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Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
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mercoledì 27 luglio 2011

tastiera velenosa: Trazbonspor....porque?

Forse il campionato Turco non sarà il più bello del mondo, ma sicuramente i dirigenti della Federazione di calcio turca dimostrano di essere molto più lungimiranti, attenti e furbi dei pari ruolo italiani.

Come molti sanno, o forse no il calcio turco è stato recentemente sconvolto da uno scandalo molto grave, molto più grave di quello italiano. Riassumiamo: sotto indagine il Fenerbahce, la squadra di Istanbul che ha conquistato proprio al termine di questa stagione il suo diciottesimo titolo nazionale, il suo presidente la figura storica, Aziz Yildirim, in carica dal lontano 1998, Sekip Mosturoglu e Nevzat Saka, rispettivamente numeri due dello stesso Fenerbahce e del Trabzonspor e molti giocatori come Umit Karan, Emmanuel Emenike e Sezer Ozturk. Tutti indagati con circa venti incontri il cui risultato potrebbe essere frutto di una combine. In questo caso, a differenza dello scandalo presunto di Farsopoli, ci sarebbero partite, coinvolti giocatori e non solo. Squadre "top" del campionato oltre al Fenerbahce, Besiktas e Trabzonspor con ventisei indagati sono stati messi in custodia cautelare in carcere.

Una differenza chiara, molto netta, rispetto al caso italiano. Un caso, questo, molto più grave con la Federazione turca molto attenta però a scoprire responsabilità e ruoli. La Federcalcio turca ha deciso, infatti, di far slittare la partenza del massimo torneo nazionale turco dal 5 agosto al 9 settembre. E' davvero troppo per la TFF (Federcalcio turca) per far iniziare normalmente l'attività agonistica.

Ci chiediamo una cosa: ma la federazione italiana nel 2006 non avrebbe potuto fare la stessa cosa? Ci chiediamo e siamo curiosi di vedere la lista delle società che parteciperanno alla Champions League e non solo. Ci chiediamo come mai dobbiamo guardare alla federazione turca per scoprire un esempio di buona gestione...

Se nel 2006 si fosse fatto quello che si fa ora in Turchia, oggi non saremmo qui a parlare ancora dello scandalo. Purtroppo non è stato fatto e le conseguenze "piaccia o non piaccia" sono sotto gli occhi di tutti. E' stato fatto un processo sommario, giacobino e dato uno scudetto una tantum a chi non lo meritava. Purtroppo nel 2006 sono stati fatti errori gravi di valutazione e ora qualcuno dovrà pagare, soprattutto chi nel 2006 decise di non fermare il calcio, ma solo di uccidere la Juventus. Il calcio nel 2006 andava fermato, nel 2011 la Turchia l'ha capito, l'Italia no.... infatti oggi c'è Benfica-Trabzonspor mentre ricordiamo tutti che alla Juventus non fu permesso di partecipare alla Champions. Ricordiamo anche che il Fenerbache è stato iscritto alla Champions regolamente dalla Federazione nonostante lo scandalo in corso.

Una scusa quella delle liste Uefa di allora, perchè oggi alla Turchia è permesso di schierare oggi il Trabzonspor nei preliminari e domani il Fenerbache benchè le squadre siano indagate e alla Juventus non fu permesso allora di partecipare? Qui esce acqua da tutte le parti, come quelle telefonate scappate allora... fortunatamente la resa dei conti si avvicina... e questo è un altro punto che qualcuno dovrà chiarire. La partita di stasera potrebbe essere l'esempio di come per la Juventus ci fu una disparità di trattamento nel 2006, non solo rispetto all'Inter ma addirittura rispetto al Trabzonspor.

giovedì 7 luglio 2011

revoca scudetto: questa è etica?

L'etica non passa in prescrizione.... questa frase basterebbe come motivo per revocare lo scudetto all'Inter. L'etica ci dice che lo scudetto 2006 va assegnato a chi lo vince sul campo e sul campo l'ha vinto solo la Juventus. Chi arriva terzo a distanza siderale è giusto che lo possa esporre in bacheca? Sarebbe giusto se in questi cinque anni avessimo capito quali erano le partite comprate dalla Juventus. Quali erano i match e gli arbitri "amici". Purtroppo l'etica non ci ha permesso di capirlo e a cinque anni di distanza siamo ancora più sicuri di questo. La relazione di Palazzi ci ha detto chiaramente due cose: anche l'Inter ha secondo il procuratore commesso un illecito e soprattutto che certe telefonate non sono state rilevate. La cosa peggiore e lasciatecelo dire "non etica" è stato l'atteggiamento di tutti coloro che hanno sempre sostenuto una pulizia di fondo. Hanno sempre sostenuto l'onestà marchiando l'altra parte come sporca, brutta e cattiva. Interista buono io, bianconero cattivo tu. Questa linea non è più condivisibile. Moratti sapeva benissimo quello che aveva fatto lui e pure Facchetti. Qui non si critica e non si sporca la memoria di Facchetti, si sottolinea una leggerezza. Una leggerezza che commetteva Facchetti come tutti gli altri dirigenti. Non c'erano buoni e cattivi, c'erano tanti che facevano tutti allo stesso modo. Il problema è che qualcuno si è sempre voluto erigere superiore agli altri, migliore degli altri, dipingendo gli altri come i furbetti del quartierino. Ora non è così e proprio per questo lo scudetto va revocato. Se Moratti l'avesse preso e fosse stato zitto, dicendo "Grazie, lo prendo ma non lo sento mio", l'avremmo accettato. Risulta inaccettabile, invece, quell'ostentazione che ha fatto sentire in difetto o quanto meno all'angolo i tifosi bianconeri che già dal 1996 avevano cominciato a sentirsi accerchiati dal potere dei media.

Questo atteggiamento non etico è deprecabile e solo per questo o meglio anche per questo lo scudetto va ritirato. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, qui qualcuno ha voluto scagliarne tante, mettersi un bell'abito bianco. Peccato che alla fine, alcune di queste pietre stanno tornando indietro.

Domani vi spiegheremo la ragione della revoca numero 4.
uesto

mercoledì 11 maggio 2011

TASTIERA VELENOSA: SE UNO NON RISPONDE CHE FAI?

Da ieri si attanaglia nei tifosi bianconeri un grande dubbio: che faranno a Torino quando si accorgeranno che dalla Federazione non otterranno una risposta? Ormai è chiaro, almeno a noi, che se la Federazione non ha risposto in 365 giorni, non risponderà a breve e perchè dovrebbe farlo? Per quale motivo dovrebbe ammettere di aver sbagliato tutto e che Farsopoli è stato un processo sommario, che nemmeno Robespierre, Danton e Marat avrebbero mai fatto? Per quale motivo dovrebbero svegliarsi dall'oggi al domani e cercare di cambiare la storia, magari finendo in un pericoloso vortice di risarcimenti?

Non vogliamo fare i Cassandra della situazione, ma le carte in tavola sono chiarissime. C'è un esposto chiaro, depositato ormai un anno fa, c'è una società che chiede parità di trattamento e c'è una Federazione che sembra aver cambiato numero telefonico, dopo aver riattaccato la comunicazione più e più volte.

Cosa fa generalmente una persona se l'altro non risponde? Le soluzioni sono semplici: o richiama e insiste, oppure interrompe le comunicazioni e sceglie un altro interlocutore.

A noi, la situazione sembra semplicissima: o insistere e chiedere e pretendere una risposta dando una deadline chiara o rivolgersi ad altri enti: Uefa...perchè no? Li c'è una persona che si chiama Michel Platini... restarà insensibile? Il numero se volete lo troviamo noi.

mercoledì 9 febbraio 2011

DIMENTICARE CALCIOPOLI? SI A PATTO CHE...

Ieri abbiamo letto e ascoltato le parole di Buffon: "Basta guardare al passato, basta con Calciopoli. Io voglio guardare avanti, perché il passato è importante ma il futuro lo è ancora di più".

Parole importanti quelle del portierone bianconero e mai banali. Parole che vogliono quasi mettere un punto al passato per cominciare a guardare al futuro. Francamente, sportivamente parlando siamo d'accordo con Gigi, rivangare per un giocatore sempre Calciopoli non può che creare pericolosi alibi e influire sul rendimento della squadra, portando il pensiero a situazioni controproducenti. Però, se da un lato, quello delle competizioni, può essere capito, l'altro lato, quello della giustizia e quello della verità non può essere ignorato. I tifosi, devono continuare a lottare per portare alla luce la verità. La Juventus deve continuare a chiedere la restituzione di quegli scudetti in quanto vinti sul campo e non semplici figurine dell'almanacco. I tifosi che chiedono questo non si devono sentire come dei mendicanti, ma come persone che vogliono solo giustizia.

Insomma, la posizione del mondo bianconero deve essere una sola. Calciopoli esisterà fino a quando lo scudetto numero 28 e 29 non torneranno al legittimo proprietario, cioè la Juventus. Fino a quando una società che è arrivata terza continuerà a vantarsi di quel titolo invocando non si sa quali canoni di onestà (prontamente smentiti dai fatti), Calciopoli esisterà.

Se qualcuno vuol smettere che si parli di Calciopoli cominci con il restituire lo scudetto conteso, in quanto non vinto. Lo restituisca alla federazione e si tolga dalla contesa. In quel caso poi la palla passerebbe alla Juventus e alla sua capacità di dimostrare che la situazione del 2006 era di sistema e non una cupola, ma almeno un passo sarebbe fatto.

Buffon ha ragione, quindi, dal lato di campo Calciopoli è finita, ma dal lato umano, per i tifosi bianconeri, Calciopoli finirà solo quando gli scudetti torneranno a chi li ha vinti sul campo e non tramite la lunga mano di qualche amichetto di quartiere.

venerdì 29 ottobre 2010

TASTIERA VELENOSA: LA CLAMOROSA PERDITA DELLA MEMORIA

Abbiamo ascoltato le parole di Moratti di ieri e per quanti hanno visto Speciale Mercato su Sportitalia l’abbiamo già detto durante la trasmissione condotta da Michele Criscitiello, “Qualcuno in casa nerazzurra ha perso la memoria”.
Affermare che la Juventus dovrebbe restituire due scudetti (1998 e 2002), rappresenta un falso storico e soprattutto mette sullo stesso piano pizza e fichi.
La Juventus, fino a prova contraria i due scudetti che reclama li ha vinti in nome di maggior gol fatti, subiti e punti. Purtroppo per Moratti non ci sono classifiche che vedono un’Inter prima nei campionati 1998 e 2002 e non ci sono asterischi e prove di colpevolezza della Juventus in quei campionati, mentre a Napoli stanno emergendo prove a discolpa della Juventus per i campionati 2005 e 2006.
Sullo sponda nerazzurra dovrebbero essere molto più attenti, a mio avviso, a rivangare il passato, perché potrebbe aprirsi una Pandora autodistruttiva.
Oggi vogliamo essere buoni (parlando di un solo caso) e portiamo a completezza del discorso di ieri alcuni elementi che sono prove e non teorie di quanto detto sopra.
Nel 1997 per sette miliardi l’Inter acquista dal Nacional di Montevideo Alvaro Recoba che dopo una stagione interlocutoria va a Venezia dove esplode. L’anno dopo dovrebbe tornare a Milano, ma c’è un problemino, Recoba è extracomunitario e la rosa dell’Inter ne conta già cinque (Simic, Jugovic, Ronaldo, Cordoba e Mutu). Dal 1997 si era cercato di trovargli un avo italiano, senza risultati, ma il 12 settembre 1999, Recoba ottiene il passaporto comunitario. Nel 2001 l’Inter viene ufficialmente coinvolta in “Passaportopoli”, quando il pm di Udine, Paolo Alessio Vernì, ordina un’ispezione nella sede della società e nell’abitazione milanese di Recoba in quanto il suo passaporto risulta contraffatto.
Dopo attente indagini la vicenda si conclude con quanto segue, notizia Ansa: “Recoba e Oriali hanno patteggiato sei mesi di reclusione, sostituiti con una multa di 21.420 euro, per concorso in falso e ricettazione. La richiesta di patteggiamento e' stata accolta dal Gip del Tribunale di Udine. I patteggiamenti sono stati definiti nell'ambito dell'inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che invece, nella realta', non avevano antenati in Europa. Nell'inchiesta, divisa in vari filoni, sono coinvolte 31 persone, fra le quali 12 calciatori”.
Secondo i regolamenti l'Inter dovrebbe essere sconfitta a tavolino ed essere sanzionata di un punto per ogni partita in cui ha schierato Recoba come comunitario, come detto ieri, il totale sarebbe di 56 punti.
Ricordiamo che per una medesima attività in Francia hanno penalizzato delle squadre e in Spagna sono sospesi dei giocatori.
Detto questo, nessuno qui chiede la retrocessione dell’Inter, si vuole solo far notare come le regole siano state violate perché giocare per x partite con un giocatore che non poteva giocare è violare le regole una violazione paragonabile a quella di giocare con un giocatore squalificato, molto più pesante e molto più certa di certe illazioni su partite truccate o presunti aiuti arbitrali. Qui siamo alla certezza contro il presunto.
E’ importante, quindi, quando si parla, avere un occhio sempre aperto al passato e a quanto fatto considerando anche errori societari commessi.
Purtroppo la stampa non si ricorda e non vuole ricordare certi episodi che come sempre, sono passati come "minori" quando "minori" non sono. Dalla sponda interista, prima di parlare del campionato 2002, dovrebbero forse ricordarsi che a quel campionato avrebbbero anche potuto non partecipare…

GUARDA IL VIDEO DEL DIBATTITO
http://www.youtube.com/watch?v=mltHzBxvYs4

mercoledì 27 ottobre 2010

GALLIANI TIFA PER LA RIASSEGNAZIONE DEL TITOLO ALLA JUVENTUS?

"Quando Ibra fu squalificato per la prova tv, segnarono Del Piero e Trezeguet e la Juve vinse lo scudetto.

Questa frase estratta da un'intervista di Adriano Galliani sul caso Krasic è importante, se non importantissima. Costituisce un'ulteriore ammissione che il campionato 2006 fu regolare e che vinse la squadra più forte, nonostante le squalifiche.

A rileggere con attenzione le parole di Galliani ci è venuto un dubbio atroce: "Ma l'amministratore del Milan si sta allineando alla posizione di Andrea Agnelli?". L'ammettere che la Juventus vinse quello scudetto, senza parlare di titolo revocato, per noi rappresenta quasi un'ammissione.

Sottolineamo che è la seconda volta che ci troviamo d'accordo con l'amministratore delegato del Milan. In passato avevamo parlato di calcio italiano in declino a causa delle assurde decisioni di calciopoli e nelle settimane successive avevamo registrato queste dichiarazioni: «Uno degli effetti di Calciopoli è stato quello di aver inciso sul ranking Uefa dell'Italia.(...) Calciopoli «ha fatto sparire le squadre più forti dall'Europa e al posto loro sono andate formazioni meno attrezzate con tutto il rispetto per il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve». Il problema dell'Italia per Galliani è che «non è una nazione bensì un insieme di comuni» e quindi «non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sè ma anche per gli altri».

Forse abbiamo frainteso....ma se non c'è due senza tre la prossima dichiarazione potrebbe essere clamorosa, visto che ipotizziamo la restituzione dei campionati alla Juventus. Chissà se Galliani, la penserà come noi del resto, è lui che ha parlato di "...Juventus che vinse lo scudetto..."

LE VIE DEL RISARCIMENTO SONO INFINITE

La settimana scorsa abbiamo parlato dell'intervento dell'avvocato Vitiello al processo di Napoli e di alcune sue domande a Del Piero, che non ci hanno lasciati indifferenti. «Nell'anno 2004 arrivarono alla Juve campioni ex tricolori della Roma, Emerson e Zebina, il più forte difensore del campionato, Cannavaro, Blasi e Ibrahimovic e dalla Roma Fabio Capello?». Del Piero risponde: «Certo, quella era una squadra con tantissimi campioni. Poi venne Vieira, il miglior centrocampista d'Europa nel 2005». E Vitiello: «Conferma che dopo le sentenze del 2006 ci fu una diaspora che non la rigurdò con campioni ceduti a Real Madrid (Cannavaro), Barcellona (Zambrotta), Inter (Vieira e Ibra)?». Alex: «Certo, era un telaio di campioni. Ne avevamo nove nella finale mondiale del 2006». «Anche Iaquinta, che arriverà poi alla Juve, e Zidane che c'era stato pochi anni prima erano in quella finale mondiale?» «Sì, anche Henry era stato da noi: lo sottolinearono tutti, questo dato nel 2006». E la classifica recitava Juve campione a 86 punti e 91 nel 2006. «Sì e i tanti gol fatti da me, Ibrahimovic, Trezeguet in quegli anni erano nostri, mica regalati dagli arbitri. Potevamo segnare senza rigori e i numeri lo testimoniano». Vitiello incalza per dimostrare il valore di uella squadra sventrata da Calciopoli: «Altre squadre in quegli anni fecero investimenti pari alla Juve?» «So che la Juve investì almeno 150 milioni, di certo l'Inter investì molto, lo ha fatto sempre».

Questa serie di domande, così precise, così sicure, hanno mostrato in concreto come la Juventus stia tentando una prima mossa per dimostrare come e quanto le decisioni del 2006 l'abbiano penalizzata a livello di immaginem di risultati e svalutazione parco giocatori, soprattutto la domanda sugli investimenti è una domanda molto particolare.

Le parole di Andrea Agnelli di ieri: "'Una volta accertata la correttezza della societa' negli anni in questione potremmo avanzare la richiesta di riassegnazione dei titoli'' sono solo la conferma che se a Napoli tutto andrà come sembra in base agli interrogatori, vale a dire lo smontamento totale di cupole e teoremi dell'accusa, a quel punto ci sarebbe un grosso terremoto e la federazione rischierebbe di dover dare spiegazioni del comportamento del 2006, rischiando anche un pesante risarcimento.

La strategia della Juventus potrebbe essere proprio questa, chiedere alla federazione l'immediata restituzione degli scudetti e magari una dilazione nel pagamento del mutuo sullo stadio e non ricevere un risarcimento economico (valutato in almeno 300 milioni di euro) che difficilmente la federazione sarebbe in grado di elargire.

E' proprio il caso di dire che le vie del risarcimento potrebbero essere infinite e in questo caso un arbitrato sarebbe necessario per decidere i milioni di risarcimento e non per scontare il numero di punti di penalizzazione...

In ogni caso per i tifosi bianconeri nessun risarcimento potrà essere sufficiente per accettare le umiliazioni subite dal 2006 ad oggi.

mercoledì 4 agosto 2010

SENZA PAROLE



«Non siamo riusciti a sapere quanto bisogna pagare per entrare in possesso di tutte le intercettazioni di Calciopoli emerse nel Processo di Napoli. Nonostante il pressing restiamo stupiti dal fatto di non averle ancora a disposizione». «Come le hanno avute le parti, vorremo averle anche noi anche perché ci siamo mossi un mese fa». Su Moggi«Adesso forniremo tutta la documentazione ai consiglieri federali che la visioneranno e poi ne parlermo al prossimo Consiglio federale» ha concluso il presidente della Federcalcio.

Una canzone di Vasco Rossi ci dice: "Ho guardato dentro una bugia, e ho capito che è una malattia dalla quale non si può guarire mai...e poi ancora "E ho guardato la televisione, e mi è venuta come l'impressione che mi stessero rubando il tempo e che tu... ", la canzone poi finisce così: "E va bene così... senza parole".

Le parole di Abete di ieri vanno bene con la canzone di Vasco Rossi, ci lasciano senza parole, non sappiamo se qualcuno ci sta raccontando o meno delle bugie, ma vedendo come viene gestita Calciopoli 2, è chiaro che qualcuno sta rubando il tempo a qualcun altro ma soprattutto a chi aspetta giustizia. Sono senza parole quando il Presidente Federale dice che è stupito per non aver ancora ricevuto le intercettazioni. Io non so cosa ne pensi il Presidente Federale, ma quello che sta succedento è veramente al di la di ogni previsione più pessimistica. La lentezza bradipesca è stata superata di lungo e una lumaca avrebbe probabilmente sbobinato più rapidamente quelle telefonate. E' una mancanza di rispetto incredibile per tutti i tifosi della Juventus, la differenza tra quello che è successo nel 2006 e quello che sta succedendo è abissale.Non è giusto che allora si fece tutto velocemente e lasciatecelo dire "male", mentre ora non si riescono nemmeno ad avere le intercettazioni in un mese, dopo 4 anni...

Le parole di Abete mettono una tristezza infinita a chi le ascolta, che a differenza Leopardi era un ottimista cosmico e fanno pensare. Una tristezza infinita per la poca considerazione sull'argomento e su un tema così caro ai tifosi bianconeri ma che dovrebbe anche esserlo per quelli che vogliono e chiedono giustizia. Comunque una risposta ad Abere ci permettiamo di darla. Il costo di un cd è di 25,000 euro e qualcuno li ha dovuti pagare. Moggi ha pagato 25.000€ di tasca propria per comprare i cd, capisco la crisi economica, ma almeno potevano iniziare a comprare il primo, come ad una serie in edicola, ma nemmeno quello...

Immaginate voi se la Federazione non è riuscita ad averle ora, pensate a cosa hanno dovuto fare gli imputati e come ha dovuto lavorar ela difesa delle squadre coinvolte nel 2006. Sento ancora gente parlare che non è successo nulla e che la Juventus ha pagato fin poco. A me sembra che stia succedendo uno scandalo senza precedenti e che nessuno ne voglia parlare, con conseguente insabbiamento. Noi fortunatamente per i pochi che vorranno sapere la verità, saremo sempre qui a raccontarla... e a farli rimanere "senza parole".

domenica 1 agosto 2010

NESSUNO ALLO STADIO



Scappano tutti... scappano davanti alla tv,forse o davanti a internet, nessuno allo stadio, nessuno che moviola. Una Canzone per il Mondiale Usa 1994 di Elio e le storie Tese, diceva che fondamentalmente agli americani non interessano i mondiali di calcio americani. Ora sembrerebbe che agli italiani non interessi il campionato di calcio italiano...
Guardando i dati riportati da un articolo di Repubblica di ieri, eccetto Bari e Inter, tutte le altre squadre hanno perso abbonati, indipendentemente dai risultati. Si passa dalla Lazio con 80% in meno rispetto al 30 luglio 2009, alla Juventus segna una riduzione del 22,5%, per poi tornare a Roma, sponda giallorossa al 30% in meno, a Firenze con meno 45% e a Milano sponda rossonera -14%, calo che segue già quello della passata stagione.
Quali le cause di questa mancanza di passione.
Proviamo a citarne qualcuna.
Primo: stadi bruttini e poco accoglienti. Perchè pagare un abbonamento se allo stadio poi non ottieni un servizio adeguato? Forse qualche società dovrebbe investire parte degli introiti in un progetto di ricostruzione dell'impianto, magari li si che si farebbero investimenti per programmare un futuro, l'esempio è l'Arsenal, oltre che la Juventus, che da luglio 2011 avrà un proprio impianto, sono sotto gli occhi di tutti e non credo che come dice qualcuno si sia sfruttata una congiuntura astrale favorevole".
Secondo: tessera del tifoso. A nessuno piace essere "schedato". La tessera del tifoso non è stata vita da tutti come qualcosa di utile, anzi. Alcuni la ritengono un'intromissione nella privacy. Noi riteniamo che chi va allo stadio debba essere responsabile di ciò che fa e se si comporta male debba pagare, pecuniariamente anche e salatamente. Deve finire la logica che sia lo società a pagare. Non esiste che un tifoso vada allo stadio e bruci un seggiolinoo e faccia danni, l'era del porto franco stadio è finita, ma ci vuole rispetto per chi per anni ha speso soldi per passione. Ci vuole rispetto da parte dei tifosi, ma anche delle istituzioni per i tifosi. Ci vogliono regole certe e sviluppare cultura sportiva, cosa che nessuno da anni fa più, visto che chi vince sbeffeggia l'avversario spesso e volentieri (senza riferimento a nessuno).
Terzo:mancanza di competitività del campionato. Che gusto ha prendere l'abbonamento se sai già che a qualcuno piace "vincere facile"? Meglio prendere un gratta e vinci no? Chissà se i bookies quoteranno la vittoria della serie A. Il campionato italiano è diventato come quello francese quando vinceva sempre il Lione, peccato che per avere questo cambiamento in Francia non hanno dovuto vedere uno scempio in stile Calciopoli
Quarto: Calciopoli, ha tolto credibilità a un sistema che aveva falle. Chi crede che dopo Calciopoli tutto ia cambiato, probabilmente è un ingenuo. Non c'era nulla di strano prima come oggi. Molti esponenti della classe arbitrale di oggi, che sono gli stessi di allora hanno parlato e parlano di errori... allora come oggi. Come mai, quindi, questo ha portato alla retrocessione della Juventus e all'azzeramente della classe dirigenziale di molte squadre. Dove sono gli arbitri colpevoli e chi sono quelli innocenti?
Ascoltate le parole di Totti e meditate, però attenti ai deferimenti.
Quinto: gli stranieri, troppi e non tutti di eccelso valore. Che gusto c'è a vedere una squadra formata da 11 stranieri? Che senso di appartenenza c'è verso quel club, credo nessuno poi ognuno la pensa come vuole.
Sesto: crisi economica, pochi investimenti e pochi soldi... del resto se non arrivi a fine mese dove trovi i soldi per andare allo stadio?
In ogni caso, "Il calcio è un grande rito... che devi rispettar", come dice Elio.. ci piacerebbe che questo grande rito venisse rispettato e che magari "il made in Italy" trionfi ovunque, magari con qualche norma che tuteli di più i giocatori italiani e non solo quelli comunitari, perchè ai prossimi mondiali non ci sarà una nazionale CEE o sbaglio e la norma introdotta tutela la Cee osbaglio?
Quindi il rischio reale è che "nessuno sugli spalti, nessuno in panchina, nessuno palleggia, nessuno che moviola, nessuno allo stadio, nessuno bagarino, nessuno realizza, nessuno fluidifica, nobody at the stadium, nessuno maradona, nessuno petarda, nessuno fumogena, nessuno coltella, nessuno bandiera, nessuno allo stadio, nessuno che uligana, nessuno si accalca nessuno in cantina, nessuno di nessuno"

sabato 24 luglio 2010

NON RADIATENE UNO, RADIATECI TUTTI

Qualcuno mi sa spiegare perchè il gol di Turone non provoco' retrocessioni o revocazione di scudetti?
Se dovete radiare Moggi, radiate la Juventus dal 1996 al 2006, abbiate il coraggio di dirci che era tutto una truffa, che tutte le finali Europee perse dal 1996 al 2006 sono state truccate e perse apposta, che la Juventus ha perso apposta anche a Perugia e che Moggi ha introdotto la legge sugli extracomunitari giusto per far giocare Nakata contro la Juventus a Torino e prendere goal. Poi potete pensare anche che sempre la Juventus ha coperto le plusvalenze altrui e pure truccato i passaporti e che i rolex agli arbitri li abbia mandati qualche dirigente bianconero e non qualcun altro...
Ditelo chiaramente però, che non volete la Juventus e i suoi ultimi 10 anni di storia e non prendeteci in giro, ditelo chiaramente, non fingete tre cose, però.
Quello che sta succedendo per Calciopoli 2 è una presa in giro per tutti, testimonia la voglia o meglio la non voglia di fare le cose. Testimonia come se si vuole si possono fare le cose con calma e forse bene piuttosto che velocemente e male come quattro anni fa, dove tutti parlavano con forcone e bastone per alcuni e carota per altri.
Io sono disposto a essere radiato come 14 altri milioni di tifosi bianconeri, però sono disposto a farlo solo con delle prove, con certezza e dignita'. Radiateci tutti come Moggi perche' come lui non siamo tesserati, pero' poi non veniteci a cercare se vi mancano sponsor e incassi. Vogliamo sapere le partite truccate e nomi e e cognomi degli arbitri coinvolti perche' quanto uscito fino ad ora e' fuffa e solo un gran bla bla bla. Vogliamo sapere chi ha guadagnato qualcosa e cosa e quanto. Vogliamo chiarezza, poi, sono disposto a essere radiato e a prendermi la tessera del non tifoso, tanto se per andare a vedere una partita della Juventus a Milano e' meglio prendere nulla piuttosto che la tessera dell'Inter come chiedevano le regole quest'anno.
Meglio ritirarsi ai tornei di bocce sulla spiaggia, e utilizza la playstation per degli ottimi tornei online a pes 2010 perdendo con dei tredicenni fenomenali.
Prima di dedicarci con gioia a tutto questo, però, aspettiamo delle risposte, alla fin fine i tifosi lo meritano, meritano di sapere se qualcuno li ha presi in giro per dieci anni oppure se qualcun altro li sta prendendo in giro da quattro.
Personalmente mi ritengo più vicino alla seconda ipotesi, in quanto vedo che dal 2006 qualcuno ci ha guadagnato e tutti gli altri hanno sempre perso o quasi. Una volta non era così in quanto a guadagnarci erano più di uno...purtroppo chi se ne accorge e lo dice viene deferito... Perche' non radiate pure lui insieme a 14 milioni di tifosi?

sabato 10 luglio 2010

DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA


Non è stata accolta di buon grado negli ambienti nerazzurri la sentenza riguardo alle trattative tra Moratti e Preziosi per gli acquisti di Motta e Milito, con tre mesi di inibizione e 45.000 euro di multa per Moratti e sei mesi per Preziosi.
L'Inter presenterà ricorso.
Alcuni quotidiani riportano di un Moratti molto amareggiato, con parole non molto leggere:
«Questa decisione è il coronamento di un atteggiamento, di una volontà e di una realtà. Io non mi sento assolutamente colpevole; non hanno per nulla tenuto conto della nostra difesa. Ho molto rispetto dei giudici e molto meno della Federazione. Aveva ragione Mourinho quando diceva che quest’anno sarebbe stata dura e che ce l’avrebbero fatta pagare. Lui è andato via, ma io purtroppo non posso farlo, perché non ho la sua libertà».

Leggendo queste parole, mi sembra che il 2010/2011 si presenterà come un anno molto, ma molto difficile.
Probabilmente il presidente dell'Inter rimpiange i fasti del periodo di reggenza Guido Rossi, con annessi e connessi.
Ci piacerebbe sapere qual è l'atteggiamento contro l'Inter, qual è la volontà contro l'Inter.
Ci sembra che l'Inter sia stata tutelata in tutto e per tutto in questi anni e non il contrario e che anche a livello arbitrale non ci si possa lamentare.
Dire che Mourinho se ne è andato a causa della situazione della federazione o del calcio italiano penso sia una scusa bella e buona da dare in pasto ai tifosi, per la sua partenza.
Mourinho pensiamo se ne sia andato semplicemente a causa di ragione economiche o magari si aspettava una stampa sempre "zerbinata", cosa che in Italia non avviene.
Ci piacerebbe sapere cosa intende il presidente quando dice "ce l'avrebbero fatta pagare". Parole che personalmente ritengo gravi e che già a luglio, manco agosto scaldano l'atmosfera, parole dure volte a giustificare un momento in cui l'Inter un giorno smetterà di vincere, non nel futuro prossimo (non ci sono avversari), ma magari tra qualche anno, del resto non si può vincere per sempre.
Infine, la frase sulla libertà, noi riteniamo che Moratti, come sia libero di mandare in campo 11 stranieri in finale di Champions è libero di prendere e lasciare baracca e burattini quando vuole.
Ai tifosi bianconeri è stata privata la libertà da 4 anni a questa parte, che cosa avrebbero dovuto fare o dire. I tifosi bianconeri si sentono colpevoli di qualcosa? Non credo proprio!!!
Ci sembrano reazioni esagerate per tre mesi di squalifica e ci sembra quasi il caso di dire, "da che pulpito viene la predica".
Infine una considerazione matematica. Blanc e Secco per un trasferimento non diretto, nel senso figlio del trasferimento precedente con errori annessi e connessi a quello Chievo-Palermo, hanno preso 2 mesi a testa di squalifica, quanto pensava di poter prendere Moratti per un trasferimento diretto, con ammissione dell'altro presidente?

Non immagiamo le reazioni nel caso in cui ("tanto non succede, ma se succede..."), Palazzi dovesse dare delle penalizzazioni all'Inter in seguito a Calciopoli 2, in quel caso, sicuramente, non basterebbe un articolo per scrivere azioni e reazioni.

venerdì 2 luglio 2010

CHE COSA AVRA' VOLUTO DIRE?


Gli amanti di Mai Dire Gol e forse anche quelli di Zelig ricorderanno lo "sketch" della coppia di comici che terminava con "che cosa avrà voluto dire....?".
Forse molti se lo sono chiesti anche ieri acoltando le parole di Abete.

«Chiederemo tutte le intercettazioni, a prescindere da quelle che entreranno nel processo di Napoli sono emerse ulteriori intercettazioni negli ultimi mesi, io stesso ne sono stato oggetto e non ho intenzione di rimanere passivo. La Figc si è costituita parte civile ed è importante che acquisisca tutti i documenti e li dia alla procura, abbiamo interesse a verificare tutto».

Innanzitutto apprezziamo la presa di posizione, sicuramente qualcosa si muove ed era ora...
I tifosi juventini confidano nella giustizia, che sia equa però.
A molti, ma veramente a tanti, non è piaciuta la situazione creatasi dal 2006 in poi.
Dov'erano finite quelle intercettazioni, perchè sono state dimenticate.Si rendono conto, che la Juventus con quelle intercettazione avrebbe potuto avere una pena congrua. Si rendono conto che in B ci sarebbero eventualmente finite altre squadre.
A distanza di quattro anni molti hanno dimenticato o molti hanno voluto dimenticare. Quelli che invece vogliono giustizia, non vogliono farlo e si chiedono... "che cosa avrà voluto dire Abete?" Riusciranno i tifosi bianconeri a ottenere quella giustizia che richiedono da tempo?
Le domande sono tante... nel frattempo se avete tempo offritevi come sbobinatori... li si che ce n'è bisogno.


sabato 26 giugno 2010

UN CELLINO NELLA RETE

Nella grande rete di Calciopoli, ormai sono caduti in tanti, alcuni sostiene una parte, quasi tutti dice un'altra. In questa rete era caduto anche il presidente del Cagliari Massimo Cellino.

Secondo Tuttosport il presidente del Cagliari sarebbe "colpevole" di sapere in anticipo le designazione arbitrali, praticamente come molti suoi colleghi. Secondo Tuttosport: “Sono le 11.33 di venerdì 10 dicembre la domenica successiva il Cagliari è impegnato a Reggio Calabria e al cellulare di Cellino arriva la chiamata di Ghirelli: «Sono Francesco, hai Rosetti ». Il presidente del Cagliari impreca, l’interlocutore cerca di calmarlo: «Perché non ti va bene». La risposta: «Fuori casa no, è un casalingo, allucinante, sono morto... L’ho avuto a Roma»”.

Personalmente penso che la telefonata non dica molto, semplicemente esemplifica ancora una volta quanto noi sosteniamo da una vita ormai. In molti chiamavano, tutti rispondevano, tutti sapevano, tutti tiravano l'acqua al proprio mulino. Se avessimo messo sotto stretta osservazioni tutti i telefoni ci saremmo accorti che "piaccia o non piaccia" tutti chiamavano.

Purtroppo, ma per fortuna per alcuni (e noi sappiamo chi...), l'indagine è stata fatta in modo "monotematico", si è creata la cupola, che è crollata come la torre di Babele, sotto i colpi dei propri testimoni e grazie a cd dal costo di solo 35,000 euro l'uno.

Noi ci sediamo sulla riva del fiume e aspettiamo, che altro possiamo fare?. Vogliamo giustizia uguale per tutti, anche se ormai, forse lo stiamo dicendo da troppo tempo e abbiamo davanti membri della giustizia sportiva un tempo lepri, diventate quattro anni dopo tartarughe.

martedì 22 giugno 2010

"AGGIRIAMO LE REGOLE PROPRIO NOI CHE SIAMO DESIGNATORI ?"


Forse basterebbe questa frase, inserita nel titolo, per far capire ai lettori che "parlare" di griglie era qualcosa di comune, tra le persone nel 2005, era qualcosa che facevano i dirigenti, facevano i designatori, facevano anche i giornalisti.
Riportiamo alcune riflessioni su questa telefonata tra Bergamo e Ruggiero Palombo, vice direttore della Gazzetta dello Sport.
Una telefonata normale, dove non c'è nulla di sospetto, che però evidenzia un clima di grande cordialità, rispetto e stima reciproca.
Si discute animatamente sui sorteggi, sugli arbitri, su un clima di campionato rovente e su un'interruzione di una rubrica che allora Bergamo scriveva ogni settimana sulla Gazzetta dello Sport una rubrica dove analizzava tutte le partite e dava i voti agli arbitri.
Nella telefonata Bergamo e Palombo parlano anche di Pairetto, e Abete.
Bergamo dice di "voler garantire il gruppo e la regolarità del campionato".
E Palombo "...la prossima volta se non metti Racalbuto nella griglia di Roma-Juventus è meglio".

Chiaro che il tono fosse, colloquiale e amichevole e che, come detto, non ci sia nulla di male, a parlare di questo, però non capisco come mai alcuni possano parlarne e altri no.

Altro passo interessante è come Bergamo cercasse di giustificare le proprie scelte, di fronte ad alcune osservazioni di Palombo: "le regole, allora cosa facciamo, le aggiriamo proprio noi che siamo designatori, come facciamo, almeno su questo dateci atto, diciamo che è sbagliato il sorteggio..."
e Palombo "probabilmente...sicuramente è defunto con questa stagione..."

Voi direte, o meglio alcuni di voi diranno, le telefonate sulle griglie di Moggi erano diverse. Ognuno giustamente rimanga sulle proprie linee, comunque certe telefonate rimangono inequivocabili e testimoniano come parlassero tutti.

Vorrei porre due domande a chi legge, come mai alcuni media e giornali ci hanno fatto credere che parlasse solo qualcuno e non tutti?
Secondo voi avrebbe fatto bene Bergamo a mandare Collina al posto di Racalbuto per Roma-Juventus? Si sarebbero evitati gli errori del guardalinee in quella partita?
E ancora...pensate che oggi ci siano meno errori di allora o pensate che gli errori siano evidenziati di meno perchè non vince la Juventus?

Termino con questa deposizione di Stagnoli al processo di Calciopoli: "L'ANALISI DEGLI ERRORI OGGI UGUALE AD ALLORA".
Stagnoli, ex assistente arbitrale e ora vice di Collina "Il clima nell'attuale Can è simile a quello del 2004-2005, gli errori sono studiati ora come lo erano allora, quando c'erano Bergamo e Pairetto. Io una grande differenza non la vedo". L'analisi degli errori è ora come era allora".
L'unica differenza che vedo è che vince un'altra squadra, c'è un nuovo designatore, che come si evince anche dalla telefonata godeva di protezione e stima.

Giorno dopo giorno, telefonata dopo telefonata, emerge un quadro sempre più fosco, un quadro in cui c'erano tantissimi interlocutori a parlare e alcuni di questi hanno raccontato una realtà nel 2006 che a mio modesto parere non corrisponde minimamente a quella di oggi.
Palombo, dice nella telefonata che il "sorteggio è defunto", è stato un buon profeta.
Penso che oltre al sorteggio con il 2006 ci siano stati anche altre vittime, prima tra tutte la "credibilità del calcio italiano".



domenica 20 giugno 2010

CAPELLO E CRINI DI CAVALLO,,,,


Ieri notte stavo per andare a dormire, poi mi sono ricordato che avevo letto qualcosa su Capello, critiche, probabilmente meritate dopo due pareggi brutti come quelli dell'Inghilterra. Volevo però verificare come il signor Ziliani avesse "sparato a zero" su Capello e sfortunatamente mi sono imbattutto in un articolo che mi ha costretto a rimanere sveglio fino a tardi per la risposta.
Le parole che penso faranno rizzare i peli sulla testa ma anche sulla schiena a molti tifosi sono le seguenti:
Ribadiamo: e se la leggenda di Capello grande stratega fosse una leggenda, sì, ma metropolitana? Un luogo comune del calcio che nessuno osa mettere in discussione per non incorrere nell'accusa di sacrilegio, di lesa maestà? Noi qualche dubbio sulle doti di Fabio Massimo grande condottiero lo nutriamo. Senza andare troppo indietro nel tempo, ricordate il Capello che per due stagioni allenò la Juventus prima di Calciopoli? Ebbene, stendendo un velo pietoso sui due scudetti vinti col metodo-Moggi – e poi cancellati -, ricordiamo benissimo quel che la Juventus combinò in Champions League.

Personalmente, penso che Capello sia un ottimo allenatore, primo per quanto fatto al Milan, secondo per lo scudetto vinto a Roma.... (ps vedi che fine ha fatto Ranieri perdendo con la Sampdoria), terzo per quanto fatto due volte a Madrid, e infine per come ha vinto i due scudetti a Torino.
Mi dispiace essere sempre in disaccordo con il signor Ziliani e vedere molti tifosi arrabbiati, ma le sue parole "stendendo un velo pietoso sui due scudetti vinti col metodo-Moggi – e poi cancellati" sono parole che non condividiamo, al limite dell'inaccettabile.
Quale sarebbe il metodo Moggi? Mi ripeto ancora, quello della cupola, quello degli arbitri, che non facevano vincere la Juventus? Quello dei testimoni che negano di accusarlo o che dicono che era tutto regolare...Abbiamo letto con attenzione il pezzo di Ziliani su Mancini in cui lo definisce un"coniglio", noi, invece abbiamo difeso Mancini e lo abbiamo elogiato per la sinceità, sotto giuramento.
Sotto giuramento non si dicono bugie e li emerge tutto. Io mi chiedo poi come mai Ziliani non commenti quanto sta emergendo dal dossier Telecom, forse non ha letto, in ogni caso gli inseriremo un bel link con tutti i nostri articoli... così potrà farsi un'idea del metodo Moggi e del "metodo anti-Moggi..."

Ziliani ha ragione su una cosa, Capello in Champions non ha fatto bene, è uscito due volte ai quarti, ma almeno sulla prima eliminazione gli episodi non sono stati dalla sua.Tutti ricordano il palo di Cannavaro al ritorno, ma anche un gol di Del Piero totalmente regolare annullato per fuorigioco inesistente.
Episodi allora, come episodi adesso, per esempio il gol di Milito irregolare, convalidato. L'Inter è stata brava e fortunata adesso, allora la Juve fu non ottima ma se si fosse qualificata non avrebbe rubato nulla. Inoltre, i gironi di qualificazione della Juventus di allora furono delle cavalcate vincenti, come possibile dimenticarle?

Senza divagare, ci dispiace che anche in questo caso, si usi Capello, screditando lui e con lui, come al solito, tutta la Juventus e titoli vinti, fino a prova contraria sul campo. In questo mondiale sarebbero tanti allora da screditare, da Le Guen, a Domenech, e che dire di Del Bosque?
Per questo rimaniano convinti che Capello sia un grande tecnico, se no Moratti perchè lo voleva? Rimaniamo convinti che Capello come tutti i grandi allenatori possa anche commettere errori e rimaniamo ancora più convinti che quei campionati non sono stati vinti con "metodo alcuno" se non quello del lavoro, fatica, sudore e grandi giocatori, tutto il resto non conta....come i crini di cavallo in una spazzola.


Leggi tutto l'articolo tratto dal blog del signor Ziliani
E se Capello fosse più scarso di quel che molti pensano? Il dubbio, dopo l'orrido 0-0 dell'Inghilterra contro l'Algeria, pareggio che costringe Rooney & company a vincere a tutti i costi la terza partita del gruppo C, quella contro la Slovenia, pena l'eliminazione immediata, il dubbio – dicevamo - è d'obbligo. Sia chiaro: la nazionale inglese ha tutto per uscire dall'impasse in cui si trova e magari, una volta passato il turno, volare in finale demolendo gli avversari trascinata da Rooney, Gerrard e Lampard come da vaticinio del suo c.t.. Quel che è certo è che fino ad oggi, tra le squadre considerate grandi, la nazionale allenata da Capello è stata in assoluto la peggiore, a pari merito con la Francia di Domenech; e se qualcuno ha notato differenze tra l'Inghilterra di Eriksson (eliminata dal Portogallo ai quarti nei mondiali 2006), l'Inghilterra di McLaren (fuori dall'Europeo 2008 per mano della Croazia) e l'Inghilterra di Capello (1-1 con gli Usa e 0-0 con l'Algeria nei primi due match del mondiale 2010), è pregato di fare un fischio. Noi, se un cambiamento l'abbiamo notato, l'abbiamo notato in peggio.

Ribadiamo: e se la leggenda di Capello grande stratega fosse una leggenda, sì, ma metropolitana? Un luogo comune del calcio che nessuno osa mettere in discussione per non incorrere nell'accusa di sacrilegio, di lesa maestà? Noi qualche dubbio sulle doti di Fabio Massimo grande condottiero lo nutriamo. Senza andare troppo indietro nel tempo, ricordate il Capello che per due stagioni allenò la Juventus prima di Calciopoli? Ebbene, stendendo un velo pietoso sui due scudetti vinti col metodo-Moggi – e poi cancellati -, ricordiamo benissimo quel che la Juventus combinò in Champions League. Per chi l'avesse dimenticato, nel 2004- 2005, dopo aver perso 2-1 in casa del Liverpool (quarti di finale), i bianconeri vennero eliminati dopo un match di ritorno giocato all'insegna dell'impotenza più assoluta (vedi Inghilterra-Algeria): finì 0-0 con i bianconeri incapaci di costruire un'azione degna di questo nome, con l'unico brivido di una traversa colpita di testa al 78' da Cannavaro e 4 juventini ammoniti per frustrazione (Montero, Ibrahimovic, Zambrotta, Emerson). Anno dopo, stessa storia. Capello arriva ai quarti, pesca un'altra inglese, l'Arsenal, che ad Higbury strapazza una Juventus imbarazzante (2-0, Camoranesi e Zebina espulsi), dopodiché arriva il match di ritorno e a Torino succede questo: la Juventus scende in campo col primo obiettivo di non subire gol – pena l'addio ad ogni sogno di gloria -, ma forse esagera, nel senso che gioca un match inguardabile, non riesce a costruire lo straccio di una palla-gol e alla fine, tra i fischi e gli ululati dei tifosi, colleziona l'ennesimo, deprimente 0-0 (vedi Inghilterra-Algeria, per l'appunto). Una vergogna assoluta, considerato il parco-giocatori a disposizione di Capello.

Voi direte: eppure l'anno dopo Fabio Massimo andò a Madrid e vinse la Liga. Certamente. Lo fece dopo una campagna-acquisti che definire faraonica è un eufemismo (Van Nisterlooy, Diarra, Reyes, Cannavaro ed Emerson acquistati in estate, Higuain, Gago e Marcelo ingaggiati a gennaio: il tutto in cambio di un'unica cessione, caldeggiata dallo stesso Capello, e cioè quella di Ronaldo al Milan), grazie al miglior score nei confronti diretti col Barcellona (2-0 al Bernabeu, 3-3 al Camp Nou), al termine di una stagione punteggiata da clamorose contestazioni del pubblico madrileno, con plateali “panolade” per il gioco orribile mostrato dai galacticos; mentre in Champions League, nella miglior tradizione capelliana, il Real Madrid uscì addirittura agli ottavi di finale per mano di un modesto Bayern Monaco (allenato da Hitzfeld), con Makaay e Podolski in attacco e il vecchio Kahn in porta (3-2 al Bernabeu, 1-2 a Monaco). Per dare un'idea della contentezza che si respirava a Madrid: il giorno dopo la conquista del titolo, Capello venne messo alla porta. Tante grazie, è stato bello. Anzi, bruttissimo.

E insomma, riconosciuto a Capello il merito di aver condotto l'Inghilterra in Sudafrica al termine di un girone eliminatorio condotto all'insegna di una superiorità schiacciante (gli avversari: Ucraina, Croazia, Bielorussia, Kazakistan e Andorra), a mondiale iniziato i nodi sono venuti al pettine: e alla prima difficoltà – leggi papera di Green in Inghilterra-Usa 1-1 – ecco la nazionale di Capello afflosciarsi e implodere su se stessa cadendo preda di un'impotenza e di un'insicurezza a dir poco parossistiche. Pessima reazione all'infortunio del portiere nel 2° tempo con gli Usa; agghiacciante performance nel match contro l'Algeria, che per mille motivi avrebbe dovuto essere il match del riscatto.

“Arriveremo in finale”, aveva detto Capello, mascella al vento, sbarcando in Sudafrica. Dopo due partite di difficoltà media, in Inghilterra non ci crede più nessuno. E tutti si chiedono: possibile che una squadra allenata da mister Fabio Capello giochi così male? Beh, certo che è possibile. E a dirla tutta non capiamo la sorpresa: mezza Inghilterra si entusiasmò, nel 2005, assistendo a Juventus-Liverpool 0-0 e nel 2006 assistendo a Juventus-Arsenal 0-0. Le squadre inglesi passarono il turno di Champions League facendosi beffe dei bianconeri. Che letteralmente non riuscirono a fare un tiro in porta.

E chi era l'allenatore che non riuscì mai a cavare un ragno dal buco, né contro Benitez né contro Wenger? Elementare Watson: era Fabio Capello.

sabato 19 giugno 2010

INTER-CEPTOR


Interceptor, Il guerriero della strada è un film di fantascienza post apocalittica del 1981 in cui nel cast c'è un fantastico Mel Gibson. Il film, è ambientato in Australia in un apocalittico scenario post atomico, dove non c'è traccia della società e delle antiche istituzioni, gli uomini sono regrediti ad una sorta di medioevo barbarico dove si combattono a vicenda. Il solitario Max (Mel Gibson) erra senza meta a bordo dell'ultima delle V8 Interceptor con un cane cercando benzina e un mondo migliore.
Oggi come oggi i tifosi bianconeri si sentono un pò dei "Mad Max", magari non tutti affascinanti come Mel Gibson, ma alla ricerca della verità dopo uno scenario post atomico e dove non c'è traccia delle istituzioni, anche qui in senso metaforico, tutti si affrontano per far venire a galla la verità.
A conferma del gioco al rilento del sistema e anche del rischio che tutto venga distrutto questo venerdì è stato il primo giorno d’udienza per la distruzione sancita per legge dei dossier Telecom che hanno violato la privacy di alcuni esponenti del settore economico, politico, dello spettacolo e sportivo.
Importanti sono le parole del giudice Panasiti, riferendolo al braccio destro di Tronchetti, Ghioni nella sentenza dei patteggiamenti di Telecom, Pirelli e Tavaroli: «Tutte le aziende alle quali era interessato, come azionariato, il signor Tronchetti, nel senso che aveva una partecipazione, le consideravamo aziende di Gruppo; tra queste consideravamo anche l’Inter un’azienda di Gruppo». «Ne conseguiva che anche l’Inter, in quanto azienda del Gruppo, veniva tutelata e gestita, esattamente, come se fosse Telecom Italia, e, quindi, con una programmazione anche di attività di incursione su varie aree di queste aziende».

Riscrivo per chi non avesse capito bene, secondo il giudice l'Inter veniva tutelata....come Telecom Italia... etc.etc.
Secondo alcuni quotidiani, ci sono stati diversi "interceptor", ma non buoni come Mad Max, con molte informazioni raccolte dalla security di Tavaroli.
Informazioni a 360 gradi che vanno da accertamenti patrimoniali invasivi sui conti,
accertamenti fiscali, numeri telefonici, insomma tanta carne al fuoco.

Ci sono tante domande che aspettano una risposta, o meglio che aspettano una risposta dai diretti interessati. Noi ci siamo già dati delle risposte, ma siamo troppi piccoli e troppo isolati. Non capiamo come mai si continui a ostentare il silenzio e si dedichi così poco spazio a fatti che meriterebbero un risalto molto maggiore. Sabato un trafilettino ad esempio sulla Gazzetta...un pò pochino no, mentre calciopoli aveva paginoni gignteschi....
Le supposizioni del giudice Panasiti, dovrebbero valere come le supposizioni del pm in altri processi o forse siamo ai due pesi e due misure?
Ci associamo alle parole dette da Andrea Agnelli, vogliamo una giustizia uguale per tutti, a tutti i livelli. Dopo le parole di Andrea Agnelli, i tifosi bianconeri si sentono meno soli, purtroppo i "Mad Max" in Italia sono troppo pochi, mentre gli "inter-ceptor", come il titolo del film sono ancora troppi.

mercoledì 16 giugno 2010

BARZELLETTIERI D'ITALIA

Ieri il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato del decreto intercettazioni.
Detto che sul decreto preferisco che i lettori mantengano la propria opinione senza influenzarla, preferisco soffermarmi sulla sfumature calcistica del Presidente del Consiglio per fare alcune riflessioni che vengono sentendo le parole del Presidente del Consiglio.

Durante l’assemblea di Confcommercio, Berlusconi ha riraccontato una sua barzelletta "cult" "Io conoscevo un interista che aveva un cane che quando l’Inter pareggiava guaiva e quando perdeva si buttava sotto il letto e non c’era modo di tirarlo fuori. Gli ho chiesto ’Cosa fa quando l’Inter vince?’ Lui mi ha risposto ’non lo so, ce l’ho da quindici anni’".

Il Premier ha poi detto "E’ anche giusto che a un certo punto ha vinto Moratti, se l’è meritato assolutamente per tutti sacrifici che ha fatto per la sua Inter".

Sul fatto che Moratti meritasse di vincere qualcosa, siamo d'accordo con il Presidente del Consiglio, del resto chi ha investito tanto (1,000 milioni di euro), era giusto che vincesse prima o poi.

Detto questo riporto le parole successive, che parlano in generale di intercettazioni, ma che se prese e adattate allo scandalo di Calciopoli porterebbero ad alcune riflessioni.

«In Italia siamo tutti spiati. Ci sono in Italia circa 150 mila telefoni sotto controllo: considerando 50 persone per ogni telefono, vengono fuori così 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Questa non è vera democrazia, è una cosa che non tolleriamo più».

Queste parole, mi fanno pensare... fanno pensare a chi è stato spiato e chi no.
Fanno pensare a chi è stato pedinato e chi no.
Fanno pensare a chi è stato giudicato e condannato da un Processo sportivo e chi no.
Fanno pensare alle squadre che hanno pagato per qualcosa che è ancora da dimostrare e chi no.
Dove sta la vera democrazia, a cui si riferisce Berlusconi.
La vera democrazia dovrebbe esistere a tutti i livelli in tutti gli ambiti e anche nello sport nazionale. Ricevo moltissime mail da tifosi interisti, la maggior parte di insulti, poche no. Sostengono che sia di parte perchè ritengo che la Juventus sia stata punita troppo nel 2006. Eppure tutti i processi non hanno trovato un arbitro corrotto, tutti i testimoni sotto giuramento negano irregolarità e non ci sono partite truccate.
Tutto è nato da intercettazioni date in pasto a certa stampa e media che hanno creato un vortice in cui è stato risucchiato tutto il sistema calcio italiano colpendo solo una società e certe persone.
All'estero quando si racconta questo nessuno ci crede....
Per il futuro bisognerebbe cambiare la barzelletta in: "Ci sono un arbitro, Moggi e Giraudo che fanno la cupola... solo tra di loro....la vera barzelletta è che con quell'arbitro la Juventus non vinceva mai...
Tutto il resto sono chiacchiere...

SBILANCIATI


Nella bilancia i pesi devono essere posti nella giusta misura, se no un lato pende.
Negli anni scorsi, forse troppe società, hanno superato quel limite e la freccia è andata pesantemente sul rosso.
Platini si è accorto che questo non andava bene e introdurrà dopo una fase di transizione di tre anni – 2010, 2011 e 2012, l'obbligo di pareggio del bilancio.
Alcuni in questi giorni hanno lodato l'iniziativa del Presidente Moratti, che vuole una riduzione dei costi, come azione sensata dettata anche dal momento economico.
Personalmente l'iniziativa è lodevole, ma la finalità è un'altra.
L'Inter non potrebbe partecipare ad alcuna competizione europea, e non sarebbe sola, se i parametri indicati da Platini entrassero in vigore oggi.
Moratti si sta solo preparando al cambiamento delle regole.

Secondo un'analisi molto approfondita di Marco Liguori di tuttomercato.com
"la società nerazzurra nel 2008/09 ha ridotto il disavanzo in modo anomalo grazie all'utile conseguito in luglio, di competenza dell'esercizio successivo, con le plusvalenze derivanti dalla cessione al Barcellona di Ibrahimovic e Maxwell. La somma delle perdite della società di Moratti ammonta negli ultimi tre anni a 509 milioni"

Le perdite nella stagione 2008/2009 sono state per complessivi 154,4 milioni di euro, superiori del 4,15% rispetto ai 148,3 milioni dell'esercizio precedente.

Bisogna dire che le perdite sono state tutte compensate o con aumenti di capitale o ripianate direttamente dal proprietario.
Purtroppo per chi lo faceva in futuro questo non sarà più possibile.

L'Inter si è posta, quindi l'ambizioso progetto del pareggio di bilancio in tre anni.
Quindi, Benitez allenatore (costo quasi di 1/3 rispetto a Mourinho), e cessioni eccellenti.

L'anno passato Ibrahimovic ha fruttato Eto', Sneijder e Lucio.
Quest'anno potrebbe essere la volta di Maicon e Milito (quest'ultimo sopratutto se, come sembra chiederà almeno 6 milioni di ingaggio, dai circa 3 attuali).

Quest'anno la cavalcata Champions ha portato nuova linfa alle casse, anche se i premi qualcosa tolgono. Il marchio si sta valorizzando e le sponsorizzazioni aumentano.
Tuttavia i costi di gestione sono sempre altissimi, quindi qui urge passare rapidamente con la falce...e tagliare.

Concludiamo con una domanda, la stessa di un intervistatore Sky alla fine della partita che ha visto l'Inter trionfare in Champions...

Domanda: "Quanto le ha fatto male essere considerato il presidente che spendeva tanto e poi vinceva poco?"
Risposta di Moratti “ Vorrei chiarire che in quegli anni ero in contemporanea con un gruppo che in questo momento gli stanno facendo un processo a Napoli, quindi tutti questi errori, tutte queste cose sono anche figlie di un muro che avevo di fronte e che spero che prima o poi si capisca esattamente qual’era la gravità delle loro azioni".
Poi, incalzato, dice che non gliene frega niente della rivincita su quel gruppo, ma di essere contento di aver vinto per l’Inter e i suoi tifosi. Poi se ne va via stizzito, dicendo che non vuole parlare di questa roba.


Oggi come oggi, a Moratti non gli si può più imputare di essere il Presidente che spendeva tanto e che vinceva poco. Attualmente con 4 scudetti, un cartonato, le varie coppe Italia e Champions, sti sta avvicinando alla Grande Inter...e come sembra si sta avvicinando anche a spendere meno.

Tuttavia, perchè s'è sempre un tuttavia, vedremo se anche spendendo meno si potrà vincere lo stesso. Qualcuno...(senza fare nomi), ci riusciva....quel qualcuno che è stato messo alla gogna... e scusateci se torniamo sempre li.... ma è l'origine di tutto... e alzi la mano chi mi riesce a dimostrare il contrario...

Elenco spese Inter da sussidiario.net
Nel dettaglio tutte le operazioni anno per anno della gestione di Massimo Moratti
Stagione 1995-1996, spesi 29.760.000 €
Acquisti: Benny Carbone, Felice Centofanti, Fabio Cinetti, Salvatore Fresi, Maurizio Ganz, Paul Ince, Marco Landucci, Alessandro Pedroni, Pascalito Rambert, Xavier Zanetti, Roberto Carlos, Marco Branca, Ribeiro Caio, Alessandro Pistone.

Stagione 1996-997, spesi 20.525.000 €
Acquisti: Andrea Mazzantini, Armando Pantanelli, Alessandro Pistone, Fabio Galante, Jocelyn Angloma, Massimo Tarantino, Youri Djorkaeff, Aaron Winter, Ciriaco Sforza, Ivan Zamorano, Nwankwo Kanu, Arturo Di Napoli

Stagione 1997-1998, spesi 81.700.000 €
Acquisti: Raffaele Nuzzo, Taribo West, Luca Mezzano, Luigi Sartor, Francesco Colonnese, Martin Rivas, Mauro Milanese, Zé Elias, Diego Simeone, Benoît Cauet, Paulo Sousa, Francesco Moriero, Ronaldo, Álvaro Recoba

Stagione 1998-1999, spesi 70.500.000 €
Acquisti: Sebastien Frey, Dario Simic, Mikael Silvestre, Zoumana Camara, Gilberto da Silva Melo, Andrea Pirlo, Cristiano Zanetti, Ousmane Dabo, Roberto Baggio, Nicola Ventola

Stagione 1999-2000, spesi 125.200.000 €
Acquisti: Angelo Peruzzi, Giorgio Frezzolini, Fabrizio Ferron, Christian Panucci, Laurent Blanc, Michele Serena, Cyril Domoraud, Iván Ramiro Córdoba, Grigorios Georgatos, Vladimir Jugovic, Clarence Seedorf, Luigi Di Biagio, Adrian Mutu, Christian Vieri

Stagione 2000-2001, spesi 97.700.000 €
Acquisti: Marco Ballotta, Fabio Macellari, Riccardo Fissore, Vratislav Gresko, Bruno Cirillo, Stefano Lombardi, Stephane Dalmat, Cristian Brocchi, Marcos Vampeta, Francisco Javier Farinós, Robbie Keane, Antonio Pacheco, Marco Ferrante, Anselmo Robbiati, Sixto Peralta, Corrado Colombo, Hakan Sukur


Stagione 2001-2002, spesi 107.000.000 €
Acquisti: Francesco Toldo, Alberto Fontana, Pasquale Padalino, Gonzalo Sorondo, Marco Materazzi, Nelson Vivas, Sérgio Conceição, Andrés Guglielminpietro, Emre Belözoglu, Okan Buruk, Mohammed Kallon, Adriano,

Stagione 2002-2003, spesi 112.700.000 €
Acquisti: Mathieu Moreau, Fabio Cannavaro, Daniele Adani, Carlos Alberto Gamarra, Francesco Coco, Ümit Davala, Domenico Morfeo, Matias Almeyda, Hernán Crespo, Gabriel Omar Batistuta,

Stagione 2003-2004, spesi 67.800.000 €
Acquisti: Alex Cordaz, Thomas Helveg, Jérémie Bréchet, Andy van der Meyde, Sabri Lamouchi, Luciano, Dejan Stankovic, Kily Gonzalez, Giorgios Karagounis, Mario Rebecchi, Fabrizio Biava, Julio Ricardo Cruz

Stagione 2004-2005, spesi 6.100.000 €
Acquisti: Fabián Héctor Carini, Nicolás Burdisso, Siniša Mihajlovic, Zé Maria Ferreira, Giuseppe Favalli, Edgar Davids, Juan Sebastián Verón, Esteban Matias Cambiasso, Lampros Choutos

Stagione 2005-2006, spesi 32.000.000 €
Acquisti: Júlio César, Walter Adrián Samuel, Pierre Wome, Luis Figo, David Pizarro, Santiago Solari, César

Stagione 2006-2007, spesi 49.300.000 €
Acquisti: Fabio Grosso, Maicon, Maxwell, Patrick Vieira, Olivier Dacourt, Mariano Gonzalez, Sebastian Ribas, Zlatan Ibrahimovic, Hernán Crespo

Stagione 2007-2008, spesi 40.800.000 €
Acquisti: Enrico Alfonso, Christian Chivu, Luis Jimenez, Pelé, Nelson Rivas, David Suazo, Maniche


Stagione 2008-2009, spesi 58.900.000 €
Acquisti: Sulley Muntari, Mancini, Ricardo Quaresma, Victor Obinna


Stagione 2009-2010 (ancora in corso), spesi 90.500.000 €, pareggiato dalle cessioni
Acquisti: Lúcio, Thiago Motta, Samuel Eto'o, Wesley Sneijder, Diego Milito, Marko Arnautovic


TOTALE SPESE: 990.485.000 MILIONI DI EURO!



martedì 15 giugno 2010

IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI ?


" il fine giustifica i mezzi?", questa frase è famosa per sintetizzare in modo un pò semplicistico il pensiero di Machiavelli, per capire la politica, i giochi di potere in chiave razionale e scientifica.
Il problema del potere, della supremazia sul prossimo, ci riconduce a questa frase e in un certo senso a quanto riportato ieri dal gup per il processo Telecom.

"....Le «logiche» dell'attività di dossieraggio illegale «tendono a beneficiare, non già l'azienda come tale, ma chi in un dato momento storico ne è il proprietario di controllo... gravissima intromissione nella vita privata delle persone mossa da logiche partigiane nella contrapposizione tra blocchi di potere economici e finanziari, logiche che tendono a beneficiare» colui che «in un dato momento storico» è «il proprietario di controllo» dell'azienda."

E poi ancora il gup di Milano Mariolina "Quello che si e' verificato e' stata molto semplicemente la esecuzione capillare di operazioni di 'spionaggio' di possibili e futuri dipendenti; di concorrenti; di personaggi della finanza (...) di giornalisti particolarmente critici (...) di manager» e di «vari personaggi della vita pubblica, politica ed economica italiana ritenuti 'ostili' alle due aziende, ovvero in particolare al Presidente Tronchetti Provera».

Premettiamo, volendo essere delle persone oneste, vogliamo considerare queste frasi, come considerazioni del gup e analizzare due posizioni, quella garantista e quella "giustizionalista" (per dirla alla stregua di qualcuno).

POSIZIONE GARANTISTA: Le considerazioni vanno prese come tali, come ipotesi, come supposizioni.
Vanno prese alla stregua di quanto sostiene il Pm di Calciopoli, con il "Cupolone".
Quindi peril momento bisogna verificare che tali azioni siano state fatte direttamente dalla persona che viene indicata come mandante e che quanto sostengono Tavaroli e Cipriani corrisponda al vero.

POSIZIONE GIUSTIZIONALISTA: quanto accaduto direi che è scandaloso, e sarebbe bello vedere una presa dei giornali simile a quella del 2006 contro la Juventus, partendo subito con un risarcimento verso le parti lese.

A parte le due posizioni, ci preme, soprattutto sottolineare una cosa.
Che vantaggio poteva avere una persona a scolgere questo tipo di azioni?
Intercettare un concorrente è chiaro, intercettare un politico anche.
Ma se fosse vero che veniva intercettato anche Luciano Moggi, come sembra, che vantaggio aveva?
Molti lettori faranno 2+2 e troveranno una rapida risposta.
Cipriani al processo Vieri, ha detto che non ha fatto mai seguire Moggi, Tavaroli, come riportato da alcuni quotidiani nei mesi scorsi invece sostiene, come pubblicato da Tuttosport ad aprile:

"Alla fine del 2002 mi incontrai con Moratti e Facchetti. Il presidente nerazzurro mi disse che era stato avvicinato da un arbitro (Nucini), che gli aveva raccontato che De Santis era a capo di una combriccola facente capo a Moggi. Nucini si disse disposto a raccontare tutto dietro l'ottenimento di un posto all'interno della società. Facchetti successivamente mi chiese di fare verifiche su quanto detto da Nucini, in particolar modo su De Santis. Feci le mie indagini per vedere se i numeri che avevo a disposizione erano effettivamente quelli di persone appartenenti al mondo del calcio, e prospettai a Facchetti due ipotesi: o presentarsi in Procura e denunciare quanto aveva affermato Nucini o collaborare come fonte confidenziale. Ma mi risulta che l'Inter successivamente ha presentato un solo esposto in Procura, che poi non ha confermato".

La situazione è molto ingarbugliata, macchiavellica, forse...
L'unica cosa certa sono le supposizione di gup, "giochi di potere", "attività razionali e scientifiche"...
Qualcuno poi si chiede ancora perchè è scoppiato lo scandalo del 2006, io mi chiedo invece perchè nel 2006, qualcuno era già colpevole prima del processo e qui "dove girano milioni di euro", sono sempre tutti innocenti....

Strano...proprio vero "il fine giustifica i mezzi"

sabato 12 giugno 2010

IL DUE DI PICCHE A BRISCOLA



Contare come il due di picche a briscola, significa non contare nulla. Quest'espressione deriva dal gioco della briscola, perché il due del seme non di briscola è la carta che vale meno di tutte le altre.
Visto come l'Italia è stata trattata ieri ai mondiali di calcio, direi proprio che ci troviamo nella casistica classica, standard direi del due di picche a briscola.
Altro sgarbo all'Italia e capo della federazione molto offeso.
Giovedì sera all’Orlando Stadium di Johannesburg è stato Patrick Vieira, e non un italiano a consegnare in mondovisione la Coppa al Sudafrica, strano avrebbe dovuto essere un italiano, se non uno convocato, uno decisivo nel 2006. magari Grosso...
Già quattro anni Blatter non aveva consegnato direttamente la Coppa all'Italia.
Ora un altro sgarbo e pare che Abete si sia offero, definendo la situazione una "gaffe" e chiedendo spiegazioni.
Ma ci chiediamo l'Italia conta ancora qualcosa?
Sconfitta per i prossimi Europei andati a Polonia e Ucraina, sconfitta per quelli successivi assegnati alla Francia.
Ma cosa ha portato l'Italia a questo ruolo marginale? Ricordiamo che gli ultimi europei italiani sono stati nel 1980 e i mondiali nel 1990.
Insomma un europeo ci poteva stare.
Senza voler essere troppo di parte, noi a qualche possibile spiegazione abbiamo pensato.

In ordine sparso: stadi, tifosi, regole federazioni, problemi di giustizia, problemi di unità all'interno della tifoseria nazionale.

Stadi: li avete visti gli stadi italiani? Brutti, vecchi, fatiscenti e perennemente imbrattati dai tifosi che quando le cose non vanno bene, si sentono liberi di distruggere tutto tipo gli antichi sudditi di Attila.

Tifosi: regole poco chiare, tessera del tifoso ancora da comprendere bene, scontri... e poi se dopo 15 anni non si riesce a far giocare a porte aperte Genoa-Milan dove vogliamo andare?

Regole federazione, giustizia e credibilità internazionale: le federazioni leggono i giornali italiani, gli stranieri leggono i giornali italiani e alcuni magari vanno oltre i giornali e si fanno delle domande... per esempio come mai dal 1996 al 2006 la Juventus è arrivata così tante volte in finale di Champions... senza corrompere alcun arbitro, possibile ch corrompesse solo dal 2004 al 2006? All'estero forse sono più svegli e hanno capito che c'è qualcosa che non va o nel pre o nel post.
Andate a vedere come ha gestito il Portogallo lo scandalo partite truccate con prove in Portogallo e come è stato gestito in Italia. Li il Porto non è stato affossato, qui il corrispettivo del Porto si...

Problemi di unità di visione nazionale: pensate che i tifosi dell'Inter tiferanno la nazionale, e perchè mai? Girando per Milano li sento dire...no no non c'è nemmeno un interista, noi tifiamo Argentina. Bhe e perchè dargli torto, lo spirito nazionale è andato a farsi benedire. Colpa di chi? Colpa di chi non ha dato regole chiare e ha creato un clima di sospetti e di tensione. L'Italia sembra tornata all'epoca dei comuni, tutti guardano all'orticello e non al sistema.
Del resto se il sistema perde credibilità...

Che dire, quindi, vi meravigliate se la Fifa, la Uefa, ci danno il due di picche.
Perchè dovrebbero fare altrimenti. Bisognerebbe farsi un esame di coscienza e trovare dentro di noi le risposte, alcune le abbiamo abbozzate, fate voi.. il resto...

LEGGI LE PAROLE DI ABETE

Non ci hanno mandato un invito né ci hanno comunicato che non si trattava di fare semplice presenza a un concerto. Se ci avessero detto che c’era da consegnare la Coppa, qualcuno di noi si sarebbe presentato nonostante le difficoltà create dalla distanza, dal traffico e dal fatto che sarebbe stato un fuori programma in contrasto con le esigenze della preparazione»
La Fifa in serata «Avevamo regolarmente invitato un membro della Federazione italiana e ci hanno detto che non poteva venire».

aNCORA ABETE «Pirlo era pronto ad andarci perché a causa dell’infortunio era libero dagli allenamenti. Poi ha dovuto sottoporsi alla risonanza magnetica in ospedale e ha rinunciato». «Chiediamo un chiarimento per questa gaffe e se non lo riceveremo scriveremo una lettera perché queste cose restino agli atti». Sarà importante sapere a chi affidarla perché non si perda nel viaggio e non si crei un altro disguido «sul versante comunicazionale».