In questi giorni i nomi degli allenatori si sprecano. Da Mazzarri a Conte. Da Spalletti a Villas Boas per passare agli "ini" Mancini e Gasperini.
Purtroppo sentiamo parlare poco di allenatori che hanno la "patente" di grandi allenatori. Eh si i grandi allenatori sono quelli che hanno la bachechina pienina. I Lippi, i Capello, i Benitez, di loro non si parla. Si parla invece di Van Gaal, ma è molto difficile che arrivi.
A questa Juventus serve qualcuno con la "patente". Si vuole creare una grande squadra ma non si può prendere una guida tecnica senza patente o solo con il foglio rosa.
La domanda che ci facciamo è: chi di questi nomi ha la patente? Se vogliamo una Juventus "utilitaria", da mezza classifica ce l'hanno tutti. Se vogliamo una Juventus che torni a lottare per obiettivi importanti pochi. Sicuramente Delneri poteva avere la patente ma i troppi posti blocco che ha incontrato in stagione gliel'hanno portata via. Chi forse ha la patente è Villas Boas, ma purtroppo è una patente internazionale che forse non funziona in Italia. Conte e Mazzarri hanno la patente non sappiamo se con foglio rosa, ma ci vuole un forte sostegno della società perchè guidare Napoli e Sampdoria non è come guidare la Juventus. Stesso dicasi per Conte, che l'ambiente lo conosce benissimo, ma che comunque richiederebbe un forte sostegno molto più grande di quello dato a Ferrara, sono pronti in società?
Spalletti e Mancini per ragioni diverse la patente ce l'hanno ma andando all'estero hanno dimostrato che a loro, fore, interessa altro.
La valutazione non è semplice, l'importante, è scegliere qualcuno con esperienza e che sappia guidare una fuoriserie.. sempre che una fuoriserie si voglia avere..
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lunedì 2 maggio 2011
giovedì 17 marzo 2011
UNA PANCHINA CHE SCOTTA
Onere o onore? Forse è questa la domanda che si fanno molti allenatori in questo momento quando viene loro proposta l'ipotesi di una panchina bianconera. Una squadra blasonata ma che sta dimostrando e ha dimostrato negli ultimi anni difficoltà enormi.
Le difficoltà di Delneri sono sotto gli occhi di tutti. Una squadra frastornata, il pubblico che ha smesso di incitarlo e lo ha messo sul banco degli imputati.
Prima di lui le ingloriose partite della squadra guidata da Zaccheroni, incapace di dare una svolta alla stagione bianconera e Ferrara, che dopo un inizio confortante andò incontro a una rapida e veloce fine.
Prima di Ferrara, Ranieri, che dopo un anno abbastanza felice, cadde nel momento dell'oblio dopo che aveva alzato l'asticella delle aspettative.
Purtroppo a Torino o si vince o si muore. Le mezze misure non esistono. Chissà cosa staranno pensando i tanti o pochi candidati che si fanno ora per il prossimo anno. Da Mazzarri a Spalletti, da Conte a Deschamps. Nomi veri o fasulli che i tifosi sperano possano avere una e sola caratteristica: il carattere e il dna della vittoria. Alla Juventus serve un allenatore vincente e qualsiasi sia il candidato deve avere questa caratteristica, consapevole che la panchina bianconera scotta e che le aspettative sono altissime. Si faccia avanti, quindi, chi se la sente, la sfida è difficile, forse impossibile, servono gli attributi, ma riportare la Juventus al successo potrebbe essere una sfida a cui è difficile rinunciare se si pensa di essere i migliori.
Le difficoltà di Delneri sono sotto gli occhi di tutti. Una squadra frastornata, il pubblico che ha smesso di incitarlo e lo ha messo sul banco degli imputati.
Prima di lui le ingloriose partite della squadra guidata da Zaccheroni, incapace di dare una svolta alla stagione bianconera e Ferrara, che dopo un inizio confortante andò incontro a una rapida e veloce fine.
Prima di Ferrara, Ranieri, che dopo un anno abbastanza felice, cadde nel momento dell'oblio dopo che aveva alzato l'asticella delle aspettative.
Purtroppo a Torino o si vince o si muore. Le mezze misure non esistono. Chissà cosa staranno pensando i tanti o pochi candidati che si fanno ora per il prossimo anno. Da Mazzarri a Spalletti, da Conte a Deschamps. Nomi veri o fasulli che i tifosi sperano possano avere una e sola caratteristica: il carattere e il dna della vittoria. Alla Juventus serve un allenatore vincente e qualsiasi sia il candidato deve avere questa caratteristica, consapevole che la panchina bianconera scotta e che le aspettative sono altissime. Si faccia avanti, quindi, chi se la sente, la sfida è difficile, forse impossibile, servono gli attributi, ma riportare la Juventus al successo potrebbe essere una sfida a cui è difficile rinunciare se si pensa di essere i migliori.
sabato 26 giugno 2010
NON SUCCEDE... MA SE SUCCEDE

Avrei voluto intitolare questo articolo "GOD SAVE CAPELLO", questa volta si per influenzare qualche lettore a tifare per l'Inghilterra oggi. Poi, sfortunatamente, ho visto che il titolo era inflazionatissimo e quindi ho preferito cambiare.
Spero che Capello non me ne vorrà, perchè quella frase, a volte porta un pò male...
Aveva cominciato Toni e sappiamo come è andata a finire con la Roma, ha continuato Lippi, prima del Mondiale e medesima fine, ora la usiamo per Capello, cambiandola in questo modo "Non succede, ma se succede che l'Inghilterra di Capello, vince il Mondiale, vorrei vedere la faccia dei detrattori della Juventus del 2006". Dopo la squadra nel 2006, ci sarebbe l'allenatore nel 2010, bella accoppiata no? Non succede... state tranquilli, è solo una nostra idea e Capello non ha mai detto quelle cose, però non si sa mai.
Nel frattempo sono in pochi a ricordare che qualcosa di italiano, a parte l'arbitro Rosetti, c'è ancora al Mondiale, perchè quindi non tifare per lui oggi?
Sento parlare di italiani che tiferanno Maradona, altri tiferanno per il Brasile, ma pochi per Capello...
Io invece, tiferò per lui, nella speranza che con il suo lavoro possa sbugiardare qualche critico, che lo aveva messo alla gogna dopo la prima partita (leggi l'articolo di uno dei principali detrattori di Capello).
Capello oggi si gioca tutto, la sua squadra ha alti e bassi ma potenzialmente sarebbe superiore, come singoli alla Germania. Collettivo contro singoli, quindi, chi vincerà?
La sfida tra tedeschi e inglesi è storia del calcio, sicuramente insieme al derby iberico l'ottavo più spettacolare.
La rivalità si può riaussumere in un anno 1966: Haller segnò quasi subito, dopo 12°, Hurst pareggiò al 18°. Al 78° Peters realizzò il gol del 2-1 che sembrava aver chiuso l'incontro. Su una contestata azione a palla ferma, Weber riuscì tuttavia a segnare il 2-2 quando ormai mancava un minuto alla fine. Ma ecco l'episodio storico: al 101°, undici minuti dopo l'inizio dei tempi supplementari, Hurst lasciò partire un tiro che sbatté contro la faccia inferiore della traversa e rimbalzò sulla linea prima di tornare in campo. Le riprese televisive dimostrarono che la palla aveva battuto sulla linea e non aveva superato completamente la linea di porta. L'arbitro, indeciso, chiese il parere del assistente Tofik Bakhramov. Secondo il telecronista BBC Kenneth Wolstenholme il guardalinee russo parlava solo russo e turco e quindi il dialogo avvenne in modo gestuale. Fatto sta che il guardalinee convalidò e allo scadere Hurst segnò il quarto per l'Inghilterra, che vinse 4-2, tra il tripudio inglese e le lacrime e contestazioni tedesche.
La storia ci racconta poi dei Mondiali 1970 dove agli inglesi non basto' il vantaggio temporaneo per 2-0, rovesciato in un 2-3 finale a Leon, che fu sinonimo di addio a quella che si chiamava ancora Coppa Rimet. La storia ci porta alle sfide del girone di Spagna '82, quando gli inglesi trovarono i tedeschi e non superarono il girone. Oppure al mondiale italiano del 1990 con la partita di Torino (era l'Inghilterra di Gary Lineker, Waddle, Shilton, Gascoigne...che squadra...e come era forte Lineker!!!), persa 4-3 ai rigori.
Gli eroi di quell'Inghilterra ora non ci sono più, gli inglesi moderni sono Lampard, Gerrard, Rooney e quel Defoe che ha salvato "Faboulous Fab" con la Slovenia.
Difficile sapere se "questi leoni moderni basteranno" per questo concludo con le parole di Bobby Charlton a fine partite nel 1966, si volto' verso il fratello Jack e gli disse: ''Bene, che e' successo ragazzo? Le nostre vite sono cambiate completamente, non saranno piu' le stesse''.
Dal 1966 l'Inghilterra non ha più battuto la Germania ad un mondiale.
A sentire la frase di Bobby Charlton ad alcuni tifosi vengono in mente, magari le parole di Cannavaro, Buffon, Pirlo, Gattuso, Lippi, a fine mondiale 2006 e che magari anche loro pensavano che la loro vita non sarebbe stata più la stessa e magari si aspettavano un'accoglienza in Italia meno "cattiva" per un'eliminazione 4 anni dopo. Purtroppo la memoria non conta e il passato si dimentica in fretta. I tifosi della Juventus, invece nel 2006, pensarono anche loro che "la loro vita era cambiata", e forse per questo alcuni tiferanno per quell'allenatore che allenava una squadra straordinaria.
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venerdì 25 giugno 2010
ANALISI STRUTTURALE DEL CALCIO ITALIANO
Ho deciso di usare questo titolo, copiando in modo pedissequo, le parole del presidente Federale Abete all'indomani della disfatta azzurra.
"....Ho fatto una scelta che non rinnego. Me ne assumo le responsabilità...Bisogna avviare una riflessione sulla crisi strutturale del calcio italiano".
Secondo me tutto deve partire da due parole: crisi e analisi strutturale del calcio italiano.
Cominciamo dalla prima.
Da dove è partita la crisi e soprattutto chi ha generato questa crisi.
Io non ho la sfera di cristallo, ma direi che forse qualcuno, alla luce della vittoria mondiale del 2006, o durante la vittoria mondiale pensava che forse il merito della vittoria era della Federazione, era proprio, che avrebbero fatto a meno della Juventus e delle altre squadre coinvolte in quello scandalo, che i tifosi avrebbero perdonato e dimenticato e che forse ce l'avrebbero fatta anche senza una delle squadre che hanno fatto la storia calcistica di questo paese.
La storia ci insegna che in tutti i mondiali le grandi squadre hanno dato blocchi alla nazionale. Così è successo nel 1982 (blocco Juve) e così è successo nel 1990 (blocco Inter/Napoli) e nel 1994 (blocco Milan). Nel 2006 c'era il (blocco Juve).
Evidentemente qualcuno è stato molto miope, ha cavalcato le teorie di qualcuno che ritenevano che la Juventus vincesse perchè aiutata e ha dato il la alla crisi.
Voi direte, siete di parte. Forse, ma che la crisi del calcio italiano sia frutto anche di calciopoli non siamo in pochi a crederlo.
Ecco le parole di Galliani a metà aprile : "Calciopoli ha fatto sparire le squadre più forti dall’Europa e al posto loro sono andate formazioni meno attrezzate con tutto il rispetto per il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve. L'Italia non è una nazione bensì un insieme di comuni e quindi non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sé ma anche per gli altri”.
Galliani era stato un buon profeta, l'Italia ragiona in ottica campanilistica e in ottica campanilistica si è ragionato anche verso Calciopoli.
Noi pensiamo che la crisi strutturale del calcio italiano parta da li, proprio da li.
Manca la cultura sportiva, il rispetto dell'avversario, non ci sono regole uguali per tutti e quanto meno giustizia equa.
La causa di tutto è che si è tornati al tempo dei comuni, ma la colpa è di chi all'epoca di calciopoli ha descritto un mondo irreale creando rivalità che non saranno lenite a breve.
La gente vorrebbe fare una bella riga sul passato, ma consapevole che le cose dette siano vere e che non "ci hanno raccontato delle balle".
Si vedono processi a due velocità...come li spiegate, nel 2006 c'erano le lepri e ora le tartarughe, ma qualcuno si rende conto della gravità?
Si vede gente con la bava alla bocca contro Lippi per la figuraccia mondiale, a loro chiederei avreste preferito arrivare due volte secondi o preferite una volta primi e una ultimi?
Nella Babilonia italiana del pallone bisogna ricostruire tutto.
Nel 2006, si sono poste le basi per l'affondamento, economico e strutturale.
Allora, invece di andare a pensare a una legge per favorire la costruzione di nuovi stadi, si è andato a dibattere sui diritti tv, di fatto poi perdendo l'assegnazione degli Europei. Si è svalutato il campionato italiano rendendolo pari alla Ligue 1 e poi ci si meraviglia che la Francia vinca gli Europei.
Se l'Italia avesse voluto essere all'avanguardia avrebbe potuto fare una bella legge per salvaguardare i giocatori italiani, obbligando le squadre a inserire tra campo e panchina un numero minimo di giocatori del vivaio, solo per il campionato italiano. Dite che non è possibile.. a me sembra che in futuro questo verrà fatto.
Invece il male estremo era la Juventus, l'hanno sepolta sia i media che le istituzioni, ci hanno messo una bella lapide sopra e tutti felici e ora invece a leccarsi le verite e a cercare la causam che ovviamente sono gli eroi del 2006.
Forse nessuno, si è accorto che la Juventus l'anno prossimo inaugurerà uno stadio all'avanguardia? O meglio qualcuno se ne è accorto chiamandola non "professionalità", ma "opportunità favorevole"...
Infine, due parole sulla panacea di tutti i mali, mister Prandelli.
Fategli l'in bocca al lupo, ma a leggere i nomi da cui dovrebbe ripartire Prandelli mi viene da ridere. Mi viene da ridere semplicemente perchè alcuni ritengono che alcuni di questi sarebbero stati utili, magari giocatori con zero esperienza internazionale (nemmeno l'Europe League), alcuni giovani con meno esperienza di quelli portati da Lippi (tutti hanno praticamente ucciso Marchisio per le prestazioni ) e infine ci sono i potenziali fenomeni senza testa (indovinate chi?).
Per concludere aggiungo le parole che leggo or ora di Cannavaro, magari io sarò un pazzo visionario, ma il capitano del 2006, no, infatti dice: "Il nostro meccanismo deve cambiare, basta vedere i nostri stadi e la cultura che abbiamo nell'andare allo stadio. Bisogna investire nei giovani, sennò si vede che fine si fa. Il fallimento della Nazionale è pure il fallimento dei club. La vittoria del Mondiale è stata importante per tutto il Paese, poi ti prendi gli elogi per la vittoria, poi le critiche quando le cose non vanno. Da questa sconfitta si deve guardare al futuro per migliorare, sennò ci metteremo altri 27 anni per rivincere il Mondiale, impossibile per una nazione che vive di calcio come l'Italia".
Traete voi le vostre conclusioni, io le mie le ho già tratte, a dire il vero dal 2006 e mi raccomando mandate un sms di congratulazioni al vecchio presidente della Federazione per il bel lavoro svolto durante il suo mandato.
"....Ho fatto una scelta che non rinnego. Me ne assumo le responsabilità...Bisogna avviare una riflessione sulla crisi strutturale del calcio italiano".
Secondo me tutto deve partire da due parole: crisi e analisi strutturale del calcio italiano.
Cominciamo dalla prima.
Da dove è partita la crisi e soprattutto chi ha generato questa crisi.
Io non ho la sfera di cristallo, ma direi che forse qualcuno, alla luce della vittoria mondiale del 2006, o durante la vittoria mondiale pensava che forse il merito della vittoria era della Federazione, era proprio, che avrebbero fatto a meno della Juventus e delle altre squadre coinvolte in quello scandalo, che i tifosi avrebbero perdonato e dimenticato e che forse ce l'avrebbero fatta anche senza una delle squadre che hanno fatto la storia calcistica di questo paese.
La storia ci insegna che in tutti i mondiali le grandi squadre hanno dato blocchi alla nazionale. Così è successo nel 1982 (blocco Juve) e così è successo nel 1990 (blocco Inter/Napoli) e nel 1994 (blocco Milan). Nel 2006 c'era il (blocco Juve).
Evidentemente qualcuno è stato molto miope, ha cavalcato le teorie di qualcuno che ritenevano che la Juventus vincesse perchè aiutata e ha dato il la alla crisi.
Voi direte, siete di parte. Forse, ma che la crisi del calcio italiano sia frutto anche di calciopoli non siamo in pochi a crederlo.
Ecco le parole di Galliani a metà aprile : "Calciopoli ha fatto sparire le squadre più forti dall’Europa e al posto loro sono andate formazioni meno attrezzate con tutto il rispetto per il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve. L'Italia non è una nazione bensì un insieme di comuni e quindi non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sé ma anche per gli altri”.
Galliani era stato un buon profeta, l'Italia ragiona in ottica campanilistica e in ottica campanilistica si è ragionato anche verso Calciopoli.
Noi pensiamo che la crisi strutturale del calcio italiano parta da li, proprio da li.
Manca la cultura sportiva, il rispetto dell'avversario, non ci sono regole uguali per tutti e quanto meno giustizia equa.
La causa di tutto è che si è tornati al tempo dei comuni, ma la colpa è di chi all'epoca di calciopoli ha descritto un mondo irreale creando rivalità che non saranno lenite a breve.
La gente vorrebbe fare una bella riga sul passato, ma consapevole che le cose dette siano vere e che non "ci hanno raccontato delle balle".
Si vedono processi a due velocità...come li spiegate, nel 2006 c'erano le lepri e ora le tartarughe, ma qualcuno si rende conto della gravità?
Si vede gente con la bava alla bocca contro Lippi per la figuraccia mondiale, a loro chiederei avreste preferito arrivare due volte secondi o preferite una volta primi e una ultimi?
Nella Babilonia italiana del pallone bisogna ricostruire tutto.
Nel 2006, si sono poste le basi per l'affondamento, economico e strutturale.
Allora, invece di andare a pensare a una legge per favorire la costruzione di nuovi stadi, si è andato a dibattere sui diritti tv, di fatto poi perdendo l'assegnazione degli Europei. Si è svalutato il campionato italiano rendendolo pari alla Ligue 1 e poi ci si meraviglia che la Francia vinca gli Europei.
Se l'Italia avesse voluto essere all'avanguardia avrebbe potuto fare una bella legge per salvaguardare i giocatori italiani, obbligando le squadre a inserire tra campo e panchina un numero minimo di giocatori del vivaio, solo per il campionato italiano. Dite che non è possibile.. a me sembra che in futuro questo verrà fatto.
Invece il male estremo era la Juventus, l'hanno sepolta sia i media che le istituzioni, ci hanno messo una bella lapide sopra e tutti felici e ora invece a leccarsi le verite e a cercare la causam che ovviamente sono gli eroi del 2006.
Forse nessuno, si è accorto che la Juventus l'anno prossimo inaugurerà uno stadio all'avanguardia? O meglio qualcuno se ne è accorto chiamandola non "professionalità", ma "opportunità favorevole"...
Infine, due parole sulla panacea di tutti i mali, mister Prandelli.
Fategli l'in bocca al lupo, ma a leggere i nomi da cui dovrebbe ripartire Prandelli mi viene da ridere. Mi viene da ridere semplicemente perchè alcuni ritengono che alcuni di questi sarebbero stati utili, magari giocatori con zero esperienza internazionale (nemmeno l'Europe League), alcuni giovani con meno esperienza di quelli portati da Lippi (tutti hanno praticamente ucciso Marchisio per le prestazioni ) e infine ci sono i potenziali fenomeni senza testa (indovinate chi?).
Per concludere aggiungo le parole che leggo or ora di Cannavaro, magari io sarò un pazzo visionario, ma il capitano del 2006, no, infatti dice: "Il nostro meccanismo deve cambiare, basta vedere i nostri stadi e la cultura che abbiamo nell'andare allo stadio. Bisogna investire nei giovani, sennò si vede che fine si fa. Il fallimento della Nazionale è pure il fallimento dei club. La vittoria del Mondiale è stata importante per tutto il Paese, poi ti prendi gli elogi per la vittoria, poi le critiche quando le cose non vanno. Da questa sconfitta si deve guardare al futuro per migliorare, sennò ci metteremo altri 27 anni per rivincere il Mondiale, impossibile per una nazione che vive di calcio come l'Italia".
Traete voi le vostre conclusioni, io le mie le ho già tratte, a dire il vero dal 2006 e mi raccomando mandate un sms di congratulazioni al vecchio presidente della Federazione per il bel lavoro svolto durante il suo mandato.
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mercoledì 23 giugno 2010
MUST NOT CAN

Marcello Lippi in conferenza stampa ha detto: "Voglioso, come tutta la squadra. È questo l'aggettivo giusto per noi. Non vogliamo parlare delle tensioni e delle dichiarazioni in arrivo dall'Italia, vogliamo invece pensare a migliorare per passare il turno e fare bene a lungo in questo mondiale. Sì, ce la possiamo fare: il cuore e lo spirito sono ancora quelli del mondiale 2006. Siamo consapevoli di non avere fatto benissimo finora, dobbiamo migliorare. Il dispiacere di non avere vinto con la Nuova Zelanda, come avremmo meritato, ha condizionato tre giorni di lavoro: ma ora è superato. Qualcuno dice che ieri la squadra ha dato vita al migliore allenamento da quando siamo qui: io rispondo, pensate che lo consideravo di recupero dopo la fatica della doppia partita. Da quando qui lavoriamo per velocizzare il gioco, per arrivare alla conclusione più rapidamente ed efficacemente. Su quello tutti ci rendiamo conto che dobbiamo migliorare.
We can dice Lippi, we must, diciamo noi, si deve passare, senza dubbi, senza perplessità.
Se si perde giusto uscire, dopo due pareggi con squadre non di primo piano.
Dispiacerebbe per Lippi, per quello che subirebbe dopo la grande vittoria 2006, dispiace per quello che subirebbero i giocatori che nel 2006 sono stati grandi protagonisti.
Purtroppo il calcio è questo e la memoria è sempre troppo corta.
Invece a mio parere, chi non merita è la federazione, quella federazione che con Guido Rossi non ha garantito un processo di calciopoli a velocità equo.
Potrebbe dispiacerci per la Federazione attuale, però ad una ed una sola condizione, che sappia darci le spiegazioni sul 2006 oppure una sola spiegazione, come mai ora tutto va a rilento mentre nel 2006 a fare le trascrizioni c'era Flash Gordon...
La Federazione deve riconquistare quella fetta dei tifosi bianconeri che si sente defraudata, la Federazione deve riconquistare l'Uefa che non le affida nemmeno un Europeo.
Ma questa è un'altra storia, ci basta che Lippi riconquisti l'Italia.
ITALIA (4-3-3): 12 Marchetti, 19 Zambrotta, 5 Cannavaro, 4 Chiellini, 3 Criscito 8 Gattuso, 6 De Rossi, 22 Montolivo, 7 Pepe, 9 Iaquinta, 10 Di Natale (18 Quagliarella). (14 De Sanctis, 2 Maggio, 23 Bonucci, 13 Bocchetti, 17 Palombo, 16 Camoranesi, 21 Pirlo, 15 Marchisio, 11 Gilardino, 20 Pazzini, 18 Quagliarella o 10 Di Natale). All. Lippi. SLOVACCHIA (4-5-1): 1 Mucha, 22 Petras, 3 Skrtel, 16 Durica, 2 Pekarik, 7 Weiss, 20 Kopunek, 17 Hamsik, 6 Strba, 9 Sestak, 11 Vittek. (12 Pernis e 23 Kuciak portieri, 5 Zabavnik, 4 Cech 8 Kozak, 21 Salata, 14 Jakubko, 15 Stoch, 10 Sapara, 18 Jendrisek, 13 Holosko, 19 Kucka). All. Weiss. Arbitro: Webb (Ing)
domenica 23 maggio 2010
Chi tifa contro

Tifo a favore, tifo contro...bel dibattito.
Alla fin fine un tema caldo...
Per la finale di Champions c'era una parte di Italia a favore: i tifosi interisti e poi il resto, o schierato a favore o contro...o neutrali...
Difficile, per un tifoso italiano, che non tifa Inter, simpatizzare per la squadra interista... pochi italiani di cui nessun titolare, allenatore straniero...
Infatti come volevasi dimostrare le bandiere italiane a fine partita non c'erano... c'erano magliette contro le squadre italiane, ma bandiere italiane... nessuna...
Va bhe... ognuno festeggia come vuole, e logico che magari sentano la squadra più di Buenos Aires, di Rio che di Milano...
Su questo tema si è espresso ieri anche il commissario tecnico della Nazionale, Marcello Lippi.... ”Se ho il sospetto che qualcuno tiferà contro? No, è la certezza. Per motivi politici o perchè qualche giocatore non è stato convocato: ma c’è chi l’ha già detto, chiaro e tondo....Cosa penso del tifo contro? Neanche il Papa ha la totalità dei consensi”.
Ha ragione Marcello, ci sarà sicuramente il tifo contro e a leggere alcuni blog di certe squadre, sarà anche un partito numeroso, quello che tifano contro.
Poi scopri che quelli che tifano contro sono gli stessi che non vogliono che giochi titolare Balotelli, però lo vorrebbero in nazionale.
Quelli che tifano contro sono quelli che volevano portare in nazionale Cassano, ma non volevano escludere Di Natale...presentando 7 attaccanti.
Sicuramente quest'anno la nazionale gode di meno credito rispetto al passato.... ma nel 2006 chi avrebbe scommesso sulla vittoria?
Lippi, comunque vada andrà sempre ringraziato per quanto fatto nel 2006, e per come sta cercando di tenere unito il gruppo, nonostante le mille pressioni.
Del resto come si fa a pescare giocatori dalle squadre di vertice se ci sono solo stranieri, pochi giovani emergenti? L'esperienza internazionale la si costruisce anche nelle Coppe, dove purtroppo le squadre italiane non si sono espresse al meglio, ad eccezione dell'Inter, che però non offre giocatori alla nazionale.
Personalmente ritengo difficile per l'Italia andare oltre i quarti, ma in ogni caso ringrazierò sempre Lippi, per le emozioni che seppe darci nel 2006.
Quel 2006.... che tutti conosciamo così bene...con quel mondiale e quella gioia, con l'urlo strappato in gola.... e le lacrime dopo i sorrisi...
In quel caso i tifosi juventini avrebbero potuto tifare contro... contro il sistema, contro tutti... contro la federazione...non lo fecero...perchè ci sono cose che contano di più...ma erano convinti anche che un giorno sarebbe arrivata la giustizia...
Chissà se arriverà..
Guarda l'intervista di Lippi
sabato 24 aprile 2010
NON TOCCATE KING KONG

In questa stagione totalmente negativa, c'è una luce che splende in fondo al tunnel. C'è un giocatore che è cresciuto moltissimo, confermando quanto di buono si intravedeva. C'è un giocatore che riesce a tramandare lo spirito dei grandi difensori marcatori bianconeri (Brio, Gentile, Kholer, Montero, Ferrara, Cannavaro) e che sarà il futuro capitano quando Alex del Piero e Gigi Buffon lo riterranno opportuno. E' uno di quei giocatori che servono per creare l'asse di una squadra portiere, difesa, centrocampo, attacco. Quel giocatore è Giorgio Chiellini, il King Kong bianconero. Nella disfatta di venerdì scorso ci siamo accorti tutti del suo spirito. Nella disfatta con il Bayern in coppa, mancava e ce ne ricordiamo. Se una squadra vuole programmare lui è imprescindibile. Sarebbe azzardato, per non dire altro ripartire e programmare senza di lui.
Per questo, penso che i tifosi bianconeri ritengano il suo rinnovo un atto dovuto e una formalità e la società debba avvicinarsi il più possibile, nell'ottica della ragionevolezza, alle richieste del giocatore e del procuratore. Il suo apporto in sicurezza e nella fase offensiva resta altissimo e nelle formazioni titolari del prossimo campionato è impensabile non trovarlo. Accanto a lui bisognerà affiancargli un giocatore affidabile e dei terzini di aiuto e impostare la squadra in modo oculato. Bisognerà evitare gli errori di quest'anno che hanno privato la squadra del proprio equilibrio. A noi sembra bizzarro come i tre centrali bianconeri, presi singolarmente siano dei nazionali e poi presentati nel pacchetto difensivo globale con i due terzini, si crei un reparto da 48 gol subiti... bizzarro...
In ogni caso per il futuro i dirigenti devono decidere chi affiancare a Chiellini se un giovane già affidabile straniero come Kjier o italiano come Bonucci, o uno straniero già affermato come Vidic. In ogni caso Chiellini resta un punto fermo e per questo non si tocca. Non si può privare il tifoso di una delle attrazioni principali.... di Re Giorgio King Kong...
venerdì 26 marzo 2010
LIPPI ... sei sicuro?
Che i tifosi bianconeri, siano preoccupati per la condizione "deficitaria" di alcuni giocatori, e' un dato di fatto. Vedendo pero' le ultime prestazioni della difesa bianconera, se fossi Lippi e se fossi un tifoso della Nazionale, sarei quanto meno preoccupato. I piu' positivi dicono..."Non conta nulla!! Il mondiale dura solo un mese e in quei trenta giorni bisogna essere in forma!!!". Fosse vero allora varrebbe la pena fare una bella preparazione specifica per quelli gia' scelti. Le indicazioni attuali, dicono invece che ieri da Quagliarella, Lavezzi e Hamsik, mica Messi, Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo, i 3/4 della difesa della Nazionale hanno incassato 3gol. Le indicazioni di ieri dicono di un Camoranesi a mezzo servizio, pasticcione e confusionario e di un Marchisio, che va a sprazzi. A questi si aggiungono un Iaquinta piu' sul lettino che altrove e un Amauri, da poco italiano ma non piu' quello di un tempo. A questi poi c'e' da aggiungere un Candreva forse troppo acerbo.
Purtroppo anche al Milan Zambrotta, Gattuso e Pirlo non se la passano meglio, mentre gli unici in palla sembrano essere Perrotta e De Rossi, con un Toni in ripresa.
La domanda e': dureranno fino alla date delle convocazioni le certezze mondiali di Lippi. Vorra' mantenere fede alle scelte fin qui fatte o vorra' ricredersi, dopo le indicazioni... e le prestazioni altalenanti dei bianconeri e di alcuni rossoneri?
I rischi per il CT sono duplici: da un lato snaturare un gruppo compatto, ma dall'altro portare giocatori logori, lasciando spazio e gioco alla critica.
Pensiamo che Lippi, rimarra' coerente con le proprie scelte, ma il rischio di un fallimento... c'e'.. alla luce sopratutto di queste prestazioni dei bianconeri.
Purtroppo anche al Milan Zambrotta, Gattuso e Pirlo non se la passano meglio, mentre gli unici in palla sembrano essere Perrotta e De Rossi, con un Toni in ripresa.
La domanda e': dureranno fino alla date delle convocazioni le certezze mondiali di Lippi. Vorra' mantenere fede alle scelte fin qui fatte o vorra' ricredersi, dopo le indicazioni... e le prestazioni altalenanti dei bianconeri e di alcuni rossoneri?
I rischi per il CT sono duplici: da un lato snaturare un gruppo compatto, ma dall'altro portare giocatori logori, lasciando spazio e gioco alla critica.
Pensiamo che Lippi, rimarra' coerente con le proprie scelte, ma il rischio di un fallimento... c'e'.. alla luce sopratutto di queste prestazioni dei bianconeri.
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