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tuttojuve

Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
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lunedì 4 luglio 2011

REGALI AL MILAN? NO GRAZIE...

Babbo Natale arriva in inverno, non in estate. Sembra paradossale, ma abbiamo sentito spesso parlare di top players e di acquisto di giocatori di qualità. I tifosi aspettano sempre la nuova stella ma non vogliono assolutamente perdere i pochi buoni giocatori che hanno mostrato attaccamento alla maglia e determinazione. Marchosio non va ceduto, i tifosi non lo vogliono perdere e se proprio si deve fare un sacrificio andrebbe fatto solo per un grande campione, il famoso top. Sanchez, Aguero, Tevez, Benzema se ci deve essere un sacrificio al massimo va fatto per uno di questi con uno scambio. Ci aspettavamo ritocchi e invece siamo vicini a una nuova rivoluzione. Beppe Marotta, ospite di Tuttosport su di lui ha detto: «Con Conte ci siamo confrontati per quanto con­cerne la situazione di Clau­dio Marchisio: il problema non sussiste. L'allenatore in­tende valorizzare al meglio il ragazzo, che è un giocatore che apprezza. Poi, ovvio, le situa­zioni nel mondo del calcio cambiano in continuazione. Non vale soltanto per Mar­chisio, ma per tutti i giocato­ri della rosa. Per Claudio non parlerei di problemi, ma di logiche analisi». Un eventuale trasferimento di Marchisio al Milan farebbe arrabbiare i tifosi bianconeri e non poco. Parliamo di Milan perché qualcuno ieri ha ipotizzato questa soluzione. Il Milan non lo valuta più di 20 milioni, se partisse pure lui la Juventus si ritroverebbe con il pacchetto mediano nuovo per il 75%. Rischio da correre? E soprattutto cedere così a cuor leggero Marchisio non può rivelersi una mossa autolesionista?

giovedì 30 giugno 2011

C'E' VOGLIA DI JUVE

Basterebbero le poche parole di Conte, riportate da Juventus Channel per caricare il popolo bianconero in vista della prossima stagione: "C'è grande voglia di ricominciare, non solo da parte mia, e questo è importante. Ci vuole entusiasmo. Ho trovato tutti disponibili e arrabbiati per l'esito dell'ultimo campionato. (...) Bisogna tornare a essere la Juve, quindi competitivi e lottare fino alla fine. Per vincere a volte basta anche solo una virgola. Io voglio che il popolo juventino sia orgoglioso per questa squadra. Sono contento anche degli attestati di stima che ho ricevuto. Ora devo dare ragione a queste persone, i fatti dovranno parlare per me, come ho sempre fatto nella mia carriera".


Nelle strade, nei bar, sul web, ai botteghini c'è voglia di Juve. C'è voglia di grande Juve, C'è voglia di veder fruttare quegli investimenti e voglia di rivedere campioni. C'è voglia di ripartire dopo le sciagure recenti (la pessima stagione) e meno recenti (Farsopoli). C'è voglia di lasciarsi alle spalle le contese con l'Inter (senza smettere di richiedere quello che è un diritto ricevere, però). C'è voglia di parlare di tattica,di gioco e di gol. Insomma, come dimostra l'entusiamo del popolo bianconero (4,000 tessere vendute), c'è voglia di tornare a essere la Regina d'Italia. Bisogna essere realisti, non farsi prendere dagli entusiasmi estivi che già avevamo visto con Ferrara e in parte con Delneri ma essere pragmatici e concreti. Siamo certi che Conte eviterà i voli pindarici e non prometterà nulla eccetto quello che può mantenere, vale a dire professionalità, juventinità, e tanto lavoro, impegno e fatica. Non sappiamo se questo alla fine potrà bastare, nel frattempo in vista del ritiro, però, siamo certi di una cosa: c'è una grandissima voglia di Juve nell'aria.

martedì 21 giugno 2011

SONO SCESI IN CAMPO ED ERA ORA...

Era attesa, invocata, da tutto il popolo bianconero ed ecco che è arrivata la difesa dell'avvocato Vitiello al processo di Napoli. Una difesa che da non esperti di legge, ci è parsa puntuale, precisa, ma soprattutto chiara e diretta.

I punti discussi e le motivazioni indicate ci sembrano totalmente convincenti, ma soprattutto reali e concordano con quanto abbiamo visto, letto e discusso in questi anni al processo.

L'avvocato della Juventus ha difeso giustamente la Juventus e indirettamente anche Luciano Moggi e quella squadra che era da lui diretta come Direttore Generale. I sorteggi, gli arbitraggi, i presunti favori, i media, questi i punti trattati dall'avvocato durante l'arringa difensiva. I fatti e non parole portate ci sono parsi chiari e francamenti degni di nota.

Riportiamo di seguito alcuni tratti presi da Ju29ro.com che con la consueta tenacia, capacità e costanza ci ha tenuto aggiornati in questa giornata.

Sui sorteggi: "Sorteggi truccati? Testimonianze lo escludono. Vediamo se si poteva, attraverso la manipolazione della griglie e dei sorteggi, manipolare qualcosa. Manfredi Martino ha dovuto ammettere che per truccare era necessaria la consapevolezza da parte di arbitri e giornalisti. Nessun verbale dei notai è stato impugnato nessuna accusa di falso ai notai è stata fatta, e i notai qui in aula hanno chiarito tutte le modalità del sorteggio. Nessuna decisiva irregolarità, nessuno avanza sospetti. Il notaio evidenzia che il giornalista viene cambiato ogni estrazione, e che viene chiamato all’ultimo minuto.
Guardate gli orari. I verbali sono interessanti perché da una loro lettura emerge una circostanza. Gli orari. Dall’esame delle telefonate intercettate si vede che si parla degli abbinamenti non prima, ma dopo che sono avvenuti".

Anche sulle griglie: ".... non esisteva una categoria di privilegiati per questi fatti: tutti potevano, volendo, attivarsi per accedervi".

Potere mediatico: "Si parla di condizionamento non di sopraffazione, nessuno è mai stato minacciato. Tutti i giornalisti ascoltati hanno escluso che Scardina possa mai aver fatto pressioni per parlare bene di questa o quella squadra. Di più: il Tribunale di Roma ha stabilito che la Sanipoli non ha mai subito mobbing, non è mai stata dimensionata, solo per motivi di salute ha avuto meno incarichi. Si è sostenuta un'incidenza sugli spettacoli televisivi e l’elemento forte era il processo di Biscardi, in grande decadimento all’epoca dei fatti, in quanto da programma sportivo era diventato di intrattenimento e perché retrocesso da televisioni a carattere nazionale ad altre a carattere quasi regionale. E Moggi lì difendeva la Juve non gli arbitri!".

Frodi e partite: "per ogni singola partita vi abbiamo richiamato e prodotto il referto del quarto uomo, di tutte le attività svolte dall’arbitro partita per partita, con tutta la valutazione delle condotte e degli atteggiamenti. Se per la frode sportiva è necessario compiere atti fraudolenti che comportino il non regolare esito della competizione, ciò qui non è contestato! Ma se è vero che questo è un reato a consumazione anticipata è sempre necessaria la dimostrazione di una corruzione. La designazione dell’arbitro non può integrare gli elementi della frode sportiva e questo lo dice la Procura di Torino che esclude la sussistenza dell’illecito sportivo. Dovrei adesso iniziare capo per capo per ogni singola partita a ripercorrere i passi di Auricchio ma ve ne faccio grazia. Parlo però del metodo. Auricchio dice di non aver riscontrato niente. Vi dovrei citare Lecce-Juventus 0-1 in quanto ancora una volta i testi dell’accusa smentiscono l’accusa stessa. Lo stesso Zeman dice che era normale quello che è successo, si è giocato anche su campi peggiori, ma anche Ledesma dice che vi era stato l’accesso di De Santis prima della partita, il quale De Santis disse che nel corso della gara si sarebbe verificato se si poteva proseguire. Dice di non ricordare nessuna frase particolare e lo stesso Del Piero dice che l’arbitro parlò con i capitani e che le condizioni del campo erano contrarie a quelle che erano le condizioni della squadra della Juventus".

La disamina di Vitiello, come già quella di Prioreschi davanti alla Figc nelle scorse settimane è chiara. A differenza dell'accusa che è rimasta al 2006, riporta l'attualizzazione e la veridicità dei fatti. Piaccia o non piaccia a chi fugge via verso altri incarichi più prestigiosi, non esistono prove di corruzione, non esistono schede svizzere e conversazioni spiacevoli o fraudolente su tali schede, non esistono gare truccate o arbitri chiusi in sgabuzzini, prigioni o antiche spelonche. Esiste una squadra fortissima smantellata, un dirigente a cui è stato impedito di lavorare per sempre e una persecuzione mediatica e un danno patrimoniale non solo per la Juventus, ma per tutto il calcio italiano. Il mondo pre 2006 era un mondo strano dove tutti parlavano, forse a torto, ma parlavano tutti, ma dove vinceva sempre il più forte. Pensate che quello post 2006 sia così migliore? Noi non crediamo sia migliore, ma semplicemente diverso, ci sarebbe piaciuto che questa diversità fosse nata sul campo e non tramite un'azione creata ad hoc, non sappiamo da chi e non sappiamo perchè, ma da quanto è emerso è chiaro che il quadro del 2006 non era quello reale, ma un flebile schizzo che ha coperto quello che era un modello di società.

mercoledì 15 giugno 2011

IL MILAN SEMBRA LA JUVE...

In questi primi giorni di mercato ne abbiamo viste e sentite tante. Dalle trattative chiaccherate alle voci e ai si dice. Alla Juventus hanno attribuito e in parte abbiamo attribuito trattative vere e presunte. Dai pour parler per Tevez agli incontri a lume di candela per Aguero. Dagli abboccamenti per Vucinic (ma sarà un top player?), alle chiaccherate per Rossi, senza dimenticare gli intrecci friulani con Inler e Sanchez. Tanto fumo e poco arrosto. Per il momento, giustamente, visto che siamo solo a giugno, si contano Ziegler e Pirlo mentre possono arrivare a breve Pazienza e Lichtsteiner. Alcuni saranno contenti di questi nomi, altri meno. Aspettiamo a dare un giudizio su questi giocatori, ma possiamo dare un giudizio su chi secondo noi sta operando bene, talmente bene da ricordarci qualcuno del passato. Ibrahimovic a fine mercato l'anno passato, a gennaio Cassano praticamente gratis e poi Van Bommel.... Ovviamente c'è in mezzo qualche pacco come Emanuelson, Yepes o il passaggio a vuoto di Legrottaglie, ma il Milan ci sembra sempre più la Juve di un tempo. Grande rispetto dalla altre società, acquisti onerosi, ma il giusto, rispetto dalle istituzioni e lavoro stretto con alcuni procuratori fondamentali (Raiola su tutti). Insomma, il Milan ha preso il posto che era della Juventus. Il fatto poi che si stia per assicurare Stephan El Shaarawy ne è una conferma. Ariedo Braida e Roberto La Florio, agente dell'italo-egiziano sono vicini all'accordo con soldi più Aleksandr Merkel che diverrebbe un nuovo giocatore del Genoa. Pensare che per la comproprietà del talento italo-egiziano il Milan pagherà solo 6-7 milioni di euro, più la metà di Merkel è abbastanza paradossale, perchè indica come ci sia un rapporto privilegiato, proprio come c'era una volta tra la Juventus e altre società. Fatto confermato anche dal recente affari Boateng. Adriano Galliani ieri diceva: "Mister X Sarà solo uno, arriverà a fine agosto, quando è più facile fare gli affari. El Shaarawy? Fa piacere che sia tifoso del Milan, vedremo".

Pensare che fino al 2006, la regina dell'ultimo minuto era la Juventus, vedi affari Di Vaio, Ibrahimovic, Cannavaro... fa pensare. Purtroppo il mondo da quell'anno ha preso a girare nel modo sbagliato per i colori bianconeri e tutto è rovesciato, come una certa sentenza di radiazione... ma quella è un'altra storia...o forse no...

giovedì 26 maggio 2011

tra sogni e realtà------

Difficile dire oggi chi saranno i famosi top player che tutti i tifosi bianconeri si aspettano: Tevez, Aguero, Dzeko o forse qualcun altro. In teoria tutti nomi molto interessanti e validi. Il sogno è il Kun che dopo 5 anni e tanti gol lascerà sicuramente l'Atletico Madrid. L'argentino ha recentemente espresso la volontà di lasciare la squadra biancorossa per provare nuove esperienze e trovare nuovi stimoli. El Kun, sicuramente partirà, ma la chiave sta nel capire se accetterà l'ambiente bianconero privo della Champions oppure se preferirà scegliere palcoscenici di altro tipo. Lo stesso discorso vale per Tevez che a sua volta lascerà il City. Da capire pure per lui se vorrà scegliere Torino o no. Infine Dzeko, il grande sogno estivo infranto dell'anno scorso. Il bosniaco potrebbe arrivare in prestito, ma siamo anche qui solo alle ipotesi. Di concreto, per ora, ci sono solo molte chiacchere, sogni estivi e forse illusioni, la realtà ad oggi è ben diversa.

La realtà parla di un campione di centrocampo preso a zero, ma che non è proprio il top player che i tifosi si aspettavano, un altro parametro zero che rinforzerà la corsia sinistra e infine di un terzo parametro zero utile come ricambio del centrocampo.

Per ora la differenza tra sogno e realtà è grande, ci vorrebbe uno di quei tre nomi di possibili campioni per rendere la distanza meno grande.

SE LO DICE LUI...

In questi giorni c'è molta convinzione da parte della dirigenza bianconera sulla possibilità reale di prendere un top player. con la T e la P maiuscola. Consideriamo Pirlo ed eventualmente Pazienza e Ziegler un buon inizio, ma nessuno entra nella lista dei top players, almeno secondo i parametri dei tifosi. Mentre Pirlo, come detto è la ciliegina, ora tocca alla torta e la torta si fa con i famosi ingradienti base: i campioni che fanno la differenza. Il Corriere dello Sport riporta oggi le parole di Marotta: «Tutti i grandi giocatori sono pronti a venire da noi» e su Tuttosport: "L'anno scorso ci dovevamo muovere con margini di tempo più stretti, adesso è diverso e abbiamo potuto agire in anticipo anche sui parametri zero. Il club poi conserva l'appeal di sempre: anche senza coppe i campioni contattati ci hanno dato la loro disponibilità. Certo poi bisogna dire anche che sono affari complicati perchè i club per i loro campioni chiedono cifre pazzesche ma la disponibilità dei giocatori c'è".

La domanda che si fanno in tanti è: sarà vero? Il blasone, il progetto, il nuovo stadio, l'entusiasmo sempre vivo del popolo bianconero, la voglia di riemergere potranno compensare la mancanza della Coppa dalle Grandi Orecchie e quella dalle piccole orecchie. Se arrivasse Aguero, o Tevez insieme a qualche altro colpo i tifosi ritroverebbero quell'entusiasmo per ripartire. L'arrivo di Antonio Conte poi, darà nuova linfa alle speranze bianconere. I tifosi si fidano di Marotta, se lo dice lui....dubitiamo poco, però questa volta ci vogliono i fatti, perchè errare è umano, perseverare.... diabolico.

Da Andrea ad Andrea

Per partire con la nuova stagione, con il nuovo stadio, verso nuovi obiettivi Andrea Agnelli e Marotta hanno scelto Andrea Pirlo. Sarà lui a guidare il centrocampo della Juventus nella stagione 2011-2012. Una scelta voluta fortemente e convintamente. Forse per alcuni una scelta rischiosa, sicuramente non facile e che pone i vertici bianconeri nella posizione di giocarsi tutto con un grande campione, però non più in erba e che nella recente stagione ha giocato solo 16 gare. Pirlo non si discute tecnicamente e caratterialmente. Campione con la C maiuscola e uomo mai sopra le righe, come testimoniano gli anni di Milan e di nazionale. Da avversario sempre leale e corretto e un esempio anche per i più piccoli. Servirà la sua esperienza, sia fuori sia dentro il campo, anche per far crescere ancora i vari Marchisio e non solo... La Juventus però per centrare gli obiettivi avrà bisogno di una continuità maggiore, ma con un solo impegno alla settimana e incrociando le dita, i tifosi sperano che Pirlo possa farcela. Staremo a vedere.. da Andrea a Andrea il testimone passa di mano, dalla scrivania al campo.

TASTIERA VELENOSA: ECCO CHI HA LA COSCIENZA SPORCA

La settimana scorsa avevamo invocato una risposta, un segnale da parte di Andrea Agnelli e fortunatamente è arrivato ieri: «Se è più di un anno che l’abbiamo presentato, e ancora non abbiamo visto nulla muoversi, evidentemente è perché qualcuno ha la coscienza sporca».

Una presa di posizione, che potrebbe sembrare forte, ma che dovrà avere seguito e altre puntate per non sembrare una frase di fine stagione. In Federazione non rispondono, chissà come l'avranno presa.

Ci chiediamo, però chi potrebbe avere la coscienza sporca e ve li elenchiamo brevemente, dandovi anche le motivazioni.

Abete: dicevano fosse simpatizzante juventino, però da quanto è diventato presidente della federazione è sembrato tutto, eccetto quello. Non sappiamo come si senta, ma sicuramente non può sentirsi tranquillo un presidente che non riesce a ottenere in un anno una risposta dalla procura federale.

Palazzi: a lui basta chiedere come mai certi processi si fanno in due settimane e altri non partono dopo un anno

Guido Rossi: il presidente più veloce del West, l'unico che è riuscito a farci capire come si possa essere ex consiglieri di una società e poi presidenti di federazione.

Narducci: per lui basta la frase, piaccia o non piaccia non ci sono telefonate sull'Inter

Massimo Moratti: inseriamo anche lui, scordandoci del passato, ma parlando del presente, ieri dichiarava: «È un problema loro, di Agnelli con la Figc, c’è in giro una tale aggressività in tutto che continuare a fomentarla non mi va» . Lui non vuole fomentare aggressività e pochi giorni prima dice che i campionati della Juventus sono stati vinti con magagne....Bhe, cominci a restituire lo scudetto vinto a tavolino, non parlare in quel modo della storia della Juventus, insultando l'intelligenza dei tifosi bianconeri, quanto meno così facendo placherebbe le ire furenti di chi ha subito un rapimento...

Potremmo continuare ad elencare altre persone che secondo noi non hanno la coscienza pulita, iniziando da chi ha dato pagine e pagine di giornali allo scandalo Calciopoli e mantiene il riserbo del trafiletto ora che il processo sta smontando tutto. Potremmo citare fior di direttori, di giornalisti, di testate radio e tv che non hanno voluto mantenere la coerenza nel dire e nel fare, ma non vogliamo tediarvi. Aspettiamo che la coscienza prenda il sopravvento, almeno per una piccola risposta sull'esposto, ma sappiamo che non sarà una cosa breve.

giovedì 5 maggio 2011

THE SKY IS BLACK AND WHITE?

White sky è una canzone non famosissima dei Vampire Weekend... nei prossimi mesi, forse dovremo aggiungere un pochino di black a quel white sulla principale tv satellitare italiana. Notizia di questa settimana è quella secondo cui Exor della famiglia Agnelli e la News Corporation di Rupert Murdoch stanno studiando un piano che possa rilanciare a livello globale la Formula 1. Un piano molto interesante e utile, del resto la forumla uno è stata in questi anni spesso Formula noia e solo in questa stagione si sono visti un numero di sorpassi maggiore.

Il circus rimane, comunque un prodotto internazionale di appeal e in un certo senso come il calcio trasversale e capace di appassionare molti supporters e di portare dietro interessi enormi in ogni nazione.

E' innegabile che un accordo tra Exor e News Corp. potrebbe in un certo senso concepire un allargamento del discorso alla principale squadra di calcio italiana. Dispiace per il simpatico Silvio Berlusconi e per l'ottimo e illustrissimo Massimo Moratti, ma attualmente nessuno dei due fortunatamente può avere nel suo bacino di attività una società come la Ferrari per svolgere del co-marketing o del business di questo tipo calcio e formula 1. Un'eccellenza Ferrari-Juventus non la vediamo fuori luogo.

Come non vediamo fuori luogo la possibilità che la Juventus tratti individualmente interviste, allenamenti, pre-post gara, in modo da recuperare quello che non le vuole essere attribuito a livello di diritti tv. Ci piacerebbe molto che si tornasse alla contrattazione individuale ma se questo non è possibile, non escludiamo che si possa integrare la parte collettiva con una parte individuale che attualmente non è compresa nel pacchetto indicato dalla legge (anche se in verità le leggi sbagliate andrebbero cambiate...).

Infine, non escludiamo ma non invochiamo un cambio di atteggiamento di Sky. A noi l'emittente satellitare è sembrata spesse volte troppo nerazzurrocentrica... chissà che in futuro le cose possano cambiare. Ma noi non lo invochiamo, del resto ci siamo sempre noi di tuttojuve a darvi una visione dei fatti alternativa, se fossero juventinocentrici ci toccherebbe chiudere bottega....

martedì 8 marzo 2011

PERCHE' NON PER LA JUVENTUS?

Abbiamo ascoltato con grande attenzione le parole di Joh Elkann di ieri: "Andare all'estero non significa che quello che c'é in Italia si riduce. Fiat è un grande esempio di come una società italiana possa crescere all'estero e accettare la sfida dei mercati mondiali. Exor, la società di investimento controllata dalla famiglia Agnelli, ha a disposizione oltre un miliardo di euro per nuovi investimenti, Dobbiamo anzitutto accettare la sfida con il mondo ci sono un sacco di opportunità, ma dobbiamo attrezzarci per essere in grado di affrontare meglio i problemi''.

La domanda che nasce spontanea dopo queste parole è la seguente: la Juventus rappresenta per la Exor un investimento o meno? E' considerata ancora un asset importante che può risultare fonte di investimento o no? Nella sfida del mercato globale, perchè non puntare sulla Juventus come fiore all'occhiello soprattutto all'estero e in America dove il calcio ha sempre più seguito?

Ce lo chiediamo. La Exor ha in mano una grande opportunità, sfruttare la visibilità di due fiori all'occhiello del made in Italy (Ferrari e Juventus) e portarli nel mondo come vessilli da sventolare. Capiamo bene che per il mercato italiano sventolare troppo la Juventinità possa essere controproducente in ottica di vendita, ma all'estero puntare sul marchio bianconero non ci sembra per nulla controproducente.

Quando si parla di 9 miliardi di euro come investimenti, ci chiediamo perchè la Juventus non possa essere considerata come tale. Basterebbe sfruttare le leve del merchandising, accomunare il brand a quello Ferrari e portarlo ion giro per il mondo senza fargli perdere appeal. Inoltre, questo servirebbe per attirare nuovi giocatori.

Nessuna società in Italia e al mondo può accomunare l'eccellenza bianconera a quella Ferrari, perchè non farlo, quindi? Sarebbe un'economia di scala straordinaria.

In questo momento di difficoltà ci aspettiamo qualcosa dalla Exor e una strategia che punta sul brand Juventus non può essere perdente... Se non ci crede per prima la famiglia Agnelli che la Juventus è un investimento, perchè dovrebbero crederci 14 milioni di tifosi con abbonamenti allo stadio, tv etc.

La chiave sta proprio li, basterebbero 100 milioni per ripartire. Noi con le nostre stelle possiamo accenderne 1-2 i restanti toccano alla Exor.

PERCHE' NON PER LA JUVENTUS?

Abbiamo ascoltato con grande attenzione le parole di Joh Elkann di ieri: "Andare all'estero non significa che quello che c'é in Italia si riduce. Fiat è un grande esempio di come una società italiana possa crescere all'estero e accettare la sfida dei mercati mondiali. Exor, la società di investimento controllata dalla famiglia Agnelli, ha a disposizione oltre un miliardo di euro per nuovi investimenti, Dobbiamo anzitutto accettare la sfida con il mondo ci sono un sacco di opportunità, ma dobbiamo attrezzarci per essere in grado di affrontare meglio i problemi''.

La domanda che nasce spontanea dopo queste parole è la seguente: la Juventus rappresenta per la Exor un investimento o meno? E' considerata ancora un asset importante che può risultare fonte di investimento o no? Nella sfida del mercato globale, perchè non puntare sulla Juventus come fiore all'occhiello soprattutto all'estero e in America dove il calcio ha sempre più seguito?

Ce lo chiediamo. La Exor ha in mano una grande opportunità, sfruttare la visibilità di due fiori all'occhiello del made in Italy (Ferrari e Juventus) e portarli nel mondo come vessilli da sventolare. Capiamo bene che per il mercato italiano sventolare troppo la Juventinità possa essere controproducente in ottica di vendita, ma all'estero puntare sul marchio bianconero non ci sembra per nulla controproducente.

Quando si parla di 9 miliardi di euro come investimenti, ci chiediamo perchè la Juventus non possa essere considerata come tale. Basterebbe sfruttare le leve del merchandising, accomunare il brand a quello Ferrari e portarlo ion giro per il mondo senza fargli perdere appeal. Inoltre, questo servirebbe per attirare nuovi giocatori.

Nessuna società in Italia e al mondo può accomunare l'eccellenza bianconera a quella Ferrari, perchè non farlo, quindi? Sarebbe un'economia di scala straordinaria.

In questo momento di difficoltà ci aspettiamo qualcosa dalla Exor e una strategia che punta sul brand Juventus non può essere perdente... Se non ci crede per prima la famiglia Agnelli che la Juventus è un investimento, perchè dovrebbero crederci 14 milioni di tifosi con abbonamenti allo stadio, tv etc.

La chiave sta proprio li, basterebbero 100 milioni per ripartire. Noi con le nostre stelle possiamo accenderne 1-2 i restanti toccano alla Exor.

giovedì 3 marzo 2011

TRE METRI SOPRA AL CIELO O SETTE METRI SOTTO TERRA?

Tre metri sopra al cielo recitava un famoso film, sette metri, invece sarà la distanza dei tifosi dal terreno di gioco del prossimo stadio bianconero. La domanda viene spontanea, l'umore dei tifosi sarà come quello di una volta? Alle stelle, praticamente tre metri sopra al cielo o come quest'anno? Sette metri sotto terra?

La distanza tra palco e realtà, tra sogno e finzione è notevole. E' una distanza pari a quella del terreno di gioco, una distanza pari quella dell'attuale Juventus dal primo posto, tra una squadra che dopo Calciopoli è rimasta tale (il Milan) e una che invece è andata verso un lento e inesorabile declino (la Juventus).

Le ambizioni dei tifosi sono grandi così come le speranze. La Juventus sta costruendo un grande stadio, ma per avere un grande stadio ci vuole anche una grande squadra, degna di questo nome. Una squadra capace di far sognare i tifosi e di illuminare il panorama calcistico con le sue azioni.

Alcuni tifosi hanno acceso la stella, perchè la stella della passione non si spegne mai, ma anche la società dovrà accendere qualche stella perchè la squadra attuale di stelle ne ha poche e senza le stelle quando manca l'elettricità non si va da nessuna parte.

Lontani sono i tempi della Juventus capelliana con giocatori capaci di compiere grandi imprese. Per cercare di ritornare ai quei livelli bisogna ripartire dalla bese, dal tecnico fino ai giocatori. Pochi ma buoni. Ad agosto vedremo... di tempo ce n'è ancora.

mercoledì 2 marzo 2011

TASTIERA VELENOSA: AL DIAVOLO NON SI VENDE, SI REGALA

Con il cuore che batte più forte, la vita che va e non va, al diavolo non si vende... si regala....

Parole e musica di Vasco Rossi. Parole e musica di un campionato scontato, dove le milanesi ormai fanno da padrone. Una volta c'era la Juventus, quella vera a contrastare il potere forte mediatico e non solo del "diavolo". Un "diavolo" non solo di nome ma di fatto. Un "diavolo" che ha pagato solo la tassa dell'immondizia su Calciopoli ma dopo ieri sempre più Farsopoli, mentre altri ha dovuto pagare pure le imposte comunali, il canone Rai e ogni altra forma di gabella. Insomma, a vedere, come procede questo campionato ci facciamo delle domande, non tanto perchè non sta vincendo la squadra migliore, quanto sul perchè esistano in Italia persone capaci di variare così rapidamente le proprie opinioni e di essere così volubili da considerare un caso episodi per il "diavolo", mentre una macchinazione episodi simili per altri.

Il Milan ha avuto quest'anno almeno 7 episodi favorevoli e nelle ultime due partite due determinanti. Ci piacerebbe che i media mantenessero e prendessero una posizione netta. O considerare per sempre chi vince come chi ha sempre ragione o enfatizzare gli episodi in modo uniforme come facevano quando gli episodi erano pro Juventus.

In Italia c'è purtroppo qualcosa che non va, qualcosa di grande, perchè se un Presidente del Consiglio si permette di fare battute dicendo che Milan-Napoli è Nord contro Sud, probabilmente non capisce molto la variabilità delle tifoserie in Italia.

Se un Presidente del Consiglio, si permette di parlare di scudetti persi dal Milan per colpa di arbitri comunisti, evidentemente vuole prenderci in giro e sappiamo tutti come mai la Juventus è andata in B e il Milan no.... Siccome non vogliamo farci prendere in giro anche su questo argomento, preferiamo evitare, come preferiamo evitare di parlare di politica, perchè quella è materia serie e andrebbe trattata come tale e non con sufficienza.

Del resto basta andare all'estero e vedere cosa pensano di noi e della storia della "nipote di Mubarak".

mercoledì 23 febbraio 2011

UN GIORNO CREDI DI ESSER GIUSTO...

"Un giorno credi di essere giusto e di essere un grande uomo, in un altro ti svegli e devi cominciare da zero".

Probabilmente questo è stato il leitmotiv dell'incontro di ieri tra la nuova triade bianconera (Marotta, Agnelli e Nedved) e la squadra. Questa Juventus deve ricominciare da zero. Ricominciare a correre, ricominciare a lottare, ricominciare dalle piccole cose come la voglia di prevalere sull'avversario. Questa Juventus in quasi sette mesi ha costruito e distrutto speranze. Ora tocca ripartire e provare a ricostruire. Cominciare da zero per i tifosi. Cominciare da zero per salvare il bilancio. Cominciare da zero per dimostrare che la Juventus c'è ancora. Dopo l'Inter ci eravamo illusi che nonostante tutto e tutti la Juventus era ancora viva e vegeta, ma prestazioni come quella di Lecce non sono degne della parola Juventus.

"A questo punto non devi lasciare, qui la lotta è più dura, ma tu se le prendi di santa ragione insisti di più. Sei testardo, questo è sicuro quindi ti puoi salvare ancora metti tutta la forza che hai nei tuoi fragili nervi".

Basterebbero queste ulteriori parole di Bennato per esprimere quello che dovrebbero dare i giocatori sabato. Dare tutto, ricominciare da zero, del resto a guardarsi indietro ci si fa solo del male.

sabato 19 febbraio 2011

DOPO IL BIVIO CI VUOLE UNA SVOLTA

Generalmente quando incontri un bivio e lo superi, poi potresti decidere di svoltare. Il bivio bianconero della stagione è stato superato domenica scorsa con la vittoria sull'Inter. Una vittoria che ha dimostrato come la Juventus possa giocarsela con chiunque quando mette in campo la voglia e il carattere.

Domani a Lecce, ci vorranno le stesse armi, perchè una vittoria corrisponde alla svolta vera. Una svolta rappresentata dalla possibile terza vittoria consecutiva stagionale in campionato(cosa mai avvenuta in questa stagione). Una svolta che sarebbe rappresentata da una vittoria esterna contro una squadra che lotta per non retrocedere (cosa non avvenuta quest'anno), visti i pareggi con Brescia e Bologna e la sconfitta di Bari.

Probabilmente Gigi Del Neri, dovrebbe scegliere lo stesso undici schierato nell'ultima gara di campionato contro l'Inter con la variante di Martinez al posto di Krasic e Chiellini sempre terzino. Al serbo verranno riservati 45 minuti di riposto sperando poi di inserirlo nel secondo tempo, qualora la gara non seguisse la piega desiderata. I tifosi si aspettano una gara comunque tosta, ma il risultato deve essere pieno se si vuole continuare la corsa Champions.

mercoledì 9 febbraio 2011

DIMENTICARE CALCIOPOLI? SI A PATTO CHE...

Ieri abbiamo letto e ascoltato le parole di Buffon: "Basta guardare al passato, basta con Calciopoli. Io voglio guardare avanti, perché il passato è importante ma il futuro lo è ancora di più".

Parole importanti quelle del portierone bianconero e mai banali. Parole che vogliono quasi mettere un punto al passato per cominciare a guardare al futuro. Francamente, sportivamente parlando siamo d'accordo con Gigi, rivangare per un giocatore sempre Calciopoli non può che creare pericolosi alibi e influire sul rendimento della squadra, portando il pensiero a situazioni controproducenti. Però, se da un lato, quello delle competizioni, può essere capito, l'altro lato, quello della giustizia e quello della verità non può essere ignorato. I tifosi, devono continuare a lottare per portare alla luce la verità. La Juventus deve continuare a chiedere la restituzione di quegli scudetti in quanto vinti sul campo e non semplici figurine dell'almanacco. I tifosi che chiedono questo non si devono sentire come dei mendicanti, ma come persone che vogliono solo giustizia.

Insomma, la posizione del mondo bianconero deve essere una sola. Calciopoli esisterà fino a quando lo scudetto numero 28 e 29 non torneranno al legittimo proprietario, cioè la Juventus. Fino a quando una società che è arrivata terza continuerà a vantarsi di quel titolo invocando non si sa quali canoni di onestà (prontamente smentiti dai fatti), Calciopoli esisterà.

Se qualcuno vuol smettere che si parli di Calciopoli cominci con il restituire lo scudetto conteso, in quanto non vinto. Lo restituisca alla federazione e si tolga dalla contesa. In quel caso poi la palla passerebbe alla Juventus e alla sua capacità di dimostrare che la situazione del 2006 era di sistema e non una cupola, ma almeno un passo sarebbe fatto.

Buffon ha ragione, quindi, dal lato di campo Calciopoli è finita, ma dal lato umano, per i tifosi bianconeri, Calciopoli finirà solo quando gli scudetti torneranno a chi li ha vinti sul campo e non tramite la lunga mano di qualche amichetto di quartiere.

domenica 30 gennaio 2011

Andrea devi lottare per la gestione individuale dei diritti tv

Si stanno svegliando.... piano piano si stanno svegliando e accorgendo che il mondo del pallone cambia, esiste la globalizzazione e non si deve più coltivare l'orticello per essere felici.

La legge definita "diritti tv collettivi" sulla suddivisione dei diritti, applicata seguendo il modello inglese è stata un "grande errore". Ormai è chiaro e semplice. L'ingerenza della politica di allora e in particolare della commissione guidata dal Ministro Melandri sembra non essere stata, a nostro avviso, così brava da trovare la soluzione migliore.

Perchè? Primo perchè l'Inghilterra è un pease diverso con ricavi proporzionati tra botteghino, merchandising e con una tifoseria molto localizzata. L'aver privato in Italia alcune grosse società di ricavi del 10% circa ne ha limitato le risorse, limitando anche il mercato e a cascata anche i ricavi delle piccole società.

Prima la Juventus investiva 100, ora è costretta a investire 70 perchè dai diritti tv prende meno. Ne consegue che investe di meno anche sul mercato domestico e squadre che una volta erano fucina ne risentono a cascata.

Già ieri Andrea Agnelli ha parlato di diminuzione dei ricavi in seguito alla nuova direttiva dei diritti tv. Noi ci chiediamo, non è possibile tornare ai diritti individuali? Non è meglio che chi genera lo spettacolo venga retribuito secondo i parametri che gli competono?

Questa diminuzione dei ricavi ha anche avuto riflessi sulla competitività delle squadre italiane in Europa.

Oltre a questo c'è anche la situazione di Dalhia tv che è sull'orlo del precipizio. Insomma, a noi sembrerebbe molto più utile tornare alla gestione individuale dove la regola di mercato fa la legge e dove viene garantita una mutualità di partecipazione, magari presa dal 10% dei ricavi di ciascuno e ripartita poi in parti uguali. Bisognerebbe poi capire i criteri attuali di spartizione dei diritti, tra bacini di utenza e meriti sportivi. Insomma, parametri che hanno secondo noi una volatilità troppo alta. Riteniamo giusto che per esempio il Palermo prenda la cifra corretta per il suo valore e per l'apporto che i suoi tifosi portano come ricavo alle tv e così tutte le squadre. In questo momento di difficoltà la mutualità vale fino ad un certo punto, perchè poi i risultati in Europa sono sotto gli occhi di tutti.

Se Andrea Agnelli vuole aumentare i ricavi dovrebbe iniziare con Milan e Inter questa volta una lotta proprio da qui affinchè i ricavi siano proporzionali e dettati dal valore che solo Sky, Mediaset e le altre emittenti possono dare a un prodotto, che vale in quanto ci sono le stars che sono Milan, Inter, Juventus, Napoli, Roma e che vanno retribuite secondo le regole di mercato e non secondo le regole della mutualità. Garantendo risorse adeguate si avrebbe competitività in Europa adeguata. In caso contrario, spartizione, gran confusione, campionato di basso livello e figure "barbine" in Europa.

lunedì 3 gennaio 2011

DOMINO MACHEDA?

Macheda che arriva, partirà Pazzini? Nella giornata di ieri la Sampdoria ha definito l'acquisto in prestito di Federico Macheda. Il giovane attaccante dell'under 21 del Manchester United si trasferirà a Genova con la formula del prestito secco. Il Manchester tiene molto al giocatore e ha deciso di non farlo partire nemmeno in comproprietà ritenendolo un giocatore importante per il futuro.

Il procuratore Giovanni Bia, ieri ha confermato il tutto: "La Sampdoria? Manca solo l'ufficialità da parte del Manchester e la controfirma dei documenti, aspettiamo solo la formalità dello scambio dei fax. Ferguson dice che ha tutte le qualità per diventare tra i primi 10 giocatori d'Europa e solitamente non sbaglia".
L'arrivo di Macheda potrebbe aprire nuovi scenari blucerchiati. Il giocatore è giovane e ambizioso e qualora il prestito fosse più lungo di sei mesi siamo sicuri che la partenza di Pazzini sarebbe assicurata.

Per gennaio difficile ma non impossibile che Pazzini si muova, del resto tutti ricordano che nell'ultimo giorno di mercato l'offensiva bianconera fu pressante. I tifosi bianconeri ritengono l'ariete blucerchiato l'unica soluzione italiana possibile, con lui Delneri avrebbe il giocatore dei sogni. Si avvereranno?

giovedì 11 novembre 2010

TASTIERA VELENOSA: "CARO GARRONE....ASCOLTA QUI... ALTRO CHE MOGGIOPOLI..."

Per chi è un attento lettore, ieri non saranno passate le parole del presidente della Sampdoria Garrone: "Se i calciatori vogliono fare lo sciopero lo facciano pure, ma questa sarebbe un'altra vergogna del calcio italiano come Moggiopoli".

Non sono passate inosservate per due motivi oppostI: riteniamo giusto che Garrone dica che uno sciopero dei calciatore non sarebbe una cosa giusta, vista la situazione "favorevole" di alcuni calciatori. Secondo noi i tifosi non sono pronti a uno sciopero dei calciatori Il dibattito è molto serio e vede da una parte Lega Calcio e società e dall'altro l'associazione. I motivi del contendere sono tanti. I punti più spinosi sono otto, tra cui uno innovativo: a parità di stipendio, i giocatori non potranno rifiutare di essere ceduti in un'altra squadra, Il dibattito su questo punto è importante: è giusto tutelare la società o il calciatore. E' giusto tutelare chi paga il calciatore o evitare che il calciatore sia un pacco postale spostato di qua e di la. Non facile come dibattito. Sicuramente i calciatori, che prendono cifre importanti sono "privilegiati", rispetto ad altri, ma è giusto anche tutelarli. Egoisticamente, dispiace che chi ne va di mezzo, siano sempre i tifosi. Altro punto cardine riguarda il discorso fisso e variabile. Le società vogliono un fisso, poi il resto a rendimento: anche qui grandi dibattiti, ma in questo caso direi che vige la legge di mercato. Puntare ad obiettivi di gruppo può aiutare a responsabilizzare i giocatori e la squadra no? Si avrebbero meno fallimenti.

Se dal punto di vista dello sciopero, riteniamo l'opinione di Garrone un punto di vista, non accettiamo la frase su Calciopoli o meglio come la definisce lui "Moggiopoli".

Evidentemente Garrone in questo periodo è stato troppo concentrato sul caso Cassano e non ha seguito gli esiti delle udienze di Calciopoli, in ogni caso non c'è problema, la redazione di Tuttojuve è disposta a fargli gratuitamente un riassuntino molto chiaro.

Primo: nessun testimone ha confermato l'esistenza di sorteggi truccati. Secondo: non sta risultando l'esistenza di alcuna cupola. Terzo: non sono state trovate partite truccate. In pratica manca la pistola fumante. Aggiungiamo che tutti i testimoni non hanno confermato quanto avevano sostenuto negli interrogatori iniziali. Terminerei con un "piaccia o non piaccia" l'accusa non ne sta uscendo benissimo, con un'indagine che appare organizzata a senso unico.

Visto che Garrone non è stato informato gli consiglierei di ascoltare questa telefonata...prima di Inter-Sampdoria...ricordando che in quel campionato la Sampdoria di Novellino arrivò proprio dietro all'Inter.

Forse Garrone dovrebbe cambiare obiettivo ? Parlerebbe ancora di Moggipoli?

Secondo me no....e secondo voi?



GUARDA I DATI DEL PRIMA E POST TELEFONATA

venerdì 29 ottobre 2010

TASTIERA VELENOSA: LA CLAMOROSA PERDITA DELLA MEMORIA

Abbiamo ascoltato le parole di Moratti di ieri e per quanti hanno visto Speciale Mercato su Sportitalia l’abbiamo già detto durante la trasmissione condotta da Michele Criscitiello, “Qualcuno in casa nerazzurra ha perso la memoria”.
Affermare che la Juventus dovrebbe restituire due scudetti (1998 e 2002), rappresenta un falso storico e soprattutto mette sullo stesso piano pizza e fichi.
La Juventus, fino a prova contraria i due scudetti che reclama li ha vinti in nome di maggior gol fatti, subiti e punti. Purtroppo per Moratti non ci sono classifiche che vedono un’Inter prima nei campionati 1998 e 2002 e non ci sono asterischi e prove di colpevolezza della Juventus in quei campionati, mentre a Napoli stanno emergendo prove a discolpa della Juventus per i campionati 2005 e 2006.
Sullo sponda nerazzurra dovrebbero essere molto più attenti, a mio avviso, a rivangare il passato, perché potrebbe aprirsi una Pandora autodistruttiva.
Oggi vogliamo essere buoni (parlando di un solo caso) e portiamo a completezza del discorso di ieri alcuni elementi che sono prove e non teorie di quanto detto sopra.
Nel 1997 per sette miliardi l’Inter acquista dal Nacional di Montevideo Alvaro Recoba che dopo una stagione interlocutoria va a Venezia dove esplode. L’anno dopo dovrebbe tornare a Milano, ma c’è un problemino, Recoba è extracomunitario e la rosa dell’Inter ne conta già cinque (Simic, Jugovic, Ronaldo, Cordoba e Mutu). Dal 1997 si era cercato di trovargli un avo italiano, senza risultati, ma il 12 settembre 1999, Recoba ottiene il passaporto comunitario. Nel 2001 l’Inter viene ufficialmente coinvolta in “Passaportopoli”, quando il pm di Udine, Paolo Alessio Vernì, ordina un’ispezione nella sede della società e nell’abitazione milanese di Recoba in quanto il suo passaporto risulta contraffatto.
Dopo attente indagini la vicenda si conclude con quanto segue, notizia Ansa: “Recoba e Oriali hanno patteggiato sei mesi di reclusione, sostituiti con una multa di 21.420 euro, per concorso in falso e ricettazione. La richiesta di patteggiamento e' stata accolta dal Gip del Tribunale di Udine. I patteggiamenti sono stati definiti nell'ambito dell'inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che invece, nella realta', non avevano antenati in Europa. Nell'inchiesta, divisa in vari filoni, sono coinvolte 31 persone, fra le quali 12 calciatori”.
Secondo i regolamenti l'Inter dovrebbe essere sconfitta a tavolino ed essere sanzionata di un punto per ogni partita in cui ha schierato Recoba come comunitario, come detto ieri, il totale sarebbe di 56 punti.
Ricordiamo che per una medesima attività in Francia hanno penalizzato delle squadre e in Spagna sono sospesi dei giocatori.
Detto questo, nessuno qui chiede la retrocessione dell’Inter, si vuole solo far notare come le regole siano state violate perché giocare per x partite con un giocatore che non poteva giocare è violare le regole una violazione paragonabile a quella di giocare con un giocatore squalificato, molto più pesante e molto più certa di certe illazioni su partite truccate o presunti aiuti arbitrali. Qui siamo alla certezza contro il presunto.
E’ importante, quindi, quando si parla, avere un occhio sempre aperto al passato e a quanto fatto considerando anche errori societari commessi.
Purtroppo la stampa non si ricorda e non vuole ricordare certi episodi che come sempre, sono passati come "minori" quando "minori" non sono. Dalla sponda interista, prima di parlare del campionato 2002, dovrebbero forse ricordarsi che a quel campionato avrebbbero anche potuto non partecipare…

GUARDA IL VIDEO DEL DIBATTITO
http://www.youtube.com/watch?v=mltHzBxvYs4