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lunedì 30 maggio 2011

dalla banda degli onesti alla banda bassotti


Dall'ultima partita della stagione ci porteremo via alcune cose: i gol sbagliati dal Palermo, le grandi giocate e il cinismo di Eto'o e infine le parole di Maurizio Zamparini.

Eh si.... ci porteremo dietro anche quelle e la sua furia dopo la finale di Coppa Italia persa dal suo Palermo contro l'Inter. Ce le porteremo dietro per ricordare come il vento cambia. Perchè una volta quelle parole le gridavano dietro a Moggi, Giraudo e Bettega. Oggi le tirano dietro a Moratti &C, segno che i tempi cambiano. E' lapalissiano che i tempi cambiano. Si definivano onesti, erano la banda degli onesti... ora .....il patron rosanero, che prima avuto un battibecco con la moglie di Moratti, li ha definiti "la banda bassotti, perchè sanno solo rubare". Una volta quel coro lo facevano alla Juventus, da ora lo si può fare anche all'Inter... e badate bene l'idea non viene dai tifosi della Juventus, ma dal Palermo, dal suo presidente, dalla gente comune, perchè questa è l'idea che si sta facendo largo e questa è cronaca, si riporta solo quello che succede e non si aggiunge nulla di personale. Fossi nei tifosi nerazzurri comincerei a preoccuparmi, del resto quando è iniziata a circolare la voce che la Juventus rubava hanno inventato Farsopoli. Non è detto che magari si possa trovare un Presidente di Federazione bianconero o rossonero e qualche compagnia telefonica per inguaiare la banda bassotti....del resto i tempi cambiano... piaccia o non piaccia...

(la foto presente è stata trovata online e non è frutto di rielaborazione)

domenica 27 giugno 2010

ANALISI DA DIECI, MA SENZA LODE

Ho letto con attenzione come si sta trattando l'eliminazione dell'Italia. A caldo c'è stata la rabbia dei tifosi e il rapido processo a Lippi, iniziato e concluso in pochi secondi con la sua totale colpevolzza. Dopo le prime ore è iniziata invece l'analisi sulla crisi del calcio italiano, su come risollevare le sorti del paese, etc, etc.
Alcune testate hanno forse esagerato (le bare in copertina, francamente non le abbiamo capite), infatti qualcuno si è risentito (che carattere questo Pepe...!)
Prandelli sarà eroe nazionale e Balotelli e Cassano i nuovi paladini del nuovo mondo. In mezzo a questo mare magnum, ho apprezzato soprattutto l'articolo di Fabio Monti del Corriere della Sera di ieri, che analizza in modo puntuale i mali del calcio, ma allo stesso tempo, forse trascura "qualcosa".
Parla giustamente di stadi di proprietà, diritti televisivi, vivai, stranieri, tutti argomenti giusti, argomenti imprescindibili, che anche secondo noi hanno portato alla crisi.
Monti è molto onesto quando dice: " Soltanto la Juve ha deciso di costruire il proprio stadio; gli altri invocano la legge che agevoli la costruzione di nuovi impianti, ma resta il sospetto che in molti siano interessati soprattutto a tutto quanto sta intorno allo stadio del futuro (appartamenti e centri commerciali)."

Noi aggiungeremmo, la Juventus in questo è stata all'avanguardia e ha saputo creare un primo modello di business per uno stadio polifunzionale, Ci piacerebbe che anche qualcun altro lo ammettesse e non dicesse solo che "è stata colta un'opportunità favorevole". Chissà chi è, come dice Monti che invoca una "legge per l'agevolazione nella costruzione di nuovi impianti"..io qualche nome ce l'avrei.
Detto questo, un altro punto degno di nota, secondo me è il seguente: "... club italiani dal ’99, l’anno dell’introduzione dei diritti tv soggettivi, hanno sperperato 5,9 miliardi di euro: fra acquisto di giocatori (molti sottoutilizzati), ingaggi fuori mercato e stipendi di allenatori, da esonerare alle prime difficoltà, i presidenti non si sono fatti mancare niente... "
Mi piacerebbe chiedere a Monti a chi si riferisce, noi abbiamo sempre i nostri nomi pronti nel cassettino della scrivania comunque... del resto qualcuno (per chi ci segue con assiduità), avrà già individuato il pezzo i cui si parla di una società che ha speso in 15 anni 1,000 milioni in acquisti.
Riteniamo, inoltre che la legge Melandri sulla spartizione dei diritti tv non ha sicuramente migliorato la situazione. Non ci sembra eccezionale approvare una legge senza prima aver individuato i paletti della spartizione. In un mondo che va verso la Champions League dove sono solo 4 le squadre per ogni nazione (grazie a qualcuno... saranno 3 prossimamente), indebolire economicamente le più forti, non ha fatto altro che livellare verso il basso il tutto.
Non voglio qui parlare di campionato italiano, perchè alcuni tifosi dicono che quella squadra rubava, ma vorrei chiedere quali sono le uniche squadre italiane ad aver vinto in campo internazionale con molti italiani in campo e qual'è l'unica ad essere arrivata quattro volte in finale con un bilancio in utile e molti italiani in campo.
La risposta è facile. Quelle squadre erano espressione del calcio nazionale.
Quelle squadre sono quelle maggiormente penalizzate da calciopoli in un'indagine che "dopo l'intercettazione di Abete", pone dubbi inquietanti su tutta la gestione.
Forse quando si parla di crisi bisognerebbe parlare di cosa è successo dal 2006 e di come stiamo oggi. Era tutto sbagliato in quegli anni prima del 2006, è tutto giusto oggi?
I media che con una nazionale vincente, hanno "sputato bile" sulla squadra espressione di un calcio sostenibile, programmato e vincente, sapranno cambiare opinione o si nasconderanno di fronte alle lampanti evidenze odierne?
Ci piacerebbe che qualcuno sui quotidiani più letti, ci dicesse, per una volta che forse la Juventus non era il male da estirpare, Moggi non era il solo uomo nero e che forse, qualcuno ha sbagliato (a proposito, nessun giornale si chiede come mai 4 anni fa ci fossero sbobinatori leprihttp://www.corriere.it/sport/speciali/2010/mondiali-calcio-sudafrica/notizie/26-giugno-stadi-talenti-stranier-tv-8-settembre-calcio-italiano-monti_c96fcd00-80fb-11df-9a47-00144f02aabe.shtml ed ora sbobinatori tartarughe..).
Io spero che ci sia qualcuno che lo scriva, anche sui più importanti quotidiani italiani, prima o poi.
Monti è stato bravissimo nel suo articolo, ma per dargli la lode... manca ancora una piccola riflessione, spero che magari in futuro, la possa aggiungere.


ECCO L'ARTICOLO DI MONTI, FONTE http://www.corriere.it/sport/speciali/2010/mondiali-calcio-sudafrica/notizie/26-giugno-stadi-talenti-stranier-tv-8-settembre-calcio-italiano-monti_c96fcd00-80fb-11df-9a47-00144f02aabe.shtml

Premessa: non è indispensabile avere la migliore Federazione del mondo, per battere la Nuova Zelanda e pareggiare con la Slovacchia. Però questa eliminazione dal Mondiale, al di là della figuraccia, è l’8 settembre del calcio italiano ed è molto più grave, strutturalmente, di quella del ’66 e del ’74.

Questa uscita di scena così avvilente annuncia tempi grami, ma in fondo rappresenta la sintesi di quanto ha saputo produrre un movimento, dove si continua a litigare, senza che nulla funzioni davvero e dove la Figc è costretta ad un sostanziale immobilismo, che nessuno ha il coraggio di rompere.

Gli stadi di proprietà non avrebbero aiutato a superare il primo turno, ma resta il fatto che i club italiani dal ’99, l’anno dell’introduzione dei diritti tv soggettivi, hanno sperperato 5,9 miliardi di euro: fra acquisto di giocatori (molti sottoutilizzati), ingaggi fuori mercato e stipendi di allenatori, da esonerare alle prime difficoltà, i presidenti non si sono fatti mancare niente, quando avrebbero potuto mettere a frutto questo momento di straordinario benessere. Invece adesso si ritrovano con due miliardi di euro di debiti. Soltanto la Juve ha deciso di costruire il proprio stadio; gli altri invocano la legge che agevoli la costruzione di nuovi impianti, ma resta il sospetto che in molti siano interessati soprattutto a tutto quanto sta intorno allo stadio del futuro (appartamenti e centri commerciali). Gli impianti esistenti restano in mano agli ultrà: ci saranno anche i tornelli e i controlli sull’acqua minerale, ma continuano ad entrare petardi, bombe- carta, fumogeni.

Del resto i presidenti sono stati solerti nel provvedere a svuotare gli stadi e a riempire gli studi, prima vendendo e poi svendendo alle televisioni tutto il prodotto calcio, senza freni e senza ritegno. Per creare palinsesti sempre più appetibili, si modificano orari e calendari; si gioca alle 20.45 con nove gradi sotto zero (tanto chi ha i decoder ha anche il riscaldamento) e alle 15, quando è estate. Sulla qualità dei prati è superfluo insistere; sorprende, semmai, che ci si lamenti degli infortuni e della qualità del gioco.

Altro problema: gli stranieri. L’Unione europea non consentirebbe certo all’Italia di chiudere le frontiere, come nel ’66, dopo la Corea, ma bisognerebbe capire perché i settori giovanili sono strapieni di giocatori provenienti da Federazioni estere (attraverso percorsi non sempre chiari) e che riducono gli spazi dei ragazzi italiani. Come insegna la storia, il problema non è mai la qualità (i campioni stranieri), ma la quantità, quella che alla fine chiude la strada alle generazioni future. Sarà un caso, ma l’Under 21 rischia di non andare nemmeno ai Giochi olimpici di Londra 2012, mentre i presidenti vorrebbero più extracomunitari. Abete ha presente la questione in termini globali, ma i club, la vera razza padrona, non accettano interferenze: considerano la nazionale una seccatura (a parte Mondiale ed Europeo da vincere) e mantengono in vita un campionato di A a 20 squadre, che alimenta soltanto dubbi e sospetti.

In Italia si parla di tutto, soprattutto di soldi, ma non di calcio, come si è era capito anche nell’ultima assemblea federale (23 marzo 2009), quella che aveva eletto con un plebiscito Abete. Il dibattito interno al Consiglio è nullo. Si alza la voce prima, mai durante. Il Settore Tecnico lavora e si muove a fari spenti, attraverso percorsi propri: mai che si apra un dibattito su quale tipo di calcio si vorrebbe vedere, come invece accadde nel ’74; sui metodi di lavoro; sulle ragioni della mancanza di ricambi generazionali nonostante una base enorme; su come formare i tecnici. E la Figc resta a guardare. Manca una figura di coordinamento delle nazionali giovanili (Under 17, Under 18, Under 19 e Under 20), che aiuti a dare un orientamento univoco alle rappresentative azzurre, affidate a grigi burocrati, a parte Francesco Rocca. Ognuno va per la sua strada. Piace litigare sugli arbitri e per gli arbitri. Slovacchia-Italia, trasferita nel nostro campionato, si sarebbe ridotta ad un processo infinito sul tiro di Quagliarella respinto al di qua o al di là della linea e sul fuorigioco che ha portato all’annullamento del gol dell’azzurro.

Quanto alla giustizia sportiva, che una volta brillava per la propria rapidità, da quando è stata inventata la Superprocura, guidata da Stefano Palazzi, ha tempi più lunghi di quella ordinaria. Nessuno osa dire niente, nel rispetto di un’autonomia che è diventata inefficienza. E allora: perché stupirsi se il pallone italiano invece di rotolare, va a rotoli?

venerdì 25 giugno 2010

ANALISI STRUTTURALE DEL CALCIO ITALIANO

Ho deciso di usare questo titolo, copiando in modo pedissequo, le parole del presidente Federale Abete all'indomani della disfatta azzurra.
"....Ho fatto una scelta che non rinnego. Me ne assumo le responsabilità...Bisogna avviare una riflessione sulla crisi strutturale del calcio italiano".
Secondo me tutto deve partire da due parole: crisi e analisi strutturale del calcio italiano.
Cominciamo dalla prima.
Da dove è partita la crisi e soprattutto chi ha generato questa crisi.
Io non ho la sfera di cristallo, ma direi che forse qualcuno, alla luce della vittoria mondiale del 2006, o durante la vittoria mondiale pensava che forse il merito della vittoria era della Federazione, era proprio, che avrebbero fatto a meno della Juventus e delle altre squadre coinvolte in quello scandalo, che i tifosi avrebbero perdonato e dimenticato e che forse ce l'avrebbero fatta anche senza una delle squadre che hanno fatto la storia calcistica di questo paese.
La storia ci insegna che in tutti i mondiali le grandi squadre hanno dato blocchi alla nazionale. Così è successo nel 1982 (blocco Juve) e così è successo nel 1990 (blocco Inter/Napoli) e nel 1994 (blocco Milan). Nel 2006 c'era il (blocco Juve).
Evidentemente qualcuno è stato molto miope, ha cavalcato le teorie di qualcuno che ritenevano che la Juventus vincesse perchè aiutata e ha dato il la alla crisi.
Voi direte, siete di parte. Forse, ma che la crisi del calcio italiano sia frutto anche di calciopoli non siamo in pochi a crederlo.
Ecco le parole di Galliani a metà aprile : "Calciopoli ha fatto sparire le squadre più forti dall’Europa e al posto loro sono andate formazioni meno attrezzate con tutto il rispetto per il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve. L'Italia non è una nazione bensì un insieme di comuni e quindi non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sé ma anche per gli altri”.

Galliani era stato un buon profeta, l'Italia ragiona in ottica campanilistica e in ottica campanilistica si è ragionato anche verso Calciopoli.

Noi pensiamo che la crisi strutturale del calcio italiano parta da li, proprio da li.
Manca la cultura sportiva, il rispetto dell'avversario, non ci sono regole uguali per tutti e quanto meno giustizia equa.
La causa di tutto è che si è tornati al tempo dei comuni, ma la colpa è di chi all'epoca di calciopoli ha descritto un mondo irreale creando rivalità che non saranno lenite a breve.
La gente vorrebbe fare una bella riga sul passato, ma consapevole che le cose dette siano vere e che non "ci hanno raccontato delle balle".
Si vedono processi a due velocità...come li spiegate, nel 2006 c'erano le lepri e ora le tartarughe, ma qualcuno si rende conto della gravità?
Si vede gente con la bava alla bocca contro Lippi per la figuraccia mondiale, a loro chiederei avreste preferito arrivare due volte secondi o preferite una volta primi e una ultimi?
Nella Babilonia italiana del pallone bisogna ricostruire tutto.
Nel 2006, si sono poste le basi per l'affondamento, economico e strutturale.
Allora, invece di andare a pensare a una legge per favorire la costruzione di nuovi stadi, si è andato a dibattere sui diritti tv, di fatto poi perdendo l'assegnazione degli Europei. Si è svalutato il campionato italiano rendendolo pari alla Ligue 1 e poi ci si meraviglia che la Francia vinca gli Europei.
Se l'Italia avesse voluto essere all'avanguardia avrebbe potuto fare una bella legge per salvaguardare i giocatori italiani, obbligando le squadre a inserire tra campo e panchina un numero minimo di giocatori del vivaio, solo per il campionato italiano. Dite che non è possibile.. a me sembra che in futuro questo verrà fatto.
Invece il male estremo era la Juventus, l'hanno sepolta sia i media che le istituzioni, ci hanno messo una bella lapide sopra e tutti felici e ora invece a leccarsi le verite e a cercare la causam che ovviamente sono gli eroi del 2006.
Forse nessuno, si è accorto che la Juventus l'anno prossimo inaugurerà uno stadio all'avanguardia? O meglio qualcuno se ne è accorto chiamandola non "professionalità", ma "opportunità favorevole"...
Infine, due parole sulla panacea di tutti i mali, mister Prandelli.
Fategli l'in bocca al lupo, ma a leggere i nomi da cui dovrebbe ripartire Prandelli mi viene da ridere. Mi viene da ridere semplicemente perchè alcuni ritengono che alcuni di questi sarebbero stati utili, magari giocatori con zero esperienza internazionale (nemmeno l'Europe League), alcuni giovani con meno esperienza di quelli portati da Lippi (tutti hanno praticamente ucciso Marchisio per le prestazioni ) e infine ci sono i potenziali fenomeni senza testa (indovinate chi?).

Per concludere aggiungo le parole che leggo or ora di Cannavaro, magari io sarò un pazzo visionario, ma il capitano del 2006, no, infatti dice: "Il nostro meccanismo deve cambiare, basta vedere i nostri stadi e la cultura che abbiamo nell'andare allo stadio. Bisogna investire nei giovani, sennò si vede che fine si fa. Il fallimento della Nazionale è pure il fallimento dei club. La vittoria del Mondiale è stata importante per tutto il Paese, poi ti prendi gli elogi per la vittoria, poi le critiche quando le cose non vanno. Da questa sconfitta si deve guardare al futuro per migliorare, sennò ci metteremo altri 27 anni per rivincere il Mondiale, impossibile per una nazione che vive di calcio come l'Italia".

Traete voi le vostre conclusioni, io le mie le ho già tratte, a dire il vero dal 2006 e mi raccomando mandate un sms di congratulazioni al vecchio presidente della Federazione per il bel lavoro svolto durante il suo mandato.

sabato 12 giugno 2010

IL DUE DI PICCHE A BRISCOLA



Contare come il due di picche a briscola, significa non contare nulla. Quest'espressione deriva dal gioco della briscola, perché il due del seme non di briscola è la carta che vale meno di tutte le altre.
Visto come l'Italia è stata trattata ieri ai mondiali di calcio, direi proprio che ci troviamo nella casistica classica, standard direi del due di picche a briscola.
Altro sgarbo all'Italia e capo della federazione molto offeso.
Giovedì sera all’Orlando Stadium di Johannesburg è stato Patrick Vieira, e non un italiano a consegnare in mondovisione la Coppa al Sudafrica, strano avrebbe dovuto essere un italiano, se non uno convocato, uno decisivo nel 2006. magari Grosso...
Già quattro anni Blatter non aveva consegnato direttamente la Coppa all'Italia.
Ora un altro sgarbo e pare che Abete si sia offero, definendo la situazione una "gaffe" e chiedendo spiegazioni.
Ma ci chiediamo l'Italia conta ancora qualcosa?
Sconfitta per i prossimi Europei andati a Polonia e Ucraina, sconfitta per quelli successivi assegnati alla Francia.
Ma cosa ha portato l'Italia a questo ruolo marginale? Ricordiamo che gli ultimi europei italiani sono stati nel 1980 e i mondiali nel 1990.
Insomma un europeo ci poteva stare.
Senza voler essere troppo di parte, noi a qualche possibile spiegazione abbiamo pensato.

In ordine sparso: stadi, tifosi, regole federazioni, problemi di giustizia, problemi di unità all'interno della tifoseria nazionale.

Stadi: li avete visti gli stadi italiani? Brutti, vecchi, fatiscenti e perennemente imbrattati dai tifosi che quando le cose non vanno bene, si sentono liberi di distruggere tutto tipo gli antichi sudditi di Attila.

Tifosi: regole poco chiare, tessera del tifoso ancora da comprendere bene, scontri... e poi se dopo 15 anni non si riesce a far giocare a porte aperte Genoa-Milan dove vogliamo andare?

Regole federazione, giustizia e credibilità internazionale: le federazioni leggono i giornali italiani, gli stranieri leggono i giornali italiani e alcuni magari vanno oltre i giornali e si fanno delle domande... per esempio come mai dal 1996 al 2006 la Juventus è arrivata così tante volte in finale di Champions... senza corrompere alcun arbitro, possibile ch corrompesse solo dal 2004 al 2006? All'estero forse sono più svegli e hanno capito che c'è qualcosa che non va o nel pre o nel post.
Andate a vedere come ha gestito il Portogallo lo scandalo partite truccate con prove in Portogallo e come è stato gestito in Italia. Li il Porto non è stato affossato, qui il corrispettivo del Porto si...

Problemi di unità di visione nazionale: pensate che i tifosi dell'Inter tiferanno la nazionale, e perchè mai? Girando per Milano li sento dire...no no non c'è nemmeno un interista, noi tifiamo Argentina. Bhe e perchè dargli torto, lo spirito nazionale è andato a farsi benedire. Colpa di chi? Colpa di chi non ha dato regole chiare e ha creato un clima di sospetti e di tensione. L'Italia sembra tornata all'epoca dei comuni, tutti guardano all'orticello e non al sistema.
Del resto se il sistema perde credibilità...

Che dire, quindi, vi meravigliate se la Fifa, la Uefa, ci danno il due di picche.
Perchè dovrebbero fare altrimenti. Bisognerebbe farsi un esame di coscienza e trovare dentro di noi le risposte, alcune le abbiamo abbozzate, fate voi.. il resto...

LEGGI LE PAROLE DI ABETE

Non ci hanno mandato un invito né ci hanno comunicato che non si trattava di fare semplice presenza a un concerto. Se ci avessero detto che c’era da consegnare la Coppa, qualcuno di noi si sarebbe presentato nonostante le difficoltà create dalla distanza, dal traffico e dal fatto che sarebbe stato un fuori programma in contrasto con le esigenze della preparazione»
La Fifa in serata «Avevamo regolarmente invitato un membro della Federazione italiana e ci hanno detto che non poteva venire».

aNCORA ABETE «Pirlo era pronto ad andarci perché a causa dell’infortunio era libero dagli allenamenti. Poi ha dovuto sottoporsi alla risonanza magnetica in ospedale e ha rinunciato». «Chiediamo un chiarimento per questa gaffe e se non lo riceveremo scriveremo una lettera perché queste cose restino agli atti». Sarà importante sapere a chi affidarla perché non si perda nel viaggio e non si crei un altro disguido «sul versante comunicazionale».

martedì 4 maggio 2010

NON C'E' PIU' RISPETTO

Coppa Italia Inter...e torna il nostro "amico" specialone... si specialone sempre nel difendere le sue idee..... sopratutto, direi a discapito di altri...
Ecco le sue parole...sul rispetto...
«Non siamo nati in una culla d'oro, se siamo qui a giocarci due finali di Coppe e lo scudetto è grazie al nostro lavoro. Per questo esigo rispetto da tutti. Puoi essere presidentessa, dottoressa, nata in una culla d'oro, ma devi rispettarci».
Sulle parole di Mourinho, sono d'accordo ci vuole rispetto.. sempre e comunque per tutti, ci vorrebbe educazione.
Però il rispetto ci vorrebbe dalla prima all'ultima giornata, sempre e per tutti, non quando ci fa comodo...
Non cè più rispetto, proprio come dice Zucchero nella sua canzone... ma "non c'è più rispetto" dalla prima giornata, dall'espulsione dell'arbitro Orsato.. e dov'era il rispetto con il gesto delle manette....?? e dov'era il rispetto in quella corsa a Barcellona... o potrei chiedere a mr specialone dov'era il rispetto verso Ranieri quando gli diceva che aveva settant'anni...
Il rispetto non è un pulsante che accendi e spegni come a un quiz... quando ti pare...
Il rispetto c'è o non c'è... il rispetto, la sportività, in Italia ci sono solo quando ci fa comodo...
Mourinho esige rispetto... magari può chiedere rispetto.. esigere... o imporre... è da dittatura... andrebbe bene con il mio articoletto.. sull dittatura... e allora se dittatura è... ha ragione lui... "ESIGO RISPETTO"....

MOURINHO SUL RISPETTO


AScolta la canzone rispetto di Zucchero