Seguimi su Twitter

tuttojuve

Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
Visualizzazione post con etichetta chiellini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chiellini. Mostra tutti i post

venerdì 18 febbraio 2011

CHIELLINI DEVE RIMANERE

In questi giorni stiamo leggendo pericolose illazioni che un pò ci allarmano. Da Madrid le sirene delle merengues sembrano suonare all'impazzata per portare via il cavaliere Chiellini dalla sua signora. Un'offerta importante potrebbe partire per il bianconero e far tentennare la dirigenza. Si parla di un'offerta in contanti dai 25 milioni in su o di un giocatore (Benzema?) più conguaglio.

Insomma, un'offerta che potrebbe far scricchiolare le certezze della dirigenza.

Se la dirigenza potrebbe scricchiolare, sicuramente non scricchiolano le certezze dei tifosi che vogliono assolutamente che Chiellini resti dov'è. Chiellini è il simbolo di questa Juventus, per carattere, carisma, spirito e voglia di sacrificarsi. Privare i tifosi del simbolo sarebbe delittuoso per chi lo commette.

In questi giorni poi abbiamo letto del cambio di ruolo e della voglia di Chiellini di sacrificarsi pro tempore. Riteniamo giusto che Giorgio giochi nella posizione che preferisce e che sia giusto ora per l'allenatore inserirlo come terzino sinistro per centrare l'obiettivo. Nel prossimo mercato si potrà trovare con calma un esterno sinistro e spostare Giorgio centrale. Se la Juventus vendesse Giorgio dovrebbe cercare un terzino sinistro e pure un centrale e dove si trovano due giocatori così?

Meglio, quindi concentrarsi sui 3 campioni da portare a Torino, senza farne partire uno, perchè quei pochi quando li hai te li devi tenere stretti, che Mourinho vada quindi a bussare all'Inter per Samuel, Lucio,Cordoba, Ranocchia o quel campione di nome Materazzi.

sabato 2 ottobre 2010

Chiellini, mai all'Inter

Dalle pagine di Tuttosport Giorgio Chiellini ha voluto dare la carica, ovviamente positiva per la partitissima di San Siro contro l'Inter. Una trasferta difficile dove ci saranno da confermare i progressi difensivi visti a Manchester contro un campione come Tevez. A Milano i campioni raddoppieranno infatti ci saranno Eto'o e Milito da fermare. Chiellini fino ad ora e' sempre stato uno dei migliori e anche a Manchester lo ha confermato, purtroppo il pacchetto non ha ancora raggiunto la coesione totale e sui tagli con palla in profondità vedi Biondini per Matri e Toure' per Johnson qualcuno scappa.

Ma ecco le parole di "Re Giorgio" o se preferite "King Kong" vista la sua esultanza.

Dottor Chiellini, buona giornata. Se glielo propo­nessero, accetterebbe di trasferirsi all’Inter?
«Mai. Io la Juve ce l’ho den­tro e non potrei vedermi con quella maglia addosso. E’ la ragione per la quale ho apprezzato la scelta di Burdisso: uno che ha gioca­to nell’Inter e nella Roma non può venire alla Juve. Nella vita ci vuole coeren­za. Amen» .

Del resto, sta per rinnova­re fino al 2015...
«Qui sono cresciuto come calciatore e sono diventato uomo. Lo considero un ge­sto importante da parte della società, dei vecchi e dei nuovi dirigenti, perché la questione del contratto era sotto esame da tempo. " Nella trattativa sono stato assistito da mio fratello gemello Claudio, lui fa l'agente e si occupa dei giovani di 19-20 anni, lo ritengo bravo e affidabile.

Si appresta a sostituire Del Piero come bandiera bianconera...
«Quando avrò 17 anni di Juve alle spalle forse sì. Del Piero era e resta la no­stra bandiera, dopo di lui c’è Buffon. Io sono al sesto anno, ne ho ancora di lavo­ro davanti. Però sto bene e sono felice» .

In estate giravano voci sul Real Madrid: sia schietto, è stato a un pas­so dal diventare galatti­co?
«La verità è che diretta­mente non mi è mai giunta una proposta. So che Ma­rotta ha parlato con qual­cuno, ma per i dettagli do­vete chiedere a lui, non a me. Io sono rimasto alle rassicurazioni del diretto­re generale, concetti chia­rissimi: la Juve non era in­teressata a cedermi. E in­fatti sono vicino al prolun­gamento. Anche se, aggiun­go io, tutti hanno un prez­zo e di fronte a un’offerta folle...» .

Torniamo all’Inter: si sta scatenando la solita bufe­ra...
«Le solite esagerazioni, in­tende? Beh, onestamente certe prese di posizione si possono evitare ma, tanto per essere schietto, a noi la storia degli scudetti non frega più di tanto. A noi giocatori, intendo. Mi sa che si tratta di polemiche più ad alto livello» .

Vorrà mica dire che Inter-Juventus è una partita normale...
«Non lo dico e non lo penso. E’ La Partita. Sotto il pro­filo delle emozioni e dell’or­goglio non è paragonabile alle sfide con Milan e Ro­ma. La rivalità che si respi­ra sul campo è bella e tre­menda» .

Chi vince?
«Non mi riesce proprio di immaginarlo. A volte basta un episodio per indirizzare una gara in un senso o nel­l’altro. La posso ipotizzare molto tattica, con rischi calcolati, con massima at­tenzione. L’Inter ci rispet­ta, vedrete che non scen­derà in campo alla garibal­dina».


Eto'o? "Uno degli attaccanti più forti del mondo ma non mi fa paura.Io e Bonucci siamo una buona coppia,a volte ci mancano i tempi giusti non lo nego: possiamo e dobbiamo crescere. Questa Juve mi ricorda quella di Ranieri: serve la scintilla per svoltare".

Chi mi ha stupito di più dei nostri giocatori? "Ovviamente Krasic e poi anche Melo che sta tornando il campione che conoscevamo".

Un Chiellini a tutto campo che conferma l'amore per la maglia e il prossimo rinnovo contrattuale. Chissà se in questa Juventus ci sara' una scintilla o meno. In ogni caso restiamo convinti che Chiellini insieme a Bonucci si toglierà presto delle soddisfazioni. Non so se a partire da quest'anno, ma gia' dal prossimo se la Juventus quest'anno riuscirà ad arrivare tra le prime quattro, potrebbe essere l'anno del rilancio definitivo.

domenica 19 settembre 2010

UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA

Una rondine non fa primavera...o meglio le quattro rondini che sono volate sul cielo di Udine non fanno primavera. Sono un segnale importante, di come questa Juventus stia nascendo e sono un segno di crescita rispetto le opache prove difensive di Torino contro Sampdoria e Lech Poznan. Non vogliamo passare per i "Cassandra" di turno e nemmeno per quelli che vogliono fare auspici inverecondi, ma solo per quelli che chiedono un sano realismo. Sento parlare qualcuno di no limits. Quello lasciamoli dire a chi usa una certa marca di orologi. La squadra di ieri è stata bella, forse troppo bella per essere vera. Se questa fosse la formazione e il gioco espresso ogni domenica, Marotta, Paratici, Del Neri e Andrea Agnelli meriterebbero una statua in bronzo nel centro di Torino.
Tuttavia, per ora abbiamo solo quattro rondini e conviene essere prudenti. Chi dice di lavorare e che il cartello "lavori in corso" è appeso non solo fuori dall'ex Delle Alpi ha pienamente ragione. Questa squadra è ancora tenera, ma ha già un cuore forte. Il cuore di alcuni giocatori che sono sicuro entreranno prima o poi nella storia del club con un titolo in portafogli. I Marchisio, i Chiellini, i Bonucci, sono già linfa per un domani ricco. Difficile dire se domani sia già oggi (cioè questa stagione), molto dipenderà dalla crescita di altri, tipo Pepe e Krasic e dalla compattezza di giocatori come Motta, De Ceglie oltre alla voglia di vincere di Felipe Melo. A loro bisognerà poi unire la voglia di rivalsa di Quagliarella, Amauri, Iaquinta e l'eternità di Del Piero. Solo così le quattro rondini che ora sono in volo da Udine verso Torino non rimarranno sole. Per il momento quella di ieri è solo un episodio che ci riporta ai tempi della Juve 2006, bella e solida che vinceva e convinceva. Ci piacerebbe che quest'episodio possa avere dei sequel...










lunedì 28 giugno 2010

MAROTTA, NUOVO MAZZINI BIANCONERO


La Giovine Italia (o Giovane Italia) fu un'associazione politica fondata a Marsiglia nel luglio 1831 da Giuseppe Mazzini, il cui programma veniva pubblicato su un periodico al quale fu dato lo stesso nome. L'obiettivo di questa organizzazione era quello di trasformare l'Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi di libertà, indipendenza e unità, destituendo il governo instaurato dall'Austria. La Giovine Italia costituì uno dei momenti fondamentali nell'ambito del Risorgimento italiano.

A leggere l'intervista di Marotta oggi, alla Gazzetta dello Sport, i tifosi bianconeri avranno pensato alla speranza di un "risorgimento" che aspettano da tempo per tornare dove il blasone vorrebbe.

Dall'intervista alla Gazzetta di oggi, si notano tre fattori principali: l'importanza di Andrea Agnelli e della famiglia, la credibilità del progetto, la necessità dell'aiuto di tutti, anche dei tifosi. Marotta ha le idee chiare, è concreto, e ha dato una linea chiara e una programmazione definita: squadra giovane, italiana e economicamente sostenibile.

Ecco in sintesi il Marotta pensiero sulla Juventus:
«Un’esperienza unica. Il calcio è uguale a tutte le latitudini, ma quando entri nel mondo-Juve capisci subito quanto pesa lavorare in uno dei club più importanti del mondo. La pressione è tanta, ma l’entusiasmo è pure superiore».


Sull'ambientamento:

«Il presidente, innanzitutto. Andrea Agnelli è giovane, ma vive il calcio da quando era ragazzo, cioè da quando frequentava la Juve insieme al padre e allo zio. Così ha maturato una grande esperienza e ora tutti stiamo traendo giovamento dalle sue indicazioni... Andrea ha il carisma per trasmettere a tutto il gruppo di lavoro un concetto in cui credo molto anche io.
«La grandezza di un club non è data solo dal tasso tecnico dei giocatori. Non basta spendere per avere successo. Il valore aggiunto viene dalla cultura che la società trasmette ai singoli: il senso di appartenenza, lo spirito di competizione e la voglia di migliorarsi sempre. Una volta ottenuto ciò, ne deriva anche la disciplina. E
Delneri, vedrete, è l’uomo giusto al posto giusto ».

Sul Gap con l'Inter

«Stiamo lavorando per allestire una squadra competitiva, ma serve pazienza. Mai perdere di vista i parametri finanziari. E dopo il ciclone di Calciopoli sarebbe stata dura per tutti riemergere.... Sono mancati i risultati nell’ultima stagione, ma il lavoro di programmazione resta. E la Juve ha i fondamentali per fare bene e tornare a vincere: anche nel breve periodo».

Sui giovani e budget

«Innanzitutto continuando a investire sui giovani, meglio se italiani. Da sempre la Juventus è il serbatoio della Nazionale, vogliamo continuare ad esserlo. Perciò tra le prime indicazioni del presidente c’è stata l’attenzione per il vivaio. Un compito che mi sono preso volentieri. Sinora siamo stati gli unici a spendere, ma è presto per fare i conti. L’importante è fare i passi giusti, senza perdere mai l’equilibrio finanziario, come vuole Platini. Il Milan s’è messo a dieta, ma anche l’Inter va verso questa direzione. Certo, quel rosso da 154 milioni dell’ultimo bilancio non è più compatibile».

Sugli acquisti effettuati

«Beh, non è stato facile convincere Bari e Genoa per avere Bonucci. Siamo soddisfatti, anche perché il difensore ha i requiasti del nostro rinforzo ideale. E’ bravo, è giovane ed è già azzurro..Cerchiamo giocatori al top e Pepe fa un lavoro di quantità che è prezioso in un gruppo di prima grandezza. Tocca ad altri dare la qualità alla Juve».

Sui prossimi potenziali:

Krasic««Abbiamo fatto la nostra offerta al Cska Mosca che non l’ha accettata. Poi noi abbiamo preso altre strade. L’ultima è quella di Lanzafame. E’ cresciuto nel vivaio bianconero e sinora non ha mai avuto la grande opportunità. Nel frattempo è cresciuto e siamo convinti che saprà sfruttarla al meglio». Elia: «Che è un ottimo giocatore e che l’Amburgo lo valuta tanto».
«Il nostro obiettivo è quello di avere due giocatori per ruolo. Siamo un cantiere aperto, ma sarebbe sbagliato aver fretta. Chiedo pazienza ai tifosi, magari anche sino a fine mercato».


Marotta, infine ha praticamente sancito l'addio con Camoranesi e confermato Chiellini e Marchisio come pietre miliari da cui ripartire.

A leggere quest'intervista, magari non tutti i tifosi saranno soddisfatti, perchè si parla di "vincere anche nel breve periodo", ma non subito, e quindi tutti sono consapevoli che anche la prossima stagione potrebbe essere interlocutoria. A tutti coloro che la pensano così. dico che i proclami non sono mai serviti a nulla. Questa Juventus, mi sembra stia partendo bene e sono d'accordo con Marotta, quando dice che ci saranno movimenti fino alla fine del mercato e bisogna avere pazienza.


ECCO L'ESTRATTO, QUASI COMPLETO, FONTE GAZZETTA DELLO SPORT DI OGGI

Un’esperienza unica. Il calcio è uguale a tutte le latitudini, ma quando entri nel mondo-Juve capisci subito quanto pesa lavorare in uno dei club più importanti del mondo. La pressione è tanta, ma l’entusiasmo è pure superiore».

Chi l’ha aiutata ad ambientarsi?
«Il presidente, innanzitutto. Andrea Agnelli è giovane, ma vive il calcio da quando era ragazzo, cioè da quando frequentava la Juve insieme al padre e allo zio. Così ha maturato una grande esperienza e ora tutti stiamo traendo giovamento dalle sue indicazioni».

In che senso?
«Già il ritorno di un Agnelli in prima linea è il segno che la proprietà crede nel progetto. Si aggiunga che Andrea ha il carisma per trasmettere a tutto il gruppo di lavoro un concetto in cui credo molto anche io».

Quale?
«La grandezza di un club non è data solo dal tasso tecnico dei giocatori. Non basta spendere per avere successo. Il valore aggiunto viene dalla cultura che la società trasmette ai singoli: il senso di appartenenza, lo spirito di competizione e la voglia di migliorarsi sempre. Una volta ottenuto ciò, ne deriva anche la disciplina. E
Delneri, vedrete, è l’uomo giusto al posto giusto ».

Belle parole. Ma come la mettiamo con il gap con l’Inter?
«Stiamo lavorando per allestire una squadra competitiva, ma serve pazienza. Mai perdere di vista i parametri finanziari. E dopo il ciclone di Calciopoli sarebbe stata dura per tutti riemergere
».
Il popolo bianconero patisce questa situazione.
«Non confondiamo le cose. Sono mancati i risultati nell’ultima stagione, ma il lavoro di programmazione resta. E la Juve ha i fondamentali per fare bene e tornare a vincere: anche nel breve periodo».

Come?
«Innanzitutto continuando a investire sui giovani, meglio se italiani. Da sempre la Juventus è il serbatoio della Nazionale, vogliamo continuare ad esserlo. Perciò tra le prime indicazioni del presidente c’è stata l’attenzione per il vivaio. Un compito che mi sono preso volentieri ».

Con la Sampdoria ha già ottenuto bei risultati con le giovanili.
«Negli ultimi anni club come la Samp, il Genoa e il Palermo hanno seminato tanto e bene. Ora tocca anche a
noi riprendere la strada maestra ».

Qual è la ricetta?
«Migliorare lo scouting, a 360 gradi. Ormai non ci sono più frontiere, i talenti vanno cercati in tutto il mondo».

Con gli stranieri come facciamo?
«Non deve condizionarci il flop azzurro in Sudafrica. Dobbiamo cercare la qualità dappertutto perché la Serie A deve attrarre le stelle per restare competitiva a livello europeo. E se i club italiani vincono nelle competizioni Uefa credo ne tragga beneficio anche la Nazionale».

Quant’è il budget?
«Sinora siamo stati gli unici a spendere, ma è presto per fare i conti. L’importante è fare i passi giusti, senza perdere mai l’equilibrio finanziario, come vuole Platini».

Comearriva la Juve al 2012, l’anno dell’introduzione del Fair play finanziario?
«Con uno stadio di proprietà a cui sta lavorando l’a.d. Blanc e con la prospettiva di aprire un ciclo importante».

Anche le altre grandi si stanno mettendo in riga.
«Il Milan s’è messo a dieta, ma anche l’Inter va verso questa direzione. Certo, quel rosso da 154 milioni dell’ultimo bilancio non è più compatibile».

Guardiamo agli ultimi colpi: il più difficile?
«Beh, non è stato facile convincere Bari e Genoa per avere Bonucci. Siamo soddisfatti, anche perché il difensore ha i requiasti del nostro rinforzo ideale. E’ bravo, è giovane ed è già azzurro...».

L’arrivo di Pepe non ha scaldato proprio tutti.
«Cerchiamo giocatori al top e Pepe fa un lavoro di quantità che è prezioso in un gruppo di prima grandezza. Tocca ad altri dare la qualità alla Juve».

E’ in arrivo anche Martinez.
«Aspettiamo che superi le visite mediche. Poi trarremo le conclusioni. Anche lui può darci una mano importante».

Ed ora cosa accadrà con Krasic?
«Abbiamo fatto la nostra offerta al Cska Mosca che non l’ha accettata. Poi noi abbiamo preso altre strade. L’ultima è quella di Lanzafame».


Con quali prospettive?
«E’ cresciuto nel vivaio bianconero e sinora non ha mai avuto la grande opportunità. Nel frattempo è cresciuto e siamo convinti che saprà sfruttarla al meglio».

Cosa ci dice di Elia?
«Che è un ottimo giocatore e che l’Amburgo lo valuta tanto».

Ci sono ancora un po’ di acquisti da fare.
«Il nostro obiettivo è quello di avere due giocatori per ruolo. Siamo un cantiere aperto, ma sarebbe sbagliato aver fretta. Chiedo pazienza ai tifosi, magari anche sino a fine mercato».

Camoranesi reclama un aiuto finanziario per andar via.
«Abbiamo parlato con tutti gli agenti dei nostri calciatori. Nel caso di Mauro abbiamo spiegato che la Juve gli sarà sempre grata, anche dal punto di vista umano, ma arriva sempre il momento in cui occorre voltar pagina».

Come giudica la scelta di Buffon di operarsi?
«Lo aspettiamo con fiducia. Gigi è uno di noi».

Chiellini resta o no?
«Mai messo sul mercato. Anzi, siamo pronti a incontrare il suo agente per dargli il riconoscimento economico che merita».

Anche Marchisio?
«L’obiettivo è crescere in casa i nostri talenti e Marchisio è uno di questi

giovedì 3 giugno 2010

MA DOVE VAI SE CHIELLINI NON CE L’HAI?

Una vecchia canzone diceva…”ma n’do vai se la banana non ce l’hai”… a noi piacerebbe dire “ma n’do vai se Chiellini non ce l’hai?”.
Ci sembra superfluo sottolineare l’utilità di Chiellini in questa stagione e quanto sia stato determinante nei pochi successi della squadra bianconera. Superfluo sottolineare che senza di lui la Juventus ha collezionato ancora più sconfitte, che senza di lui ha incassato ancora più gol.
Strano vederlo inserito in certe trattative. Oggi guadagna poco, rispetto ad altri, logico chieda un aumento.
In una squadra made in Italy, perdere King Kong Chiellini sarebbe deleterio. Le grandi squadre partono da un portiere Buffon, per passare a un grande difensore Chiellini, per poi passare a centrocampo con Marchisio e terminare con il puntello offensivo, che chiamerei oggi Mr X….
Cedere Chiellini per prendere un Benzema e soldini non è un ottimo affare. Se hai i campioni te li tieni e non li scambi per i potenziali. Se si parla di progetto “made in Italy” e poi si cede uno dei migliori del made in Italy, si cade in contraddizione.
Appunto per questo riteniamo che non si debba cedere alle lusinghe e alle sirene, anche se sono lusinghissime e serenissime.
Vero che oggi come oggi ogni giocatore ha un prezzo, bene volete sapere il prezzo di Chiellini. Se Pepe due anni fa valeva 30 milioni, e De Rossi ne vale cinquanta, allora Chiellini vale altrettanto se non di più.
Per i tifosi, comunque Chiellini non ha prezzo, chissà se Marotta la pensa allo stesso modo o gli ha già attaccato una “targettina”, se così fosse il progetto “made in Italy” sarebbe meno credibile e la canzoncina citata all’inizio non sarebbe un azzardo da cantare.

martedì 25 maggio 2010

BUON SANGUE NON MENTE...


Partiamo da una vecchia canzone degli Articolo 31,quando erano ancora uniti... bei tempi per i tifosi della Juventus... li si che la Juventus vinceva ancora...va bhe "Buon sangue non mente"...per ricondurci alle parole di ieri di Gigi Buffon, che invita i giocatori a sputare sangue per la maglia...chiunque arrivi...
"...chi arriva alla Juve deve sputare sangue per questa maglia. La Juve deve essere un punto di arrivo e di partenza, resta la società che ha fatto la storia del calcio italiano..."
Ha ragione, a dir poco, Gigi, uno dei pochi simboli bianconeri capace di portare alla memoria grandi imprese. Troppe partite molli, troppi errori, troppe sconfitte e se poi lui dice così, troppa voglia di tirare i remi in barca troppo presto.
Buon sangue non mente, la Juventus è qualcosa che devi averi nella pelle ... e per portare la maglia devi avere anche qualcosa che fa rima con pelle...
Puoi avere i cromosomi bianconeri come Del Piero, come Marchisio o puoi avere quel qualcosa che ti fa diventare subito un idolo, come Buffon, come Chiellini, come lo stesso Nedved...che anche se si è ritirato è come se fosse ancora li.
Portare quella maglietta a righe è un onore ma anche un grande onere.
Vuol dire avere 14 milioni di tifosi e 28 milioni di occhi. Il pallone pesa anche quando batti la rimessa laterale. Portare ad esempio un numero due, un numero tre o un numero sei sulle spalle vuol dire seguire le orme dei Ferrara, dei Cabrini, dei Scirea... di tutte persone che hanno avutouno spessore in campo incredibile e che hanno fatto la storia nazionale o nel caso di Scirea di un vero mito ed esempio per tutti.
Chiunque arriva deve giustamente essere conscio di quello che gli aspetta, troppo hanno passato i tifosi dal 2006 ad oggi per non vedere quella maglia onorata.

Buon sangue non mente... i giocatori devono prima farsi un esame di coscienza e capire se vogliono essere una meteora, come alcuni che partiranno a breve o una stellla per essere ricordati per sempre...
Essere alla Juventus non è mai banale, non ci arrivi per caso e chi la prendesse come una vacanza commetterebbe, forse un errore imperdonabile.
Dal mercato i tifosi non si aspettano di trovare un giocatore dai cromosomi bianconeri, ma come ha detto Buffon un gladiatore in campo, che sappia seguire le orme di chi è entrato nel cuore con impegno, motivazione e voglia di vincere.

Di seguito le parole quasi integrali di Buffon
"... l'unica cosa che interessa a me, ai dirigenti e al popolo che ci sostiene è avere di nuovo dei giocatori con mentalità da Juventus: chi arriva alla Juve deve sputare sangue per questa maglia. La Juve deve essere un punto di arrivo e di partenza, resta la società che ha fatto la storia del calcio italiano. Questo campionato dimostra che Ranieri non era il problema: avevamo finito un ciclo e non ce ne eravamo accorti neanche noi ...Se sono messo nelle condizioni di poter dimostrare certe mie qualità, penso di essere ancora il portiere più forte del Mondo. Da inizio campionato e fino a novembre, avevo fatto il mio miglior inizio stagione. Ma quando arrivi settimo in campionato ti viene da dire: 'certo che alla Juve non c'è un giocatore che si salvi'. Potrei essere il più forte del mondo per 100 anni ma se arrivo sempre 10° o 11° la gente non sa neanche che esisto".


sabato 24 aprile 2010

NON TOCCATE KING KONG


In questa stagione totalmente negativa, c'è una luce che splende in fondo al tunnel. C'è un giocatore che è cresciuto moltissimo, confermando quanto di buono si intravedeva. C'è un giocatore che riesce a tramandare lo spirito dei grandi difensori marcatori bianconeri (Brio, Gentile, Kholer, Montero, Ferrara, Cannavaro) e che sarà il futuro capitano quando Alex del Piero e Gigi Buffon lo riterranno opportuno. E' uno di quei giocatori che servono per creare l'asse di una squadra portiere, difesa, centrocampo, attacco. Quel giocatore è Giorgio Chiellini, il King Kong bianconero. Nella disfatta di venerdì scorso ci siamo accorti tutti del suo spirito. Nella disfatta con il Bayern in coppa, mancava e ce ne ricordiamo. Se una squadra vuole programmare lui è imprescindibile. Sarebbe azzardato, per non dire altro ripartire e programmare senza di lui.
Per questo, penso che i tifosi bianconeri ritengano il suo rinnovo un atto dovuto e una formalità e la società debba avvicinarsi il più possibile, nell'ottica della ragionevolezza, alle richieste del giocatore e del procuratore. Il suo apporto in sicurezza e nella fase offensiva resta altissimo e nelle formazioni titolari del prossimo campionato è impensabile non trovarlo. Accanto a lui bisognerà affiancargli un giocatore affidabile e dei terzini di aiuto e impostare la squadra in modo oculato. Bisognerà evitare gli errori di quest'anno che hanno privato la squadra del proprio equilibrio. A noi sembra bizzarro come i tre centrali bianconeri, presi singolarmente siano dei nazionali e poi presentati nel pacchetto difensivo globale con i due terzini, si crei un reparto da 48 gol subiti... bizzarro...
In ogni caso per il futuro i dirigenti devono decidere chi affiancare a Chiellini se un giovane già affidabile straniero come Kjier o italiano come Bonucci, o uno straniero già affermato come Vidic. In ogni caso Chiellini resta un punto fermo e per questo non si tocca. Non si può privare il tifoso di una delle attrazioni principali.... di Re Giorgio King Kong...

venerdì 19 marzo 2010

La paura fa 1.35


Sembra un numero innocuo, un decimale senza significato: 1,35, tuttavia per la stagione bianconera ne ha moltissimo. 54 gol subiti in 40 partite... media da paura.
Ma scomponiamola: in campionato 28 partite... e 39 gol subiti, totale un ottimo 1,39 a partita. Champions: 6 partite, gol subiti 7, media 1.16. Infine per non farsi mancare nulla, Europa League e Coppa Italia. nella prima 6 gol subiti in 4 partite, l'ottima media di 1,5 gol a partita. Infine la migliore media in Coppa Italia con 2 gol in due partite, media 1.
Questi numeri, che definire penosi e' generoso, sono lo specchio della situazione attuale. Tutti sanno che le stagioni e le squadre forti partono dalla linea difensiva, perche' il campione la giocata la inventa sempre e un gol spesso lo fai. Avere questa instabilita' difensiva, testimonia come la squadra. come reparto faccia acqua, ma non a gocce, a fiumi!!! Oltretutto in squadra ci sono anche due mediani difensivi, che dovrebbero aiutare la difesa... Penso che a partire da qui la societa' dovrebbe farsi due conti per il prossimo mercato, andando ad individuare difensori, forti, solidi esperti e non dediti ad amnesie da affiancare a Chiellini e tenendo Legrottaglie come alternativa. Purtroppo ce ne sarebbe da acquistare almeno 2 tra centrali e terzini aggiungendo la conferma di Caceres.... Attendo con curiosita' la fine del mercato per vedere chi sara' aggiunto alla rosa attuale.