bianco o nero.
Temi caldi tra i tifosi che discutono online e non. Chi rimarrà dei vecchi, quali saranno i nuovi? Ci saranno tanti campioni?
In parte, ad alcuni dubbi ha risposto Marotta, in una breve intervista, facendo il solito punto, speriamo per tifosi nascondendo un po’ le carte.
Non si è parlato di nomi, ad eccezione di Pepe, ma di concetti generali. Condivisibili sono le parole di Marotta «Il nostro primo dovere è ridare fiducia ad un ambiente scosso dalla scorsa stagione. Il valore della rosa è eccelso, di grande livello. Poi, andremo ad intavolare trattative per mettere a disposizione del tecnico una squadra che permetta di scendere sempre in campo per vincere».
Ha ragione, ci vuole una squadra che scenda sempre in campo per vincere, competitiva e che sappia riconquistare i tifosi, che quest’anno hanno passato più tempo a contestare che a incitare la squadra. L’ambiente va rimotivato, a partire dal ritiro dI Pinzolo e l’unico modo di ricreare entusiasmo è prendere i giusti pezzi per il puzzle creando una combinazione credibile agli occhi del tifosi.
Marotta dice no a rivoluzioni, si a evoluzioni. Noi diciamo si ai campioni, si ai buoni giocatori, si a quelli che metteranno l’anima in campo.
Alcuni anni fa la Juventus e un “ certo presidente “ presero Di Livio. Alcuni tifosi lo conoscevano solo per averlo visto in qualche amichevole con la Juventus qualche mese prima. Alcuni tifosi erano scettici, altri meno… Bhe ora con l’acquisto di Pepe, ritrovo lo stesso scetticismo, che in parte è anche il mio. Pepe è un ottimo giocatore, ma i miei dubbi sono solo di natura economica…il Di Livio di allora era stato pagato pochissimo... Aspetto le cifre, per dare un giudizio definitivo, ma mi piacerebbe rivedere in Pepe, lo spirito dei Di Livio e poter dire che mai spesa sia stata più giusta. Quindi scetticismo su Pepe quasi eliminato e fiducia nel suo impegno e voglia di emergere.
Pepe apre la linea dei nuovi che potrebbe comprendere anche Motta, Dzeko, Krasic, Bonucci…ma a questo punto sarebbe evoluzione o rivoluzione?
Difficile dire quale sia il numero di giocatori che segna la linea di confine. Ai tifosi piace pensare che possano arrivare giocatori pronti a dare tutto e possibilmente campioni. Non sappiamo quindi, chi potrebbero essere i nuovi, e i vecchi e che fine faranno gli attuali componenti della rosa 2009/2010: Diego potrebbe partire, con lui Grosso e Caceres, già partiti Cannavaro e Molinaro e sul trampolino di lancio anche Tiago. Infine in bilico anche Trezeguet, Camoranesi, Giovinco e De Ceglie e qualche giovane emergente. A molti sembrerà una rivoluzione più che un’evoluzione, ma questo lo potremo dire solo alla fine.
Troppe volte si sono tirati i remi in barca quest’anno, questo non deve più accadere. Dopo Pepe, aspettiamo il prossimo pezzo del puzzle, magari uno di quei campioni che i tifosi vorrebbero già poter incitare a Pinzolo, i tifosi hanno già un paio di idee... basta guaardare a est.
Temi caldi tra i tifosi che discutono online e non. Chi rimarrà dei vecchi, quali saranno i nuovi? Ci saranno tanti campioni?
In parte, ad alcuni dubbi ha risposto Marotta, in una breve intervista, facendo il solito punto, speriamo per tifosi nascondendo un po’ le carte.
Non si è parlato di nomi, ad eccezione di Pepe, ma di concetti generali. Condivisibili sono le parole di Marotta «Il nostro primo dovere è ridare fiducia ad un ambiente scosso dalla scorsa stagione. Il valore della rosa è eccelso, di grande livello. Poi, andremo ad intavolare trattative per mettere a disposizione del tecnico una squadra che permetta di scendere sempre in campo per vincere».
Ha ragione, ci vuole una squadra che scenda sempre in campo per vincere, competitiva e che sappia riconquistare i tifosi, che quest’anno hanno passato più tempo a contestare che a incitare la squadra. L’ambiente va rimotivato, a partire dal ritiro dI Pinzolo e l’unico modo di ricreare entusiasmo è prendere i giusti pezzi per il puzzle creando una combinazione credibile agli occhi del tifosi.
Marotta dice no a rivoluzioni, si a evoluzioni. Noi diciamo si ai campioni, si ai buoni giocatori, si a quelli che metteranno l’anima in campo.
Alcuni anni fa la Juventus e un “ certo presidente “ presero Di Livio. Alcuni tifosi lo conoscevano solo per averlo visto in qualche amichevole con la Juventus qualche mese prima. Alcuni tifosi erano scettici, altri meno… Bhe ora con l’acquisto di Pepe, ritrovo lo stesso scetticismo, che in parte è anche il mio. Pepe è un ottimo giocatore, ma i miei dubbi sono solo di natura economica…il Di Livio di allora era stato pagato pochissimo... Aspetto le cifre, per dare un giudizio definitivo, ma mi piacerebbe rivedere in Pepe, lo spirito dei Di Livio e poter dire che mai spesa sia stata più giusta. Quindi scetticismo su Pepe quasi eliminato e fiducia nel suo impegno e voglia di emergere.
Pepe apre la linea dei nuovi che potrebbe comprendere anche Motta, Dzeko, Krasic, Bonucci…ma a questo punto sarebbe evoluzione o rivoluzione?
Difficile dire quale sia il numero di giocatori che segna la linea di confine. Ai tifosi piace pensare che possano arrivare giocatori pronti a dare tutto e possibilmente campioni. Non sappiamo quindi, chi potrebbero essere i nuovi, e i vecchi e che fine faranno gli attuali componenti della rosa 2009/2010: Diego potrebbe partire, con lui Grosso e Caceres, già partiti Cannavaro e Molinaro e sul trampolino di lancio anche Tiago. Infine in bilico anche Trezeguet, Camoranesi, Giovinco e De Ceglie e qualche giovane emergente. A molti sembrerà una rivoluzione più che un’evoluzione, ma questo lo potremo dire solo alla fine.
Troppe volte si sono tirati i remi in barca quest’anno, questo non deve più accadere. Dopo Pepe, aspettiamo il prossimo pezzo del puzzle, magari uno di quei campioni che i tifosi vorrebbero già poter incitare a Pinzolo, i tifosi hanno già un paio di idee... basta guaardare a est.
mercoledì 26 maggio 2010
SOTTO COPERTURA?

Difficile stabilire le strategie bianconere per la campagna acquisti stagione 2010/2011. C'è da dire una cosa, a differenza degli anni passati i possibili acquisti della Juventus non si fanno più sui giornali ma, fortunatamente, sottocopertura...
Sembra di essere tornati ai bei tempi, in cui si diceva un nome e poi ti trovavi il giocatore opposto già preso...
Coperture, movimenti sospetti, sotterfugi, tutte azioni da esperti di mercato.
Ma quali sono i nomi veri o presunti per la Juventus?
Si va dai Tasci, Subotic, Bonucci, Criscito, Cassani,Oddo, Kalahdze Luisao, Drenthe, Douglas, Marcelo, Motta,Kjier per la difesa...ai vari Pepe, Silva, Di Maria, Marchionni per poi finire con l'attacco dove la fantasia è al potere: Higuain, Dzeko, Aguero, Pazzini, Gilardino, Borriello, Huntelaar.
Insomma c'è da sbizzarrirsi....
Se fosse vero almeno il 50% altro che evoluzione, come diceva Marotta... qui sarebbe peggio della rivoluzione francese...
Rimaniamo convinti che Marotta stia operando sottotraccia, consapevoli di alcuni fattori:
Primo: la competenza e la professionalità sono dalla sua parte. Verranno inseriti giocatori utili alla filosofia Delneri, di primo piano o inseribili nel progetto.
Secondo: verranno utilizzate risorse a cui verranno aggiunte quelle delle cessioni. Gli otto milioni da Tiago, i cinque o sei da Almiron, i quattro da Molinaro e poi gli altri 30 da possibili scambi, uniti al tesoretto, pongono Marotta nella posizione di avere un budget di circa 80 milioni di euro, sufficiente per acquistare o due campioni es. Dzeko e Aguero, per intenderci, oppure 4/5 buoni giocatori.
Difficile capire la linea che seguiranno...forse per una volta dopo tanti anni non ci toccherà assistere a un tira e molla per Xabi Alonso o a un inseguimento di Gabriel Milito...
Tutti sanno com'è finita... meglio non sapere nulla... e trovarti poi con un giocatore tipo Ibrahimovic.... come faceva a tempo il direttore...
Speriamo che anche Marotta usi sim svizzere.... visto che gli intercettatori sono sempre in agguato... come quelli che fanno gli scherzi telefonici...
Leggi di come Moggi veniva intercettato durante il calciomercato mentre parlava con Giraudo...poi alcuni si chiedono ancora perchè avesse li sim svizzere...
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