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Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
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mercoledì 13 luglio 2011

REVOCA SCUDETTO: LA MISTERIOSA MEDIA PUNTI NERAZZURRA E IL REGALINO...



Qualche anno fa un cantante di nome Drupi aveva scritto una canzone che faceva: "Regalami un sorriso per i miei giorni tristi per quando fara' buio se tu non ci sarai regalami se vuoi i giochi della sera....."

Chissà se Guido Rossi ci ha pensato quando ha regalato il titolo, definito, cartonato, all'Inter nel lontano 2006. Chissà se oggi si sta pentendo alla luce dei fatti emersi di quella decisione. Quel parere dei saggi non è poi stato così "saggio". Oggi come oggi i tifosi bianconeri oggi vorrebbero anche loro che qualcuno "gli regalasse un sorriso" e quel sorriso glielo può regalare la Federazione Italia Gioco Calcio, decidendo di togliere lo scudetto dal petto di chi non l'ha mai vinto sul campo, ma solo in segreteria e pure senza meriti.

In ogni caso, qualora qualcuno avesse dei dubbi sul togliere lo scudetto all'Inter vi segnaliamo un curioso caso frutto di statistica e analisi numerica, che già in passato avevamo evidenziato ma che costituisce la ragione numero 6 e 7 per cui lo scudetto va revocato assolutamente.

Ci siamo basati sulle parole dell'ex-designatore in alcune intercettazioni che parlando con Facchetti dice che l'Inter in quel campionato non aveva a dicembre una classifica consona, "una situazione che vorrei proprio anch'io aiutarvi a raddrizzare".

Andatevi a vedere la media punti pre e post telefonata in cui si parla di regalino (parole di Facchetti) anche se Bergamo dice di non averlo ritirato e guardate che differenza c'e'.
Se l'Inter avesse mantenuto la media punti di 1,5 per 38 partite avrebbe chiuso il campionato a 57 punti e non sarebbe nememno andata in Champions League...la media dopo la telefonata passa incredibilmente a 2,18
Semplice caso? Semplice cavalcata post panettone? Aspettiamo risposte concrete dai soloni accusatori della Juventus.

Ci chiediamo se qualcuno al processo o in federazione puo' spiegare questi numeri e questi fatti... eh si questi sono fatti e non SUPPOSIZIONI, come le teorie dell'accusa in cui gli arbitri presunti amici di Moggi facevano fare meno punti alla Juventus di quelli individuati come nemici. Qui la matematica parla chiaro e purtroppo per qualcuno non è un'opinione.


Pre regalo punti 24 in 16 partite, media 1,51

1a andata Chievo - Inter 2 - 2 punti 1
2a andata Inter - Palermo 1 - 1 punti 1
3a andata Atalanta - Inter 2 - 3 punti 3
4a andata Inter - Parma 2 - 2 punti 1
5a andata Roma - Inter 3 - 3 punti 1
6a andata Inter - Udinese 3 - 1 punti 3
7a andata Milan - Inter 0 - 0 punti 1
8a andata Lecce - Inter 2 - 2 punti 1
9a andata Inter - Lazio 1 - 1 punti 1
10a andata Fiorentina - Inter 1 - 1 punti 1
11a andata Inter - Bologna 2 - 2 punti 1
12a andata Cagliari - Inter 3 - 3 punti 1
13a andata Inter - Juventus 2 - 2 punti 1
14a andata Inter - Messina 5 - 0 punti 3
15a andata Siena - Inter 2 - 2 punti 1
16a andata Inter - Brescia 1 - 0 punti 3

Post regalo Partite 22. punti 48, media punti 2,18

17a andata Livorno - Inter 0 - 2 punti 3
18a andata Inter - Sampdoria 3 - 2 punti 3
19a andata Reggina - Inter 0 - 0 punti 1
1a ritorno Inter - Chievo 1 - 1 punti 1
2a ritorno Palermo - Inter 0 - 2 punti 3
3a ritorno Inter - Atalanta 1 - 0 punti 3
4a ritorno Parma - Inter 2 - 2 punti 1
5a ritorno Inter - Roma 2 - 0 punti 3
6a ritorno Udinese - Inter 1 - 1 punti 1
7a ritorno Inter - Milan 0 - 1 punti 0
8a ritorno Inter - Lecce 2 - 1 punti 3
9a ritorno Lazio - Inter 1 - 1 punti 1
10a ritorno Inter - Fiorentina 3 - 2 punti 3
11a ritorno Bologna - Inter 0 - 1 punti 3
12a ritorno Inter - Cagliari 2 - 0 punti 3
13a ritorno Juventus - Inter 0 - 1 punti 3
14a ritorno Messina - Inter 2 - 1 punti 0
15a ritorno Inter - Siena 2 - 0 punti 3
16a ritorno Brescia - Inter 0 - 3 punti 3
17a ritorno Inter - Livorno 1 - 0 punti 3
18a ritorno Sampdoria - Inter 0 - 1 punti 3
19a ritorno Inter - Reggina 0 - 0 punti 1

lunedì 30 maggio 2011

dalla banda degli onesti alla banda bassotti


Dall'ultima partita della stagione ci porteremo via alcune cose: i gol sbagliati dal Palermo, le grandi giocate e il cinismo di Eto'o e infine le parole di Maurizio Zamparini.

Eh si.... ci porteremo dietro anche quelle e la sua furia dopo la finale di Coppa Italia persa dal suo Palermo contro l'Inter. Ce le porteremo dietro per ricordare come il vento cambia. Perchè una volta quelle parole le gridavano dietro a Moggi, Giraudo e Bettega. Oggi le tirano dietro a Moratti &C, segno che i tempi cambiano. E' lapalissiano che i tempi cambiano. Si definivano onesti, erano la banda degli onesti... ora .....il patron rosanero, che prima avuto un battibecco con la moglie di Moratti, li ha definiti "la banda bassotti, perchè sanno solo rubare". Una volta quel coro lo facevano alla Juventus, da ora lo si può fare anche all'Inter... e badate bene l'idea non viene dai tifosi della Juventus, ma dal Palermo, dal suo presidente, dalla gente comune, perchè questa è l'idea che si sta facendo largo e questa è cronaca, si riporta solo quello che succede e non si aggiunge nulla di personale. Fossi nei tifosi nerazzurri comincerei a preoccuparmi, del resto quando è iniziata a circolare la voce che la Juventus rubava hanno inventato Farsopoli. Non è detto che magari si possa trovare un Presidente di Federazione bianconero o rossonero e qualche compagnia telefonica per inguaiare la banda bassotti....del resto i tempi cambiano... piaccia o non piaccia...

(la foto presente è stata trovata online e non è frutto di rielaborazione)

venerdì 27 maggio 2011

TASTIERA VELENOSA: IL SILENZIO NON SI COMPRA, ALMENO IL NOSTRO

Zitti, zitti, il silenzio è d'oro, recitava una canzone di qualche anno fa. Forse questa canzone può valere per qualcuno che vorrebbe che non si parlasse più di Farsopoli. Qualcuno che vorrebbe che calasse il sipario su arbitri, su partite su accuse, su telefonate. Forse quel Qualcuno vorrebbe che uccisa la Juventus, Quella Juventus...con la Q maiuscola si tornasse alla normalità e tutto ricominciasse come prima, tanto l'avversario è stato fatto fuori.

Purtroppo non ci stiamo, non siamo nell'ottica di mettere la polvere sotto il tappeto. Ci dispiace, ma il tappeto lo alziamo con tutta la polvere del caso, perchè quella squadra, quelle vittorie, quelle partite sono parte della storia bianconera. Quella Juventus vale tanto come questa e non ci stiamo a dimenticarla. Farsopoli e rinnegare quella squadra sarebbe come rinnegare alcune delle pagine più belle della storia bianconera. Ci dispiace, ma affermare che gli scudetti 28 e 29 non sono stati vinti sul campo sarebbe come dire delle bugie e negare a noi stessi la verità e negarla anche ai piccoli bianconeri che stanno crescendo.

Moratti, ieri ha detto:"Per quanto riguarda le richieste della Juventus, non è la cosa per quello che è a darmi fastidio, ma la continuità con la quale si parla di questa cosa, senza respiro. Se anch'io ho la stessa attesa che hanno i bianconeri? No, perché continuo a sostenere quello che sostengo da sempre. Lo trovo talmente lapalissiano che può nascere del fastidio da questa richiesta continua e alla fine ti abitui a questa situazione".

Ci meravigliamo che Moratti trovi queste cose lapalissiane. Noi troviamo altre cose lapalissiane: come il passaporto di Recoba, le plusvalenze e tante... tante altre che sono molto più chiare di quelle che lui definisce così. Ma non lo diciamo solo a parole, siamo suffragati da fatti e numeri.

Qualcuno poi ci dovrà spiegare le parole riportate ieri da corriere.it dal pm di Milano Carlo Nocerino. Se la società nerazzurra «avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, l'equilibrio finanziario sarebbe saltato e, appunto, non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006».

L'Inter ha risposto per le rime a queste affermazioni, ma la domanda è una e una sola: perchè quando Narducci dice una cosa per i tifosi nerazzurri è legge (piaccia o non piaccia) e se un altro Pm come Nocerino, dice una cosa, questa cose non è vera. Se sono confutabili dovrebbe valere per entrambe...

Purtroppo per alcuni, il silenzio dovrebbe valere solo su alcune cose e non su altre... noi non ci stiamo e vogliamo lo stesso clamore sul processo Farsopoli che si è visto inizialmente, perchè si sta dimostrando inequivocabilmente una trama contro la Juventus.

Allo stesso modo, vogliamo gettare acqua sul fuoco sulle parole di Nocerino, perchè ognuno deve avere la possibilità di dire la sua. A differenza di Qualcun altro, diamo all'Inter la possibilità di replicare e discolparsi, cosa che purtroppo non è stata concessa alla Juventus e alla sua dirigenza....ma noi sappiamo che la presunzione di innocenza vale per tutti... purtroppo lo sappiamo solo noi.

giovedì 28 aprile 2011

TASTIERA VELENOSA: "LINGUALUNGA, MA CHE COMBINI?"

Chiudete le frontiere, bloccate gli aeroporti...Potrebbe tornare Mr. Lingualunga. Eh si... dopo la disfatta di ieri sembra che a Madrid non siano più così innamorati di Mr Mou. Solo in Italia continuano i tappeti rossi e le lusinghe infinite. Un Mr. Mou molto polemico, ma dov'è la novità? Un uomo che dice e si contraddice da solo.

"Se dico stasera tutto quello che penso dell'arbitro la mia carriera credo sia finita.Non so quali poteri forti ci siano dietro al club catalano, ma una cosa è certa, e cioè che in campo hanno avuto il loro peso. E la Champions è andata. E ogni anno in semifinale è la stessa storia, è successo col Chelsea, con Ovrebo, è successo con l'Inter, che ha fatto un autentico miracolo, è successo stavolta in una partita che sarebbe rimasta sullo 0-0 anche dopo tre ore di gioco. E non mi si dica che non ho sempre ammesso che il Barcellona è una squadra fantastica. Ma detiene un potere contro cui non abbiamo nessuna possibilità. E non so il perchè. Sono qui solo per fare a voi cronisti questa domanda. Perchè? Vorrei un giorno poter ottenere una risposta, perchè non posso crederci.... Pepe espulso... assurdo....".
Ma forse Mourinho non si era accorto di aver impostato una squadra totalmente difensiva e inoffensiva. Ma Mr. Lingualunga non si era accorto che il Barcellona giocava a calcio e il Madrid a calci?

Ridicole poi le parole sull'anno passato. L'arbitraggio di Benquerenca l'anno passato fu molto più decisivo di quello di Stark di quest'anno. Chissà che accoglienza gli riserveranno a Barcellona, ma chi semina odio difficile che ottenga rose e fiori.

Caro Mr. Lingualunga... noi non siamo pirla e non ci caschiamo.

domenica 20 febbraio 2011

Tastiera velenosa: cari nerazzurri altro che "panolada"



Dopo Inter-Roma avevamo utilizzato un detto popolare: "il bue dice cornuto all'asino", ossia qualcuno che rimprovera altri di un difetto che in realtà ha lui al massimo grado. L'espressione nasce dal fatto ovvio che il bue ha le corna e l'asino no.

Avevamo sottolineato che era quanto meno bizzarro che i tifosi nerazzurrI protestassero contro un arbitro quando in stagione hanno avuto episodi tutt'altro che negativi e francamente non dovrebbero proprio lamentarsi.

Ieri, abbiamo assistito all'ennesimo episodio "fortunato" con un gol chiaramente irregolare convalidato. Un errore che fa il paio con una serie di episodi con Brescia, Bari, Palermo, Cesena, tutte partite che vedono almeno un episodio a favore dei nerazzurri.

Detto questo una domanda nasce spontanea e chiara. Che differenza c'è tra questi errori e quelli incriminati del 2006. Sono più gli episodi "fortunati" di allora o di adesso. A noi sembrano errori prima come quelli oggi. I tifosi nerazzurri dovrebbero farsi un esame di coscienza. O restituire quanto preso allora, perchè gli errori di oggi sono errori come quelli di allora, oppure accettare l'idea che qualcosa oggi non funziona e quindi cominciare a mettere in discussione tutti i recenti successi figli anche di alcuni episodi non chiari.

A noi sembrano solamente errori e per questo sembra giusto riottenere in quanto solamente errori i titoli passati. Oggi la fortuna sorride all'Inter che gode di errori e sviste e proprio per questo la nostra teoria della restituzione degli scudetti altrui non è più una teoria ma comincia a diventare verità.

mercoledì 9 febbraio 2011

DIMENTICARE CALCIOPOLI? SI A PATTO CHE...

Ieri abbiamo letto e ascoltato le parole di Buffon: "Basta guardare al passato, basta con Calciopoli. Io voglio guardare avanti, perché il passato è importante ma il futuro lo è ancora di più".

Parole importanti quelle del portierone bianconero e mai banali. Parole che vogliono quasi mettere un punto al passato per cominciare a guardare al futuro. Francamente, sportivamente parlando siamo d'accordo con Gigi, rivangare per un giocatore sempre Calciopoli non può che creare pericolosi alibi e influire sul rendimento della squadra, portando il pensiero a situazioni controproducenti. Però, se da un lato, quello delle competizioni, può essere capito, l'altro lato, quello della giustizia e quello della verità non può essere ignorato. I tifosi, devono continuare a lottare per portare alla luce la verità. La Juventus deve continuare a chiedere la restituzione di quegli scudetti in quanto vinti sul campo e non semplici figurine dell'almanacco. I tifosi che chiedono questo non si devono sentire come dei mendicanti, ma come persone che vogliono solo giustizia.

Insomma, la posizione del mondo bianconero deve essere una sola. Calciopoli esisterà fino a quando lo scudetto numero 28 e 29 non torneranno al legittimo proprietario, cioè la Juventus. Fino a quando una società che è arrivata terza continuerà a vantarsi di quel titolo invocando non si sa quali canoni di onestà (prontamente smentiti dai fatti), Calciopoli esisterà.

Se qualcuno vuol smettere che si parli di Calciopoli cominci con il restituire lo scudetto conteso, in quanto non vinto. Lo restituisca alla federazione e si tolga dalla contesa. In quel caso poi la palla passerebbe alla Juventus e alla sua capacità di dimostrare che la situazione del 2006 era di sistema e non una cupola, ma almeno un passo sarebbe fatto.

Buffon ha ragione, quindi, dal lato di campo Calciopoli è finita, ma dal lato umano, per i tifosi bianconeri, Calciopoli finirà solo quando gli scudetti torneranno a chi li ha vinti sul campo e non tramite la lunga mano di qualche amichetto di quartiere.

giovedì 11 novembre 2010

TASTIERA VELENOSA: "CARO GARRONE....ASCOLTA QUI... ALTRO CHE MOGGIOPOLI..."

Per chi è un attento lettore, ieri non saranno passate le parole del presidente della Sampdoria Garrone: "Se i calciatori vogliono fare lo sciopero lo facciano pure, ma questa sarebbe un'altra vergogna del calcio italiano come Moggiopoli".

Non sono passate inosservate per due motivi oppostI: riteniamo giusto che Garrone dica che uno sciopero dei calciatore non sarebbe una cosa giusta, vista la situazione "favorevole" di alcuni calciatori. Secondo noi i tifosi non sono pronti a uno sciopero dei calciatori Il dibattito è molto serio e vede da una parte Lega Calcio e società e dall'altro l'associazione. I motivi del contendere sono tanti. I punti più spinosi sono otto, tra cui uno innovativo: a parità di stipendio, i giocatori non potranno rifiutare di essere ceduti in un'altra squadra, Il dibattito su questo punto è importante: è giusto tutelare la società o il calciatore. E' giusto tutelare chi paga il calciatore o evitare che il calciatore sia un pacco postale spostato di qua e di la. Non facile come dibattito. Sicuramente i calciatori, che prendono cifre importanti sono "privilegiati", rispetto ad altri, ma è giusto anche tutelarli. Egoisticamente, dispiace che chi ne va di mezzo, siano sempre i tifosi. Altro punto cardine riguarda il discorso fisso e variabile. Le società vogliono un fisso, poi il resto a rendimento: anche qui grandi dibattiti, ma in questo caso direi che vige la legge di mercato. Puntare ad obiettivi di gruppo può aiutare a responsabilizzare i giocatori e la squadra no? Si avrebbero meno fallimenti.

Se dal punto di vista dello sciopero, riteniamo l'opinione di Garrone un punto di vista, non accettiamo la frase su Calciopoli o meglio come la definisce lui "Moggiopoli".

Evidentemente Garrone in questo periodo è stato troppo concentrato sul caso Cassano e non ha seguito gli esiti delle udienze di Calciopoli, in ogni caso non c'è problema, la redazione di Tuttojuve è disposta a fargli gratuitamente un riassuntino molto chiaro.

Primo: nessun testimone ha confermato l'esistenza di sorteggi truccati. Secondo: non sta risultando l'esistenza di alcuna cupola. Terzo: non sono state trovate partite truccate. In pratica manca la pistola fumante. Aggiungiamo che tutti i testimoni non hanno confermato quanto avevano sostenuto negli interrogatori iniziali. Terminerei con un "piaccia o non piaccia" l'accusa non ne sta uscendo benissimo, con un'indagine che appare organizzata a senso unico.

Visto che Garrone non è stato informato gli consiglierei di ascoltare questa telefonata...prima di Inter-Sampdoria...ricordando che in quel campionato la Sampdoria di Novellino arrivò proprio dietro all'Inter.

Forse Garrone dovrebbe cambiare obiettivo ? Parlerebbe ancora di Moggipoli?

Secondo me no....e secondo voi?



GUARDA I DATI DEL PRIMA E POST TELEFONATA

venerdì 29 ottobre 2010

TASTIERA VELENOSA: LA CLAMOROSA PERDITA DELLA MEMORIA

Abbiamo ascoltato le parole di Moratti di ieri e per quanti hanno visto Speciale Mercato su Sportitalia l’abbiamo già detto durante la trasmissione condotta da Michele Criscitiello, “Qualcuno in casa nerazzurra ha perso la memoria”.
Affermare che la Juventus dovrebbe restituire due scudetti (1998 e 2002), rappresenta un falso storico e soprattutto mette sullo stesso piano pizza e fichi.
La Juventus, fino a prova contraria i due scudetti che reclama li ha vinti in nome di maggior gol fatti, subiti e punti. Purtroppo per Moratti non ci sono classifiche che vedono un’Inter prima nei campionati 1998 e 2002 e non ci sono asterischi e prove di colpevolezza della Juventus in quei campionati, mentre a Napoli stanno emergendo prove a discolpa della Juventus per i campionati 2005 e 2006.
Sullo sponda nerazzurra dovrebbero essere molto più attenti, a mio avviso, a rivangare il passato, perché potrebbe aprirsi una Pandora autodistruttiva.
Oggi vogliamo essere buoni (parlando di un solo caso) e portiamo a completezza del discorso di ieri alcuni elementi che sono prove e non teorie di quanto detto sopra.
Nel 1997 per sette miliardi l’Inter acquista dal Nacional di Montevideo Alvaro Recoba che dopo una stagione interlocutoria va a Venezia dove esplode. L’anno dopo dovrebbe tornare a Milano, ma c’è un problemino, Recoba è extracomunitario e la rosa dell’Inter ne conta già cinque (Simic, Jugovic, Ronaldo, Cordoba e Mutu). Dal 1997 si era cercato di trovargli un avo italiano, senza risultati, ma il 12 settembre 1999, Recoba ottiene il passaporto comunitario. Nel 2001 l’Inter viene ufficialmente coinvolta in “Passaportopoli”, quando il pm di Udine, Paolo Alessio Vernì, ordina un’ispezione nella sede della società e nell’abitazione milanese di Recoba in quanto il suo passaporto risulta contraffatto.
Dopo attente indagini la vicenda si conclude con quanto segue, notizia Ansa: “Recoba e Oriali hanno patteggiato sei mesi di reclusione, sostituiti con una multa di 21.420 euro, per concorso in falso e ricettazione. La richiesta di patteggiamento e' stata accolta dal Gip del Tribunale di Udine. I patteggiamenti sono stati definiti nell'ambito dell'inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che invece, nella realta', non avevano antenati in Europa. Nell'inchiesta, divisa in vari filoni, sono coinvolte 31 persone, fra le quali 12 calciatori”.
Secondo i regolamenti l'Inter dovrebbe essere sconfitta a tavolino ed essere sanzionata di un punto per ogni partita in cui ha schierato Recoba come comunitario, come detto ieri, il totale sarebbe di 56 punti.
Ricordiamo che per una medesima attività in Francia hanno penalizzato delle squadre e in Spagna sono sospesi dei giocatori.
Detto questo, nessuno qui chiede la retrocessione dell’Inter, si vuole solo far notare come le regole siano state violate perché giocare per x partite con un giocatore che non poteva giocare è violare le regole una violazione paragonabile a quella di giocare con un giocatore squalificato, molto più pesante e molto più certa di certe illazioni su partite truccate o presunti aiuti arbitrali. Qui siamo alla certezza contro il presunto.
E’ importante, quindi, quando si parla, avere un occhio sempre aperto al passato e a quanto fatto considerando anche errori societari commessi.
Purtroppo la stampa non si ricorda e non vuole ricordare certi episodi che come sempre, sono passati come "minori" quando "minori" non sono. Dalla sponda interista, prima di parlare del campionato 2002, dovrebbero forse ricordarsi che a quel campionato avrebbbero anche potuto non partecipare…

GUARDA IL VIDEO DEL DIBATTITO
http://www.youtube.com/watch?v=mltHzBxvYs4

lunedì 4 ottobre 2010

PER FARE LA PACE BISOGNA AVER DICHIARATO GUERRA

Abbiamo letto ieri di grandi titoloni di pace, "viva la pace" e bandiere messe nei balconi per sostituire quelle dei trionfi. Francamente tutto questo fa sorridere.
Per fare la pace bisogna aver dichiarato guerra e la domande è "chi ha dichiarato guerra all'Inter?"
Nessuno, qui nessuno ha dichiarato guerra all'Inter o a Moratti, ma semplicemente richiesto che alla Juventus sia riconosciuto quanto ottenuto sul campo. Se per molti richiedere giustizia equivale dichiarare guerra allora non ci siamo.
Come non ci siamo se qualcuno pensa che il pareggio di San Siro possa diminuire la voglia dei tifosi di giustizia, non giacobina come quella del 2006, ma semplice riconoscimento delle vittorie ottenute sul campo.
Sentiamo troppe voci fastidiose che dicono di scudetti non meritate e cavolate varie.
Poche storie quegli scudetti sono patrimonio dei 100 e più anni di storia bianconeri sono parte integrante di una famiglia che conta 29 figli.
Quando i due rapiti torneranno a casa allora si potrà chiudere il capitolo, fino ad allora non parlate di pace o guerra, perchè qui la guerra non la fa nessuno, parlate di giustizia e ingiustizia, e se volete fumatevi il calumè della pace...nell'attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Il video della pace è il 29esimo scudetto vinto sul campo

domenica 3 ottobre 2010

NON PERDERE PER NON FINIRE NELLA PARTE DESTRA

Prima della sfida di stasera la Juventus è dodicesima a pari punti di molte squadre. Dietro di lei solo Fiorentina, Parma, Roma e Udinese. Per questo motivo la sfida di stasera assume ancora un valore di maggiore importanza. Sarà fondamentale non perdere. Vincere sarebbe ovviamente il massimo, ma passare indenni da San Siro permetterebbe di non far scappare l'Inter e rimanere comunque a tre punti da Napoli, Milan e Inter e a pari di Palermo e Genoa che fino ad ora sembrano le maggiori avversarie per la lotta Champions. Più staccata la Roma che sembra essere finita in un tunnel. Per non farle compagnia, alla Juventus serve assolutamente non perdere. Non ho considerato la Lazio, fino a stasera prima solitaria. La compagine capitolina vince, ma per capire se può puntare ai primi quattro posti dovrà mantenere la continuità dimostrata fino ad oggi e non avere infortuni negli uomini chiave, ma per ora è la miglior sorpresa della stagione e con lei Hernanes.







sabato 2 ottobre 2010

Chiellini, mai all'Inter

Dalle pagine di Tuttosport Giorgio Chiellini ha voluto dare la carica, ovviamente positiva per la partitissima di San Siro contro l'Inter. Una trasferta difficile dove ci saranno da confermare i progressi difensivi visti a Manchester contro un campione come Tevez. A Milano i campioni raddoppieranno infatti ci saranno Eto'o e Milito da fermare. Chiellini fino ad ora e' sempre stato uno dei migliori e anche a Manchester lo ha confermato, purtroppo il pacchetto non ha ancora raggiunto la coesione totale e sui tagli con palla in profondità vedi Biondini per Matri e Toure' per Johnson qualcuno scappa.

Ma ecco le parole di "Re Giorgio" o se preferite "King Kong" vista la sua esultanza.

Dottor Chiellini, buona giornata. Se glielo propo­nessero, accetterebbe di trasferirsi all’Inter?
«Mai. Io la Juve ce l’ho den­tro e non potrei vedermi con quella maglia addosso. E’ la ragione per la quale ho apprezzato la scelta di Burdisso: uno che ha gioca­to nell’Inter e nella Roma non può venire alla Juve. Nella vita ci vuole coeren­za. Amen» .

Del resto, sta per rinnova­re fino al 2015...
«Qui sono cresciuto come calciatore e sono diventato uomo. Lo considero un ge­sto importante da parte della società, dei vecchi e dei nuovi dirigenti, perché la questione del contratto era sotto esame da tempo. " Nella trattativa sono stato assistito da mio fratello gemello Claudio, lui fa l'agente e si occupa dei giovani di 19-20 anni, lo ritengo bravo e affidabile.

Si appresta a sostituire Del Piero come bandiera bianconera...
«Quando avrò 17 anni di Juve alle spalle forse sì. Del Piero era e resta la no­stra bandiera, dopo di lui c’è Buffon. Io sono al sesto anno, ne ho ancora di lavo­ro davanti. Però sto bene e sono felice» .

In estate giravano voci sul Real Madrid: sia schietto, è stato a un pas­so dal diventare galatti­co?
«La verità è che diretta­mente non mi è mai giunta una proposta. So che Ma­rotta ha parlato con qual­cuno, ma per i dettagli do­vete chiedere a lui, non a me. Io sono rimasto alle rassicurazioni del diretto­re generale, concetti chia­rissimi: la Juve non era in­teressata a cedermi. E in­fatti sono vicino al prolun­gamento. Anche se, aggiun­go io, tutti hanno un prez­zo e di fronte a un’offerta folle...» .

Torniamo all’Inter: si sta scatenando la solita bufe­ra...
«Le solite esagerazioni, in­tende? Beh, onestamente certe prese di posizione si possono evitare ma, tanto per essere schietto, a noi la storia degli scudetti non frega più di tanto. A noi giocatori, intendo. Mi sa che si tratta di polemiche più ad alto livello» .

Vorrà mica dire che Inter-Juventus è una partita normale...
«Non lo dico e non lo penso. E’ La Partita. Sotto il pro­filo delle emozioni e dell’or­goglio non è paragonabile alle sfide con Milan e Ro­ma. La rivalità che si respi­ra sul campo è bella e tre­menda» .

Chi vince?
«Non mi riesce proprio di immaginarlo. A volte basta un episodio per indirizzare una gara in un senso o nel­l’altro. La posso ipotizzare molto tattica, con rischi calcolati, con massima at­tenzione. L’Inter ci rispet­ta, vedrete che non scen­derà in campo alla garibal­dina».


Eto'o? "Uno degli attaccanti più forti del mondo ma non mi fa paura.Io e Bonucci siamo una buona coppia,a volte ci mancano i tempi giusti non lo nego: possiamo e dobbiamo crescere. Questa Juve mi ricorda quella di Ranieri: serve la scintilla per svoltare".

Chi mi ha stupito di più dei nostri giocatori? "Ovviamente Krasic e poi anche Melo che sta tornando il campione che conoscevamo".

Un Chiellini a tutto campo che conferma l'amore per la maglia e il prossimo rinnovo contrattuale. Chissà se in questa Juventus ci sara' una scintilla o meno. In ogni caso restiamo convinti che Chiellini insieme a Bonucci si toglierà presto delle soddisfazioni. Non so se a partire da quest'anno, ma gia' dal prossimo se la Juventus quest'anno riuscirà ad arrivare tra le prime quattro, potrebbe essere l'anno del rilancio definitivo.

sabato 10 luglio 2010

DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA


Non è stata accolta di buon grado negli ambienti nerazzurri la sentenza riguardo alle trattative tra Moratti e Preziosi per gli acquisti di Motta e Milito, con tre mesi di inibizione e 45.000 euro di multa per Moratti e sei mesi per Preziosi.
L'Inter presenterà ricorso.
Alcuni quotidiani riportano di un Moratti molto amareggiato, con parole non molto leggere:
«Questa decisione è il coronamento di un atteggiamento, di una volontà e di una realtà. Io non mi sento assolutamente colpevole; non hanno per nulla tenuto conto della nostra difesa. Ho molto rispetto dei giudici e molto meno della Federazione. Aveva ragione Mourinho quando diceva che quest’anno sarebbe stata dura e che ce l’avrebbero fatta pagare. Lui è andato via, ma io purtroppo non posso farlo, perché non ho la sua libertà».

Leggendo queste parole, mi sembra che il 2010/2011 si presenterà come un anno molto, ma molto difficile.
Probabilmente il presidente dell'Inter rimpiange i fasti del periodo di reggenza Guido Rossi, con annessi e connessi.
Ci piacerebbe sapere qual è l'atteggiamento contro l'Inter, qual è la volontà contro l'Inter.
Ci sembra che l'Inter sia stata tutelata in tutto e per tutto in questi anni e non il contrario e che anche a livello arbitrale non ci si possa lamentare.
Dire che Mourinho se ne è andato a causa della situazione della federazione o del calcio italiano penso sia una scusa bella e buona da dare in pasto ai tifosi, per la sua partenza.
Mourinho pensiamo se ne sia andato semplicemente a causa di ragione economiche o magari si aspettava una stampa sempre "zerbinata", cosa che in Italia non avviene.
Ci piacerebbe sapere cosa intende il presidente quando dice "ce l'avrebbero fatta pagare". Parole che personalmente ritengo gravi e che già a luglio, manco agosto scaldano l'atmosfera, parole dure volte a giustificare un momento in cui l'Inter un giorno smetterà di vincere, non nel futuro prossimo (non ci sono avversari), ma magari tra qualche anno, del resto non si può vincere per sempre.
Infine, la frase sulla libertà, noi riteniamo che Moratti, come sia libero di mandare in campo 11 stranieri in finale di Champions è libero di prendere e lasciare baracca e burattini quando vuole.
Ai tifosi bianconeri è stata privata la libertà da 4 anni a questa parte, che cosa avrebbero dovuto fare o dire. I tifosi bianconeri si sentono colpevoli di qualcosa? Non credo proprio!!!
Ci sembrano reazioni esagerate per tre mesi di squalifica e ci sembra quasi il caso di dire, "da che pulpito viene la predica".
Infine una considerazione matematica. Blanc e Secco per un trasferimento non diretto, nel senso figlio del trasferimento precedente con errori annessi e connessi a quello Chievo-Palermo, hanno preso 2 mesi a testa di squalifica, quanto pensava di poter prendere Moratti per un trasferimento diretto, con ammissione dell'altro presidente?

Non immagiamo le reazioni nel caso in cui ("tanto non succede, ma se succede..."), Palazzi dovesse dare delle penalizzazioni all'Inter in seguito a Calciopoli 2, in quel caso, sicuramente, non basterebbe un articolo per scrivere azioni e reazioni.

domenica 4 luglio 2010

AL CENTRO DEL MIRINO


Riportiamo le parole di ieri di Massimo Moratti, riferite ieri a Marina di Pietrasanta, parole che tendono a vedere l'Inter come al centro del mirino da più parti.

"L'Inter è sempre colpevole, che si vinca o che si perda. Siamo fieri di essere sempre al centro della polemica. E poi, uno che potevamo dare alla Nazionale c'era". E' un ragazzo intelligente che con il suo talento diventerà un grande, però forse non ha capito che certe cose non può farle".Fuoco e fiamme anche sulla decisione di ridurre ad uno il numero degli extracomunitari tesserabili dai club italiani: "Una decisione gratuita, frettolosa e demagogica".

Se da una parte siamo d'accordo con Moratti (la decisione sugli extracomunitari anche a noi pare frettolosa), sul resto non possiamo allinearci al numero uno nerazzurro.
Mi sembra chiaro che sostenere che Balotelli fosse pronto per la nazionale sia utopia pura. Quante partite ha fatto Balotelli all'Inter? Come mai si è preso Pandev e non si è fatto giocare Balotelli quando Eto'o era a fare la Coppa d'Africa. E' chiaro che l'Inter ha preferito puntare su certi giocatori (Pandev), piuttosto che su Mario, scelta che ha pagato. Ora mi sembra non corretto o quanto meno utopistico, pensare che Balotelli fosse utile all'Italia. Se si voleva valorizzare il ragazzo sarebbe stato meglio mandarlo in prestito a Gennaio, permettendogli di giocare con continuità ed evitando a lui e ai tifosi le scene come quelle alla fine di Inter-Barcellona. Se tutto lo spogliatoio nerazzurro "non ha simpatizzato" con Balotelli perchè doveva accettarlo la nazionale?
Detto questo, non ci sembra ingiusto criticare il fatto che l'Inter non abbia italiani, non si critica dal punto di vista delle vittorie, anzi, i risultati sono stati talmente grandi da essere inattaccabili, tuttavia non si possono poi evitare le critiche dal punto di vista etico.
Ieri c'era un articolo sulla Gazzetta dello Sport che evidenziata come l'Inter abbia lanciato circa 30 giovani in prima squadra... negli ultimi anni, pensate che circa 1/3 sono stranieri, non vi sembra un numero alto?

In ogni caso, si parla di politiche societarie e fino a quando pagano chi vince ha sempre ragione, però, poi non bisognerebbe meravigliarsi se qualcuno si permette di criticare. L'Inter di Trapattoni che vinceva con 8 italiani in campo e 3 stranieri era un'altra cosa....

ECCO TUTTE LE PAROLE DEL PRESIDENTE NERAZZURRO
«Non so se Maicon resterà con noi, mentre Milito sì», «La Germania è una squadra veramente tosta e Ozil è proprio bravo». «L’ala destra del Bayern che gioca nell’Olanda, Robben che trovo fantastico, fuori dall’ordinario, poi Ozil, mi sembra anche lui fuori, abbastanza, dall’ordinario, il terzo, in questo momento, non mi viene in mente».Balotelli non è un giocatore incedibile.«Noi non abbandoniamo alcun tipo di offerta e non attacchiamo il telefono in faccia a nessuno». SUGLI EXTRACOMUNITARI È stata una decisione gratuita, frettolosa, demagogica. È stata fatta una scelta per far piacere a qualcuno. È una scelta che non tiene conto del pensiero della Lega Calcio: hanno perso e fanno così».

«Benitez ha avuto coraggio a venire all'Inter, ma ha la professionalità per difendere la Coppa. È una persona intelligente, ha un carattere diverso da Mourinho e a lui chiedo di fare già bene nei primi tre impegni della stagione: la Supercoppa italiana, quella europea e l'Intercontinentale».«Non ho trovato triste che Mourinho ci abbia lasciato dopo i successi, io non sono triste e con Benitez ci saranno nuovi stimoli e nuove sfide da affrontare», ha detto Moratti.

SNEIDER, Molto bene per noi, è un giocatore di grande classe e di grande spirito, ha un carattere fortissimo. Se vince il Pallone d’Oro, è una cosa magnifica. Doveva farlo anche Milito, ma poi non ha più giocato. Non ha giocato nessun giocatore dell’Inter, ma mi è dispiaciuto per tutto il gruppo, perché sono amico dei giocatori e anche di Maradona. Devo dire che, però, era possibile prevedere la Germania, perché ha sempre giocato bene, ha un allenatore che deve essere molto bravo, il gruppo è tenuto molto bene, fanno un bel gioco, non era una partita facile».

«Associare la debacle dell'Italia all'Inter, dà fastidio per forza, perché non c’entra assolutamente niente, in quanto, se quell’italiano (Materazzi, ndr) lo avessero portato in nazionale, forse faceva meglio di altri. In quanto all’altro italiano che non hanno portato in nazionale, che è Balotelli, avrebbe fatto certamente meglio degli altri. Avevamo, comunque, qualche cosa da dare alla nazionale».

domenica 27 giugno 2010

ANALISI DA DIECI, MA SENZA LODE

Ho letto con attenzione come si sta trattando l'eliminazione dell'Italia. A caldo c'è stata la rabbia dei tifosi e il rapido processo a Lippi, iniziato e concluso in pochi secondi con la sua totale colpevolzza. Dopo le prime ore è iniziata invece l'analisi sulla crisi del calcio italiano, su come risollevare le sorti del paese, etc, etc.
Alcune testate hanno forse esagerato (le bare in copertina, francamente non le abbiamo capite), infatti qualcuno si è risentito (che carattere questo Pepe...!)
Prandelli sarà eroe nazionale e Balotelli e Cassano i nuovi paladini del nuovo mondo. In mezzo a questo mare magnum, ho apprezzato soprattutto l'articolo di Fabio Monti del Corriere della Sera di ieri, che analizza in modo puntuale i mali del calcio, ma allo stesso tempo, forse trascura "qualcosa".
Parla giustamente di stadi di proprietà, diritti televisivi, vivai, stranieri, tutti argomenti giusti, argomenti imprescindibili, che anche secondo noi hanno portato alla crisi.
Monti è molto onesto quando dice: " Soltanto la Juve ha deciso di costruire il proprio stadio; gli altri invocano la legge che agevoli la costruzione di nuovi impianti, ma resta il sospetto che in molti siano interessati soprattutto a tutto quanto sta intorno allo stadio del futuro (appartamenti e centri commerciali)."

Noi aggiungeremmo, la Juventus in questo è stata all'avanguardia e ha saputo creare un primo modello di business per uno stadio polifunzionale, Ci piacerebbe che anche qualcun altro lo ammettesse e non dicesse solo che "è stata colta un'opportunità favorevole". Chissà chi è, come dice Monti che invoca una "legge per l'agevolazione nella costruzione di nuovi impianti"..io qualche nome ce l'avrei.
Detto questo, un altro punto degno di nota, secondo me è il seguente: "... club italiani dal ’99, l’anno dell’introduzione dei diritti tv soggettivi, hanno sperperato 5,9 miliardi di euro: fra acquisto di giocatori (molti sottoutilizzati), ingaggi fuori mercato e stipendi di allenatori, da esonerare alle prime difficoltà, i presidenti non si sono fatti mancare niente... "
Mi piacerebbe chiedere a Monti a chi si riferisce, noi abbiamo sempre i nostri nomi pronti nel cassettino della scrivania comunque... del resto qualcuno (per chi ci segue con assiduità), avrà già individuato il pezzo i cui si parla di una società che ha speso in 15 anni 1,000 milioni in acquisti.
Riteniamo, inoltre che la legge Melandri sulla spartizione dei diritti tv non ha sicuramente migliorato la situazione. Non ci sembra eccezionale approvare una legge senza prima aver individuato i paletti della spartizione. In un mondo che va verso la Champions League dove sono solo 4 le squadre per ogni nazione (grazie a qualcuno... saranno 3 prossimamente), indebolire economicamente le più forti, non ha fatto altro che livellare verso il basso il tutto.
Non voglio qui parlare di campionato italiano, perchè alcuni tifosi dicono che quella squadra rubava, ma vorrei chiedere quali sono le uniche squadre italiane ad aver vinto in campo internazionale con molti italiani in campo e qual'è l'unica ad essere arrivata quattro volte in finale con un bilancio in utile e molti italiani in campo.
La risposta è facile. Quelle squadre erano espressione del calcio nazionale.
Quelle squadre sono quelle maggiormente penalizzate da calciopoli in un'indagine che "dopo l'intercettazione di Abete", pone dubbi inquietanti su tutta la gestione.
Forse quando si parla di crisi bisognerebbe parlare di cosa è successo dal 2006 e di come stiamo oggi. Era tutto sbagliato in quegli anni prima del 2006, è tutto giusto oggi?
I media che con una nazionale vincente, hanno "sputato bile" sulla squadra espressione di un calcio sostenibile, programmato e vincente, sapranno cambiare opinione o si nasconderanno di fronte alle lampanti evidenze odierne?
Ci piacerebbe che qualcuno sui quotidiani più letti, ci dicesse, per una volta che forse la Juventus non era il male da estirpare, Moggi non era il solo uomo nero e che forse, qualcuno ha sbagliato (a proposito, nessun giornale si chiede come mai 4 anni fa ci fossero sbobinatori leprihttp://www.corriere.it/sport/speciali/2010/mondiali-calcio-sudafrica/notizie/26-giugno-stadi-talenti-stranier-tv-8-settembre-calcio-italiano-monti_c96fcd00-80fb-11df-9a47-00144f02aabe.shtml ed ora sbobinatori tartarughe..).
Io spero che ci sia qualcuno che lo scriva, anche sui più importanti quotidiani italiani, prima o poi.
Monti è stato bravissimo nel suo articolo, ma per dargli la lode... manca ancora una piccola riflessione, spero che magari in futuro, la possa aggiungere.


ECCO L'ARTICOLO DI MONTI, FONTE http://www.corriere.it/sport/speciali/2010/mondiali-calcio-sudafrica/notizie/26-giugno-stadi-talenti-stranier-tv-8-settembre-calcio-italiano-monti_c96fcd00-80fb-11df-9a47-00144f02aabe.shtml

Premessa: non è indispensabile avere la migliore Federazione del mondo, per battere la Nuova Zelanda e pareggiare con la Slovacchia. Però questa eliminazione dal Mondiale, al di là della figuraccia, è l’8 settembre del calcio italiano ed è molto più grave, strutturalmente, di quella del ’66 e del ’74.

Questa uscita di scena così avvilente annuncia tempi grami, ma in fondo rappresenta la sintesi di quanto ha saputo produrre un movimento, dove si continua a litigare, senza che nulla funzioni davvero e dove la Figc è costretta ad un sostanziale immobilismo, che nessuno ha il coraggio di rompere.

Gli stadi di proprietà non avrebbero aiutato a superare il primo turno, ma resta il fatto che i club italiani dal ’99, l’anno dell’introduzione dei diritti tv soggettivi, hanno sperperato 5,9 miliardi di euro: fra acquisto di giocatori (molti sottoutilizzati), ingaggi fuori mercato e stipendi di allenatori, da esonerare alle prime difficoltà, i presidenti non si sono fatti mancare niente, quando avrebbero potuto mettere a frutto questo momento di straordinario benessere. Invece adesso si ritrovano con due miliardi di euro di debiti. Soltanto la Juve ha deciso di costruire il proprio stadio; gli altri invocano la legge che agevoli la costruzione di nuovi impianti, ma resta il sospetto che in molti siano interessati soprattutto a tutto quanto sta intorno allo stadio del futuro (appartamenti e centri commerciali). Gli impianti esistenti restano in mano agli ultrà: ci saranno anche i tornelli e i controlli sull’acqua minerale, ma continuano ad entrare petardi, bombe- carta, fumogeni.

Del resto i presidenti sono stati solerti nel provvedere a svuotare gli stadi e a riempire gli studi, prima vendendo e poi svendendo alle televisioni tutto il prodotto calcio, senza freni e senza ritegno. Per creare palinsesti sempre più appetibili, si modificano orari e calendari; si gioca alle 20.45 con nove gradi sotto zero (tanto chi ha i decoder ha anche il riscaldamento) e alle 15, quando è estate. Sulla qualità dei prati è superfluo insistere; sorprende, semmai, che ci si lamenti degli infortuni e della qualità del gioco.

Altro problema: gli stranieri. L’Unione europea non consentirebbe certo all’Italia di chiudere le frontiere, come nel ’66, dopo la Corea, ma bisognerebbe capire perché i settori giovanili sono strapieni di giocatori provenienti da Federazioni estere (attraverso percorsi non sempre chiari) e che riducono gli spazi dei ragazzi italiani. Come insegna la storia, il problema non è mai la qualità (i campioni stranieri), ma la quantità, quella che alla fine chiude la strada alle generazioni future. Sarà un caso, ma l’Under 21 rischia di non andare nemmeno ai Giochi olimpici di Londra 2012, mentre i presidenti vorrebbero più extracomunitari. Abete ha presente la questione in termini globali, ma i club, la vera razza padrona, non accettano interferenze: considerano la nazionale una seccatura (a parte Mondiale ed Europeo da vincere) e mantengono in vita un campionato di A a 20 squadre, che alimenta soltanto dubbi e sospetti.

In Italia si parla di tutto, soprattutto di soldi, ma non di calcio, come si è era capito anche nell’ultima assemblea federale (23 marzo 2009), quella che aveva eletto con un plebiscito Abete. Il dibattito interno al Consiglio è nullo. Si alza la voce prima, mai durante. Il Settore Tecnico lavora e si muove a fari spenti, attraverso percorsi propri: mai che si apra un dibattito su quale tipo di calcio si vorrebbe vedere, come invece accadde nel ’74; sui metodi di lavoro; sulle ragioni della mancanza di ricambi generazionali nonostante una base enorme; su come formare i tecnici. E la Figc resta a guardare. Manca una figura di coordinamento delle nazionali giovanili (Under 17, Under 18, Under 19 e Under 20), che aiuti a dare un orientamento univoco alle rappresentative azzurre, affidate a grigi burocrati, a parte Francesco Rocca. Ognuno va per la sua strada. Piace litigare sugli arbitri e per gli arbitri. Slovacchia-Italia, trasferita nel nostro campionato, si sarebbe ridotta ad un processo infinito sul tiro di Quagliarella respinto al di qua o al di là della linea e sul fuorigioco che ha portato all’annullamento del gol dell’azzurro.

Quanto alla giustizia sportiva, che una volta brillava per la propria rapidità, da quando è stata inventata la Superprocura, guidata da Stefano Palazzi, ha tempi più lunghi di quella ordinaria. Nessuno osa dire niente, nel rispetto di un’autonomia che è diventata inefficienza. E allora: perché stupirsi se il pallone italiano invece di rotolare, va a rotoli?

venerdì 25 giugno 2010

NON CI INTRIGA MELO ALL'INTER


Come detto in più di un'occasione il mercato della Juventus, per ora è un mercato in divenire, alcune operazioni ci convincono di più (tipo Bonucci), altre di meno, in ogni caso Marotta ha una strategia ben precisa e saranno poi i giocatori sul campo a dimostrare di essere da Juventus, del resto anche Camoranesi quando arrivò dal Verona non era il Camoranesi ammirato poi, ad esempio ai Mondiali 2006.
Oggi, però, preferiamo parlare di cessioni e soprattutto di Felipe Melo che potrebbe portare denaro cash per portare a termine altre operazioni di mercato.
Ne vogliamo parlare perchè, cominciano a suonare alcune sirene, forse di allarme, forse no, in direzione Milano.
Partiamo quindi dalle parole di Massimo Moratti di ieri, riportate in parte oggi anche dal Corriere dello Sport e alcuni siti, in sintesi il pensiero di Moratti, che avrebbe detto:
"Vogliamo ripartire alla grande e vincere tutto anche la prossima stagione. In Italia sono convinto che possiamo conquistare anche i prossimi due scudetti, ma per restare al top in Champions League servirà un colpo. Mascherano è forte, ma è improbabile che arrivi. Costa troppo e non è detto neppure che il Liverpool lo venda». Felipe Melo, è un’idea che ci sta intrigando e sulla quale stiamo lavorando". Coutinho, il “pato nerazzurro èil nostro vero colpo, davvero un fenomeno. Tornerà ad inizio luglio e sarà la sorpresa dell’anno. Può giocare trequartista con Sneijder arretrato".


Da queste parole, possiamo desumere alcune cose, primo che Moratti è "quasi" sicuro che vincerà ancora il campionato. E come dargli torto, non ci sono avversari, la Roma il prossimo anno con la Champions avrà difficoltà a lottare su due fronti, il Milan a meno di clamorosi arrivi (Ibrahimovic) sembra in regime di austerity e la Juventus ha fuori dalla sede il cartello "lavori in corso" o se preferite "stiamo lavorando per voi".

Secondo, Mascherano costa troppo... bhe Felipe Melo non è che costi meno, pagato l'anno passato 24 milioni, se quest'anno dovesse fare un buon mondiale, come sta facendo il prezzo sarebbe lo stesso, se non maggiore, quindi attenzione.

Vorrei ricordare che al momento la Juventus non si trova, poi in serie b, quindi sarà difficile approfittare dei "saldi Ibrahimovic" di quattro anni fa.

Poi se qualcuno pensa che con calciopoli 2, la Juventus possa essere "rispedita" in serie b, è un altro discorso.

Infine, sempre su Felipe Melo, penso che Marotta, non avrà la minima intenzione di cederlo all'Inter se non in cambio di qualcuno estremamente utile alla causa bianconera.

Cederlo all'Inter vorrebbe dire due cose: uno rinforzare la concorrenza con un giocatore ancora giovane, due rischiare di mettersi contro la piazza in caso di buone prestazioni di Felipe Melo.

Moratti, ritiene l'operazione intrigante, i tifosi bianconeri, meno.

Ai tifosi intrigherebbero altre cose...ma questa, come al solito è un'altra storia e pure abbastanza vecchiotta.




mercoledì 16 giugno 2010

SBILANCIATI


Nella bilancia i pesi devono essere posti nella giusta misura, se no un lato pende.
Negli anni scorsi, forse troppe società, hanno superato quel limite e la freccia è andata pesantemente sul rosso.
Platini si è accorto che questo non andava bene e introdurrà dopo una fase di transizione di tre anni – 2010, 2011 e 2012, l'obbligo di pareggio del bilancio.
Alcuni in questi giorni hanno lodato l'iniziativa del Presidente Moratti, che vuole una riduzione dei costi, come azione sensata dettata anche dal momento economico.
Personalmente l'iniziativa è lodevole, ma la finalità è un'altra.
L'Inter non potrebbe partecipare ad alcuna competizione europea, e non sarebbe sola, se i parametri indicati da Platini entrassero in vigore oggi.
Moratti si sta solo preparando al cambiamento delle regole.

Secondo un'analisi molto approfondita di Marco Liguori di tuttomercato.com
"la società nerazzurra nel 2008/09 ha ridotto il disavanzo in modo anomalo grazie all'utile conseguito in luglio, di competenza dell'esercizio successivo, con le plusvalenze derivanti dalla cessione al Barcellona di Ibrahimovic e Maxwell. La somma delle perdite della società di Moratti ammonta negli ultimi tre anni a 509 milioni"

Le perdite nella stagione 2008/2009 sono state per complessivi 154,4 milioni di euro, superiori del 4,15% rispetto ai 148,3 milioni dell'esercizio precedente.

Bisogna dire che le perdite sono state tutte compensate o con aumenti di capitale o ripianate direttamente dal proprietario.
Purtroppo per chi lo faceva in futuro questo non sarà più possibile.

L'Inter si è posta, quindi l'ambizioso progetto del pareggio di bilancio in tre anni.
Quindi, Benitez allenatore (costo quasi di 1/3 rispetto a Mourinho), e cessioni eccellenti.

L'anno passato Ibrahimovic ha fruttato Eto', Sneijder e Lucio.
Quest'anno potrebbe essere la volta di Maicon e Milito (quest'ultimo sopratutto se, come sembra chiederà almeno 6 milioni di ingaggio, dai circa 3 attuali).

Quest'anno la cavalcata Champions ha portato nuova linfa alle casse, anche se i premi qualcosa tolgono. Il marchio si sta valorizzando e le sponsorizzazioni aumentano.
Tuttavia i costi di gestione sono sempre altissimi, quindi qui urge passare rapidamente con la falce...e tagliare.

Concludiamo con una domanda, la stessa di un intervistatore Sky alla fine della partita che ha visto l'Inter trionfare in Champions...

Domanda: "Quanto le ha fatto male essere considerato il presidente che spendeva tanto e poi vinceva poco?"
Risposta di Moratti “ Vorrei chiarire che in quegli anni ero in contemporanea con un gruppo che in questo momento gli stanno facendo un processo a Napoli, quindi tutti questi errori, tutte queste cose sono anche figlie di un muro che avevo di fronte e che spero che prima o poi si capisca esattamente qual’era la gravità delle loro azioni".
Poi, incalzato, dice che non gliene frega niente della rivincita su quel gruppo, ma di essere contento di aver vinto per l’Inter e i suoi tifosi. Poi se ne va via stizzito, dicendo che non vuole parlare di questa roba.


Oggi come oggi, a Moratti non gli si può più imputare di essere il Presidente che spendeva tanto e che vinceva poco. Attualmente con 4 scudetti, un cartonato, le varie coppe Italia e Champions, sti sta avvicinando alla Grande Inter...e come sembra si sta avvicinando anche a spendere meno.

Tuttavia, perchè s'è sempre un tuttavia, vedremo se anche spendendo meno si potrà vincere lo stesso. Qualcuno...(senza fare nomi), ci riusciva....quel qualcuno che è stato messo alla gogna... e scusateci se torniamo sempre li.... ma è l'origine di tutto... e alzi la mano chi mi riesce a dimostrare il contrario...

Elenco spese Inter da sussidiario.net
Nel dettaglio tutte le operazioni anno per anno della gestione di Massimo Moratti
Stagione 1995-1996, spesi 29.760.000 €
Acquisti: Benny Carbone, Felice Centofanti, Fabio Cinetti, Salvatore Fresi, Maurizio Ganz, Paul Ince, Marco Landucci, Alessandro Pedroni, Pascalito Rambert, Xavier Zanetti, Roberto Carlos, Marco Branca, Ribeiro Caio, Alessandro Pistone.

Stagione 1996-997, spesi 20.525.000 €
Acquisti: Andrea Mazzantini, Armando Pantanelli, Alessandro Pistone, Fabio Galante, Jocelyn Angloma, Massimo Tarantino, Youri Djorkaeff, Aaron Winter, Ciriaco Sforza, Ivan Zamorano, Nwankwo Kanu, Arturo Di Napoli

Stagione 1997-1998, spesi 81.700.000 €
Acquisti: Raffaele Nuzzo, Taribo West, Luca Mezzano, Luigi Sartor, Francesco Colonnese, Martin Rivas, Mauro Milanese, Zé Elias, Diego Simeone, Benoît Cauet, Paulo Sousa, Francesco Moriero, Ronaldo, Álvaro Recoba

Stagione 1998-1999, spesi 70.500.000 €
Acquisti: Sebastien Frey, Dario Simic, Mikael Silvestre, Zoumana Camara, Gilberto da Silva Melo, Andrea Pirlo, Cristiano Zanetti, Ousmane Dabo, Roberto Baggio, Nicola Ventola

Stagione 1999-2000, spesi 125.200.000 €
Acquisti: Angelo Peruzzi, Giorgio Frezzolini, Fabrizio Ferron, Christian Panucci, Laurent Blanc, Michele Serena, Cyril Domoraud, Iván Ramiro Córdoba, Grigorios Georgatos, Vladimir Jugovic, Clarence Seedorf, Luigi Di Biagio, Adrian Mutu, Christian Vieri

Stagione 2000-2001, spesi 97.700.000 €
Acquisti: Marco Ballotta, Fabio Macellari, Riccardo Fissore, Vratislav Gresko, Bruno Cirillo, Stefano Lombardi, Stephane Dalmat, Cristian Brocchi, Marcos Vampeta, Francisco Javier Farinós, Robbie Keane, Antonio Pacheco, Marco Ferrante, Anselmo Robbiati, Sixto Peralta, Corrado Colombo, Hakan Sukur


Stagione 2001-2002, spesi 107.000.000 €
Acquisti: Francesco Toldo, Alberto Fontana, Pasquale Padalino, Gonzalo Sorondo, Marco Materazzi, Nelson Vivas, Sérgio Conceição, Andrés Guglielminpietro, Emre Belözoglu, Okan Buruk, Mohammed Kallon, Adriano,

Stagione 2002-2003, spesi 112.700.000 €
Acquisti: Mathieu Moreau, Fabio Cannavaro, Daniele Adani, Carlos Alberto Gamarra, Francesco Coco, Ümit Davala, Domenico Morfeo, Matias Almeyda, Hernán Crespo, Gabriel Omar Batistuta,

Stagione 2003-2004, spesi 67.800.000 €
Acquisti: Alex Cordaz, Thomas Helveg, Jérémie Bréchet, Andy van der Meyde, Sabri Lamouchi, Luciano, Dejan Stankovic, Kily Gonzalez, Giorgios Karagounis, Mario Rebecchi, Fabrizio Biava, Julio Ricardo Cruz

Stagione 2004-2005, spesi 6.100.000 €
Acquisti: Fabián Héctor Carini, Nicolás Burdisso, Siniša Mihajlovic, Zé Maria Ferreira, Giuseppe Favalli, Edgar Davids, Juan Sebastián Verón, Esteban Matias Cambiasso, Lampros Choutos

Stagione 2005-2006, spesi 32.000.000 €
Acquisti: Júlio César, Walter Adrián Samuel, Pierre Wome, Luis Figo, David Pizarro, Santiago Solari, César

Stagione 2006-2007, spesi 49.300.000 €
Acquisti: Fabio Grosso, Maicon, Maxwell, Patrick Vieira, Olivier Dacourt, Mariano Gonzalez, Sebastian Ribas, Zlatan Ibrahimovic, Hernán Crespo

Stagione 2007-2008, spesi 40.800.000 €
Acquisti: Enrico Alfonso, Christian Chivu, Luis Jimenez, Pelé, Nelson Rivas, David Suazo, Maniche


Stagione 2008-2009, spesi 58.900.000 €
Acquisti: Sulley Muntari, Mancini, Ricardo Quaresma, Victor Obinna


Stagione 2009-2010 (ancora in corso), spesi 90.500.000 €, pareggiato dalle cessioni
Acquisti: Lúcio, Thiago Motta, Samuel Eto'o, Wesley Sneijder, Diego Milito, Marko Arnautovic


TOTALE SPESE: 990.485.000 MILIONI DI EURO!



lunedì 14 giugno 2010

PATTI CHIARI... AMICIZIA LUNGA ?


Amici mai... preferirebbero cantare alcuni tifosi bianconeri insieme a Venditti. Juve e Inter mai amiche, anche se poi andiamo a vedere che Moggi e Moratti ogni tanto si sentivano e quindi, i rapporti di buon vicinato si dovrebbero tenere sempre.
Noi preferiamo la linea del rispetto, il sorrisetto a denti stretti, consapevoli che gli scudetti vinti sono stati vinti sul campo e che il cartonato andrebbe restituito al legittimo proprietario.
Detto questo, segnaliamo come Sky, ieri abbia riportato una notizia secondo cui Andrea Agneli avrebbe deciso di lasciare una corsia preferenziale su Palombo all'Inter, in cambio del via libera su Krasic e su altri potenziali obiettivi bianconeri (Clichy?).
Marotta lascerebbe quindi all'Inter un suo pupillo. L'Inter eviterebbe di partecipare all'asta e di entrare nel meccanismo del CSKA e comincerebbe un lento cammino di italianizzazione e di riduzione dei costi (su questo ci torneremo..).
Tutti d'accordo... patti chiari, amicizia lunga quindi?
Insomma, i tifosi non la penserebbero così. In passato l'amicizia tra Inter e Juventus conta in pochi scambi... Senza andare indietro ai Tardelli, agli Altobelli e abbandonando gli elli... ai Dino Baggio... o agli Schillaci, ai tifosi piace ricordare la "magia"...
Dicesi "magia" il viaggio in taxi Moggi/Cannavaro e lo scambio Cannavaro/Carini.
Ecco i tifosi bianconeri vorrebbero rivedere questo come patto di amicizia tra i club, magari un bello scambio del genere.
Sicuramente non vorrebbero fumarsi un calumè della pace ricordando Vieira e Ibrahimovic, venduti in una situazione limite che tutti ricordano.

Quindi ripetiamo, patti chiari e per amicizia lunga, speriamo che se amicizia deve essere che non sia a senso unico...e che da Milano a Torinonon tornino solo giocatori... a buon intenditor poche parole...



martedì 8 giugno 2010

IL SOLITO COLPO DI SPUGNA


E' notizia di ieri il possibile deferimento di Moratti e Preziosi a seguito dei trasferimenti di Milito e Motta in casa nerazzurra e dei passaggi di Bonucci, Acquafresca, Meggiorini in sponda rossoblu.
La situazione è di per se molto chiara, era vietato "fare affari" con Preziosi quando lui era inibito e sembrerebbe, come da lui stesso ammesso, che i trasferimenti di Motta e Milito siano avvenuti proprio in questo periodo.
Per lo stesso tipo di violazione (affare Criscito), Secco aveva subito un mese di inibizione.

Personalmente ritengo questo tipo di possibile deferimento, magari giusto dal punto di vista formale, delle regole, ma un pò particolare sull'efficacia.
Del resto se una persona è inibita, sarebbe corretto far portare avanti la trattativa dai propri collaboratori. Ci sembra quindi, una colpa molto lieve, che però, sempre di una colpa o chiamatelo errore si tratta.
Si tratterebbe di un errore formale, che potrebbe portare all'invalidazione dei contratti siglati e a conseguenti squalifiche.
In teoria, il regolamento potrebbe, dico potrebbe prevedere anche penalizzazioni, ma su questo punto esistono casistiche molto diverse, che danno vita a più interpretazioni.

Cosa ci aspettiamo, niente, il "solito" colpo di spugna, la "solita" prescrizione, i "soliti" tempi lunghi.
Un nostro lettore (Piero), mi ha segnalato, come scritto anche da Tuttosport "che il codice di giustizia sportiva viene interpretato in modo diverso a seconda che si tratti di professionisti o dilettanti.., quindi con squalifiche e penalizzazioni per i dilettanti e non per i professionisti".
Lo stesso lettore, mi chiede se non è anomalo che i dirigenti di A (possibilmente nerazzurri) debbano avere sempre il trattamento di favore (efficacia ex nunc della norma e non ex tunc come per i dilettanti) cavandosela con una multa, quando il CGS dice altro...
Difficile dare una risposta a questo quesito.
Difficile dire come mai, Palazzi sembra molto impegnato su queste cause e non si interessa di Calciopoli 2...molto strano...

Purtroppo sono quesiti a cui molti potrebbero dare una risposta, ma poi se definiamo il paese "ridicolo" qualcuno si offende.
In questi anni ne abbiamo viste e sentite tante, ma penso che la peggiore violazione di regolamento, sia stata quella del passaporto di Recoba, con un dirigente reo confesso e una mancata penalizzazione e serie di sconfitte a tavolino per prescrizione. Ecco questo penso sia la prova che i regolamenti esistono quando si vuole...perchè se la prescrizione esiste, allora devono esistere anche i tempi giusti dei processi e delle analisi dei processi e purtroppo questo non avviene a mio avviso, in maniera equa.


sabato 5 giugno 2010

QUALCUNO SAPEVA....

Nei giorni scorsi avevamo riportato un interessante articolo di Gad Lerner, sottolineando come qualcosa si muovesse anche dall’altra parte della “barricata”, o se volete sulla “sponda opposta del fiume”.
Oggi riportiamo alcuni tratti di un’interessante intervista a Tavaroli, comparsa su Repubblica.
Sorvolando sulle parole iniziali, riportiamo questi tratti, altamente interessanti.

È proprio vero che stavate aiutando l'Inter di Moratti contro Luciano Moggi?
"La pratica Ladroni, come la chiamavamo noi, riguarda le indagini sui rapporti tra la Juventus e gli arbitri. Volete sapere a quando risale? Al 2002... Succede che un arbitro bergamasco, ammiratore e amico di Giacinto Facchetti, anche lui bergamasco, un giorno scoppia e gli racconta i retroscena di quella che sarà Calciopoli. All'Inter vanno in fibrillazione, si spiegano alcune espulsioni, alcuni rigori assurdi e così Tronchetti consiglia a Moratti di chiamarmi".
Siete andati dalla magistratura?
"Era quello che volevo, ma la situazione è complessa e do a Moratti l'unico suggerimento possibile, e cioè portare Facchetti, come fonte confidenziale, dai carabinieri. Può parlare, resterà anonimo, l'indagine comincerà".
All'Inter che dicono?
"Tentennano, preferiscono non esporre Facchetti, forse hanno paura, io non posso intervenire più di tanto. Moratti mi dice che ha capito come stanno le cose e ne soffre, è preoccupatissimo, ma non vuole distruggere il calcio italiano. Allora che cosa possiamo fare? Si prepara un documento, che finisce sui tavoli dei sostituti procuratori Francesco Greco e Ilda Boccassini. E l'arbitro, convocato, va in procura, ma non è così facile come sembra... Fa scena muta. L'inchiesta Calciopoli non parte quindi da Milano, com'era possibile, ma partirà qualche anno dopo, a Napoli".


Da queste parole risultano chiare alcune cose: primo che qualcuno stava indagando precedentemente tramite i “si pensa” e ”i sentito dire”. Secondo: che quando c’è stato da raccontare alla magistratura, si preferiva muoversi di nascosto, anonimamente piuttosto che di persona, affrontando di petto le situazioni.
Anche in questo caso ci sono, secondo noi, molti dubbi e pochissime prove. I sentito dire di allora ci ricordano i sentito dire dei testimoni ai processi. Quei sentito dire e quelle cose parziali hanno portato a un risultato, distruggere una società di calcio e alcune persone…
Un ragionamento finale: come vi sareste comportati sapendo che siete intercettati, che linguaggio avreste tenuto nelle conversazioni telefoniche? Fatevi alcune domande e magari capirete come mai nelle intercettazioni compaiono solo alcuni….e non tutti tutti…

dI SEGUITO TUTTO L'ARTICOLO DA REPUBBLICA
"Ho letto ovviamente i nuovi verbali di Tronchetti Provera". Scuote la testa: "E l'ho anche visto in tv in un'intervista sdraiata di Fabio Fazio, a prendere le distanze da me, a dire che quasi manco mi conosceva".

Ma, scusi, Tavaroli, si è sentito offeso?
"A livello personale non m'importa, qua c'è un'offesa professionale. E posso consentire ai giornalisti e ai magistrati di scherzare, al mio datore di lavoro no. Tronchetti sa bene che mentre lavoravo per lui ho fatto conferenze alla Nato, e anche in decine di università, perché la nostra Security aziendale era un modello. Adesso, tentano di farci passare, attraverso i loro avvocati, come un'accozzaglia di manigoldi. E lui? Fa finta di niente".

Ma lei e il dottore che rapporti avevate?
"Lui sembra voler interpretare il ruolo del gran signore che ha avuto un maggiordomo un po' infingardo, faccia pure, Tronchetti. Perché in effetti mi sono occupato anche di questioni personali e familiari... "

E cioè?
"Bah, gli esempi sono tanti. Un Natale mi chiama perché le figlie, di ritorno da Saint Moritz, sono state controllate e fermate in frontiera, e io a mia volta chiamo e corro. A Pasqua, un'altra emergenza. Bisognava aiutare il figlio di un amico, un ragazzo con seri problemi, che doveva finire in comunità, ma andava in giro. Tronchetti e il padre avevano paura che potesse commettere delle stupidaggini, eccoci qua, siamo noi che ci attiviamo per farlo sorvegliare ventiquattr'ore su 24, meglio di una mamma. Cose normali, sacrosante, per carità, ma... ".

Ma nell'udienza preliminare, il dottore sostiene che vi vedevate poco, lo stretto indispensabile.
"Non ci vedevamo certo tutti i giorni, ma certo che ci sentivamo e, quando serviva, viaggiavamo anche insieme. E nei casi di emergenza era Tronchetti, o la sua segretaria personale, che mi chiamavano. Bastava chiedere alla mitica signora Longaretti come stavano le cose".

Anche con i tabulati telefonici si sarebbe potuto ricostruire la dinamica dei rapporti. È stato fatto?
"Non mi risulta, sarebbe stato davvero utile analizzarli per dimostrare quanto la Security vivesse "dentro" l'azienda e per l'azienda lavorava. Come investigatore, mi chiedo come mai in Procura non siano state passate in rassegna nemmeno le mie mail, che raccontano giorno per giorno che cosa fosse, nella realtà e non nella fantasia, la sicurezza di Pirelli e Telecom, la nostra vera storia. Sin dall'inizio ho chiesto che fossero esaminati i nostri computer, erano la cartina di tornasole più chiara".

Anche questo non sarà stato fatto dai sostituti procuratori...
"Esatto, non mi risulta".

Ma si troveranno questi vostri computer che erano stati sequestrati?
"Spero di sì, specie se qualcuno vuole capire".

Ci aiuti a capire lei come funzionava. Per esempio, il dottore l'ha chiamata per proteggere qualche persona importante in difficoltà?
"Più d'una volta. Mi chiamò per il suo amico Luca Cordero di Montezemolo, quando dovevano eleggerlo presidente di Confindustria. Vado da Tronchetti e vedo uscire Cesare Romiti. Il quale, mi dicono, non voleva che Montezemolo si presentasse, e parlava di un verbale giudiziario degli anni Ottanta, una vecchia inchiesta di Torino".

Lei è sicuro di quello che sta dicendo?
"Per appurare la questione, mi muovo con il mio collaboratore Sasinini, operiamo sul pm di Biella o di Asti, comunque un magistrato vicino al procuratore Giancarlo Caselli. Sasinini chiama il pm e organizziamo a casa di Tronchetti un pranzo con Caselli".

C'è stato questo pranzo?
"Che c'è stato è sicuro, ma io non ho partecipato".

Risulta un'indagine vostra sull'ingegner Carlo De Benedetti. È sempre Tronchetti a ordinarle il report sulle utenze, soprattutto elettriche, delle case dell'ingegnere, per sapere quanto tempo passa all'estero?
"Eh, si sa che in vari momenti tra i due non correva buon sangue".

È proprio vero che stavate aiutando l'Inter di Moratti contro Luciano Moggi?
"La pratica Ladroni, come la chiamavamo noi, riguarda le indagini sui rapporti tra la Juventus e gli arbitri. Volete sapere a quando risale? Al 2002... Succede che un arbitro bergamasco, ammiratore e amico di Giacinto Facchetti, anche lui bergamasco, un giorno scoppia e gli racconta i retroscena di quella che sarà Calciopoli. All'Inter vanno in fibrillazione, si spiegano alcune espulsioni, alcuni rigori assurdi e così Tronchetti consiglia a Moratti di chiamarmi".

Siete andati dalla magistratura?
"Era quello che volevo, ma la situazione è complessa e do a Moratti l'unico suggerimento possibile, e cioè portare Facchetti, come fonte confidenziale, dai carabinieri. Può parlare, resterà anonimo, l'indagine comincerà".

All'Inter che dicono?
"Tentennano, preferiscono non esporre Facchetti, forse hanno paura, io non posso intervenire più di tanto. Moratti mi dice che ha capito come stanno le cose e ne soffre, è preoccupatissimo, ma non vuole distruggere il calcio italiano. Allora che cosa possiamo fare? Si prepara un documento, che finisce sui tavoli dei sostituti procuratori Francesco Greco e Ilda Boccassini. E l'arbitro, convocato, va in procura, ma non è così facile come sembra... Fa scena muta. L'inchiesta Calciopoli non parte quindi da Milano, com'era possibile, ma partirà qualche anno dopo, a Napoli".

Davanti al gup Mariolina Panasiti s'è molto parlato dei dossier sull'ex sindaco di Telecom Rosalba Casiraghi.
"In una riunione con Carlo Buora, Tronchetti e Rocco di Torre Padula si fa il punto su come la stampa parla dell'azienda. Non bene, ci sentiamo sotto tiro e c'è il sospetto che sia la Casiraghi a soffiare le informazioni ai giornalisti. Nasce così la decisione di capire meglio".

Glielo consegnate fisicamente il dossier?
"A lui bastava quello che riferivo io. Un solo dossier legge di sicuro, quello relativo alla cognata, la signora Soriani, la seconda moglie del fratello, della quale durante l'interrogatorio davanti alla Panasiti, dice di non ricordarsi nemmeno il cognome... ".

Lei adesso è uscito dal processo Telecom e ha patteggiato la condanna per truffa e associazione per delinquere. Si sente uno sconfitto?
"No, e nemmeno un capro espiatorio. Mi sento di avere pagato i miei debiti e i miei errori, altri non l'hanno fatto. Io e la mia famiglia sì, e a caro prezzo. Ieri a scuola, mia figlia, di sette anni, si sente dire da un amichetto: "Tuo papà ha fatto delle cose brutte". Ma questo è inaccettabile, perché non ho fatto nulla di brutto, se non proteggere un'azienda, le sue strutture, i suoi uomini. Sono finito in un'inchiesta che non è arrivata alla verità e mi sa che il marasma non è ancora finito, perché comincia il processo per rito ordinario, quello che vede Emanuele Cipriani, il titolare dell'agenzia di investigazioni accusata dei dossieraggi illegali, come principale imputato. Immagino che lui mi chiamerà a testimoniare in aula, a settembre. E, come testimone, ho l'obbligo di dire la verità, e non posso nemmeno avvalermi della facoltà di non rispondere".

Lei, dunque, spera di ricevere finalmente le domande giuste? Sia il gip Gennari che il gup Panasiti, rimandando gli atti alla procura, hanno chiesto di indagare di più...
"Se lo dicono loro... Io sono stato un maresciallo dei carabinieri, sezione antiterrorismo, e la mia carriera successiva nasce dalla strada, non dalle raccomandazioni della politica. Quando mi sono congedato, sono stato chiamato da un cacciatore di teste a lavorare per Italtel e quando entro in Pirelli, il primo aprile del 1996, Cipriani è già lì. Lavorava sotto il manager Sola. Io, Cipriani e Marco Mancini non siamo dunque "tre amici al bar" che cercano di creare una combriccola a danno di Pirelli. Non ho portato via un euro, se molti credono che taccio perché ho un tesoretto all'estero, sbagliano. Tronchetti non mi ha coperto d'oro per non parlare e non sono stato zitto, è stato lo stesso gip Gennari a dire che ho collaborato. Non ho nulla di più dei miei stipendi. Ho il mio lavoro, un curriculum di tutto rispetto che hanno provato a infangare per salvare il presidente".

Il quale si è costituito parte civile contro di lei.
"Sì, lui e Afef. Ma siamo seri, che cosa volete che me ne importasse di indagare sui familiari di Afef? Tronchetti è un codardo, non ha avuto il coraggio di prendersi le sue responsabilità sui report che ci chiedeva, ha preferito offendere la dignità dei professionisti al suo servizio".

Ma lei e Cipriani siete amici o no?
"Sono amico di Mancini e ho un rapporto di conoscenza con Cipriani, punto e basta. Quando stavo in Italtel non mi sono mai servito dell'agenzia di Cipriani. Lo rincontro a Firenze tra il 78 e il 79. Lui faceva il funzionario di banca, ma fremeva per fare l'investigatore. Il suo idolo era Mancini, che lavorava per i servizi. Cipriani fa domanda per entrare nel Sisde, ma non ce la fa. Apre allora un'agenzia di investigazioni. Le nostre frequentazioni sono diverse. Per intenderci, io l'oratorio e gli scout, lui i figli di papà... ".

Ora siete grandi e, all'apice delle carriere, siete incappati nella legge.
"Già e quando scoppia l'inchiesta, passano sei mesi in cui non succede nulla. Io lavoro in Romania, poi a gennaio mi chiama Tronchetti Provera, che preme per riavermi in azienda in Italia. Facciamo una riunione con il capo del personale Gustavo Bracco e il capo del legale Francesco Chiappetta e lo stesso Tronchetti. Pensano di ripristinare, sempre con me a capo, un servizio più limitato di Security. Sempre a gennaio, c'è un altro incontro con Tronchetti, ed è presente anche il funzionario Valente. Il presidente si mostra preoccupato perché, mi dice, Cipriani ha consegnato alla Procura la password del dvd, e cioè la chiave del "forziere" che conteneva tutti i dossier della Polis d'Istinto. E là esistono anche due o tre pratiche che fanno paura a Tronchetti Provera, e lui stesso mi cita alcuni file sui politici, Fassino e D'Alema, che sono citati in Oak Fund, e Aldo Brancher".

E che cosa pensate di fare?
"Le ipotesi sono tante, ma in realtà l'azienda si paralizza. Si muove solo dopo la procura, e quando sa di non poter agire diversamente. E a me cambiano le carte sul tavolo. A giugno 2006 vengo licenziato, mi buttano a mare, prendono le distanze. Da gennaio a settembre 2006 mi cucinano e a settembre vado in galera. Un anno, di cui otto mesi e 13 giorni in isolamento. Del resto Tronchetti Provera conosce bene il metodo per far fuori qualcuno, quando arriva in Pirelli mandato da Mediobanca. Riesce a dare l'ultima spallata a Leopoldo Pirelli, ai tempi di Tangentopoli, quando lui e i manager vanno in procura. Indicativo sarà il discorso che Alberto Pirelli fa alla commemorazione del padre".

Ma, secondo lei, l'inchiesta milanese ha mai puntato a Tronchetti?
"Forse all'inizio, ma non so... Tronchetti mese dopo mese contava sempre di meno sullo scacchiere degli affari. Anzi, mentre Tronchetti tratta l'uscita di scena con il banchiere Giovanni Bazoli e la vendita di Telecom è ormai considerata cosa fatta, l'inchiesta finisce, puf".

Ma Tronchetti perché avrebbe avuto bisogno di lei per contattare chicchessia?
"Sì, so che dice così, ma è falso. Ovvio che poteva avere contatti con chiunque, ma è anche vero che c'era gente come D'Alema e Tremonti che non ci tenevano a vederlo".

E lei che cosa fa?
"Sono io che gli ho fatto fare la pace con D'Alema, per il tramite di Lucia Annunziata, e lo stesso con Tremonti, attraverso l'ex ufficiale della finanza Marco Milanese, che io conoscevo e che lavora con lui, ora è onorevole. Tronchetti confonde i contatti formali con quelli sostanziali. Per quelli formali c'era Perissich e Rocco di Torre Padula. Per gli altri, serviva il fido Tavaroli, ora rinnegato".

Lei dà del falso a Tronchetti, che invece fa l'anima bella, perché ha mentito in altre occasioni?
"Per esempio quando dice che le indagini su Oak Fund sono del 2005, invece sono nate nel 2001, dopo l'acquisto di Telecom dalla cordata di Emilio Gnutti e Roberto Colaninno. Voleva sapere a chi erano andati parte dei soldi versati per l'acquisto di Telecom. Si pensava a una parte politica, la sinistra, a cui Tronchetti dava fastidio".

Fastidio?
"Sì, era entrato con i piedi nel piatto in Telecom, appetito da tanti. Voleva fare l'imprenditore indipendente e questo può comportare dei rischi. Ora infatti è sceso a patti con la politica, è nei ranghi, è diventato manovrabile come tanti, tanti altri. Forse è quello che volevano, farlo tornare a più miti consigli. Era una minaccia al potere, non era il potere. Ma di mezzo ci sono finito io, con la mia famiglia".

giovedì 3 giugno 2010

NAZIONALE VERSUS INTERNAZIONALE


Potremmo chiamarle due filosofie, due modi di vivere e di pensare. Quello nazionale e quello inter-nazionale. Ora non ci sono più dubbi, o quasi. Se la l’Inter sceglierà Benitez e non un tecnico nostrano (Capello), o quasi nostrano (Mihajlovic), sarà sempre più Inter-nazionale. Sempre più un’Inter con zeru italiani e più stranieri, ma sempre quelli buoni però, i Torres, i Mascherano e magari i Gerrard. Che dire, alcuni nomi sarebbero piaciuti anche ai tifosi della Juventus.

E la Juventus? La Juventus no, Benitez è stato, a torto o a ragione, secondo i punti di vista, scartato/rifiutato per tre ragioni: primo, l’alto numero di collaboratori richiesti e lo staff estremamente costoso, secondo la mancanza della Champions, terzo il suo ruolo poteva entrare in contrapposizione con quello di Marotta, creando delle sovrapposizioni.

Scelta azzeccata, scelta meno azzeccata? Saremmo ipocriti ora come ora a dire che Benitez non ci piaceva. Ci piaceva eccome, e un po’ di invidia che stia per accordarsi con l’Inter c’è. Benitez è preparato, vincente e sicuramente adatto alle competizioni internazionali. Qualche dubbio magari rimane sul campionato nazionale, in quanto ha vinto un solo campionato a Valencia, ma chissà, tanto la competitività di quello italiano è pari a un campionato di seconda fascia…dove vince sempre la stessa, da dopo Calciopoli, quindi...potrà sicuramente vincerlo. Benitez avrebbe aiutato a portare campioni e un Torres sarebbe stato possibile, come anche un Mascherano. Benitez avrebbe portato una ventata made in Spain…. E invece no.
La Juventus rimane, rigorosamente made in Italy, sperando di non vendere Chiellini….però. Un made in Italy che parte da Delneri, bravo ma un’incognita e passa da diverse variabili, che non sono certezze e che di nome fanno Pepe, Motta, Bonucci, Pazzini, Maggio, tutti buoni giocatori, italiani.

Sarà quindi, una sfida nazionale versus internazionale. Un sfida nella sfida quindi, che stranamente, vede sempre i media italiani schierati con l’internazionale, (ma si schierano sempre con i più forti?) salvo, poi ricordarsi che si è italiani quando gioca l’Italia e basta! Chissà cosa sarebbe successo, se la Juventus avesse puntato, anche lei sull’internazionale…ma questa è un’altra storia… magari se fosse arrivato Benitez.
Per il momento per i tifosi juventini non resta che confidare in Marotta… di domani e dei futuri acquisti, non c’è certezza.