Seguimi su Twitter

tuttojuve

Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
Visualizzazione post con etichetta ANDREA AGNELLI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ANDREA AGNELLI. Mostra tutti i post

martedì 21 giugno 2011

SONO SCESI IN CAMPO ED ERA ORA...

Era attesa, invocata, da tutto il popolo bianconero ed ecco che è arrivata la difesa dell'avvocato Vitiello al processo di Napoli. Una difesa che da non esperti di legge, ci è parsa puntuale, precisa, ma soprattutto chiara e diretta.

I punti discussi e le motivazioni indicate ci sembrano totalmente convincenti, ma soprattutto reali e concordano con quanto abbiamo visto, letto e discusso in questi anni al processo.

L'avvocato della Juventus ha difeso giustamente la Juventus e indirettamente anche Luciano Moggi e quella squadra che era da lui diretta come Direttore Generale. I sorteggi, gli arbitraggi, i presunti favori, i media, questi i punti trattati dall'avvocato durante l'arringa difensiva. I fatti e non parole portate ci sono parsi chiari e francamenti degni di nota.

Riportiamo di seguito alcuni tratti presi da Ju29ro.com che con la consueta tenacia, capacità e costanza ci ha tenuto aggiornati in questa giornata.

Sui sorteggi: "Sorteggi truccati? Testimonianze lo escludono. Vediamo se si poteva, attraverso la manipolazione della griglie e dei sorteggi, manipolare qualcosa. Manfredi Martino ha dovuto ammettere che per truccare era necessaria la consapevolezza da parte di arbitri e giornalisti. Nessun verbale dei notai è stato impugnato nessuna accusa di falso ai notai è stata fatta, e i notai qui in aula hanno chiarito tutte le modalità del sorteggio. Nessuna decisiva irregolarità, nessuno avanza sospetti. Il notaio evidenzia che il giornalista viene cambiato ogni estrazione, e che viene chiamato all’ultimo minuto.
Guardate gli orari. I verbali sono interessanti perché da una loro lettura emerge una circostanza. Gli orari. Dall’esame delle telefonate intercettate si vede che si parla degli abbinamenti non prima, ma dopo che sono avvenuti".

Anche sulle griglie: ".... non esisteva una categoria di privilegiati per questi fatti: tutti potevano, volendo, attivarsi per accedervi".

Potere mediatico: "Si parla di condizionamento non di sopraffazione, nessuno è mai stato minacciato. Tutti i giornalisti ascoltati hanno escluso che Scardina possa mai aver fatto pressioni per parlare bene di questa o quella squadra. Di più: il Tribunale di Roma ha stabilito che la Sanipoli non ha mai subito mobbing, non è mai stata dimensionata, solo per motivi di salute ha avuto meno incarichi. Si è sostenuta un'incidenza sugli spettacoli televisivi e l’elemento forte era il processo di Biscardi, in grande decadimento all’epoca dei fatti, in quanto da programma sportivo era diventato di intrattenimento e perché retrocesso da televisioni a carattere nazionale ad altre a carattere quasi regionale. E Moggi lì difendeva la Juve non gli arbitri!".

Frodi e partite: "per ogni singola partita vi abbiamo richiamato e prodotto il referto del quarto uomo, di tutte le attività svolte dall’arbitro partita per partita, con tutta la valutazione delle condotte e degli atteggiamenti. Se per la frode sportiva è necessario compiere atti fraudolenti che comportino il non regolare esito della competizione, ciò qui non è contestato! Ma se è vero che questo è un reato a consumazione anticipata è sempre necessaria la dimostrazione di una corruzione. La designazione dell’arbitro non può integrare gli elementi della frode sportiva e questo lo dice la Procura di Torino che esclude la sussistenza dell’illecito sportivo. Dovrei adesso iniziare capo per capo per ogni singola partita a ripercorrere i passi di Auricchio ma ve ne faccio grazia. Parlo però del metodo. Auricchio dice di non aver riscontrato niente. Vi dovrei citare Lecce-Juventus 0-1 in quanto ancora una volta i testi dell’accusa smentiscono l’accusa stessa. Lo stesso Zeman dice che era normale quello che è successo, si è giocato anche su campi peggiori, ma anche Ledesma dice che vi era stato l’accesso di De Santis prima della partita, il quale De Santis disse che nel corso della gara si sarebbe verificato se si poteva proseguire. Dice di non ricordare nessuna frase particolare e lo stesso Del Piero dice che l’arbitro parlò con i capitani e che le condizioni del campo erano contrarie a quelle che erano le condizioni della squadra della Juventus".

La disamina di Vitiello, come già quella di Prioreschi davanti alla Figc nelle scorse settimane è chiara. A differenza dell'accusa che è rimasta al 2006, riporta l'attualizzazione e la veridicità dei fatti. Piaccia o non piaccia a chi fugge via verso altri incarichi più prestigiosi, non esistono prove di corruzione, non esistono schede svizzere e conversazioni spiacevoli o fraudolente su tali schede, non esistono gare truccate o arbitri chiusi in sgabuzzini, prigioni o antiche spelonche. Esiste una squadra fortissima smantellata, un dirigente a cui è stato impedito di lavorare per sempre e una persecuzione mediatica e un danno patrimoniale non solo per la Juventus, ma per tutto il calcio italiano. Il mondo pre 2006 era un mondo strano dove tutti parlavano, forse a torto, ma parlavano tutti, ma dove vinceva sempre il più forte. Pensate che quello post 2006 sia così migliore? Noi non crediamo sia migliore, ma semplicemente diverso, ci sarebbe piaciuto che questa diversità fosse nata sul campo e non tramite un'azione creata ad hoc, non sappiamo da chi e non sappiamo perchè, ma da quanto è emerso è chiaro che il quadro del 2006 non era quello reale, ma un flebile schizzo che ha coperto quello che era un modello di società.

giovedì 26 maggio 2011

Da Andrea ad Andrea

Per partire con la nuova stagione, con il nuovo stadio, verso nuovi obiettivi Andrea Agnelli e Marotta hanno scelto Andrea Pirlo. Sarà lui a guidare il centrocampo della Juventus nella stagione 2011-2012. Una scelta voluta fortemente e convintamente. Forse per alcuni una scelta rischiosa, sicuramente non facile e che pone i vertici bianconeri nella posizione di giocarsi tutto con un grande campione, però non più in erba e che nella recente stagione ha giocato solo 16 gare. Pirlo non si discute tecnicamente e caratterialmente. Campione con la C maiuscola e uomo mai sopra le righe, come testimoniano gli anni di Milan e di nazionale. Da avversario sempre leale e corretto e un esempio anche per i più piccoli. Servirà la sua esperienza, sia fuori sia dentro il campo, anche per far crescere ancora i vari Marchisio e non solo... La Juventus però per centrare gli obiettivi avrà bisogno di una continuità maggiore, ma con un solo impegno alla settimana e incrociando le dita, i tifosi sperano che Pirlo possa farcela. Staremo a vedere.. da Andrea a Andrea il testimone passa di mano, dalla scrivania al campo.

martedì 8 marzo 2011

PERCHE' NON PER LA JUVENTUS?

Abbiamo ascoltato con grande attenzione le parole di Joh Elkann di ieri: "Andare all'estero non significa che quello che c'é in Italia si riduce. Fiat è un grande esempio di come una società italiana possa crescere all'estero e accettare la sfida dei mercati mondiali. Exor, la società di investimento controllata dalla famiglia Agnelli, ha a disposizione oltre un miliardo di euro per nuovi investimenti, Dobbiamo anzitutto accettare la sfida con il mondo ci sono un sacco di opportunità, ma dobbiamo attrezzarci per essere in grado di affrontare meglio i problemi''.

La domanda che nasce spontanea dopo queste parole è la seguente: la Juventus rappresenta per la Exor un investimento o meno? E' considerata ancora un asset importante che può risultare fonte di investimento o no? Nella sfida del mercato globale, perchè non puntare sulla Juventus come fiore all'occhiello soprattutto all'estero e in America dove il calcio ha sempre più seguito?

Ce lo chiediamo. La Exor ha in mano una grande opportunità, sfruttare la visibilità di due fiori all'occhiello del made in Italy (Ferrari e Juventus) e portarli nel mondo come vessilli da sventolare. Capiamo bene che per il mercato italiano sventolare troppo la Juventinità possa essere controproducente in ottica di vendita, ma all'estero puntare sul marchio bianconero non ci sembra per nulla controproducente.

Quando si parla di 9 miliardi di euro come investimenti, ci chiediamo perchè la Juventus non possa essere considerata come tale. Basterebbe sfruttare le leve del merchandising, accomunare il brand a quello Ferrari e portarlo ion giro per il mondo senza fargli perdere appeal. Inoltre, questo servirebbe per attirare nuovi giocatori.

Nessuna società in Italia e al mondo può accomunare l'eccellenza bianconera a quella Ferrari, perchè non farlo, quindi? Sarebbe un'economia di scala straordinaria.

In questo momento di difficoltà ci aspettiamo qualcosa dalla Exor e una strategia che punta sul brand Juventus non può essere perdente... Se non ci crede per prima la famiglia Agnelli che la Juventus è un investimento, perchè dovrebbero crederci 14 milioni di tifosi con abbonamenti allo stadio, tv etc.

La chiave sta proprio li, basterebbero 100 milioni per ripartire. Noi con le nostre stelle possiamo accenderne 1-2 i restanti toccano alla Exor.

PERCHE' NON PER LA JUVENTUS?

Abbiamo ascoltato con grande attenzione le parole di Joh Elkann di ieri: "Andare all'estero non significa che quello che c'é in Italia si riduce. Fiat è un grande esempio di come una società italiana possa crescere all'estero e accettare la sfida dei mercati mondiali. Exor, la società di investimento controllata dalla famiglia Agnelli, ha a disposizione oltre un miliardo di euro per nuovi investimenti, Dobbiamo anzitutto accettare la sfida con il mondo ci sono un sacco di opportunità, ma dobbiamo attrezzarci per essere in grado di affrontare meglio i problemi''.

La domanda che nasce spontanea dopo queste parole è la seguente: la Juventus rappresenta per la Exor un investimento o meno? E' considerata ancora un asset importante che può risultare fonte di investimento o no? Nella sfida del mercato globale, perchè non puntare sulla Juventus come fiore all'occhiello soprattutto all'estero e in America dove il calcio ha sempre più seguito?

Ce lo chiediamo. La Exor ha in mano una grande opportunità, sfruttare la visibilità di due fiori all'occhiello del made in Italy (Ferrari e Juventus) e portarli nel mondo come vessilli da sventolare. Capiamo bene che per il mercato italiano sventolare troppo la Juventinità possa essere controproducente in ottica di vendita, ma all'estero puntare sul marchio bianconero non ci sembra per nulla controproducente.

Quando si parla di 9 miliardi di euro come investimenti, ci chiediamo perchè la Juventus non possa essere considerata come tale. Basterebbe sfruttare le leve del merchandising, accomunare il brand a quello Ferrari e portarlo ion giro per il mondo senza fargli perdere appeal. Inoltre, questo servirebbe per attirare nuovi giocatori.

Nessuna società in Italia e al mondo può accomunare l'eccellenza bianconera a quella Ferrari, perchè non farlo, quindi? Sarebbe un'economia di scala straordinaria.

In questo momento di difficoltà ci aspettiamo qualcosa dalla Exor e una strategia che punta sul brand Juventus non può essere perdente... Se non ci crede per prima la famiglia Agnelli che la Juventus è un investimento, perchè dovrebbero crederci 14 milioni di tifosi con abbonamenti allo stadio, tv etc.

La chiave sta proprio li, basterebbero 100 milioni per ripartire. Noi con le nostre stelle possiamo accenderne 1-2 i restanti toccano alla Exor.

mercoledì 23 febbraio 2011

UN GIORNO CREDI DI ESSER GIUSTO...

"Un giorno credi di essere giusto e di essere un grande uomo, in un altro ti svegli e devi cominciare da zero".

Probabilmente questo è stato il leitmotiv dell'incontro di ieri tra la nuova triade bianconera (Marotta, Agnelli e Nedved) e la squadra. Questa Juventus deve ricominciare da zero. Ricominciare a correre, ricominciare a lottare, ricominciare dalle piccole cose come la voglia di prevalere sull'avversario. Questa Juventus in quasi sette mesi ha costruito e distrutto speranze. Ora tocca ripartire e provare a ricostruire. Cominciare da zero per i tifosi. Cominciare da zero per salvare il bilancio. Cominciare da zero per dimostrare che la Juventus c'è ancora. Dopo l'Inter ci eravamo illusi che nonostante tutto e tutti la Juventus era ancora viva e vegeta, ma prestazioni come quella di Lecce non sono degne della parola Juventus.

"A questo punto non devi lasciare, qui la lotta è più dura, ma tu se le prendi di santa ragione insisti di più. Sei testardo, questo è sicuro quindi ti puoi salvare ancora metti tutta la forza che hai nei tuoi fragili nervi".

Basterebbero queste ulteriori parole di Bennato per esprimere quello che dovrebbero dare i giocatori sabato. Dare tutto, ricominciare da zero, del resto a guardarsi indietro ci si fa solo del male.

domenica 30 gennaio 2011

Andrea devi lottare per la gestione individuale dei diritti tv

Si stanno svegliando.... piano piano si stanno svegliando e accorgendo che il mondo del pallone cambia, esiste la globalizzazione e non si deve più coltivare l'orticello per essere felici.

La legge definita "diritti tv collettivi" sulla suddivisione dei diritti, applicata seguendo il modello inglese è stata un "grande errore". Ormai è chiaro e semplice. L'ingerenza della politica di allora e in particolare della commissione guidata dal Ministro Melandri sembra non essere stata, a nostro avviso, così brava da trovare la soluzione migliore.

Perchè? Primo perchè l'Inghilterra è un pease diverso con ricavi proporzionati tra botteghino, merchandising e con una tifoseria molto localizzata. L'aver privato in Italia alcune grosse società di ricavi del 10% circa ne ha limitato le risorse, limitando anche il mercato e a cascata anche i ricavi delle piccole società.

Prima la Juventus investiva 100, ora è costretta a investire 70 perchè dai diritti tv prende meno. Ne consegue che investe di meno anche sul mercato domestico e squadre che una volta erano fucina ne risentono a cascata.

Già ieri Andrea Agnelli ha parlato di diminuzione dei ricavi in seguito alla nuova direttiva dei diritti tv. Noi ci chiediamo, non è possibile tornare ai diritti individuali? Non è meglio che chi genera lo spettacolo venga retribuito secondo i parametri che gli competono?

Questa diminuzione dei ricavi ha anche avuto riflessi sulla competitività delle squadre italiane in Europa.

Oltre a questo c'è anche la situazione di Dalhia tv che è sull'orlo del precipizio. Insomma, a noi sembrerebbe molto più utile tornare alla gestione individuale dove la regola di mercato fa la legge e dove viene garantita una mutualità di partecipazione, magari presa dal 10% dei ricavi di ciascuno e ripartita poi in parti uguali. Bisognerebbe poi capire i criteri attuali di spartizione dei diritti, tra bacini di utenza e meriti sportivi. Insomma, parametri che hanno secondo noi una volatilità troppo alta. Riteniamo giusto che per esempio il Palermo prenda la cifra corretta per il suo valore e per l'apporto che i suoi tifosi portano come ricavo alle tv e così tutte le squadre. In questo momento di difficoltà la mutualità vale fino ad un certo punto, perchè poi i risultati in Europa sono sotto gli occhi di tutti.

Se Andrea Agnelli vuole aumentare i ricavi dovrebbe iniziare con Milan e Inter questa volta una lotta proprio da qui affinchè i ricavi siano proporzionali e dettati dal valore che solo Sky, Mediaset e le altre emittenti possono dare a un prodotto, che vale in quanto ci sono le stars che sono Milan, Inter, Juventus, Napoli, Roma e che vanno retribuite secondo le regole di mercato e non secondo le regole della mutualità. Garantendo risorse adeguate si avrebbe competitività in Europa adeguata. In caso contrario, spartizione, gran confusione, campionato di basso livello e figure "barbine" in Europa.

mercoledì 27 ottobre 2010

LE VIE DEL RISARCIMENTO SONO INFINITE

La settimana scorsa abbiamo parlato dell'intervento dell'avvocato Vitiello al processo di Napoli e di alcune sue domande a Del Piero, che non ci hanno lasciati indifferenti. «Nell'anno 2004 arrivarono alla Juve campioni ex tricolori della Roma, Emerson e Zebina, il più forte difensore del campionato, Cannavaro, Blasi e Ibrahimovic e dalla Roma Fabio Capello?». Del Piero risponde: «Certo, quella era una squadra con tantissimi campioni. Poi venne Vieira, il miglior centrocampista d'Europa nel 2005». E Vitiello: «Conferma che dopo le sentenze del 2006 ci fu una diaspora che non la rigurdò con campioni ceduti a Real Madrid (Cannavaro), Barcellona (Zambrotta), Inter (Vieira e Ibra)?». Alex: «Certo, era un telaio di campioni. Ne avevamo nove nella finale mondiale del 2006». «Anche Iaquinta, che arriverà poi alla Juve, e Zidane che c'era stato pochi anni prima erano in quella finale mondiale?» «Sì, anche Henry era stato da noi: lo sottolinearono tutti, questo dato nel 2006». E la classifica recitava Juve campione a 86 punti e 91 nel 2006. «Sì e i tanti gol fatti da me, Ibrahimovic, Trezeguet in quegli anni erano nostri, mica regalati dagli arbitri. Potevamo segnare senza rigori e i numeri lo testimoniano». Vitiello incalza per dimostrare il valore di uella squadra sventrata da Calciopoli: «Altre squadre in quegli anni fecero investimenti pari alla Juve?» «So che la Juve investì almeno 150 milioni, di certo l'Inter investì molto, lo ha fatto sempre».

Questa serie di domande, così precise, così sicure, hanno mostrato in concreto come la Juventus stia tentando una prima mossa per dimostrare come e quanto le decisioni del 2006 l'abbiano penalizzata a livello di immaginem di risultati e svalutazione parco giocatori, soprattutto la domanda sugli investimenti è una domanda molto particolare.

Le parole di Andrea Agnelli di ieri: "'Una volta accertata la correttezza della societa' negli anni in questione potremmo avanzare la richiesta di riassegnazione dei titoli'' sono solo la conferma che se a Napoli tutto andrà come sembra in base agli interrogatori, vale a dire lo smontamento totale di cupole e teoremi dell'accusa, a quel punto ci sarebbe un grosso terremoto e la federazione rischierebbe di dover dare spiegazioni del comportamento del 2006, rischiando anche un pesante risarcimento.

La strategia della Juventus potrebbe essere proprio questa, chiedere alla federazione l'immediata restituzione degli scudetti e magari una dilazione nel pagamento del mutuo sullo stadio e non ricevere un risarcimento economico (valutato in almeno 300 milioni di euro) che difficilmente la federazione sarebbe in grado di elargire.

E' proprio il caso di dire che le vie del risarcimento potrebbero essere infinite e in questo caso un arbitrato sarebbe necessario per decidere i milioni di risarcimento e non per scontare il numero di punti di penalizzazione...

In ogni caso per i tifosi bianconeri nessun risarcimento potrà essere sufficiente per accettare le umiliazioni subite dal 2006 ad oggi.

sabato 18 settembre 2010

80 motivi per sperare

In questi giorni tutti gli appassionati che sperano in una risoluzione diversa del Processo di Calciopoli e in una ricerca della verità sempre più vicina alla loro realtà hanno un motivo in più per sorridere, qualche fiches in più è stata messa sul tavolo e anche la Juventus dopo le parole è passata ai fatti.
Andrea Agnelli, è pronto a depositare in Federcalcio 80-85 intercettazioni e a chiedere la revoca dello scudetto assegnato a chi non l'aveva vinto sul campo.
In molti hanno parlato di telefonate contro l'Inter. Noi non siamo d'accordo. Non parlerei di telefonate contro l'Inter, ma di telefonate che dimostrano un "modus operandi" comune, forse non etico al 100%, ma non illecito come qualcuno ha sempre voluto far credere e ribadisce da ormai 4 anni.
La questione, battaglia, querelle o chiamatela come volete, non va fatta contro l'Inter, perchè l'Inter non è l'obiettivo. La battaglia in senso lato, ovviamente, va fatta per dimostrare che le vittorie sono avvenute regolarmente e che gli episodi registrati sono stati errori, allora come quelli di adesso.
La Figc, con lentezza bradipesca (adesso....) ha acquisito dalla procura di Napoli tutti i file con le 180.000 intercettazioni di Calciopoli: costo di diritti di cancelleria, 67.228 euro. Direi quasi 68,000 euro pagati dai contribuenti a che pro?
Siamo curiosi di sapere se questi 68,000 saranno soldi spesi per cercare la verità o per un nuovo processo alle streghe, stile 2006, a velocità della luce.
Infine vorrei dire due parole, contro chi dice che la Juventus si è sveglata solo adesso. Questo è sicuramente vero ma non totalmente. Se la Juventus, avesse avuto tutto il quadro delle telefonate, sicuramente Zaccone non avrebbe detto le parole che ha detto, che comunque furono da molti travisate in parte o totalmente. Con il quadro chiaro sicuramente la difesa sarebbe stata diversa...
Da ottobre ci saranno 80 motivi in più per sperare. Chi ha creduto alle favole del 2006 potrebbe svegliarsi e vedere una realtà diversa....

sabato 28 agosto 2010

Quelle parole ben spese

Efficienza, rinnovamento, amore e passione
Dall'intervista di Andrea Agnelli rilasciata a Sky compaiono quelli che sono quattro importanti fattori nel pensiero di molti tifosi.
Ritengo l'intervista molto emozionante, nel senso che trasmette sicuramente qualcosa che ti arriva diritto al cuore.
Trasmette la voglia di ricominciare dopo una stagione nefasta, trasmette attaccamento ai colori e soprattutto trasmette il legame con il passato e anche con la gestione più vincente della storia bianconera 1994-2006.
Il fatto che non si voglia rinnegare il passato lo considero l'elemento principale.
Le parole su Giraudo, poi, sono una reale consapevolezza che questa nuova gestione cercherà di riprendere quella strada che era vincente e che secondo noi, non come dicono altri, è stata ottenuta con vittorie oneste e sul campo.
Nel cuore dei tifosi, rivedere certe immagini porta un pò di malinconia.
Per tutti i tifosi sarebbe bello, rivivere quello che è stata la Juventus dal 1994 in poi, solo per citare la storia recente, però allora (nel 1994) anche se ci fu una rivoluzione si tennero in rosa alcuni campioni come Vialli, Ravanelli, Baggio, poi ceduti ma quando erano già sulla soglia della trentina. Oggi come oggi alcune cessioni ci sono state, c'è stato il ringiovanimento generale e la riduzione dei costi, ma forse mancano i campioni che c’erano allora (la Juventus aveva vinto una Coppa Uefa con Trapattoni). I tifosi sono preoccupati, alcuni parlano di ridimensionamento, altri invece dicono che la storia della Juventus è quella dei Di Livio, Torricelli, io sto nel mezzo, nel senso che mi piace la Juventus italiana e umile ma mi anche almeno un campione, dopo Marotta, che ritengo anche io un campione, se volete il nostro Gianluca Vialli fuori dal campo per rievocare il passato...
Personalmente ritengo che la Juventus debba essere un mix di giocatori di classe e di grandi uomini. Come dice giustamente Agnelli il gruppo è fondamentale.
In tifosi sperano, sentendo queste parole che gli obiettivi prefissati possano essere raggiunti. Ovviamente sperano di vincere, magari non subito ma entro i prossimi due/tre anni. Per quest'anno gli piacerebbe tornare in campo a testa alta e soprattutto rivedere la storia del passato recente non calpestata.
Parole come quelle di Moratti dei giorni scorsi non possono essere accettate. Le istituzioni devono capire che la storia del recente passato è stata una storia pulita che va chiarita e anche rapidamente. L'obiettivo, quindi, se sul campo è lottare per i vertici almeno fino alla fine, fuori dal campo deve essere la restituzione o comunque la revoca di quegli scudetti assegnati senza motivo ad altri e far rivivere negli occhi e nel cuore dei tifosi la passione.
Vedere a fine agosto delle trascrizioni che ancora non sono arrivate dovrebbe far pensare, a livello istituzionale e di peso politico attuale della Juventus.
In ogni caso, da questa Juventus i tifosi si aspettano i fatti dopo le parole.
A partite proprio da domani...ore 18,00, prima tappa per ritornare a essere la JUVENTUS.


mercoledì 7 luglio 2010

TRA VOLERE E POTERE...


In questi giorni a Pinzolo c'è stata la visita del direttore Generale Marotta e del Presidente Andrea Agnelli.
L'arrivo della classe dirigenziale ha portato entusiamo, del resto Marotta è stato investito del "nome" di grande acquisto dell'estate bianconera, quindi...
Ieri, Andrea Agnelli, mentre la squadra era in campo è entrato con il direttore generale per l'allenamento del mattino.
Il presidente non ha deluso i tifosi "calorosi" e li ha salutati, fermandosi a parlare con loro e non sottraendosi al bagno di folla di Pinzolo.
Molte le domande e gli slogan dei tifosi, ma due/tre quelli principali:
'Abbiamo fiducia in te' a 'Fatti restituire i due scudetti che sono nostri' e poi ancora'Tu sei la Juve'.
Andrea ha risposto con la solita gentilezza, pacatezza e stile.
'La Juve siete voi. Dobbiamo stare tutti uniti e non chiamatemi presidente. Chiamatemi Andrea',
Quanto ha ragione Andrea, quando dice queste parole, i tifosi devono rimanere uniti e vicini alla squadra.
I tifosi gli chiedono i due scudetti, quelli si che sarebbero ben accetti.
Andrea ha chiesto "equità" e su quel tema non possiamo fare altro che associarci.
Tuttavia, c'è diffenza tra quello che vogliono i tifosi e quello che può fare la società.
Purtroppo l'opinione pubblica è chiaramente schierata e anche se Abete ha chiesto l'acquisizione di tutte le telefonate, sarà difficile per la Juventus ottenere giustizia o almeno equo trattamento.
Bando ai facili entusiasmi della passata stagione, entusiasmo tramutato poi in contestazione con il procedere della stagione.
Il pubblico, deve essere consapevole che si sta cercando di costruire qualcosa di grande, ma che ci vuole tempo.
Qualcosa rispetto al passato, forse si vede, una progettualità tecnica maggiore (quella finanziaria c'è sempre stata), una linea chiara e una politica definita.
Del neri forse come nome non ha suscitato l'entusiasmo che avrebbe suscitato Benitez, ma sta dimostrando sul campo (e questa è la cosa più importante), di essere motivato al 100% per la nuova avventura e di non voler lasciare nulla al caso.
Infine, ultimo ma forse elemento più importante è il lavoro di Beppe Marotta.
I suoi colloqui devono tramutare il volere in potere.
Si devono convincere i "dubbiosi" e tramutarli in "partenti", senza quell'opera fondamentale di convincimento, il volere rimarrà tale e solo un sogno.
I tifosi la lista dei sogni l'hanno compilata da tempo, sta a Marotta tramutarla in realtà.


venerdì 18 giugno 2010

VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT


Caro Presidente,
ci ha molto colpito la sua lettera indirizzata al popolo bianconero. Un popolo bianconero che da tempo, per noi forse troppo, sta vivendo momenti non esaltanti. E’ difficile andare dietro a tutte le voci dei tifosi. Oggi, come oggi, internet permette di raccogliere il maggior numero di opinioni possibili, confrontare pareri e soprattutto in molti, anche i più piccoli possono dire la loro opinione. Noi nel nostro piccolo, cerchiamo di riportare una voce, un sentimento, a volte fuori dal coro, ma sempre sostenuto con onestà e passione. A molti sembreremo di parte, forse troppa, ma sono sicuro che molti che si fingono imparziali, sono poi molto più di parte di altri. Noi cerchiamo il confronto dialettico, a volte anche pungente, ma mai lo scontro.
Personalmente ho molto apprezzato la sua lettera per tre motivi.
Primo: per la prima volta, si parla in modo diretto, senza fronzoli, senza giri di parole. Sappiamo tutti che il calcio estivo è giri di parole, sogni, illusioni, delusioni. In quanti dopo Diego e Felipe Melo l’anno passato si erano illusi, calcio d’agosto non ti conosco diceva un proverbio. Ai tifosi piacerebbe tornare al classico “meno parole e più fatti” e su questo mi sembra che ci siamo.
Secondo: in moltissimi hanno accolto con soddisfazione l’arrivo di Marotta, e siamo d’accordo nel definirlo il vero colpo bianconero. Marotta rappresenta per molti un esempio di professionalità e di come si possa crescere dal Varese e arrivare alla Juventus, passando per Atalanta e Sampdoria. Marotta dal punto di vista dirigenziale ha fatto quel percorso che ha fatto anche Del Neri e che fecero in passato anche grandi giocatori bianconeri. I tifosi della Juventus non sono dei “pazzi sognatori”, sanno benissimo che il gap attuale con l’Inter soprattutto è forse incolmabile. Si è creato un divario di 4/5 anni, prima creato dal “disastro” e poi forse dalla troppa voglia di essere legati a certi campioni che avevano dato molto. I tifosi, come dice anche lei, chiedono competitività, sanno benissimo che ottenere vittorie sarà difficile, ma chiedono di rivedere gli occhi di tigre del passato, dei vari Vialli, Ravanelli, Di Livio, Montero, solo per citarne alcuni dei più recenti fino a Pavel Nedved, Alessandro Del Piero, Buffon e Chiellini. I tifosi chiedono emozioni, le stesse vissute in molti al ritiro di Pavel Nedved (chissà in quanti avevano le lacrime agli occhi per il ceco…).Vogliono rivedere quello spirito che nell’ultima stagione, forse, è andato perso serve tutto quello che giustamente dice lei.
Infine, il terzo e ultimo punto, lei dice:
“Sappiate inoltre che io, come tutti voi, sono in vigile attesa di conoscere le decisioni definitive della giustizia sportiva che dovrà dimostrare, di essere uguale per tutti in qualsiasi momento storico. Ecco perché farò sempre sentire la voce della Juventus in FIGC, in Lega Calcio e in ogni altra sede”.
Non so, francamente, se lei ha avuto la possibilità di seguire il lavoro, a volte faticoso, con cui, insieme ad altri siti, stiamo riportando sulle decisioni e sul lavoro della giustizia ordinaria e di quella sportiva. Anche noi e come noi altri 14 milioni di appassionati bianconeri, sono in attesa di sapere le decisioni della giustizia sportiva. Capiamo benissimo che il vostro ruolo vi impone prudenza e il classico piede di piombo. Il nostro, invece ci impone la ricerca della verità, ci impone la schiettezza e a volte ci impone anche l’impertinenza e anche di tastare l’umore e il polso della piazza. Proprio come lei vogliamo che la legge sia uguale per tutti, per questo seguiamo e siamo tra le poche testate a farlo, ci muoviamo senza condizionamenti e senza influenze esterne, con il rischio di essere spesso messi all’angolo come pugili suonati.
Nel nostro piccolo, facciamo conoscere ai tifosi quelle che sono le voci dei protagonisti e rimaniamo convinti che il lavoro fatto dalla Juventus dal 1994 al 2006 sia stato un lavoro onesto. Spero che nessun tifoso possa vergognarsi mai per quegli anni. Rimaniamo convinti che le lacrime versate nella finale di Roma siano state lacrime vere, come quelle per le finali perse successive, da Monaco di Baviera ad Amsterdam e Manchester. Pensiamo che le lacrime del 2006 versate per una retrocessione con un processo “unico nel suo genere”, mentre un’Italjuve vinceva il mondiale non siano lacrime vane, perché dalle grandi delusioni poi forse nascono le grandi imprese. Alla fin fine tutti coloro che lottano per la giustizia, sono al vostro fianco e quando lei dice che vigila, non sarà un metronotte solo, sarà accompagnato da moltissime persone che di parte o non di parte, vigileranno affinché sia garantito un trattamento uguale per tutti.
Verba volant scripta manent dicevano gli antichi, per questo i tifosi apprezzano la tua presa di posizione e ti fanno l’in bocca al lupo.

lunedì 14 giugno 2010

PATTI CHIARI... AMICIZIA LUNGA ?


Amici mai... preferirebbero cantare alcuni tifosi bianconeri insieme a Venditti. Juve e Inter mai amiche, anche se poi andiamo a vedere che Moggi e Moratti ogni tanto si sentivano e quindi, i rapporti di buon vicinato si dovrebbero tenere sempre.
Noi preferiamo la linea del rispetto, il sorrisetto a denti stretti, consapevoli che gli scudetti vinti sono stati vinti sul campo e che il cartonato andrebbe restituito al legittimo proprietario.
Detto questo, segnaliamo come Sky, ieri abbia riportato una notizia secondo cui Andrea Agneli avrebbe deciso di lasciare una corsia preferenziale su Palombo all'Inter, in cambio del via libera su Krasic e su altri potenziali obiettivi bianconeri (Clichy?).
Marotta lascerebbe quindi all'Inter un suo pupillo. L'Inter eviterebbe di partecipare all'asta e di entrare nel meccanismo del CSKA e comincerebbe un lento cammino di italianizzazione e di riduzione dei costi (su questo ci torneremo..).
Tutti d'accordo... patti chiari, amicizia lunga quindi?
Insomma, i tifosi non la penserebbero così. In passato l'amicizia tra Inter e Juventus conta in pochi scambi... Senza andare indietro ai Tardelli, agli Altobelli e abbandonando gli elli... ai Dino Baggio... o agli Schillaci, ai tifosi piace ricordare la "magia"...
Dicesi "magia" il viaggio in taxi Moggi/Cannavaro e lo scambio Cannavaro/Carini.
Ecco i tifosi bianconeri vorrebbero rivedere questo come patto di amicizia tra i club, magari un bello scambio del genere.
Sicuramente non vorrebbero fumarsi un calumè della pace ricordando Vieira e Ibrahimovic, venduti in una situazione limite che tutti ricordano.

Quindi ripetiamo, patti chiari e per amicizia lunga, speriamo che se amicizia deve essere che non sia a senso unico...e che da Milano a Torinonon tornino solo giocatori... a buon intenditor poche parole...



lunedì 31 maggio 2010

E' IL MOMENTO OK..PER...IL BUDGET


Qualche anno fa c'era un programma dal titolo "Ok il prezzo è giusto", lo conduceva una volta il compianto Gigi Sabani e poi Iva Zanicchi.
Dovessimo sintetizzare le parole di Blanc di ieri a Sky, potremmo dire... "è il momento ok di....e poi dire... "...ok il budget è giusto".
Nella sua chiaccherata l'ad bianconero ha parlato di mercato, stagione e molto altro.
"Metteremo il budget giusto ma quale sia questo budget non lo comunichiamo. Marotta e il suo staff sono al lavoro per portare a casa i giocatori giusti. Proclami non ne facciamo....Avremo i mezzi per fare bene in questo mercato...Tutti i grandi club europei cercano di vendere prima di acquistare e aspettano per fare il colpo giusto".

Su una cosa siamo d'accordo con Blanc, evitare il più possibile i proclami.
Sarebbe deleterio, sentire ancora quelle parole che prima parlano di campionato e poi giornata dopo giornata, prvedono un abbassamento graduale dell'asticella.
Meglio un low profile e prima dare parola al campo...

Tra gli altri temi Blanc ha parlato anche di blocco italiano: "Anche quest’anno metà del gruppo era formato da italiani. Vogliamo sempre dare alla nazionale giocatori importanti".

Blanc ha concluso poi parlando dei più e i meno della stagione.
Tra i più è riuscito a ricordare il settore giovanile, con il trofeo di Viareggio vinto...
Sicuramente vincere il Viareggio è lodevole, ma sarebbe importante, vedere anche alcuni di quei giovani inseriti in rosa.

Tra i meno della stagione, gli errori fatti: "Dobbiamo imparare dagli errori fatti quest’anno per non ripeterli nella prossima stagione. Difficile dire che cosa sia andato storto. Forse è dipeso dall’altissimo numero di infortuni: è una cosa che dobbiamo capire.

Concludiamo con le parole di Blanc sullo stadio: "...abbiamo anche fatto crescere il progetto dello stadio. Bastano dodici mesi per finirlo. I lavori sono andati avanti molto bene... il nostro sarà il primo stadio privato di una società italiana. Anche se gli Europei non sono arrivati, la Juve è andata avanti. È una struttura di qualità pensata per le famiglie. La Juve è la prima società italiana a farlo".

Su questo punto Blanc ha pienamente ragione, lo stadio deve essere il fiore allo'occhiello della Juventus, l'elemento che deve far lievitare i ricavi e dare nuove risorse alla società.
Tuttavia ci chiediamo, se il budget è veramente giusto... sarebbe bello per i tifosi bianconeri festeggiare qualcosa all'inaugurazione del nuovo stadio, magari con dei campioni, che devono inesorabilmente arrivare dal mercato in essere.
Blanc invita i tifosi ad avere fiducia in Marotta e Andrea Agnelli.
I tifosi per ora quella fiducia ce l'hanno... al 31 agosto, speriamo di poter rispondere in maniera ancora più convinta... "ok il budget è giusto!".

giovedì 20 maggio 2010

PAROLE "SANTE"

Pacate,oculate, moderate... ecco le parole con cui si è presentato oggi Marotta.
Marotta parte insieme a Delneri per una nuova avventura, un'avventura difficile, ma non impossibile. Un'avventura che quasi tutti i dirigenti e allenatori italiani vorrebbero vivere.
Un'avventura che va vissuta nel giusto contesto e con le giuste aspettative.
Dopo che negli ultimi tre anni si sono forse avute più aspettative che altro, ora è il momento per la società di specchiarsi con la realtà e prendere consapevolezza della propria dimensione attuale e di attrezzarsi per essere competitiva in campo, ma anche a livello societario.
Non sarà facile portare un modello vincente, come quello Sampdoriano a Torino.
Torino non è Genova, e non solo perchè non c'è il mare... i tifosi sono esigenti e la rivalità e il confronto con una certa piazza a volte brucia le tappe.
Nel calcio non c'è riconoscenza, ci sono grazie che il giorno dopo sono dimenticati.
Tempus fugit... e già da domani si cominceranno a fare i primi bilanci su acquisti e cessioni e ci saranno i primi mugugni tra i tifosi.
Tuttavia, il modo di presentarsi di Marotta è qualcosa che dovrebbe dare fiducia ai tifosi.
Abnegazione, voglia di lavorare, competenza sono tre elementi che hanno pagato a Bergamo e Genova.
Infine due parole su Andrea Agnelli, giusto emblema dello spirito bianconero.
Quello spirito deve sempre essere vivo e la fiamma mai spegnersi.
La rivalità con l'Inter e con le altre squadre deve essere viva, ma portata nei canoni dello sport.
Tutti i tifosi sanno com'è andata e rimangono confidenti che anche Andrea Agnelli lo sappia.
I tifosi devono avere pazienza, se possibile e fiducia... se l'avranno potranno tornare anche loro a sorridere.
In caso contrario, possibile un altro fallimento, come i precedenti.

La Juventus si deve evolvere e non rivoluzionare, vedremo a giugno che tipo di evoluzione sarà, se darwiniana o meno.

Ecco le parole di Marotta
"....da oggi inizio una nuova avventura. Un'avventura a cui dedicherò la massima passione, la mia massima competenza e la massima professionalità. Professionalità che è sorta nell'ambito di questo mondo, un mondo che brucia un po' tutto velocemente, ma che è sorta partendo da ragazzo, quindi cercando di carpire quelle che sono state le nozioni di questa professione, accanto a professionisti più famosi di me che hanno sicuramente segnato la storia del calcio italiano. Mi appresto con molta umiltà a iniziare questo lavoro. Sicuramente ci sarà molto da fare, come ha detto poco fa il presidente e Jean Claude. La Juventus deve riposizionarsi su quello che è il blasone storico di una società tra le più importanti al mondo. Da parte mia sicuramente il contributo ci sarà e credo proprio che questa squadra - che non è la squadra che scende in campo e viene definita da tanti squadra invisibile - sia un elemento fondamentale, perchè si diceva e si dice ancora oggi nel calcio che la squadra che scende in campo è lo specchio della società, quindi più forte è la società, più forte è la squadra che scende in campo".


Ecco le parole di Del Neri
LUIGI DEL NERI: "Mi associo al Direttore. Buongiorno. Ringrazio appunto di questa opportunità che mi è stata data dalla società, a partire dal presidente Agnelli e dal dottor Blanc. E' chiaro che il mio impegno - con i miei collaboratori - sarà quello di dare una fisionomia giusta a questa squadra, che torni ad essere una squadra compatta, vogliosa di riuscire a ottenere risultati importanti. E' chiaro che ci attende un compito difficile e questo mi sembra abbastanza logico, però abbiamo tutte la voglia e tutte le energie giuste per poter dare il nostro contributo. E direi che questa è la base iniziale importante. Il massimo del nostro impegno, il massimo della nostra professionalità, la voglia di riuscire ad ottenere risultati importanti, se non tanto immediati, però di riuscire a creare una squadra che possa dare soddisfazioni ai tifosi. E soprattutto a far sì che questa chiamata sia quella giusta, nel senso che la società abbia direttamente puntato su un allenatore ed uno staff che hanno fatto bene quest'anno, l'anno scorso e nel passato, quindi noi speriamo di poter contribuire a far sì che loro ottengano quello che si aspettano da noi, cioè una Juventus vincente, non solamente sul campo, ma anche in altre situazioni".

Guarda il servizio di Studio Sport di oggi

mercoledì 19 maggio 2010

RITORNO AL PASSATO


Nei giorni scorsi abbiamo dato la notizia della possibile partenza di Blanc, a causa delle progressiva riduzione del suo potere in seguito all'insidiamento di Marotta.
Oggi proviamo a fare un nome della persona che potrebbe prendere il suo posto per qual che riguarda la voce ricavi e sponsorizzazioni. Si tratta di un nome, magari non conosciutissimo per i tifosi più giovani, ma per quelli dai 20 anni in su sicuramente noto: Romy Gai.
Romy Gai dopo l'esperienza alla Juventus nel periodo Moggi-Giraudo-Bettaga ha lavorato molto all'estero.
Tutti alla Juventus ricordano il suo grande lavoro nell'area marketing e commerciale e quanto ha contribuito all'incremento dei ricavi di allora... tra cui le preziosissime sponsorizzazioni tra cui Sporta/Sky/Tamoil.. solo per citarne alcuni.
Il suo modello di business e la sua genialità viene considerata ancora dai manager del settore ancora un punto di riferimento. Inoltre da precursore, la sua area marketing avviò già nel 2000 i primi studi di settore sull'area stadio e le prime ricerche di mercato.
Dal febbraio 2008 ha iniziato a lavorare per la lega degli Emirati Arabi contribuendo all'aumento della notorietà e lavorando al trasferimento del Mondiale per Club. Profondo conoscitore dei mercati asiatici, il suo possibile ingresso potrebbe favorire l'ingresso di nuovi sponsor e aiutare la Juventus alla voce ricavi che oggi vede all'orizzonte possibili importanti defezioni.
In un'intervista del 2009 aveva detto:
.... Giraudo per me resta un amico, un maestro, un fratello maggiore. Per il resto aspettiamo il verdetto dei tribunali. Tanti ricordi di 14 anni preferisco tenerli per me...".

Visto che due+due fa quattro è possibile ipotizzare che Andrea Agnelli vorrà riportare a casa un uomo che era molto vicino anche al padre, proprio per questo molti tifosi juventini nell'ottica di evoluzione, come lo ha definito Marotta, si augurano un ulteriore ritorno al passato, non solo per i risultati, ma anche per i ricavi.

Leggi del possibile addio di Blanc

domenica 16 maggio 2010

SALTA IL BLANC?

Far saltare il banco, vuole dire nel gergo del gioco, puntare in modo azzardato e vincere una scommessa con una quota molto poco probabile. Indiscrezioni da Torino e alcuni quotidiani oggi dicono che Blanc e non il banco potrebbe saltare.... A far propendere per questa ipotesi potrebbe essere una scommessa azzardata ed economicamente poco vantaggiosa, vale a dire accettare la sponsorizzazione di Betclic con clausola a scendere in caso di mancata qualificazione in Champions League. Pensare che la Juventus prendeva da Tamoil 4 anni fa oltre quindici milioni di euro e invece potrebbe incassarne solo sei da Betclic, equivale a dire una perdita secca di oltre il 50% e una devalorizzazione di brand e marchio a dir poco spaventosa. Se tali valori fossero veri, solo una parola sarebbe possibile: ridimensionamento economico e di valore. Al ridimensionamento sportivo i tifosi hanno purtroppo già assistito in questi 4 anni in cui i risultati sono andati via via peggiorando toccando quest'anno il peggio della storia bianconeria. Il partner di scommesse francese potrebbe quindi portare a questa conseguenza..aver accettato quelle cifre di contratto chiudendo il contratto in un momento non positivo, potrebbe costare a Blanc moltissimo.

Personalmente mi dispiace, mi dispiace che Blanc non sia riuscito a portare dal punto di vista sportivo quelle capacità manageriali indiscusse. Tutti sanno che il calcio è un giocattolino molto pericoloso, dove purtroppo gli investimenti non corrispondono ai risultati sportivi, se no l'Inter avrebbe vinto tutti i campionati dal 1996 ad oggi, visti gli investimenti effettuati.

In ogni caso, se anche Blanc dovesse rimanere, l'attuale staff della Juventus cambierà in toto o quasi Secco, Castagnini e forse anche Bettega sembrano destinati ad altri lidi... Purtroppo la stagione attuale della Juventus non permette sconti a nessuno. Per fare un paragone con il passato la stagione Maifredi portò un rivoluzione quasi totale con il ritorno di Trapattoni... ora servirebbe un tecnico con lo stesso peso del Trap di allora.... Marotta sarà utilissimo, mentre Del Neri...non sappiamo oggi se potrà bastare...

mercoledì 28 aprile 2010

ENTUSIASMO PRAGMATICO


La notizia che domani la Juventus potrebbe avere un nuovo presidente, finalmente un Agnelli... direi..non ci coglie di sorpresa, era nell'aria da giorni ormai. Molti tifosi dopo questi anni sono convinti che potra' bastare... personamente ritengo questo solo il primo passo, dopo un calvario durato troppo a lungo. Alla base di tutto ritengo sara' fondamentale il progetto e mettere uomini di calcio la' dove vanno messi. Le mosse prospettate oggi: Capello come allenatore e Pavel Nedved come responsabile del settore giovanile possono essere solo due pietre di quello che dovra' essere per i tifosi e per la nuova societa' un lungo cammino. Da quello che sento sui forum, c'e' grande entusiasmo, ma ricordiamo tutti quanto entusiasmo c'era anche a Pinzolo quest'estate. Ma meglio un po' di entusiamo che lo spirito funereo dell'ultimo periodo.

Questa volta, rispetto al passato pero' i tifosi potranno contare su tre garanzie: un Agnelli al comando, un mister (se accettera') vincente come mai nessuno e un cuore bianconero incredibile (Nedved) che nessun tifoso potra' mai mettere in discussione, uno dei pochi capace di strappare a chiunque delle lacrime il giorno del ritiro... l'unico capace di non abbattersi mai e esempio per giovani e non.

Domani sapremo se ci saranno queste novita' a partire dalla presidenza, il futuro ci dira' anche le novita' teniche. Rimaniamo tuttavia fiduciosi come non mai che ci sara' una svolta e che anche sul lato della riconquista dell'onore e della rivendicazione del passato ci sara' un movimento da vigili a qualcos'altro.

Per il momento, se vero, non posso che fare il benvenuto e l'imbocca al lupo ad Andrea Agnelli...di lavoro da fare ce n'e'... e tanto.