Seguimi su Twitter
tuttojuve
Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
Visualizzazione post con etichetta calciopoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calciopoli. Mostra tutti i post
mercoledì 13 luglio 2011
REVOCA SCUDETTO: LA MISTERIOSA MEDIA PUNTI NERAZZURRA E IL REGALINO...
Qualche anno fa un cantante di nome Drupi aveva scritto una canzone che faceva: "Regalami un sorriso per i miei giorni tristi per quando fara' buio se tu non ci sarai regalami se vuoi i giochi della sera....."
Chissà se Guido Rossi ci ha pensato quando ha regalato il titolo, definito, cartonato, all'Inter nel lontano 2006. Chissà se oggi si sta pentendo alla luce dei fatti emersi di quella decisione. Quel parere dei saggi non è poi stato così "saggio". Oggi come oggi i tifosi bianconeri oggi vorrebbero anche loro che qualcuno "gli regalasse un sorriso" e quel sorriso glielo può regalare la Federazione Italia Gioco Calcio, decidendo di togliere lo scudetto dal petto di chi non l'ha mai vinto sul campo, ma solo in segreteria e pure senza meriti.
In ogni caso, qualora qualcuno avesse dei dubbi sul togliere lo scudetto all'Inter vi segnaliamo un curioso caso frutto di statistica e analisi numerica, che già in passato avevamo evidenziato ma che costituisce la ragione numero 6 e 7 per cui lo scudetto va revocato assolutamente.
Ci siamo basati sulle parole dell'ex-designatore in alcune intercettazioni che parlando con Facchetti dice che l'Inter in quel campionato non aveva a dicembre una classifica consona, "una situazione che vorrei proprio anch'io aiutarvi a raddrizzare".
Andatevi a vedere la media punti pre e post telefonata in cui si parla di regalino (parole di Facchetti) anche se Bergamo dice di non averlo ritirato e guardate che differenza c'e'.
Se l'Inter avesse mantenuto la media punti di 1,5 per 38 partite avrebbe chiuso il campionato a 57 punti e non sarebbe nememno andata in Champions League...la media dopo la telefonata passa incredibilmente a 2,18
Semplice caso? Semplice cavalcata post panettone? Aspettiamo risposte concrete dai soloni accusatori della Juventus.
Ci chiediamo se qualcuno al processo o in federazione puo' spiegare questi numeri e questi fatti... eh si questi sono fatti e non SUPPOSIZIONI, come le teorie dell'accusa in cui gli arbitri presunti amici di Moggi facevano fare meno punti alla Juventus di quelli individuati come nemici. Qui la matematica parla chiaro e purtroppo per qualcuno non è un'opinione.
Pre regalo punti 24 in 16 partite, media 1,51
1a andata Chievo - Inter 2 - 2 punti 1
2a andata Inter - Palermo 1 - 1 punti 1
3a andata Atalanta - Inter 2 - 3 punti 3
4a andata Inter - Parma 2 - 2 punti 1
5a andata Roma - Inter 3 - 3 punti 1
6a andata Inter - Udinese 3 - 1 punti 3
7a andata Milan - Inter 0 - 0 punti 1
8a andata Lecce - Inter 2 - 2 punti 1
9a andata Inter - Lazio 1 - 1 punti 1
10a andata Fiorentina - Inter 1 - 1 punti 1
11a andata Inter - Bologna 2 - 2 punti 1
12a andata Cagliari - Inter 3 - 3 punti 1
13a andata Inter - Juventus 2 - 2 punti 1
14a andata Inter - Messina 5 - 0 punti 3
15a andata Siena - Inter 2 - 2 punti 1
16a andata Inter - Brescia 1 - 0 punti 3
Post regalo Partite 22. punti 48, media punti 2,18
17a andata Livorno - Inter 0 - 2 punti 3
18a andata Inter - Sampdoria 3 - 2 punti 3
19a andata Reggina - Inter 0 - 0 punti 1
1a ritorno Inter - Chievo 1 - 1 punti 1
2a ritorno Palermo - Inter 0 - 2 punti 3
3a ritorno Inter - Atalanta 1 - 0 punti 3
4a ritorno Parma - Inter 2 - 2 punti 1
5a ritorno Inter - Roma 2 - 0 punti 3
6a ritorno Udinese - Inter 1 - 1 punti 1
7a ritorno Inter - Milan 0 - 1 punti 0
8a ritorno Inter - Lecce 2 - 1 punti 3
9a ritorno Lazio - Inter 1 - 1 punti 1
10a ritorno Inter - Fiorentina 3 - 2 punti 3
11a ritorno Bologna - Inter 0 - 1 punti 3
12a ritorno Inter - Cagliari 2 - 0 punti 3
13a ritorno Juventus - Inter 0 - 1 punti 3
14a ritorno Messina - Inter 2 - 1 punti 0
15a ritorno Inter - Siena 2 - 0 punti 3
16a ritorno Brescia - Inter 0 - 3 punti 3
17a ritorno Inter - Livorno 1 - 0 punti 3
18a ritorno Sampdoria - Inter 0 - 1 punti 3
19a ritorno Inter - Reggina 0 - 0 punti 1
Etichette:
calciopoli,
Facchetti,
Inter,
moratti
mercoledì 6 luglio 2011
REVOCARE LO SCUDETTO ALL'INTER: ECCO LA SECONDA RAGIONE
Vi avevamo promesso dieci ragioni e dieci ragioni saranno. Da qui al 18 luglio elencheremo in modo esaustivo le dieci ragioni per cui lo scudetto all'Inter va revocato. Lunedì le motivazioni del procuratore Palazzi sull'esposto bianconero sono state svelate e sono accuse molto pesanti. Ieri abbiamo parlato del famoso "processo breve" e di come si possa tranquillamente mandare la Juventus in B in due settimane e non rispondere a un esposto in un anno. Sicuramente la lentezza ha condizionato tutte le ultime decisioni della giustizia sportiva, ma non è stata l'unica caratteristica.
Il secondo elemento che ci pone interrogativi, molto pesanti è: dove erano finite le telefonate che sono state portate alla luce da Luciano Moggi e dai suoi avvocati? Una telefonata come quella di Moratti e Bergamo per gli auguri di Natale del 2004 evidenzia un rapporto esclusivo e diretto tra i due, dello stesso tenore di quelli che hanno avuto gli altri imputati di Calciopoli. Le intercettazioni erano state disposte dai due pm napoletani Beatrice e Narducci, e nonostante fossero state effettuate da loro, inspiegabilmente, non si è mai trovato traccia nell'inchiesta penale e nemmeno nell'inchiesta sportiva e solo lo spoglio certosino della difesa di Luciano Moggi le ha portate alla luce. Comiche poi le parole del procuratore: "Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo...".
I fatti, purtroppo per qualcuno ora sono diversi, ma noi lo sapevamo già. Bergamo non mentiva quando diceva che parlava con tutti e quelle telefonate esistevano veramente. Perchè non sono ascoltate e trascritte dalla procura? Ci chiediamo anche perchè la procura non si è ancora mossa dopo le clamorose rivelazioni dell'ex arbitro Nucini che in teoria hanno inguaiato e non poco l'Inter. Costituiscono l'unica e sola ammissione sotto giuramento di un arbitro in attività di aver avuto incontri e colloqui di lavoro con esponenti di una società. Era lecito? Queste le parole di Nucini: "Dopo aver saputo che il figlio di Facchetti ha reso dichiarazioni sul rapporto tra Giacinto e me ho deciso di raccontare fino in fondo la realtà dei fatti. Purtroppo non mi sono state fatte domande... Ho incontrato Facchetti innumerevoli volte a Bergamo, con un rapporto stretto e confidenziale dall'estate 2002. Io non ho fatto realmente parte di detta organizzazione".
E' lecito e etico avere un informatore all'interno della classe arbitrale?
Purtroppo non siamo minimamente d'accordo con il ministro della Difesa Ignazio La Russa che dovrebbe essere ministro della difesa nazionale, non della difesa solo dell'Inter. Capiamo la sue parole di difesa verso Facchetti, ma la domanda è: dove erano finite queste telefonate? Le sue parole sull'anti-interismo poi non sono accettabili. Il calcio italiano è andato avanti per anti con il sentimento anti-juventino e Calciopoli ne è la prova.... Inaccettabili come le parole su Palazzi, non esiste la giustizia ad personam che va bene nel 2006 e non va bene adesso.
Lo scudetto andrebbe revocato, semplicemente perchè l'Inter non l'ha vinto.... Domani vi spiegheremo la terza ragione.
Il secondo elemento che ci pone interrogativi, molto pesanti è: dove erano finite le telefonate che sono state portate alla luce da Luciano Moggi e dai suoi avvocati? Una telefonata come quella di Moratti e Bergamo per gli auguri di Natale del 2004 evidenzia un rapporto esclusivo e diretto tra i due, dello stesso tenore di quelli che hanno avuto gli altri imputati di Calciopoli. Le intercettazioni erano state disposte dai due pm napoletani Beatrice e Narducci, e nonostante fossero state effettuate da loro, inspiegabilmente, non si è mai trovato traccia nell'inchiesta penale e nemmeno nell'inchiesta sportiva e solo lo spoglio certosino della difesa di Luciano Moggi le ha portate alla luce. Comiche poi le parole del procuratore: "Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo...".
I fatti, purtroppo per qualcuno ora sono diversi, ma noi lo sapevamo già. Bergamo non mentiva quando diceva che parlava con tutti e quelle telefonate esistevano veramente. Perchè non sono ascoltate e trascritte dalla procura? Ci chiediamo anche perchè la procura non si è ancora mossa dopo le clamorose rivelazioni dell'ex arbitro Nucini che in teoria hanno inguaiato e non poco l'Inter. Costituiscono l'unica e sola ammissione sotto giuramento di un arbitro in attività di aver avuto incontri e colloqui di lavoro con esponenti di una società. Era lecito? Queste le parole di Nucini: "Dopo aver saputo che il figlio di Facchetti ha reso dichiarazioni sul rapporto tra Giacinto e me ho deciso di raccontare fino in fondo la realtà dei fatti. Purtroppo non mi sono state fatte domande... Ho incontrato Facchetti innumerevoli volte a Bergamo, con un rapporto stretto e confidenziale dall'estate 2002. Io non ho fatto realmente parte di detta organizzazione".
E' lecito e etico avere un informatore all'interno della classe arbitrale?
Purtroppo non siamo minimamente d'accordo con il ministro della Difesa Ignazio La Russa che dovrebbe essere ministro della difesa nazionale, non della difesa solo dell'Inter. Capiamo la sue parole di difesa verso Facchetti, ma la domanda è: dove erano finite queste telefonate? Le sue parole sull'anti-interismo poi non sono accettabili. Il calcio italiano è andato avanti per anti con il sentimento anti-juventino e Calciopoli ne è la prova.... Inaccettabili come le parole su Palazzi, non esiste la giustizia ad personam che va bene nel 2006 e non va bene adesso.
Lo scudetto andrebbe revocato, semplicemente perchè l'Inter non l'ha vinto.... Domani vi spiegheremo la terza ragione.
martedì 5 luglio 2011
REVOCA SCUDETTO 2006: ECCO LA PRIMA RAGIONE
Palazzi, procuratore della Federazione ieri ha svelato le sue motivazioni. Noi non avevamo dubbi che il comportamento dell'Inter fosse identico a quello di tutti gli altri. Proprio per questo continuiamo nella nostra analisi puntuale e precisa dandovi una dopo l'altra le dieci motivazioni per cui lo scudetto all'Inter, va revocato.
1- Processo incompleto: in due settimane non si è capito il quadro corretto. Un punto molto chiaro che cinque anni di processo hanno prontamente smentito. Come si fanno a condensare 200,000 telefonate in due settimane? Questo noi non l'abbiamo mai capito, ma ora è chiaro, si sono chiaramente trascurati dei pezzi e ieri abbiamo capito quanti e quali. Un processo, istruito ad olorogeria su fatti risalenti della stagione agonistica precedente. Dopo cinque anni ci chiediamo come e quali prove ci sono dal punto di vista giuridico, E' incredibile come la facoltà della difesa di ciascun soggetto imputato sia stata azzerata, con la scusa che i tempi andavano accelerati e ora le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Un elemento da ieri appare poi chiaro: chi sembrava uscirne totalmente estraneo: Roma e Inter, appaiono coinvolte. La prima per il suo allenatore (ruolo da definire) e la seconda con gravissime violazioni, trascurando poi i presunti colloqui di lavoro con arbitri in attività.
Ora il quadro è corretto: tutti parlavano con tutti. Non sappiamo se questo sia lecito o meno, ma quanto meno sappiamo che il risultato finale è stato quello corretto: la Juventus ha sempre vinto sul campo. Riportiamo, quindi due dichiarazioni chiave di imputati della presunta Cupola che non esiste. Del resto come si può pensare che De Santis favorisse la Juventus se la Juventus ha fatto meno punti con l'arbitro di Tivoli che con altri arbitri?: "Alla luce di alcuni riscontri che allora la giustizia sportiva non volle fare, oggi viene fuori che ad esempio tra me e Moggi non c'è stata nessuna intercettazione. Chi mi ha distrutto è stata la Figc, con un processo sportivo da vergogna".
Citiamo infine Bergamo, parole che alla luce dei fatti di oggi, sono una pericolsa ammissione che dovrebbe far riflettere:"Ribadirò che parlavo con tutti (club e dirigenti di Serie A, ndr) perché la Federcalcio ci aveva detto di tenere contatti con tutti e noi lo facevamo con il massimo della disponibilità "."Sono qui spinto dallo spirito di collaborazione per fare luce vera su quanto è successo".
1- Processo incompleto: in due settimane non si è capito il quadro corretto. Un punto molto chiaro che cinque anni di processo hanno prontamente smentito. Come si fanno a condensare 200,000 telefonate in due settimane? Questo noi non l'abbiamo mai capito, ma ora è chiaro, si sono chiaramente trascurati dei pezzi e ieri abbiamo capito quanti e quali. Un processo, istruito ad olorogeria su fatti risalenti della stagione agonistica precedente. Dopo cinque anni ci chiediamo come e quali prove ci sono dal punto di vista giuridico, E' incredibile come la facoltà della difesa di ciascun soggetto imputato sia stata azzerata, con la scusa che i tempi andavano accelerati e ora le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Un elemento da ieri appare poi chiaro: chi sembrava uscirne totalmente estraneo: Roma e Inter, appaiono coinvolte. La prima per il suo allenatore (ruolo da definire) e la seconda con gravissime violazioni, trascurando poi i presunti colloqui di lavoro con arbitri in attività.
Ora il quadro è corretto: tutti parlavano con tutti. Non sappiamo se questo sia lecito o meno, ma quanto meno sappiamo che il risultato finale è stato quello corretto: la Juventus ha sempre vinto sul campo. Riportiamo, quindi due dichiarazioni chiave di imputati della presunta Cupola che non esiste. Del resto come si può pensare che De Santis favorisse la Juventus se la Juventus ha fatto meno punti con l'arbitro di Tivoli che con altri arbitri?: "Alla luce di alcuni riscontri che allora la giustizia sportiva non volle fare, oggi viene fuori che ad esempio tra me e Moggi non c'è stata nessuna intercettazione. Chi mi ha distrutto è stata la Figc, con un processo sportivo da vergogna".
Citiamo infine Bergamo, parole che alla luce dei fatti di oggi, sono una pericolsa ammissione che dovrebbe far riflettere:"Ribadirò che parlavo con tutti (club e dirigenti di Serie A, ndr) perché la Federcalcio ci aveva detto di tenere contatti con tutti e noi lo facevamo con il massimo della disponibilità "."Sono qui spinto dallo spirito di collaborazione per fare luce vera su quanto è successo".
sabato 18 giugno 2011
TASTIERA VELENOSA: E' TORNATA L'INTER...
In attesa di rivedere la vera Juve (quella che vince e non quella che arriva settima), notiamo con piacere che sta tornando una squadra che ci mancava da troppo tempo, ovvero la beneamata da tutti i tifosi... l'Inter, quella pre 2006, quella dei tanti acquisti e dei mille allenatori, insomma l'Inter di Moratti, che nel periodo post Calciopoli era diventata un'altra cosa, anche se i motivi li conosciamo tutti.
In questi giorni abbiamo assistito da spettatori alquanto divertiti alla pantomima nerazzurra. Da un lato la volontà di Leonardo di cambiare aria e dall'altra la volontà dell'Inter di trovare un allenatore. Tanti nomi veri e presunti, tutti molti divertenti: dai rifiuti di Bielsa, ai si senza condizioni di Delio Rossi, Gasperini, fino all'opzione Mihajlovic e vedremo in questo caso cosa farà Della Valle (zerbino o meno).
Se l'allenatore è un punto interrogativo (molto divertente) lo è ancora di più leggere della fedeltà dei giocatori. Gli eroi di due anni fa sono pronti tutti o quasi a partire per altri lidi per il Dio denaro, alla faccia della fedeltà... Snejider e Eto'o per l'Inghilterra, Nagatomo in Francia e addirittura Lucio in Spagna. Tante, troppe voce per non infastidire il presidente Moratti, che se Palazzi si svegliasse dal torpore dovrebbe anche digerire la restituzione di uno scudetto.
In ogni caso, musica per i tifosi della Juventus, che rivedono in cotanta confusione l'Inter pre 2006, che sia finito il periodo d'oro nerazzurro? I tifosi bianconeri non possono fare altro che sperarlo... a meno che arrivi un altro scandalo...
In questi giorni abbiamo assistito da spettatori alquanto divertiti alla pantomima nerazzurra. Da un lato la volontà di Leonardo di cambiare aria e dall'altra la volontà dell'Inter di trovare un allenatore. Tanti nomi veri e presunti, tutti molti divertenti: dai rifiuti di Bielsa, ai si senza condizioni di Delio Rossi, Gasperini, fino all'opzione Mihajlovic e vedremo in questo caso cosa farà Della Valle (zerbino o meno).
Se l'allenatore è un punto interrogativo (molto divertente) lo è ancora di più leggere della fedeltà dei giocatori. Gli eroi di due anni fa sono pronti tutti o quasi a partire per altri lidi per il Dio denaro, alla faccia della fedeltà... Snejider e Eto'o per l'Inghilterra, Nagatomo in Francia e addirittura Lucio in Spagna. Tante, troppe voce per non infastidire il presidente Moratti, che se Palazzi si svegliasse dal torpore dovrebbe anche digerire la restituzione di uno scudetto.
In ogni caso, musica per i tifosi della Juventus, che rivedono in cotanta confusione l'Inter pre 2006, che sia finito il periodo d'oro nerazzurro? I tifosi bianconeri non possono fare altro che sperarlo... a meno che arrivi un altro scandalo...
Etichette:
Benitez,
calciopoli,
farsopoli,
LEONARDO,
moratti
mercoledì 15 giugno 2011
TASTIERA VELENOSA: RADIATECI E RADIATELI TUTTI
Hanno radiato Moggi e forse per qualcuno non è una novità. E' una novità per quanti credevano o credono ancora che nel mondo sportivo ci possa essere equilibrio. Eh si, mancanza di equilibrio, mancanza di coerenza, mancanza di tante cose. Radiare Moggi equivale per la Federazione negare tutto quanto abbiamo visto e letto dal 2006 in avanti, fermare l'orologio al 2006 e basta.Che non ci piaccia questa decisione è palese, una decisione forte, che purtroppo non abbiamo visto in tanti e troppi casi. Se si radia Moggi, allora, come lui si dovrebbero radiare tanti dirigenti che abbiamo visto citati e di cui abbiamo letto le intercettazioni. Se si vuole fare un repulisti lo accettiamo ma andrebbe fatto per tutti o per nessuno.
Riportiamo il commento dell'avvocato Prioreschi, autore di una memoria difensiva che ci aveva appassionato: "La decisione è stata scritta il 3 marzo quando è stata creata una norma ad uso e consumo della FIGC che rivendicano un risarcimento economico nei confronti di Moggi.Ovviamente impugneremo la sentenza che è rimasta al 2006".
Purtroppo la giustizia a due velocità conferma di essere tale. Radiateli tutti e soprattutto radiate anche noi. Radiate tutti i tifosi bianconeri dal calcio, mandateli altrove perchè la vostra lentezza sull'esposto, che sappiamo già come andrà a finire, è una chiara ammissione.Ci piacerebbe chiedere alla Federazione se ci prova gusto a tenere questi comportamenti, a non considerare e tenere nel cassetto denunce come quelle di Quadrini e a non accorgersi che alcuni arbitri lavorano per una società di scommesse.
E' chiaro che siamo molto delusi, ma questo non vuole dire che molleremo il colpo, radiateci tutti, siamo qui, aspettiamo la vostra comunicazione.
Riportiamo il commento dell'avvocato Prioreschi, autore di una memoria difensiva che ci aveva appassionato: "La decisione è stata scritta il 3 marzo quando è stata creata una norma ad uso e consumo della FIGC che rivendicano un risarcimento economico nei confronti di Moggi.Ovviamente impugneremo la sentenza che è rimasta al 2006".
Purtroppo la giustizia a due velocità conferma di essere tale. Radiateli tutti e soprattutto radiate anche noi. Radiate tutti i tifosi bianconeri dal calcio, mandateli altrove perchè la vostra lentezza sull'esposto, che sappiamo già come andrà a finire, è una chiara ammissione.Ci piacerebbe chiedere alla Federazione se ci prova gusto a tenere questi comportamenti, a non considerare e tenere nel cassetto denunce come quelle di Quadrini e a non accorgersi che alcuni arbitri lavorano per una società di scommesse.
E' chiaro che siamo molto delusi, ma questo non vuole dire che molleremo il colpo, radiateci tutti, siamo qui, aspettiamo la vostra comunicazione.
Etichette:
abete,
calcio,
calciopoli,
FARSOLPOLI,
FIGC,
LUCIANO MOGGI,
PALAZZI,
SCOMMESSOPOLI
venerdì 27 maggio 2011
TASTIERA VELENOSA: IL SILENZIO NON SI COMPRA, ALMENO IL NOSTRO
Zitti, zitti, il silenzio è d'oro, recitava una canzone di qualche anno fa. Forse questa canzone può valere per qualcuno che vorrebbe che non si parlasse più di Farsopoli. Qualcuno che vorrebbe che calasse il sipario su arbitri, su partite su accuse, su telefonate. Forse quel Qualcuno vorrebbe che uccisa la Juventus, Quella Juventus...con la Q maiuscola si tornasse alla normalità e tutto ricominciasse come prima, tanto l'avversario è stato fatto fuori.
Purtroppo non ci stiamo, non siamo nell'ottica di mettere la polvere sotto il tappeto. Ci dispiace, ma il tappeto lo alziamo con tutta la polvere del caso, perchè quella squadra, quelle vittorie, quelle partite sono parte della storia bianconera. Quella Juventus vale tanto come questa e non ci stiamo a dimenticarla. Farsopoli e rinnegare quella squadra sarebbe come rinnegare alcune delle pagine più belle della storia bianconera. Ci dispiace, ma affermare che gli scudetti 28 e 29 non sono stati vinti sul campo sarebbe come dire delle bugie e negare a noi stessi la verità e negarla anche ai piccoli bianconeri che stanno crescendo.
Moratti, ieri ha detto:"Per quanto riguarda le richieste della Juventus, non è la cosa per quello che è a darmi fastidio, ma la continuità con la quale si parla di questa cosa, senza respiro. Se anch'io ho la stessa attesa che hanno i bianconeri? No, perché continuo a sostenere quello che sostengo da sempre. Lo trovo talmente lapalissiano che può nascere del fastidio da questa richiesta continua e alla fine ti abitui a questa situazione".
Ci meravigliamo che Moratti trovi queste cose lapalissiane. Noi troviamo altre cose lapalissiane: come il passaporto di Recoba, le plusvalenze e tante... tante altre che sono molto più chiare di quelle che lui definisce così. Ma non lo diciamo solo a parole, siamo suffragati da fatti e numeri.
Qualcuno poi ci dovrà spiegare le parole riportate ieri da corriere.it dal pm di Milano Carlo Nocerino. Se la società nerazzurra «avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, l'equilibrio finanziario sarebbe saltato e, appunto, non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006».
L'Inter ha risposto per le rime a queste affermazioni, ma la domanda è una e una sola: perchè quando Narducci dice una cosa per i tifosi nerazzurri è legge (piaccia o non piaccia) e se un altro Pm come Nocerino, dice una cosa, questa cose non è vera. Se sono confutabili dovrebbe valere per entrambe...
Purtroppo per alcuni, il silenzio dovrebbe valere solo su alcune cose e non su altre... noi non ci stiamo e vogliamo lo stesso clamore sul processo Farsopoli che si è visto inizialmente, perchè si sta dimostrando inequivocabilmente una trama contro la Juventus.
Allo stesso modo, vogliamo gettare acqua sul fuoco sulle parole di Nocerino, perchè ognuno deve avere la possibilità di dire la sua. A differenza di Qualcun altro, diamo all'Inter la possibilità di replicare e discolparsi, cosa che purtroppo non è stata concessa alla Juventus e alla sua dirigenza....ma noi sappiamo che la presunzione di innocenza vale per tutti... purtroppo lo sappiamo solo noi.
Purtroppo non ci stiamo, non siamo nell'ottica di mettere la polvere sotto il tappeto. Ci dispiace, ma il tappeto lo alziamo con tutta la polvere del caso, perchè quella squadra, quelle vittorie, quelle partite sono parte della storia bianconera. Quella Juventus vale tanto come questa e non ci stiamo a dimenticarla. Farsopoli e rinnegare quella squadra sarebbe come rinnegare alcune delle pagine più belle della storia bianconera. Ci dispiace, ma affermare che gli scudetti 28 e 29 non sono stati vinti sul campo sarebbe come dire delle bugie e negare a noi stessi la verità e negarla anche ai piccoli bianconeri che stanno crescendo.
Moratti, ieri ha detto:"Per quanto riguarda le richieste della Juventus, non è la cosa per quello che è a darmi fastidio, ma la continuità con la quale si parla di questa cosa, senza respiro. Se anch'io ho la stessa attesa che hanno i bianconeri? No, perché continuo a sostenere quello che sostengo da sempre. Lo trovo talmente lapalissiano che può nascere del fastidio da questa richiesta continua e alla fine ti abitui a questa situazione".
Ci meravigliamo che Moratti trovi queste cose lapalissiane. Noi troviamo altre cose lapalissiane: come il passaporto di Recoba, le plusvalenze e tante... tante altre che sono molto più chiare di quelle che lui definisce così. Ma non lo diciamo solo a parole, siamo suffragati da fatti e numeri.
Qualcuno poi ci dovrà spiegare le parole riportate ieri da corriere.it dal pm di Milano Carlo Nocerino. Se la società nerazzurra «avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, l'equilibrio finanziario sarebbe saltato e, appunto, non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006».
L'Inter ha risposto per le rime a queste affermazioni, ma la domanda è una e una sola: perchè quando Narducci dice una cosa per i tifosi nerazzurri è legge (piaccia o non piaccia) e se un altro Pm come Nocerino, dice una cosa, questa cose non è vera. Se sono confutabili dovrebbe valere per entrambe...
Purtroppo per alcuni, il silenzio dovrebbe valere solo su alcune cose e non su altre... noi non ci stiamo e vogliamo lo stesso clamore sul processo Farsopoli che si è visto inizialmente, perchè si sta dimostrando inequivocabilmente una trama contro la Juventus.
Allo stesso modo, vogliamo gettare acqua sul fuoco sulle parole di Nocerino, perchè ognuno deve avere la possibilità di dire la sua. A differenza di Qualcun altro, diamo all'Inter la possibilità di replicare e discolparsi, cosa che purtroppo non è stata concessa alla Juventus e alla sua dirigenza....ma noi sappiamo che la presunzione di innocenza vale per tutti... purtroppo lo sappiamo solo noi.
lunedì 9 maggio 2011
TASTIERA VELENOSA: MORATTI LO VUOI IL PALLOTTOLIERE?

Ci dispiace parlare sempre dell'Inter, ma la matematica non è un'opinioni e soprattutto i cartonati rimangono cartonati. Ci dispiace perchè ci tocca parlare sempre o quasi di Massimo Moratti, che consideriamo un ottimo presidente, ambizioso, danaroso, spendaccione, ma purtroppo scarsino in matematica, forse.Le sue dichiarazioni di ieri, sembrerebbero confermare la nostra tesi: «ho immaginato il fastidio che hanno provato loro negli ultimi cinque anni, il Milan ha meritato di vincere perchè ha avuto continuità, ha evitato ingenuità e inoltre si è rinforzato molto quest'anno: insomma, è un successo giusto. Sugli scudetti veramente siamo 5-1...».
Come sarà arrivato a cinque consecutivi, tra i festeggiamenti, avrà incluso quelli del cartonato? Forse il carosello in casa sua con il trenino lo ricorda solo lui per lo scudetto 2006. Caro Moratti, gli scudetti consecutivi sono quattro,poche storie...
Poi ti chiedi perchè ai tifosi bianconeri non sei simpatico. Se ti metti in bacheca una cosa non tua e te ne vanti pure forse sei proprio fuori strada....Fuori strada come le successive parole su Capello: "Questo mette tutti al loro posto, Capello conferma quali erano le formazioni prima di Calciopoli e dopo Calciopoli".
Altre parole fuori luogo, a Moratti basta trovare un nuovo Guido Rossi e tutto tornerà come prima.... sbrigati altrimenti da 4-1, il prossimo anno ti troverai...4-2...in ogni caro caro Moratti ricorda che la bacheca e la storia dicono 29-17.....e senza Guidone.... saresti rimasto a 13 per molti e lunghi anni...
lunedì 7 marzo 2011
tastiera velenosa: qui non ride nessuno
Da ieri abbiamo ricevuto tantissime mail di protesta in seguito al fine partita di Juventus-Milan. Quella risata con tanto di abbracci tra Buffon e Gattuso non è andata giù a molti tifosi bianconeri.
Per Buffon i tifosi hanno come per Del Piero una vera e propria adorazione e vedere uno dei loro simboli ridere e scherzare a fine partita in un momento così delicato ha fatto male. Fosse stato un nuovo giocatore come Martinez o altri, l'avrebbero presa diversamente, ma la risata di Buffon ha lasciato un pò il segno.
Qui non ride nessuno. I tifosi bianconeri sono veramente avviliti. Non chiedono di vedere sempre musi lunghi, ma almeno di evitare sorrisi dopo la terza sconfitta consecutiva e dopo una prestazione non all'altezza. Va bene che l'Inter ad alcuni sta meno simpatica del Milan, ma ricordatevi tutti che il Milan non è una società amica. Detto questo qui nessuno vuole crocefiggere Buffon, un gesto istintivo e genuino ci può stare e poi Buffon rappresenta uno dei pochi simboli ancora rimasti. Sarebbe meglio, però, evitare certi atteggiamenti in pubblico, per rispetto di quei tifosi che in questo momento possono prendere queste risate come una presa in giro. Un momento duro da digerire per chi è andato in B (e non ci sono andati solo i giocatori ma anche i tifosi, ricordatelo...) e ha visto qualcun altro che viene abbracciato vincere una Champions. Per chi ha visto smantellata la propria squadra e un'altra con le stesse telefonate pagare solo una piccola multa, non ci sono molti abbracci. Insomma, prima di fraternizzare, pensiamoci bene, perchè dai nemici mi guardo io ma dagli amici, mi guardi.... qualcun altro.
Per Buffon i tifosi hanno come per Del Piero una vera e propria adorazione e vedere uno dei loro simboli ridere e scherzare a fine partita in un momento così delicato ha fatto male. Fosse stato un nuovo giocatore come Martinez o altri, l'avrebbero presa diversamente, ma la risata di Buffon ha lasciato un pò il segno.
Qui non ride nessuno. I tifosi bianconeri sono veramente avviliti. Non chiedono di vedere sempre musi lunghi, ma almeno di evitare sorrisi dopo la terza sconfitta consecutiva e dopo una prestazione non all'altezza. Va bene che l'Inter ad alcuni sta meno simpatica del Milan, ma ricordatevi tutti che il Milan non è una società amica. Detto questo qui nessuno vuole crocefiggere Buffon, un gesto istintivo e genuino ci può stare e poi Buffon rappresenta uno dei pochi simboli ancora rimasti. Sarebbe meglio, però, evitare certi atteggiamenti in pubblico, per rispetto di quei tifosi che in questo momento possono prendere queste risate come una presa in giro. Un momento duro da digerire per chi è andato in B (e non ci sono andati solo i giocatori ma anche i tifosi, ricordatelo...) e ha visto qualcun altro che viene abbracciato vincere una Champions. Per chi ha visto smantellata la propria squadra e un'altra con le stesse telefonate pagare solo una piccola multa, non ci sono molti abbracci. Insomma, prima di fraternizzare, pensiamoci bene, perchè dai nemici mi guardo io ma dagli amici, mi guardi.... qualcun altro.
sabato 5 marzo 2011
BATTERE IL MILAN...I TRE PUNTI LI TOGLIE QUALCUN ALTRO...
Quest'anno ne abbiamo sentite tante, veramente tante. E' innegabile che l'Inter non stia simpatica ai tifosi bianconeri. Se non altro perchè ha in bacheca un trofeo vinto dalla Juventus. Detto questo non è assolutamente vero che il Milan ci sia simpatico. Il Milan non ci sarà antipatico come il Presidente dell'Inter che crede nei complottini di Palazzo pre 2006, ma sicuramente i diavoli rossoneri non sono la squadra più simpatica della terra. Sappiamo tutti benissimo dove sarebbero dovuti finire i diavoli milanisti se non ci fosse stata qualche intromissioncina nel 2006. Sappiamo tutti benissimo chi aveva il potere nel 2006.
Quindi ci sembrano veramente irreali quei media che oggi ipotizzano che stasera i tifosi bianconeri potranno tifare Milan o che la Juventus non si impegnerà. I tifosi bianconeri tiferanno Juventus e saranno totalmente contro il Milan, perchè il Milan non ha pagato come la Juventus per Calciopoli sebbene ci siano state prove ancora più eclatanti di quelle nei confronti dei dirigenti bianconeri.
Inter e Milan sono in un certo senso sullo stesso livello perchè emblemi di un potere che alla Juventus non appartiene più. Allearsi con il Milan per far vincere l'Inter? E a che pro? La Juventus per ripartire non può pensare di avere come alleati i rossoneri. Loro sono avversari come i nerazzurri. La Juventus stasera ha bisogno dei tre punti per avere ancora qualche piccola speranza di Champions. Che Inter e Milan se la vedano tra di loro nello scontro diretto, ai tifosi bianconeri interessa solo vincere. Del resto se ci sarà giustizia con le telefonate nuove, non è detto che all'Inter non verranno tolti punti... questo se ci fosse una giustizia.... infatti diciamo se...
Quindi ci sembrano veramente irreali quei media che oggi ipotizzano che stasera i tifosi bianconeri potranno tifare Milan o che la Juventus non si impegnerà. I tifosi bianconeri tiferanno Juventus e saranno totalmente contro il Milan, perchè il Milan non ha pagato come la Juventus per Calciopoli sebbene ci siano state prove ancora più eclatanti di quelle nei confronti dei dirigenti bianconeri.
Inter e Milan sono in un certo senso sullo stesso livello perchè emblemi di un potere che alla Juventus non appartiene più. Allearsi con il Milan per far vincere l'Inter? E a che pro? La Juventus per ripartire non può pensare di avere come alleati i rossoneri. Loro sono avversari come i nerazzurri. La Juventus stasera ha bisogno dei tre punti per avere ancora qualche piccola speranza di Champions. Che Inter e Milan se la vedano tra di loro nello scontro diretto, ai tifosi bianconeri interessa solo vincere. Del resto se ci sarà giustizia con le telefonate nuove, non è detto che all'Inter non verranno tolti punti... questo se ci fosse una giustizia.... infatti diciamo se...
mercoledì 2 marzo 2011
TASTIERA VELENOSA: AL DIAVOLO NON SI VENDE, SI REGALA
Con il cuore che batte più forte, la vita che va e non va, al diavolo non si vende... si regala....
Parole e musica di Vasco Rossi. Parole e musica di un campionato scontato, dove le milanesi ormai fanno da padrone. Una volta c'era la Juventus, quella vera a contrastare il potere forte mediatico e non solo del "diavolo". Un "diavolo" non solo di nome ma di fatto. Un "diavolo" che ha pagato solo la tassa dell'immondizia su Calciopoli ma dopo ieri sempre più Farsopoli, mentre altri ha dovuto pagare pure le imposte comunali, il canone Rai e ogni altra forma di gabella. Insomma, a vedere, come procede questo campionato ci facciamo delle domande, non tanto perchè non sta vincendo la squadra migliore, quanto sul perchè esistano in Italia persone capaci di variare così rapidamente le proprie opinioni e di essere così volubili da considerare un caso episodi per il "diavolo", mentre una macchinazione episodi simili per altri.
Il Milan ha avuto quest'anno almeno 7 episodi favorevoli e nelle ultime due partite due determinanti. Ci piacerebbe che i media mantenessero e prendessero una posizione netta. O considerare per sempre chi vince come chi ha sempre ragione o enfatizzare gli episodi in modo uniforme come facevano quando gli episodi erano pro Juventus.
In Italia c'è purtroppo qualcosa che non va, qualcosa di grande, perchè se un Presidente del Consiglio si permette di fare battute dicendo che Milan-Napoli è Nord contro Sud, probabilmente non capisce molto la variabilità delle tifoserie in Italia.
Se un Presidente del Consiglio, si permette di parlare di scudetti persi dal Milan per colpa di arbitri comunisti, evidentemente vuole prenderci in giro e sappiamo tutti come mai la Juventus è andata in B e il Milan no.... Siccome non vogliamo farci prendere in giro anche su questo argomento, preferiamo evitare, come preferiamo evitare di parlare di politica, perchè quella è materia serie e andrebbe trattata come tale e non con sufficienza.
Del resto basta andare all'estero e vedere cosa pensano di noi e della storia della "nipote di Mubarak".
Parole e musica di Vasco Rossi. Parole e musica di un campionato scontato, dove le milanesi ormai fanno da padrone. Una volta c'era la Juventus, quella vera a contrastare il potere forte mediatico e non solo del "diavolo". Un "diavolo" non solo di nome ma di fatto. Un "diavolo" che ha pagato solo la tassa dell'immondizia su Calciopoli ma dopo ieri sempre più Farsopoli, mentre altri ha dovuto pagare pure le imposte comunali, il canone Rai e ogni altra forma di gabella. Insomma, a vedere, come procede questo campionato ci facciamo delle domande, non tanto perchè non sta vincendo la squadra migliore, quanto sul perchè esistano in Italia persone capaci di variare così rapidamente le proprie opinioni e di essere così volubili da considerare un caso episodi per il "diavolo", mentre una macchinazione episodi simili per altri.
Il Milan ha avuto quest'anno almeno 7 episodi favorevoli e nelle ultime due partite due determinanti. Ci piacerebbe che i media mantenessero e prendessero una posizione netta. O considerare per sempre chi vince come chi ha sempre ragione o enfatizzare gli episodi in modo uniforme come facevano quando gli episodi erano pro Juventus.
In Italia c'è purtroppo qualcosa che non va, qualcosa di grande, perchè se un Presidente del Consiglio si permette di fare battute dicendo che Milan-Napoli è Nord contro Sud, probabilmente non capisce molto la variabilità delle tifoserie in Italia.
Se un Presidente del Consiglio, si permette di parlare di scudetti persi dal Milan per colpa di arbitri comunisti, evidentemente vuole prenderci in giro e sappiamo tutti come mai la Juventus è andata in B e il Milan no.... Siccome non vogliamo farci prendere in giro anche su questo argomento, preferiamo evitare, come preferiamo evitare di parlare di politica, perchè quella è materia serie e andrebbe trattata come tale e non con sufficienza.
Del resto basta andare all'estero e vedere cosa pensano di noi e della storia della "nipote di Mubarak".
Etichette:
Berlusconi,
calciopoli,
Juventus,
LUCIANO MOGGI,
Milan
venerdì 18 febbraio 2011
TASTIERA VELENOSA: Crisi del Calcio italiano: chiedere a ....
Che il calcio italiano fosse in crisi ce ne eravamo accorti da tempo. La vittoria della Champions dell'anno passato e il Mondiale nel clima vacanziero del Dubai forse poteva aver illuso qualcuno, ma non sicuramente noi.
Sono lontani i tempi delle sette sorelle in cui Fiorentina, Parma, Inter, Juventus, Milan, Roma e Lazio si contendevano titoli europei e italiani con spettacolo annesso e connesso. Ora la situazione è ribaltata l'Inghilterra è il paese delle sette sorelle Liverpool, Tottenham, Chelsea, City e United, Liverpool e Arsenal e l'Italia il paese dell'Inter che vince sempre e comunque un pò come era il Lione in Francia.
Alcuni mesi fa l’amministratore delegato Adriano Galliani, a precisa domanda dallo studio di Mediaset Premium, sulla perdita di competitivita’ del calcio italiano rispose che una delle cause principali e’ data dal fatto che le squadre italiane non hanno uno stadio di proprieta’ e quindi fatturati meno alti. Sicuramente questa può essere una delle ragioni, ma non la riteniamo la sola ed unica. Lo stadio deve risultare componente aggiuntiva di ricavo. Le squadre inglesi hanno un equilibri dei ricavi di circa 33,33,33 tra stadio, tv e merchandising. In Italia dove la tutela del merchandising e’ nulla, chi produce pubblico e spettacolo non viene sempre premiato. La distribuzione collettiva dei diritti tv, da un lato premia le piccole squadre, dall’altro penalizza le grandi. L'abbiamo già scritto nei mesi scorsi, ma una legge del genere non aiuta sicuramente, anzi.
Il calcio italiano e’ chiaramente in crisi, ma non lo e’ da quest’anno ma dal 2006, continuiamo a ribadirlo e continueremo fino alla nausea. Ricordiamo ancora come certi giornalisti nei giorni di Calciopoli hanno sparato a zero su alcune societa’. Ora gli stessi scrivono di crisi e di rimedi per risalire... Prima hanno denigrato davanti al mondo intero il prodotto italiano (allora vincente) e che vedeva spesso squadre italiane nelle fasi principali delle coppe. Ora gli stessi, si chiedono come mai i risultati siano pessimi. La risposta sta chiaramente in Calciopoli e in chi ha permesso che a 4 anni e mezzo dalle sentenze sportive non ci sia ancora la chiarezza sul processo. La risposta e’ in chi toglie Juventus, Fiorentina dalle coppe e manda il Chievo a fare i preliminari di Champions senza avergli permesso di avere una squadra adeguata. La risposta chiedetela a certi personaggi...e a come hanno svalutato il prodotto calcio italiano.
Sono lontani i tempi delle sette sorelle in cui Fiorentina, Parma, Inter, Juventus, Milan, Roma e Lazio si contendevano titoli europei e italiani con spettacolo annesso e connesso. Ora la situazione è ribaltata l'Inghilterra è il paese delle sette sorelle Liverpool, Tottenham, Chelsea, City e United, Liverpool e Arsenal e l'Italia il paese dell'Inter che vince sempre e comunque un pò come era il Lione in Francia.
Alcuni mesi fa l’amministratore delegato Adriano Galliani, a precisa domanda dallo studio di Mediaset Premium, sulla perdita di competitivita’ del calcio italiano rispose che una delle cause principali e’ data dal fatto che le squadre italiane non hanno uno stadio di proprieta’ e quindi fatturati meno alti. Sicuramente questa può essere una delle ragioni, ma non la riteniamo la sola ed unica. Lo stadio deve risultare componente aggiuntiva di ricavo. Le squadre inglesi hanno un equilibri dei ricavi di circa 33,33,33 tra stadio, tv e merchandising. In Italia dove la tutela del merchandising e’ nulla, chi produce pubblico e spettacolo non viene sempre premiato. La distribuzione collettiva dei diritti tv, da un lato premia le piccole squadre, dall’altro penalizza le grandi. L'abbiamo già scritto nei mesi scorsi, ma una legge del genere non aiuta sicuramente, anzi.
Il calcio italiano e’ chiaramente in crisi, ma non lo e’ da quest’anno ma dal 2006, continuiamo a ribadirlo e continueremo fino alla nausea. Ricordiamo ancora come certi giornalisti nei giorni di Calciopoli hanno sparato a zero su alcune societa’. Ora gli stessi scrivono di crisi e di rimedi per risalire... Prima hanno denigrato davanti al mondo intero il prodotto italiano (allora vincente) e che vedeva spesso squadre italiane nelle fasi principali delle coppe. Ora gli stessi, si chiedono come mai i risultati siano pessimi. La risposta sta chiaramente in Calciopoli e in chi ha permesso che a 4 anni e mezzo dalle sentenze sportive non ci sia ancora la chiarezza sul processo. La risposta e’ in chi toglie Juventus, Fiorentina dalle coppe e manda il Chievo a fare i preliminari di Champions senza avergli permesso di avere una squadra adeguata. La risposta chiedetela a certi personaggi...e a come hanno svalutato il prodotto calcio italiano.
domenica 30 gennaio 2011
Tastiera Valenosa: Moratti; tutti capiscono tranne te, tranne te tranne te
A sentire il botta e risposta tra Moratti e Andrea Agnelli, capiamo che la situazione non è facile, anzi. Andrea Agnelli è annoiato e Moratti sarcastisco, definendo Agnelli un "giovin signore".
A noi Moratti non annoia, anzi, in settimana gli abbiamo elencato le motivazioni (dieci, ma ne potevamo mettere 100), per cui la Juventus vinceva. Moratti ci stimola, ci stimola perchè ci fa venire voglia di cantargliele per fargli capire qual'è la realtà e che lui vive nel mondo degli Umpa Lumpa con Willy Wonka e Alice in Wonderland.
Oggi, gliele cantiamo con le parole di Fabri Fibra, un bel rap futuristico per dire che Calciopoli è stata un truffa e un complotto per mettere fuori gioco la Juventus e questo lo hanno capito tutti, tranne te... caro Massimo.
"Ma cos'è sta paranoia, che hai....aspetta fammi fare e lasciaci spiegare...Del resto noi volevamo sapere solo perchè quella Juventus piaceva a tutti, tranne a te, tu parli parli parli...lo spettacolo è finto di brutto hanno tutti capito il trucco tranne te tranne te...".
Chissà se Moratti un giorno ammetterà che lo scudetto di cartone non gli serve perchè non era suo. Se lo facesse sarebbe un bel gesto, perchè capiremmo che anche lui si è accorto di come va il mondo reale e gli faremmo i complimenti. Noi aspettiamo caro "giovine Massimo".
lunedì 25 ottobre 2010
IL RITORNO DEL QUINTO POTERE
« Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere». Queste le parole di Howard Beale IN QUINTO POTERE.
Il film Quinto potere è una feroce parodia del mondo della televisione, in cui prevalgono cinismo e nessuna moralità.
Alcuni mesi fa, avevamo dato risalto a queste parole per descrivere la situazione dei media in Italia in relazione a Mourinho che l'anno scorso parlava di una società capace di muovere calendari e date. In quel caso non si riferiva alla Juventus.
Anche questa volta, le parole di Howard Beale non sono mai state parole piu' adatte per descrivere quello che stanno "raccontando oggi certi media" fomentando all'inverosimile la pressione per la squalifica di Krasic. La caduta di Krasic ha molto più risalto, ad esempio di gol non gol accaduti in questo campionato e altri episodi. Forse i media si dovrebbero chiedere come mai un rigore di questo tipo dato alla Juventus oggi non prevede l' apertura di processi sportivi, ma solo mediatici contro la Juventus, mentre in passato si è aperto un processo sportivo. Ribadiamo ancora oggi e constatiamo nuovamente, come la Tv e' stata QUINTO POTERE cinico nel 2006 e non seppe dare la visione completa allora e preferi' inseguire il sensazionalismo, sull'onda del sentimento giacobino nazional popolare.
Chissa' chi avra' tutto questo "potere media", chi avra' questo famoso QUINTO POTERE? Zanetti ha detto che l'Inter non ce l'ha... va bhe, se lo dice lui...
Si diceva che questo potere ce l'avesse Moggi, probabilmente, però; non era il QUINTO, ma un QUARTO... potere, capace solo di influenzare metaforicamente la "patente a punti di Baldas" e comunque visto come stanno raccontando il processo di Napoli, probabilmente, di QUINTO POTERE non ne aveva molto anzi il contrario.
Se non ha il Quinto potere la Juventus, non ce l'ha l'Inter per voce del suo capitano, chi ce l'avrà mai questo potere?
Il caso Krasic di questi giorni, ci ricorda molto il caso Ibrahimovic che portò alla sua squalifica e non gli fece giocare Milan-Juventus. Tante similitudini: oggi come allora ci si apprestava a Milan-Juventus. Ibrahimovic, come Krasic, ha origini dell'Est, oggi come allora si preparò ad arte una campagna mediatica, chissà come mai sempre da una parte e sempre contro la Juventus.
Fortunatamente la Juventus di allora aveva spalle larghe e squadra forte che seppe vincere a Milano ugualmente, non so se questa di adesso, che è un piccolo fiore che nasce, possa superare queste tormente ambientali e media come non sappiamo se Krasic saprà superare le polemiche senza farsi condizionare. (Purtroppo per lui ieri, dopo l'episodio, nel secondo tempo Krasic sembrava un cucciolo spaurito).
Sicuramente, qualcuno ha visto che la Juventus potrebbe tornare su buoni livelli e ha deciso di affossarla colpendo l'unico uomo oggi in grado di fare la differenza. Tempo fa si parlava di Juventus con lo smile, questa Juventus ha lo smile tipico di chi non vince da un pò, ma vediamo che il veleno e la bile degli avversari non è passata. In questi giorni sono arrivati attacchi da Ulivieri, Malesani, Zeman, Zanetti, Julio Cesar, insomma una serie di dardi accuminati che non lasciano insensibile il popolo bianconero. A questi vanno aggiunti gli attacchi mediatici partiti dalla fine del primo tempo di ieri, con delle scene che definire aberranti è limitativo.
In ogni caso quel QUINTO POTERE da prima del 2006, nel 2006 e anche oggi ha mietuto e sta affossando solo una squadra: la Juventus e di conseguenza i tifosi bianconeri, che a distanza di quattro anni a causa di QUEL POTERE, non riescono ad avere la verità e devono subire attacchi a senso unico che portano a leggi ad personam, in questo caso non per l'assoluzione ma per la condanna.
Il film Quinto potere è una feroce parodia del mondo della televisione, in cui prevalgono cinismo e nessuna moralità.
Alcuni mesi fa, avevamo dato risalto a queste parole per descrivere la situazione dei media in Italia in relazione a Mourinho che l'anno scorso parlava di una società capace di muovere calendari e date. In quel caso non si riferiva alla Juventus.
Anche questa volta, le parole di Howard Beale non sono mai state parole piu' adatte per descrivere quello che stanno "raccontando oggi certi media" fomentando all'inverosimile la pressione per la squalifica di Krasic. La caduta di Krasic ha molto più risalto, ad esempio di gol non gol accaduti in questo campionato e altri episodi. Forse i media si dovrebbero chiedere come mai un rigore di questo tipo dato alla Juventus oggi non prevede l' apertura di processi sportivi, ma solo mediatici contro la Juventus, mentre in passato si è aperto un processo sportivo. Ribadiamo ancora oggi e constatiamo nuovamente, come la Tv e' stata QUINTO POTERE cinico nel 2006 e non seppe dare la visione completa allora e preferi' inseguire il sensazionalismo, sull'onda del sentimento giacobino nazional popolare.
Chissa' chi avra' tutto questo "potere media", chi avra' questo famoso QUINTO POTERE? Zanetti ha detto che l'Inter non ce l'ha... va bhe, se lo dice lui...
Si diceva che questo potere ce l'avesse Moggi, probabilmente, però; non era il QUINTO, ma un QUARTO... potere, capace solo di influenzare metaforicamente la "patente a punti di Baldas" e comunque visto come stanno raccontando il processo di Napoli, probabilmente, di QUINTO POTERE non ne aveva molto anzi il contrario.
Se non ha il Quinto potere la Juventus, non ce l'ha l'Inter per voce del suo capitano, chi ce l'avrà mai questo potere?
Il caso Krasic di questi giorni, ci ricorda molto il caso Ibrahimovic che portò alla sua squalifica e non gli fece giocare Milan-Juventus. Tante similitudini: oggi come allora ci si apprestava a Milan-Juventus. Ibrahimovic, come Krasic, ha origini dell'Est, oggi come allora si preparò ad arte una campagna mediatica, chissà come mai sempre da una parte e sempre contro la Juventus.
Fortunatamente la Juventus di allora aveva spalle larghe e squadra forte che seppe vincere a Milano ugualmente, non so se questa di adesso, che è un piccolo fiore che nasce, possa superare queste tormente ambientali e media come non sappiamo se Krasic saprà superare le polemiche senza farsi condizionare. (Purtroppo per lui ieri, dopo l'episodio, nel secondo tempo Krasic sembrava un cucciolo spaurito).
Sicuramente, qualcuno ha visto che la Juventus potrebbe tornare su buoni livelli e ha deciso di affossarla colpendo l'unico uomo oggi in grado di fare la differenza. Tempo fa si parlava di Juventus con lo smile, questa Juventus ha lo smile tipico di chi non vince da un pò, ma vediamo che il veleno e la bile degli avversari non è passata. In questi giorni sono arrivati attacchi da Ulivieri, Malesani, Zeman, Zanetti, Julio Cesar, insomma una serie di dardi accuminati che non lasciano insensibile il popolo bianconero. A questi vanno aggiunti gli attacchi mediatici partiti dalla fine del primo tempo di ieri, con delle scene che definire aberranti è limitativo.
In ogni caso quel QUINTO POTERE da prima del 2006, nel 2006 e anche oggi ha mietuto e sta affossando solo una squadra: la Juventus e di conseguenza i tifosi bianconeri, che a distanza di quattro anni a causa di QUEL POTERE, non riescono ad avere la verità e devono subire attacchi a senso unico che portano a leggi ad personam, in questo caso non per l'assoluzione ma per la condanna.
Etichette:
calciopoli,
Juventus,
KRASIC,
MEDIASET,
tv
TASTIERA VELENOSA: ZANETTI CI PRENDE IN GIRO, ECCO PERCHE'
Ci hanno lasciati perplessi, ma non sorpresi le parole di Zanetti su Calciopoli. Perplessi perchè raccontano ancora una volta un quadro senza la benchè minima prova, non sorpresi perchè siamo abituati ad ascoltare da quella parte persone che arrivavano dietro, (ora vincono anche meritatamente e per questo dico arrivavano) di dieci, quindici punti, facevano figure barbine in Europa e poi pretendevano di essere i migliori, cosa che sostengono ancora oggi.
Le parole di Zanetti, forse possono andare bene per un pubblico arrivato da Marte, forse possono andare bene per Attila e gli Unni, forse possono andare bene per Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche, forse possono andare bene per qualcuno che non ha mai letto nulla del processo di Napoli, purtroppo queste parole ai tifosi bianconeri non vanno bene.
Ecco le parole di Zanetti: «In passato sono cambiati tanti allenatori perché non vincevamo: si cercava una soluzione temporanea per vincere, poi si è saputo tutto quello che è successo con Calciopoli. In quegli anni abbiamo sopportato grandi sofferenze. Qualche cosa sospettavamo, ma non trovavamo le risposte. Io ho sempre avuto fiducia nella società e nei miei compagni dell’Inter. Ho ricevuto delle offerte ma ho sempre detto a mia moglie che sarebbe arrivato il momento dell’Inter». Cosa che si è puntualmente verificata dopo lo tsunami dell’estate 2006 che ha cambiato i connotati alle gerarchie nel calcio italiano. «Sono convinto che i giocatori della Juve non c’entrassero nulla, facevano solo il loro lavoro. E sul campo meritavano».«Siamo stati sempre una squadra molto criticata, che perda o vinca all’Inter qualcosa succede, magari non siamo nel cuore dei media ma siamo abituati ad essere da soli contro tutti».
L'Inter non vinceva perchè cambiava troppi allenatori, l'Inter non vinceva perchè comprava giocatori che non erano all'altezza. La Juventus, invece, vinceva in Italia, ma vinceva anche in Europa, o quanto meno arrrivava in finale. Purtroppo Zanetti questo non lo ricorda o forse l'ha dimenticato apposta. Zanetti parla di sospetti, eh si i sospetti, i soliti sospetti, potremmo dire citando un famoso film. Ci dica con precisione fatti, partite in cui ha avuto sospetti, ci dica che sospetti aveva Gresko il 5 maggio, ce lo dica in maniera chiara. Citi episodi, arbitri, situazioni e vada a testimoniare. Zanetti è sempre tato un giocatore leale, un esempio come del resto Del Piero. Ora che ha cominciato a vincere, io mi chiedo come mai non voglia ammettere la superiotà in passato di quella Juventus. Mi chiedo come mai continui ad alimentare, senza prove, degli alibi per i fallimenti di quell'Inter.
A Zanetti andrebbe ricordato che noi citiamo prove e stiamo seguendo un processo che porta prove e non teorie, come nel processo sportivo, un processo che è stato condotto a senso unico. Vorremmo chiedere a Zanetti, come può ritenere plausibile accettare una frase in cui dice che l'Inter non è nel cuore dei media, dopo l'oscurantismo che sta avvenendo in questo periodo sul processo di Napoli che vede delle prove evidenti venir fuori per iniziativa personale degli accusati dopo 4 anni. E' incredibile, pensare a un Inter non nel cuore dei media, rispetto a chi poi, quali squadre? Se parla rispetto alla Juventus, Zanetti, probabilmente non ha visto la campagna denigratoria media fatta per affondare la Juventus. Una campagna inaccettabile, quasi pari a quella partita da ieri su Milos Krasic, reo di essere caduto e non aver invocato un calcio di rigore.
Parole come quelle di Zanetti di ieri possono andare bene per chi crede che i processi possano essere fatti senza prove e con le teorie, possono andare bene per chi crede che sia giusto il conflitto di interessi (sapete bene a cosa ci riferiamo), possono andar bene per chi pensa che la prova televisiva vada utilizzata solo e quando c'è la Juventus di mezzo, possono andare bene per chi pensa che il campo di Torino vada squalificato per cori razzisti e gli altri no, possono andare bene per chi arriva da Marte, per chi vive sulla terra, purtroppo per Zanetti, sono inaccettabili.
Le parole di Zanetti, forse possono andare bene per un pubblico arrivato da Marte, forse possono andare bene per Attila e gli Unni, forse possono andare bene per Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche, forse possono andare bene per qualcuno che non ha mai letto nulla del processo di Napoli, purtroppo queste parole ai tifosi bianconeri non vanno bene.
Ecco le parole di Zanetti: «In passato sono cambiati tanti allenatori perché non vincevamo: si cercava una soluzione temporanea per vincere, poi si è saputo tutto quello che è successo con Calciopoli. In quegli anni abbiamo sopportato grandi sofferenze. Qualche cosa sospettavamo, ma non trovavamo le risposte. Io ho sempre avuto fiducia nella società e nei miei compagni dell’Inter. Ho ricevuto delle offerte ma ho sempre detto a mia moglie che sarebbe arrivato il momento dell’Inter». Cosa che si è puntualmente verificata dopo lo tsunami dell’estate 2006 che ha cambiato i connotati alle gerarchie nel calcio italiano. «Sono convinto che i giocatori della Juve non c’entrassero nulla, facevano solo il loro lavoro. E sul campo meritavano».«Siamo stati sempre una squadra molto criticata, che perda o vinca all’Inter qualcosa succede, magari non siamo nel cuore dei media ma siamo abituati ad essere da soli contro tutti».
L'Inter non vinceva perchè cambiava troppi allenatori, l'Inter non vinceva perchè comprava giocatori che non erano all'altezza. La Juventus, invece, vinceva in Italia, ma vinceva anche in Europa, o quanto meno arrrivava in finale. Purtroppo Zanetti questo non lo ricorda o forse l'ha dimenticato apposta. Zanetti parla di sospetti, eh si i sospetti, i soliti sospetti, potremmo dire citando un famoso film. Ci dica con precisione fatti, partite in cui ha avuto sospetti, ci dica che sospetti aveva Gresko il 5 maggio, ce lo dica in maniera chiara. Citi episodi, arbitri, situazioni e vada a testimoniare. Zanetti è sempre tato un giocatore leale, un esempio come del resto Del Piero. Ora che ha cominciato a vincere, io mi chiedo come mai non voglia ammettere la superiotà in passato di quella Juventus. Mi chiedo come mai continui ad alimentare, senza prove, degli alibi per i fallimenti di quell'Inter.
A Zanetti andrebbe ricordato che noi citiamo prove e stiamo seguendo un processo che porta prove e non teorie, come nel processo sportivo, un processo che è stato condotto a senso unico. Vorremmo chiedere a Zanetti, come può ritenere plausibile accettare una frase in cui dice che l'Inter non è nel cuore dei media, dopo l'oscurantismo che sta avvenendo in questo periodo sul processo di Napoli che vede delle prove evidenti venir fuori per iniziativa personale degli accusati dopo 4 anni. E' incredibile, pensare a un Inter non nel cuore dei media, rispetto a chi poi, quali squadre? Se parla rispetto alla Juventus, Zanetti, probabilmente non ha visto la campagna denigratoria media fatta per affondare la Juventus. Una campagna inaccettabile, quasi pari a quella partita da ieri su Milos Krasic, reo di essere caduto e non aver invocato un calcio di rigore.
Parole come quelle di Zanetti di ieri possono andare bene per chi crede che i processi possano essere fatti senza prove e con le teorie, possono andare bene per chi crede che sia giusto il conflitto di interessi (sapete bene a cosa ci riferiamo), possono andar bene per chi pensa che la prova televisiva vada utilizzata solo e quando c'è la Juventus di mezzo, possono andare bene per chi pensa che il campo di Torino vada squalificato per cori razzisti e gli altri no, possono andare bene per chi arriva da Marte, per chi vive sulla terra, purtroppo per Zanetti, sono inaccettabili.
sabato 16 ottobre 2010
TASTIERA VELENOSA: MANCA UNA SOLA TELEFONATA O MOLTE?
E' notizia di oggi quella di una misteriosa scomparsa di un file all'interno del quale ci sarebbe una telefonata tra l’ex presidente dell’Inter Giacinto Facchetti e Pierluigi Pairetto. La stranezza consiste nel fatto che è stato individuata una "traccia" redatta dai carabinieri mentre non c'è l’audio tra Facchetti e Pairetto. E' incredibile come un file possa comparire e poi scomparire. Se questa scomparsa, fosse vera e non solo presunta, sarebbe grave. Grave per molti motivi. Primo: se il quadro fosse stato chiaro e non sbiadito fin dall'inizio probabilmente anche il processo sportivo avrebbe avuto un esito diverso. Secondo: indipendentemente dal fatto che solo la Juventus è stata coinvolta ci piacerebbe sapere perchè solo alcune telefonate sono scomparse e se sono scoparse quelle di chi? Terzo: è ancora logico considerare reale un processo dove ci sono tutte incognite e cosa dovrebbero pensare gli imputati di chi ha svolto le indagini? Questa tipologia di processo ci fa paura, ci fa paura il modo in cui è stato analizzato dai media e soprattutto come la giustizia sportiva rimanga inerme rispetto a quanto emerge e emergerà.
Le domande che ci facciamo noi, dovrebbero farsele molti giornali e tv... speriamo che da domani se le facciano sempre più persone, soprattutto quelle che hanno infangato la Juventus e la sua dirigenza.
Le domande che ci facciamo noi, dovrebbero farsele molti giornali e tv... speriamo che da domani se le facciano sempre più persone, soprattutto quelle che hanno infangato la Juventus e la sua dirigenza.
domenica 10 ottobre 2010
COLLINA, PAIRETTO E LE DECISIONI POLITICHE
Tra le tante intercettazioni scartate ce n'è una che dovrebbe testimoniare una volta per tutte la buona fede e soprattutto come nel dubbio, sia sempre meglio non favorire la Juventus. Data 29 novembre del 2004, Pairetto chiama Collina dopo Inter-Juventus finita 2-2. Una partita senza episodi eclatanti, eccetto una bella rimonta interista dopo lo 0-2 bianconero. Ricordiamo che la partita viene dopo i fatti di Reggio Calabria e il presunto inventato caso di chiusura spogliatoio di Paparesta con errori clamorosi contro la Juventus. Pairetto nella telefonata chiama Collina e chiede un parere su un episodio in particolare il fallo da ultimo uomo di Toldo su Zalayeta lanciato a rete.
La telefonata dura 10 minuti proponiamo una selezione pubblicata su alcuni quotidiani e segnalata da Tuttosport
Collina: Buongiorno Gigi
Pairetto: Ciao Gigio, come va?
Collina: Bene grazie, e tu?
Pairetto: Benissimo, grazie...
Collina: Ieri sera mi sembra... mi sembra bene.
Pairetto: Sì, volevo solo chiederrti un parere tecnico
Collina: Rosso!
Pairetto: Bon! Finita...
Collina: Secondo me rosso al cento per cento, cioè non...
Pairetto: No, no, va bene così
Collina: Tu come la vedi?
Pairetto: Uguale! Uguale! No, perché ho parlato con Paolo e lui diceva: il giallo andava benissimo, ma io gli ho detto no, assolutamente.
Collina: No, no era da rosso.
Pairetto: Paolo dice: lui la sposta a sinistra...
Collina: Sì, la sposta ma di due metri
Pairetto: Poi molle, molle, questo qui la prende e se questo non lo tirà giù gli altri non si mettono davanti, eh?
Collina: Ma se poi si mettono davanti, se ne mette davanti uno che è Ze Maria, che è il primo che c’è, perché Zanetti è largo. Allora...
Pairetto: Ma guarda che non ci arriva...
Collina: Sì, ma se ci riesce si mette davanti a cinque metri, cioè non è che lo pos sa contrastare. Ha valenza per chiuderlo se lui riesce a contrastarlo e arrivare pri mo sul pallone. Ze Maria è a cinque metri, quello che può fare Zalayeta è prendere il pallone con il sinistro e girare verso la porta a questo punto si trova Ze Maria a cinque metri. Allora facciamo lo stesso caso in cui in un’azione del genere ci sia Zalayeta di fronte a Toldo a cinque metri e venga messo a terra: è chiara occasione da gol. A maggior ragione se a cinque metri anziché avere un portiere hai un difensore. Perché: Ze Maria come lo contrasta? Senza mani...
Pairetto: No, no infatti... E’ chiaro.
Collina: Poi fra l’altro, lui il contrasto lo subisce in una posizione molto centrale, lui allarga un po’ a sinistra, ma allarga di due metri, se uno fa il fermo immagine, io ho cercato di fare il fermo immagine mentalmente del momento in cui avviene il fallo: il pallone è a due metri da Zalayeta, lento, molle come dicevi tu, lui è in una posizione in cui assolutamente con il sinistro lo chiude.
Pairetto: No, hai perfettamente ragione tu. Poi parliamo di un giocatore di serie A: non fa gol uno su mille da quella posizione. Io volevo un parere, un conforto, non voglio essere quello che...
Collina: Io guardavo la partita con Gianna e appena ho visto l’azione ho detto: questo è rosso. Poi ho visto giallo, dico: forse ha preso una decisione più politica, meno dura.
Pairetto: Io ho pensato, magari ha visto una chiusura non perfetta, un po’ larga... poi l’ho rivisto e...
Collina: Però era rosso pieno. Poi non so se tu hai visto le altre trasmissioni di commento, fortunamente tra virgolette, perché per fortuna non c’è nessuna polemica su nessun giornale stamattina, dicevo fortunamente tra virgolette perché fa pensare una cosa del genere perché anche l’interpretazione di gente che dovrebbe capirne di calcio e di arbitraggio, come Agnolin, hanno detto che è assolutamente giallo. Tutti hanno detto che è assolutamente giallo, solamente quello di Controcampo Dotto
Pairetto: Che è quello che ne capisce di più, mi sembra
Collina: Solo lui ha detto si può discutere tra rosso e giallo, forse è un arancione. Cesari ha detto: no, per me è giallo...
Pairetto: Con c**** che è giallo
Collina: Però, tutto sommato, da un punto di vista egoistico nostro meglio, credo.
Pairetto: Ma noi non possiamo...
Collina: No, no... da un punto di vista scolastico ed educativo è rosso al 100%
Pairetto: Eh, ma bisogna che lo sappia anche la gente, non è che si possa dire: va bene giallo.
Collina: No, no... Questo è sicuro.
Pairetto: Con tutto ciò senza avere nulla da ridire sull’arbitraggio di Pasquale che è stato al di là di ogni aspettativa secondo me
Collina: anche secondo me ha arbitrato molto bene
Pairetto: Perché anche quel rigore che voleva l’Inter...
Collina: Ma sì, ma dai... vabbè. Poi se uno lo guarda televisamente, Thuram salta in modo scomposta... Attaccarsi a quello è attaccarsi a niente. Quell’altro, invece, è una decisione che sul campo è difficile prendere, ma per me è rosso.
....
Collina: Se tu avessi dato rosso la partita era finita, invece dai giallo, permetti di giocare undici contro undici e finisce 2-2. Fortunatamente ieri sera non ho sentito polemiche, né da Capello né da Moggi
Pairetto: Anche perché avevano la partita in mano e se la sono mangiata.
Sicuramente appare chiaro come queto episodio venga enfatizzato meno perchè sarebbe a vantaggio della Juventus. Qualche domanda bisognerebbe incominciare a farsela, soprattutto ci chiediamo come sia possibile la frase: "forse ha preso una decisione più politica, meno dura", non perchè tale frase sia fuori dal mondo, del resto certe decisioni si possono comprendere, ma come mai le decisioni politiche, in quel periodo fossero sempre o quasi non pro Juve, anche a causa dell'opinione pubblica e come mai quelal stessa opinione pubblica, ha potuto poi permettere quello che è successo.
Ci chiediamo come mai alcuni pensino ancora che i fatti del 2006 possano essere stati equi. Quando si ascoltano certe telefonate rabbrividiamo pensando che se fossero uscite nel 2006 potevano creare anche a livello media un orientamento ben diverso e sicuramente la Juventus non avrebbe preso la pena che ha preso, ma al massimo una punizione pari a quella del Milan.
La telefonata dura 10 minuti proponiamo una selezione pubblicata su alcuni quotidiani e segnalata da Tuttosport
Collina: Buongiorno Gigi
Pairetto: Ciao Gigio, come va?
Collina: Bene grazie, e tu?
Pairetto: Benissimo, grazie...
Collina: Ieri sera mi sembra... mi sembra bene.
Pairetto: Sì, volevo solo chiederrti un parere tecnico
Collina: Rosso!
Pairetto: Bon! Finita...
Collina: Secondo me rosso al cento per cento, cioè non...
Pairetto: No, no, va bene così
Collina: Tu come la vedi?
Pairetto: Uguale! Uguale! No, perché ho parlato con Paolo e lui diceva: il giallo andava benissimo, ma io gli ho detto no, assolutamente.
Collina: No, no era da rosso.
Pairetto: Paolo dice: lui la sposta a sinistra...
Collina: Sì, la sposta ma di due metri
Pairetto: Poi molle, molle, questo qui la prende e se questo non lo tirà giù gli altri non si mettono davanti, eh?
Collina: Ma se poi si mettono davanti, se ne mette davanti uno che è Ze Maria, che è il primo che c’è, perché Zanetti è largo. Allora...
Pairetto: Ma guarda che non ci arriva...
Collina: Sì, ma se ci riesce si mette davanti a cinque metri, cioè non è che lo pos sa contrastare. Ha valenza per chiuderlo se lui riesce a contrastarlo e arrivare pri mo sul pallone. Ze Maria è a cinque metri, quello che può fare Zalayeta è prendere il pallone con il sinistro e girare verso la porta a questo punto si trova Ze Maria a cinque metri. Allora facciamo lo stesso caso in cui in un’azione del genere ci sia Zalayeta di fronte a Toldo a cinque metri e venga messo a terra: è chiara occasione da gol. A maggior ragione se a cinque metri anziché avere un portiere hai un difensore. Perché: Ze Maria come lo contrasta? Senza mani...
Pairetto: No, no infatti... E’ chiaro.
Collina: Poi fra l’altro, lui il contrasto lo subisce in una posizione molto centrale, lui allarga un po’ a sinistra, ma allarga di due metri, se uno fa il fermo immagine, io ho cercato di fare il fermo immagine mentalmente del momento in cui avviene il fallo: il pallone è a due metri da Zalayeta, lento, molle come dicevi tu, lui è in una posizione in cui assolutamente con il sinistro lo chiude.
Pairetto: No, hai perfettamente ragione tu. Poi parliamo di un giocatore di serie A: non fa gol uno su mille da quella posizione. Io volevo un parere, un conforto, non voglio essere quello che...
Collina: Io guardavo la partita con Gianna e appena ho visto l’azione ho detto: questo è rosso. Poi ho visto giallo, dico: forse ha preso una decisione più politica, meno dura.
Pairetto: Io ho pensato, magari ha visto una chiusura non perfetta, un po’ larga... poi l’ho rivisto e...
Collina: Però era rosso pieno. Poi non so se tu hai visto le altre trasmissioni di commento, fortunamente tra virgolette, perché per fortuna non c’è nessuna polemica su nessun giornale stamattina, dicevo fortunamente tra virgolette perché fa pensare una cosa del genere perché anche l’interpretazione di gente che dovrebbe capirne di calcio e di arbitraggio, come Agnolin, hanno detto che è assolutamente giallo. Tutti hanno detto che è assolutamente giallo, solamente quello di Controcampo Dotto
Pairetto: Che è quello che ne capisce di più, mi sembra
Collina: Solo lui ha detto si può discutere tra rosso e giallo, forse è un arancione. Cesari ha detto: no, per me è giallo...
Pairetto: Con c**** che è giallo
Collina: Però, tutto sommato, da un punto di vista egoistico nostro meglio, credo.
Pairetto: Ma noi non possiamo...
Collina: No, no... da un punto di vista scolastico ed educativo è rosso al 100%
Pairetto: Eh, ma bisogna che lo sappia anche la gente, non è che si possa dire: va bene giallo.
Collina: No, no... Questo è sicuro.
Pairetto: Con tutto ciò senza avere nulla da ridire sull’arbitraggio di Pasquale che è stato al di là di ogni aspettativa secondo me
Collina: anche secondo me ha arbitrato molto bene
Pairetto: Perché anche quel rigore che voleva l’Inter...
Collina: Ma sì, ma dai... vabbè. Poi se uno lo guarda televisamente, Thuram salta in modo scomposta... Attaccarsi a quello è attaccarsi a niente. Quell’altro, invece, è una decisione che sul campo è difficile prendere, ma per me è rosso.
....
Collina: Se tu avessi dato rosso la partita era finita, invece dai giallo, permetti di giocare undici contro undici e finisce 2-2. Fortunatamente ieri sera non ho sentito polemiche, né da Capello né da Moggi
Pairetto: Anche perché avevano la partita in mano e se la sono mangiata.
Sicuramente appare chiaro come queto episodio venga enfatizzato meno perchè sarebbe a vantaggio della Juventus. Qualche domanda bisognerebbe incominciare a farsela, soprattutto ci chiediamo come sia possibile la frase: "forse ha preso una decisione più politica, meno dura", non perchè tale frase sia fuori dal mondo, del resto certe decisioni si possono comprendere, ma come mai le decisioni politiche, in quel periodo fossero sempre o quasi non pro Juve, anche a causa dell'opinione pubblica e come mai quelal stessa opinione pubblica, ha potuto poi permettere quello che è successo.
Ci chiediamo come mai alcuni pensino ancora che i fatti del 2006 possano essere stati equi. Quando si ascoltano certe telefonate rabbrividiamo pensando che se fossero uscite nel 2006 potevano creare anche a livello media un orientamento ben diverso e sicuramente la Juventus non avrebbe preso la pena che ha preso, ma al massimo una punizione pari a quella del Milan.
venerdì 8 ottobre 2010
GAZZETTA: RISVEGLI...dove sono finiti i giacobini?
E' una domanda che si fanno ormai in molti. Dove sono finiti quelli che volevano le forche caudine per quanti erano finiti nella rete delle intercettazioni?
E' incredibile che quattro anni dopo si sia passati da una posizione giacobina a una pacata, obiettiva e giusta che riporta i fatti in modo completo.
La pagina di oggi della Gazzetta e l'articolo su Calciopoli è equilibrato, corretto e pesa tutto in maniera convincente a parte l'aver inserito una telefonata di Moggi quasi come paragone, cosa che è totalmente sbagliata e fuorviante. In ogni caso qualcosa si è mosso e rispetto a prima è un passo avanti verso la verità.
Ci chiediamo, però, come mai, non è stato fatto lo stesso nel 2006, dove si è fatta una caccia alle streghe e una persecuzione incredibile.
Si parla di revoca di scudetto del 2006, ma come puoi revocare qualcosa che non è tuo? E' come se ti rubassero la macchina e poi dicessero a chi l'ha presa di restituirla, ma non per ridarla al legittimo proprietario ma per lasciarla al parcheggio comunale, sareste contenti?
Le domande che una persona che vuole vederci chiaro e andare a fondo senza vivere con fette di prosciutto sugli occhi sono:
Cosa sarebbe successo se le intercettazioni che sono uscite ora fossero uscite nel tempo debito?
Che penalizzazione avrebbe avuto la Juventus se queste intercettazioni fossero uscite allora?
Come mai non sono uscite?
Come mai al processo le persone interrogate non affermano quello che avevano detto pprima?
La cupola esiste o meno?
I sorteggi erano truccati veramente?
Quali sono le partite che hanno visto una modifica del risultato?
Purtroppo, a tutte queste domanda è troppo facile o difficile rispondere a seconda dei casi, ma rimane sempre più evidente che nel 2006 si è commesso un fatto molto grave: distruzione e affossamento di un business model vincente rappresentato da una società, un gruppo direttivo e una tifoseria.
Sarebbe bello che la verità venisse a galla e fosse fatta sapere al mondo intero, perchè recuperare il danno economico e tecnico sarà difficile, ma il blasone, dopo questo "complotto", quando verrà a galla totalmente, diventerà ancora maggiore.
E' incredibile che quattro anni dopo si sia passati da una posizione giacobina a una pacata, obiettiva e giusta che riporta i fatti in modo completo.
La pagina di oggi della Gazzetta e l'articolo su Calciopoli è equilibrato, corretto e pesa tutto in maniera convincente a parte l'aver inserito una telefonata di Moggi quasi come paragone, cosa che è totalmente sbagliata e fuorviante. In ogni caso qualcosa si è mosso e rispetto a prima è un passo avanti verso la verità.
Ci chiediamo, però, come mai, non è stato fatto lo stesso nel 2006, dove si è fatta una caccia alle streghe e una persecuzione incredibile.
Si parla di revoca di scudetto del 2006, ma come puoi revocare qualcosa che non è tuo? E' come se ti rubassero la macchina e poi dicessero a chi l'ha presa di restituirla, ma non per ridarla al legittimo proprietario ma per lasciarla al parcheggio comunale, sareste contenti?
Le domande che una persona che vuole vederci chiaro e andare a fondo senza vivere con fette di prosciutto sugli occhi sono:
Cosa sarebbe successo se le intercettazioni che sono uscite ora fossero uscite nel tempo debito?
Che penalizzazione avrebbe avuto la Juventus se queste intercettazioni fossero uscite allora?
Come mai non sono uscite?
Come mai al processo le persone interrogate non affermano quello che avevano detto pprima?
La cupola esiste o meno?
I sorteggi erano truccati veramente?
Quali sono le partite che hanno visto una modifica del risultato?
Purtroppo, a tutte queste domanda è troppo facile o difficile rispondere a seconda dei casi, ma rimane sempre più evidente che nel 2006 si è commesso un fatto molto grave: distruzione e affossamento di un business model vincente rappresentato da una società, un gruppo direttivo e una tifoseria.
Sarebbe bello che la verità venisse a galla e fosse fatta sapere al mondo intero, perchè recuperare il danno economico e tecnico sarà difficile, ma il blasone, dopo questo "complotto", quando verrà a galla totalmente, diventerà ancora maggiore.
lunedì 4 ottobre 2010
PER FARE LA PACE BISOGNA AVER DICHIARATO GUERRA
Abbiamo letto ieri di grandi titoloni di pace, "viva la pace" e bandiere messe nei balconi per sostituire quelle dei trionfi. Francamente tutto questo fa sorridere.
Per fare la pace bisogna aver dichiarato guerra e la domande è "chi ha dichiarato guerra all'Inter?"
Nessuno, qui nessuno ha dichiarato guerra all'Inter o a Moratti, ma semplicemente richiesto che alla Juventus sia riconosciuto quanto ottenuto sul campo. Se per molti richiedere giustizia equivale dichiarare guerra allora non ci siamo.
Come non ci siamo se qualcuno pensa che il pareggio di San Siro possa diminuire la voglia dei tifosi di giustizia, non giacobina come quella del 2006, ma semplice riconoscimento delle vittorie ottenute sul campo.
Sentiamo troppe voci fastidiose che dicono di scudetti non meritate e cavolate varie.
Poche storie quegli scudetti sono patrimonio dei 100 e più anni di storia bianconeri sono parte integrante di una famiglia che conta 29 figli.
Quando i due rapiti torneranno a casa allora si potrà chiudere il capitolo, fino ad allora non parlate di pace o guerra, perchè qui la guerra non la fa nessuno, parlate di giustizia e ingiustizia, e se volete fumatevi il calumè della pace...nell'attesa che la giustizia faccia il suo corso.
Il video della pace è il 29esimo scudetto vinto sul campo
Per fare la pace bisogna aver dichiarato guerra e la domande è "chi ha dichiarato guerra all'Inter?"
Nessuno, qui nessuno ha dichiarato guerra all'Inter o a Moratti, ma semplicemente richiesto che alla Juventus sia riconosciuto quanto ottenuto sul campo. Se per molti richiedere giustizia equivale dichiarare guerra allora non ci siamo.
Come non ci siamo se qualcuno pensa che il pareggio di San Siro possa diminuire la voglia dei tifosi di giustizia, non giacobina come quella del 2006, ma semplice riconoscimento delle vittorie ottenute sul campo.
Sentiamo troppe voci fastidiose che dicono di scudetti non meritate e cavolate varie.
Poche storie quegli scudetti sono patrimonio dei 100 e più anni di storia bianconeri sono parte integrante di una famiglia che conta 29 figli.
Quando i due rapiti torneranno a casa allora si potrà chiudere il capitolo, fino ad allora non parlate di pace o guerra, perchè qui la guerra non la fa nessuno, parlate di giustizia e ingiustizia, e se volete fumatevi il calumè della pace...nell'attesa che la giustizia faccia il suo corso.
Il video della pace è il 29esimo scudetto vinto sul campo
venerdì 1 ottobre 2010
TASTIERA VELENOSA: "IO RESTITUISCO A TE, TU RESTITUISCI A ME, EGLI RESTITUISCE A ME..."
Così dissero in casa nerazzurra:
"Se noi dobbiamo restituire lo Scudetto del 2006, la Juventus deve restituirne anche altri",
"E' tutto vero, ma in questi giorni non andrei avanti a insistere su queste cose - - visto che ci sarà la partita diretta e vorremmo rimanere nell'ambito di una partita di calcio. Quindi, per favore, cerchia¬mo di non esagerare nella polemica, può essere veramente antipatico.
Ieri abbiamo fatto parlare chi ha vissuto sul campo certe situazioni (Vieira-Ibrahimovic), oggi vorrei andare a fondo del tema, per dimostrare che l’ars oratoria è importante ma anche i fatti concreti che vogliamo porre a supporto delle nostre tesi.
Innazitutto vorrei dare ragione, in parte all’amministratore delegato nerazzurro. Ha pienamente ragione, la Juventus dovrebbe restituire un campionato. Vale a dire quello del 1998. In quel campionato l’Inter meritava il campionato, amio avviso sul campo e troppi errori arbitrali (li considero errori come quelli di adesso) ne falsarono praticamente il risultato finale.
Detto questo, sono d'accordo, quindi io “RESTITUISCO A TE”, passerei poi al “TU RESTITUISCI A ME”, vale a dire che l’Inter dovrebbe consegnare il cartonato del 2006 in quanto la squadra nerazzurra di allora rispetto a quella bianconera dell’epoca era di un’inferiorità tale a quella della Juventus attuale verso l’Inter. Se vogliamo credere alle utopie allora crediamoci e incominciate a scrivere che la Juventus di oggi è più forte dell'Inter...
Dopo il “TU RESTITUISCI A ME”, ci sarebbe anche “l’EGLI RESTITUISCE A ME”, inteso come il campionato vinto dalla Lazio di Cragnotti. Senza stare a parlare delle azioni di Cragnotti, ricorderei solo l’arbitraggio di Perugia e senza parlare dell’acquitrino, solo dell’espulsione lampo di Zambrotta… Quella fu si una sfida decisiva, falsata, non come quel Lazio-Inter dove l’Inter perse per demeriti propri, non per errori arbitrali (e non ricordatemi l’arbirtaggio di Chievo-Inter della settimana prima).
Ho volutamente evitato di parlare del caso Recoba. Qualcuno mi dovrebbe spiegare come mai passa, è passato e continuerà a passare inosservato un caso talmente clamoroso. Un dirigente che ha praticamente confessato e un regolamento che imporrebbe sconfitte a tavolino per ogni partita in cui Recoba era in campo.
A differenza di altri, che parlano di episodi “presunti” come il “doping” o “Calciopoli”, seguendo le fanfare e i tromboni dei “bersaglieri”, questi sono fatti reali, acclarati e certi che avrebbero portato non a una B imposta da qualcuno e virtuale ma reale.
Qualcuno sarebbe dovuto finire in B. Se rivanghi il passato, io rivangherò, ma stai attento… “potresti trovare dei grossi scheletri…”.
Personalmente penso che fino a quando alla Juventus non saranno restituiti i due titoli, vinti meritatamente sul campo e finiti ingiustamente altrove, non si potrà mai scrivere la parola fine alla questione.
A costo di sembrare, stupidi, pedanti e noiosi (e forse per alcuni o per tutti lo siamo), continueremo a ribadire il tema e a difendere la verità che, a differenza di altri, siamo in grado di sostenere con fatti e prove concrete a volte anche velenose.
"Se noi dobbiamo restituire lo Scudetto del 2006, la Juventus deve restituirne anche altri",
"E' tutto vero, ma in questi giorni non andrei avanti a insistere su queste cose - - visto che ci sarà la partita diretta e vorremmo rimanere nell'ambito di una partita di calcio. Quindi, per favore, cerchia¬mo di non esagerare nella polemica, può essere veramente antipatico.
Ieri abbiamo fatto parlare chi ha vissuto sul campo certe situazioni (Vieira-Ibrahimovic), oggi vorrei andare a fondo del tema, per dimostrare che l’ars oratoria è importante ma anche i fatti concreti che vogliamo porre a supporto delle nostre tesi.
Innazitutto vorrei dare ragione, in parte all’amministratore delegato nerazzurro. Ha pienamente ragione, la Juventus dovrebbe restituire un campionato. Vale a dire quello del 1998. In quel campionato l’Inter meritava il campionato, amio avviso sul campo e troppi errori arbitrali (li considero errori come quelli di adesso) ne falsarono praticamente il risultato finale.
Detto questo, sono d'accordo, quindi io “RESTITUISCO A TE”, passerei poi al “TU RESTITUISCI A ME”, vale a dire che l’Inter dovrebbe consegnare il cartonato del 2006 in quanto la squadra nerazzurra di allora rispetto a quella bianconera dell’epoca era di un’inferiorità tale a quella della Juventus attuale verso l’Inter. Se vogliamo credere alle utopie allora crediamoci e incominciate a scrivere che la Juventus di oggi è più forte dell'Inter...
Dopo il “TU RESTITUISCI A ME”, ci sarebbe anche “l’EGLI RESTITUISCE A ME”, inteso come il campionato vinto dalla Lazio di Cragnotti. Senza stare a parlare delle azioni di Cragnotti, ricorderei solo l’arbitraggio di Perugia e senza parlare dell’acquitrino, solo dell’espulsione lampo di Zambrotta… Quella fu si una sfida decisiva, falsata, non come quel Lazio-Inter dove l’Inter perse per demeriti propri, non per errori arbitrali (e non ricordatemi l’arbirtaggio di Chievo-Inter della settimana prima).
Ho volutamente evitato di parlare del caso Recoba. Qualcuno mi dovrebbe spiegare come mai passa, è passato e continuerà a passare inosservato un caso talmente clamoroso. Un dirigente che ha praticamente confessato e un regolamento che imporrebbe sconfitte a tavolino per ogni partita in cui Recoba era in campo.
A differenza di altri, che parlano di episodi “presunti” come il “doping” o “Calciopoli”, seguendo le fanfare e i tromboni dei “bersaglieri”, questi sono fatti reali, acclarati e certi che avrebbero portato non a una B imposta da qualcuno e virtuale ma reale.
Qualcuno sarebbe dovuto finire in B. Se rivanghi il passato, io rivangherò, ma stai attento… “potresti trovare dei grossi scheletri…”.
Personalmente penso che fino a quando alla Juventus non saranno restituiti i due titoli, vinti meritatamente sul campo e finiti ingiustamente altrove, non si potrà mai scrivere la parola fine alla questione.
A costo di sembrare, stupidi, pedanti e noiosi (e forse per alcuni o per tutti lo siamo), continueremo a ribadire il tema e a difendere la verità che, a differenza di altri, siamo in grado di sostenere con fatti e prove concrete a volte anche velenose.
domenica 5 settembre 2010
L'INSEGNAMENTO DELLE API
Un libro diceva "anche le formiche nel loro piccolo si.....". Oggi, potremmo dire: "anche le api nel loro piccolo insegnano". Per cosa utilizziamo questa considerazione? Bhe in seguito alla decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna sull’appello proposto dai dottori Bartolomeo Goitre (responsabile del Settore medico della Juventus nella stagione 2009/2010) e Luca Stefanini (a tutt’oggi medico sociale della Juventus) contro la decisione del Tribunale Nazionale Antidoping relativa alla vicenda che aveva coinvolto l’ex giocatore bianconero Fabio Cannavaro. Il tribunale ha sancito la correttezza si società e medici a ogni livello. Cosa ci insegna questa situazione?
Primo che se si ha ragione, bisogna andare in fondo nelle cose, a costo di muovere mari e monti, a costo di andare a Losanna, Ginevra, Londra, New York o Bujumbura...
Secondo, che i giornali e certi giornali sono sempre pronti a dare spazio molto rilevante quando c'è da accusare, mentre il paginone diventa trafiletto quando c'è da difendere o da ribadire l'innocenza.
Una situazione che dimostra come non sempre certe istituzioni siano imperfette e che forse insinuano in qualcuno, sicuramente in noi, l'idea che forse valeva la pena, in passato, fare un viaggetto in Svizzera, per difendere la società senza accettare la situazione del 2006 supinamente. Oggi come oggi, le api ci insegnano questo e il drin della sveglia sembra essere suonato.
Chissà se le api si fossero svegliate prime e avessero trovato quelle 100 telefonate. Forse il fiele che i tifosi hanno dovuto accettare dal 2006 sarebbe diventato miele. Rimaniamo convinti, che almeno rispetto all'anno scorso le cose stiano cambiando. Nonostante gli sbobinatori stiano vivendo nel mondo del "bradipismo" collettivo, il muro di gomma comincia a denotate qualche crepa.
La speranza è che quanto è successo a Losanna, possa essere solo l'inizio e che le api possano mostrarsi nuovamente e "pungere" metaforicamente chi non si è mosso per tempo e chi ha permesso una mistificazione della realtà che ora come ora potrebbe essere svelata. Se fossimo andati a Losanna, bloccando tutto come andava, probabilmente fatto, forse avremmo visto un risveglio molto più rapido.
LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI DELLO SPECIALE CALCIOPOLI
Primo che se si ha ragione, bisogna andare in fondo nelle cose, a costo di muovere mari e monti, a costo di andare a Losanna, Ginevra, Londra, New York o Bujumbura...
Secondo, che i giornali e certi giornali sono sempre pronti a dare spazio molto rilevante quando c'è da accusare, mentre il paginone diventa trafiletto quando c'è da difendere o da ribadire l'innocenza.
Una situazione che dimostra come non sempre certe istituzioni siano imperfette e che forse insinuano in qualcuno, sicuramente in noi, l'idea che forse valeva la pena, in passato, fare un viaggetto in Svizzera, per difendere la società senza accettare la situazione del 2006 supinamente. Oggi come oggi, le api ci insegnano questo e il drin della sveglia sembra essere suonato.
Chissà se le api si fossero svegliate prime e avessero trovato quelle 100 telefonate. Forse il fiele che i tifosi hanno dovuto accettare dal 2006 sarebbe diventato miele. Rimaniamo convinti, che almeno rispetto all'anno scorso le cose stiano cambiando. Nonostante gli sbobinatori stiano vivendo nel mondo del "bradipismo" collettivo, il muro di gomma comincia a denotate qualche crepa.
La speranza è che quanto è successo a Losanna, possa essere solo l'inizio e che le api possano mostrarsi nuovamente e "pungere" metaforicamente chi non si è mosso per tempo e chi ha permesso una mistificazione della realtà che ora come ora potrebbe essere svelata. Se fossimo andati a Losanna, bloccando tutto come andava, probabilmente fatto, forse avremmo visto un risveglio molto più rapido.
LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI DELLO SPECIALE CALCIOPOLI
Iscriviti a:
Post (Atom)