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tuttojuve

Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
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lunedì 18 ottobre 2010

PICCOLI SEGNALI DEL RITORNO BIANCONERO

In questo fine settimana ci sono stati piccoli segnali del possibile ritorno della Juventus dove le compete. Ieri abbiamo parlato del "sogno" e della "realtà" a livello di gioco e risultati, oggi vogliamo mettere il dito o meglio la penna, sulle parole degli avversari, che sembrano essere tornati combattivi come un tempo, soprattutto quando si parla di Juventus. Mourinho sentiva il rumore dei nemici e vinceva. Capello sentiva il rumore dei nemici e vinceva e quanto vinceva... nel 2006. Chissà se Del Neri sentirà il rumore dei nemici.

Segnaliamo che il Corriere dello Sport di ieri riportava alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro. "Felipe Me­lo? E' inutile anche rispondergli, lo co­nosciamo tutti, ad inizio partita ha commesso un fallac­cio che meritava l'ammonizione. Se l'arbitro gli avesse dato il sacrosanto giallo, il brasiliano si sarebbe calma­to. Invece gli ha permesso di fare quel­lo che ha voluto. Folle, poi, il cartelli­no comminato ad Olivera ed altre de­cisioni. Gava ha usato due pesi e due misure per tutto l'andamento della ga­ra. Sono esperienze anche queste. Per­dere a Torino con la Juventus ci può stare. Sono altre le partite che dobbia­mo vincere, a cominciare dalla prossi­ma sfida-salvezza contro il Brescia".

Francamente, nulla da dire, a parte episodi francamente irrilevanti e un rigore che si poteva dare all'80%. Appare strano che quando la Juventus vince 4-0 gli avversari preferiscano parlare di episodi arbitrali piuttosto che fare i complimenti all'avversario. Era già successo a Udine, registriamo lo stesso qui.

Forse qualcuno, in casa bianconera, avrebbe da eccepire sull'arbitraggio di Juventus-Palermo e su un episodio "sfortunato". Tutti ricordano le parole di Zamparini sui famosi rigori pro Juve, mentre da Torino si è scelta la linea soft per l'episodio di Del Piero. Ecco, invece le parole sempre di Zamparini sulla Juventus: "L'avevo detto che possiamo anche vincere 5-6 partite di fila, stiamo molto bene. Siamo più forti della Juventus, nel confronto con loro abbiamo qualcosa in più. Intanto godiamoci questo bel momento fino in fondo".

L'importante è che Zamparini ne sia convinto, probabilmente il Palermo è anche più forte dell'Inter visto che la Juventus ha pareggiato a Milano, mostrando di potersela giocare alla pari.

Chissà, quante ne dovremo sentire ancora da qui alla fine del campionato. Sicuramente la Juventus sembra essere tornata "meno simpatica" e la cosa ai tifosi bianconeri non può che fare piacere, anche "questi potrebbero essere piccoli segnali"

domenica 17 ottobre 2010

TELEGRAMMI DA GENOVA...

Nonostante la Juventus ieri abbia fatto benissimo, giocando una partita da Juve dei tempi belli, le voci di mercato non si spengono, anzi, rimangono sempre ben calde. Ieri ai più non saranno scappati i due telegrammi partiti nel tardo pomeriggio da Genova, in direzione Torino, in particolare verso la sede bianconera. I mittenti sono due giocatori doriani che potrebbero sicuramente aiutare la formazione bianconera a fare un ulteriore salto di qualità. Ovviamente stiamo parlando di Ziegler e Cassano, entrambi a segno ieri e sempre più decisivi. Ziegler ha segnato con una bella punizione arquata, un vero eurogol. Cassano, invece ha ubriacato tre giocatori viola concludendo un'azione personale alla grandissima. Che i due abbiano sentito le voci da Torino e abbiano voluto mettersi in mostra? Sicuramente se la Juventus giocherà come contro il Lecce anche nelle restanti partite, Ziegler e Cassano non servirebbero moltissimo, ma siccome la rosa è ristretta e i buoni giocatori sempre utili, pensiamo che possano essere due eventuali acquisti che Marotta farebbe molto volentieri.

Forse per uno dei due, lo sapremo già a gennaio, quando Ziegler sarà libero di accasarsi dove vuole se non rinnova, siamo sicuri che comunque i tlegrammi siano già partiti...in direzione Torino...e Marotta abbia preso appunti.

sabato 16 ottobre 2010

AQUILANI: PORTERA' LONTANO QUESTA JUVENTUS?

Ritorna il campionato, ritorna la Juventus in casa e ritorna una sfida che in teoria è una partita tra una squadra che vorrebbe essere grande o presunta grande contro una piccola. Ieri ha parlato Gigi Del Neri e non è stato banale, anzi, ha dato alcune risposte molto interessanti, sempre che siano vere e non pretattica.
"Non ci saranno novità tattiche", quindi spazio al 4-4-2, con il probabile inserimento in fascia di Marchisio. Tuttavia, l'elemento principale dell'intervista è stato quanto detto su Aquilani: «Aquilani sta bene e domani giocherà. Poi ci saranno gli altri 10»... Non ce ne sono due che formano un'accoppiata migliore o peggiore. L'ho detto prima che tutti i giocatori che giocano nella Juventus danno ampie garanzia di sicurezza per l'allenatore. Quindi qualunque coppia giochi o qualunque giocatore giochi, al di là del nome che porta e delle qualità che ha, per me ha importanza vitale. Giocheranno due perchè ne giocano due, ma gli altri due sono alla pari e probabilmente giocherebbero in qualsiasi squadra Aquilani sia del quartetto. "Dipende da chi affronti e da come affronti le squadre. Dipende".Diciamo che gli equilibri della squadra sono dettati anche dai giocatori tecnici, in certi settori; però puoi optare anche per una squadra molto più maschia, molto più aggressiva e molto più densa a livello fisico. E quindi direi che la Juventus può fare una e l'altra".

Ci sembra chiaro che Aquilani sia dei quattro giocatori quello con maggiore fantasia e capacità di creare oltre che di distruggere.
In una partita come quella di domani, dove bisognerà costruire e offendere oltre che difendere le eventuali sortite avversarie, un giocatore come Aquilani diventa indispensabile e unico.
Da lui la Juventus si aspetta che continui sulla striscia di San Siro per poter spendere convinta la cifra del riscatto.

La partita di oggi è una partita da vincere, primo perchè la Juventus p a centro classifica e non prima, secondo perchè ha fatto 8 punti in 6 partite, non 13 o 15.. e terzo perchè se si è iniziata una via positiva con Cagliari, Manchester e Inter questa strada non può essere abbandonata ma seguita se la Juventus vuole centrare l'obiettivo Champions, obiettivo designato.






domenica 3 ottobre 2010

VICINI AL KICK-OFF: ULTIME DA MILANO


Mancano otto ore al calcio di inizio e nei tifosi bianconeri comincia a salire un po' di tensione in vista della partita di stasera. Che partita sara'? Riuscira' la Juventus a uscire indenne da San Siro? Partita difficile in cui Del Neri sembra orientato a puntare su tre giocatori freschi. Felipe Melo, Aquilani e Amauri che potrebbero dare quel qualcosa in più alla causa.

Dall'altra parte un'Inter che ha recuperato alcuni pezzi pregiai e pronta a scendere in campo con il coltello tra i denti e con un Milito in più e un giorno di riposo a favore.

Ecco le formazioni probabili a otto ore dall'inizio:

Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Cordoba, Chivu; Stankovic , Cambiasso; Milito,Snjiderr, Biabiany Eto'o All.: Benítez A disposizione: Castellazzi, Mariga, Santon, Muntari, Materazzi,Mancini, Coutinho.

Juventus (4-4-2): Storari; Grygera, Bonucci, Chiellini,De Ceglie; Krasic, Felipe Melo,Aquilani Pepe; Iaquinta, Amauri. All.: Delneri A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Motta,Marchisio,Martinez, Quagliarella,Del Piero.




domenica 19 settembre 2010

UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA

Una rondine non fa primavera...o meglio le quattro rondini che sono volate sul cielo di Udine non fanno primavera. Sono un segnale importante, di come questa Juventus stia nascendo e sono un segno di crescita rispetto le opache prove difensive di Torino contro Sampdoria e Lech Poznan. Non vogliamo passare per i "Cassandra" di turno e nemmeno per quelli che vogliono fare auspici inverecondi, ma solo per quelli che chiedono un sano realismo. Sento parlare qualcuno di no limits. Quello lasciamoli dire a chi usa una certa marca di orologi. La squadra di ieri è stata bella, forse troppo bella per essere vera. Se questa fosse la formazione e il gioco espresso ogni domenica, Marotta, Paratici, Del Neri e Andrea Agnelli meriterebbero una statua in bronzo nel centro di Torino.
Tuttavia, per ora abbiamo solo quattro rondini e conviene essere prudenti. Chi dice di lavorare e che il cartello "lavori in corso" è appeso non solo fuori dall'ex Delle Alpi ha pienamente ragione. Questa squadra è ancora tenera, ma ha già un cuore forte. Il cuore di alcuni giocatori che sono sicuro entreranno prima o poi nella storia del club con un titolo in portafogli. I Marchisio, i Chiellini, i Bonucci, sono già linfa per un domani ricco. Difficile dire se domani sia già oggi (cioè questa stagione), molto dipenderà dalla crescita di altri, tipo Pepe e Krasic e dalla compattezza di giocatori come Motta, De Ceglie oltre alla voglia di vincere di Felipe Melo. A loro bisognerà poi unire la voglia di rivalsa di Quagliarella, Amauri, Iaquinta e l'eternità di Del Piero. Solo così le quattro rondini che ora sono in volo da Udine verso Torino non rimarranno sole. Per il momento quella di ieri è solo un episodio che ci riporta ai tempi della Juve 2006, bella e solida che vinceva e convinceva. Ci piacerebbe che quest'episodio possa avere dei sequel...










sabato 18 settembre 2010

Pozzo o Del Neri? Chi ha ragione?

Oggi pomeriggio alle 17,00 uno dei due avrà ragione e l'altro torto. Se la Juventus dovesse passare a Udine, forse le parole di Pozzo potrebbero non sembrare un'utopia e quelle di Del Neri della settimana scorsa pura scaramanzia. Se la Juventus dovesse invece pareggiare o perdere, allora Pozzo si travestirebbe da "gufo" e Del Neri da buon "realista". I tifosi consapevoli che Del Neri volesse tenere tutti con un piede nel mondo reale, preferirebbero però che fosse Pozzo ad avesse ragione.
Per i meno informati ripercorriamo le parole di Pozzo di ieri e quelle di Del Neri della settimana prima. Il patron friulano ha posto la Juventus insieme a Milan e Inter come le tre pretendenti per lo scudetto, elogiando i tanti ex, in particolare Pepe (gregario di lusso), Quagliarella e Iaquinta.
La settimana prima Del Neri, invece, aveva detto: "Non siamo da scudetto, il campionato se lo giocheranno altre squadre. Noi abbiamo qualità insicutibili e puntiamo sempre al massimo".
Insomma, dopo aver visto gli attaccanti del Lech giovedì fare il bello e il cattivo tempo anche Sanchez e Di Natale che già sono bravi da soli potrebbero sembrare Cristiano Ronaldo e Messi.
Per il pomeriggio di oggi ci vorrà attenzione e concentrazione, sperando di fare tre gol, ma magari di non prenderne sempre tre.
Questa Juventus deve crescere, ma per farlo serenamente ha bisogno di risultati positivi a partire da oggi.

giovedì 16 settembre 2010

IN-DIFENDIBILI A FORZA 3

Quando prendi tre gol in casa dal Lech Poznan c'è poco da dire. Lech Poznan, alias cenerentola del girone. Direi che i numeri contano più delle parole. La difesa a forza tre, inteso come gol incassati non funziona. La manovra offensiva è sterile e docile. Gli errori a centrocampo troppi per essere numerati e le palle perse pure. C'è solo il carattere ma quello non può bastare sempre. Insomma a Udine, stanchi e affannati sarà dura. C'è poco da sorridere a parte i gol da palla inattiva e lo splendido gol di Del Piero. C'è molto da recriminare sul gol preso nel recupero che testimonia come ci sia incapacità nel gestire la palla e gli ultimi minuti di gioco. Incredibile perdere la palla, far ripartire l'azione altrui e lasciare tutto quello spazio. La squadra è al momento in-difendibile, quindi non ci mettiamo in posizione diversa. L'unica scusante è che la squadra è nuova, i meccanismi vanno oleati. Mancano però due elementi: un terzino destro e pure sinistro capace in fase difensiva e il famoso attaccante da venti gol a stagione. Noi questo lo ripetevamo da inizio giugno...speriamo che da domenica la difesa possa essere migliore...








venerdì 6 agosto 2010

DEL PIERO E I DUALISMI INFINITI



In principio c'era Roberto Baggio, alias "Coniglio bagnato", poi rinominato "Raffaello". Del Piero prese lo scettro del "Divin Codino" e si trasformò in Pinturicchio e Godot entrando nella storia della Juventus più del mito Boniperti. Tuttavia in questi anni di Juventus ha sempre dovuto subire il trattamento del dualismo, sia in casa bianconera che in nazionale. Tanti, forse troppi i giocatori che hanno provato a spodestarlo, almeno agli occhi della stampa e che per un motivo o per l'altro hanno dovuto alla fine issare bandiera bianca, vale a dire essere ceduti.
Oltre a Baggio, passato al Milan, la stessa strada fece anceh Pippo Inzaghi, sempre in direzione Milano. Come non citare poi altri due giocatori come Di Vaio, esploso al Parma e poi spedito al Valencia e infine Miccoli, passato alla Fiorentina e poi al Benfica, dopo un anno come concorrente del "mito bianconero".
Negli ultimi anni ricordiamo, il potenziale dualismo con Mutu, finito poi a Firenze e un "finto" dualismo con Giovinco, che avrebbe dovuto prendere lo scettro del capitano e infine ai giorni nostri con Diego.
Detto questo bisogna dire che Alessandro Del Piero si è sempre comportato nel miglior modo possibile e forse sono stati gli altri a non sopportare la pressione creata ad hoc forse dai media.
Lo stesso dicasi in nazionale. Prima Baggio/Del Piero, sia dal 1998, al 2002, poi nel 2006 con Totti, senza parlare degli Europei e di quello potenziale con Cassano.
Insomma, un gioco della Torre a volte fastidioso, ma che ha quasi sempre visto Del Piero rimanere in piedi e gli altri cadere ad uno ad uno.
Oggi come oggi, per il bene della Juventus vogliamo seguire le parole di Del Neri.
Dobbiamo chiudere con il passato, stiamo crescendo come squadra unita. C'è sana competitizione tra i giocatori in molti ruoli, a partire da Diego e Del Piero. Questo è positivo per il gruppo, poichè garantisce il massimo impegno da parte di tutti.
Anche noi vogliamo considerarla una sana competizione. Del Piero è storia ed è la Juventus, ma non potrà essere sempre in campo per 36 partite per 90 minuti ai livelli del Del Piero "monstre", Per chi gli vuole bene e penso che anche lui se ne renda conto ci vuole un centellinamento costante per essere sempre decisivo come lo è stato giovedì. Per questo servono un Del Piero e un giocatore più giovane che possa diventare non il "Del Piero", ma il giocatore campione del futuro per guidare la squadra verso nuove vittorie. Ci vogliono campioni e sana competizione, solo così si potrà tornare a vedere una Juventus vincente.

venerdì 23 luglio 2010



L'Europa League, intesa come preliminari non è alle porte ma quasi, visto che lo Shamrock Rovers incombe all'orizzonte. Guai a sottovalutare gli avversari, si rischiano le figuracce.
Proprio per evitarle e soprattutto evitare di finire in campionato fuori dalla zona Champions, alla Juventus, in vista della prossima Europa League dovranno fare i loro calcoli. Calcoli precisi e necessari, per evitare di arrivare alle sfide della domenica, dopo quelle del giovedì sera senza le necessarie energie. Unico modo per sopperire a questa situazione appare quella di creare una rosa ampia, ma soprattutto intercambiabile in modo da mandare 11 giocatori in campo al giovedì e 11 la domenica, a meno che la Lega non decida, di giocare qualche posticipo il lunedì, cosa al momento improbabile, ma non impossibile.
Già l'anno passato avevamo auspicato l'introduzione del Monday Night per evitare gare ravvicinate a chi faceva l'Europa League e il conseguente svilimento della competizione.
Abbiamo già visto come il ranking italiano sia un pauroso calo e l'unica via è quella di valorizzare tutte le competizioni e soprattutto l'Europa League.
Non devono esistere competizioni di serie A e B, per la Lega ma competizioni che portano punti e ranking.
D'altro canto la Juventus dovrebbe allestire una squadra per tornare in Champions rapidamente e non sfigurare in Europa. Per questo l'unica via sono i 22 giocatori, utilizzando i "titolari", per dirla alla Del neri in campionato. Giustamente Del neri non disprezzerà l'Europa League, a patto però di non rimanere fuori dalle prime in campionato, perchè un altro anno senza Champions potrebbe essere un vero problema per le casse bianconere, dato che i posti si ridurranno.
"Il passaggio del turno in Europa League non è scontato, perché giochiamo 11 contro 11. Abbiamo visto ai Mondiali, con la Nuova Zelanda, che la fisicità può creare dei problemi e affronteremo una squadra tosta che viene da un campionato duro come quello irlandese, ecco perché non c’è nulla di già scritto. Avremo un mese di lavoro nelle gambe e anche se loro hanno giocato qualche partita in più, ci arriveremo pronti. Già domani a Cosenza qualcuno giocherà più di un tempo, perché in Europa League avremo solo tre cambi a disposizione e dunque in otto dovranno giocare tutta la partita. Se con il Lione giocheranno i Nazionali? Vedremo. Si allenano da una settimana e dunque potrebbero andare in campo per 20-30 minuti".

Queste le parole di Del neri in vista dell'amichevole con il Lione, partita tosta, contro un avversario che inizierà prima il campionato.

Per essere pronti per il primo e il più impegnativo eventuale secondo preliminare, la Juventus dovrà programmare in modo attento sia gli acquisti ma soprattutto le cessioni. Bisogna cercare di vendere i giocatori non funzionali al progetto e acquistare quei quattro tasselli mancanti.

In vista dell'Europa League riteniamo che questa formazione Storari, De Ceglie, Legrottaglie, Mister X, Grygera, Martinez, Sissoko, Marrone, Lanzafame, Del Piero, Trezeguet possa essere adeguata per arrivare almeno agli scontri diretti di marzo.

Per avere due squadre alla Juventus mancano, però ancora 4 acquisti, il mister X centrale difensivo, un terzino sinistro, un esterno di centrocampo e una punta, sempre che non parta qualcuno.... attenzione, però, perchè tre su quattro dovranno essere acquisti di spessore....perchè ci vogliono 22 titolare per tornare a essere la Juventus.

sabato 19 giugno 2010

IL CATTIVO PROFETA

Di stregoni e maghi, durante la stagione ne abbiamo visti e sentiti molti. Il più famoso è stato sicuramente Mourinho che aveva pronosticato in più riprese il giorno dello scandalo, e l'arrivo e la fine del giorni dei giorni.

Scomparso Mourinho, rileviamo oggi la ricomparsa di un nuovo santone, il deus ex machina delle accuse alla Juventus: Zdenek Zeman.

Zdenek Zeman ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport 24 parlando di mondiali e nazionale e guarda caso di Juventus.

Sul primo tema "Poche squadre prendono l'iniziativa, poche squadre cercano di fare calcio offensivo, anche se sulla carta sono nettamente superiori e quindi dovrebbero far valere la loro superiorità. Tutte le 32 squadre pensano di poter vincere il campionato del mondo visto che l'ha vinto l'Italia quattro anni fa, hanno le speranze, poi arriveranno in poche e poi quella che avrà più resistenza a fare sette partite a buoni livelli". "La nazionale è una squadra che non ha tirato in porta e non tirando mai è difficile vincere le partite, aspettando solo le occasioni su calci d'angolo o calci piazzati è difficile. Penso che dovrebbe osare qualcosa di più in avanti, per quello si dovrebbe purtroppo allungare e oggi penso non sia nella sua mentalità". Alla domanda su chi avrebbe portato in Nazionale, risponde : "Quelli che sanno giocare".

Poi si sbizzarisce sul nuovo tecnico della Juventus, Gigi Delneri: "Ha fatto molto bene alla Sampdoria. E' stato in grandi squadre come Roma, Palermo e Porto e non ha mai chiuso la stagione. Scommessa? Ci sono dirigenti che lavorano e se fanno delle scelte vuol dire che sono convinti di quello che un allenatore può dare. Io come esperienza ho 300 partite in Serie A, sono arrivato quattro volte tra le prime cinque, penso che nessun allenatore che allena oggi in serie A abbia fatto gli stessi miei risultati, ma io non ho la squadra".

Ha ragione Zeman quando dice che non ha chiuso la stagione, tuttavia bisogna pur dire che ogni tecnico ha avuto le sue esperienze negative, e noi potremmo benissimo citare anche quelle di Zeman.

Del Neri nelle ultime due stagioni ha fatto stagioni strepitose con Atalanta e Sampdoria, quindi merita rispetto e fiducia.

Concludiamo con una riflessione, Zeman un tempo sosteneva che non aveva più panchine per colpa del sistema, ora che quel sistema non c'è più, come mai non allena?....mistero... del profeta....

mercoledì 19 maggio 2010

BEN ARRIVATI

Quando arriva qualcuno di nuovo, lo si accoglie sempre bene...
Quindi ben vengano...sopratutto chi ha rinunciato a qualcosa per una squadra da costruire.
Un in bocca al lupo di cuore


Comunicati ufficiali Juventus.com
Marotta e Del Neri alla Juventus
Nella giornata di oggi, che ha visto il CdA ratificare la nomina di Andrea Agnelli quale presidente della Juventus, in società sono approdati Giuseppe Marotta e Luigi De Neri.

Giuseppe Marotta ha siglato un contratto come Direttore Generale Area Sport con decorrenza dal 1 giugno 2010 e scadenza al 30 giugno 2013. A Marotta, che riporterà all’amministratore delegato Jean-Claude Blanc, risponderà tutta la struttura sportiva e medica della società.

Luigi Del Neri sarà l’allenatore della Juventus a partire dal 1 luglio 2010. Con il tecnico è stato siglato un accordo fino al 30 giugno 2012.

lunedì 17 maggio 2010

C'E' CHI DICE SI E C'E' CHI DICE NO


In tutte le situazioni della vita c'è sempre chi ti dice di si e chi ti dice di no.
Anche nella questione allenatore della Juventus 2010/2011, c'è stato chi ha detto no e poi chi ha detto si.
Difficile o forse troppo facile capire se sia stato Benitez a non voler venire alla Juventus o la società a volerne limitare l'azione o a non voler pagare 25 milioni per uno staff per più stagioni. Difficile da dirsi...
In ogni caso, ieri Del Neri sembra aver ammesso che dopo il rifiuto di Benitez si sia creata questa possibilità e che lui non voleva farsela scappare.
Da qui alcune riflessioni.
Sono moltissimi i tifosi bianconeri che scrivono e alcuni che mi scrivono che Del Neri non è l'uomo giusto e su alcuni forum sono comparsi già i primi Del Neri vattene...
Francamente non sono "esaltato" da Del Neri, lo ritengo un ottimo allenatore, ma non so se saprà tenere alle pressioni della piazza alla prime difficoltà. Ferrara è crollato e Ranieri che aveva un curriculum migliore del suo è crollato non alle prime ma alle seconde difficoltà.
L'aver preso Del Neri necessita un grande lavoro psicologico a livello media e di consapevolezza della tifoseria. I tifosi devono capire che sarà difficile vincere e quindi cercare di fare blocco, evitando contestazioni. Lo stesso dovrebbero fare anche i media vicini alla Juventus che più di una volta hanno gettato benzina sul fuoco, avallando il mare delle polemiche e in alcuni casi fomentando le ire dei tifosi.
La parola giusta di questa Juventus è ridimensionamento, una squadra che proverà a vincere, ma che non deve essere considerata dai tifosi con l'obbligo di vincere.
Innescare polemiche alle prime sconfitte potrebbe portare solo a una stagione peggiore di questa (anche se non penso sia facilissimo).
In fondo in fondo, poi, bisogna ringraziare anche chi rinuncia alla Champions per un sogno in bianconero e non confidare troppo in chi non è voluto venire per passare da Europa League ad Europa League, o magari all'Inter.
La Juventus ha ancora appeal se riesce in pOchi giorni a far passare tutto uno staff di una squadra arrivata davanti a lei in una società con ancora obiettivi non chiarissimi.
Un allenatore che decide di mettersi totalmente in gioco da una piazza in cui era benvoluto in una dove ai primi errori non gli sarà concesso nulla, merita stima.

I tifosi bianconeri adesso possono solo constatare che c'è chi dice si (Del Neri, Marotta) e chi dice no (Benitez)....
Forse come dice la canzone ....."QUANTA GENTE COMUNQUE CI SARÀ...
CHE SI ACCONTENTERÀ"...noi avremmo preferito non accontentarci e puntare su Capello, ma visto che non è possibile accettiamo Del Neri e speriamo che il suo sia una crescita continua Atalanta, Sampdoria...Juventus.... tappe che ricordano Lippi...in un certo senso....Lippi giocò nella Sampdoria e allenò l'Atalanta... Del Neri giocato e allenato per la Sampdoria e allenato l'Atalanta.. ma quella è un'altra storia... e che bella storia...

ASCOLTA LE PAROLE DI MAROTTA DI OGGI
prima parte http://www.primocana...eo.php?id=32364

seconda parte http://www.primocana...eo.php?id=32365


L'EVOLUZIONE DEL PROGETTO

Nel 2006, tra rabbia e costernazione, avevamo sentito parlare di 5 anni per poter tornare a vincere. Oggi, dopo 4 scudetti nerazzurri, grosse delusioni, allenatori più o meno bravi, giocatori più o meno bravi i tifosi si ritrovano a sentir parlare di progetto.
Le prime parole di Marotta sono: "La Juventus deve tornare immediatamente alla poszione che le compete in ambito nazionale e internazionale. Ci sarà molto da lavorare, ma non bisogna dimenticare le risorse che già sono a disposizione. La squadra dà 8 giocatori alla Nazionale. Non bisogna procedere ad una rivoluzione, piuttosto serve un'evoluzione".

A sentire parlare di evoluzione, di primo acchito ho pensato al programma Ciao Darwin, poi leggendo con attenzione, mi sono ricreduto e personalmente l'approccio di Marotta, lo ritengo ottimo. Su di lui avevo già manifestato fiducia nei giorni scorsi. Se si doveva puntare su un uomo di calcio, Marotta rappresenta sicuramente l'uomo migliore. Atalanta-Sampdoria e ora Juventus. Un percorso netto, snello e di crescita professionale che lo pongono al momento giusto nella piazza giusta. Detto questo anche le parole iniziali mi fanno ben sperare. Alla Juventus non servono rivoluzioni o cambiamenti radicali. Con i cambiamenti radicali abbiamo visto tutti che fine hanno fatto alcune società in passato. Alla Juventus servono persone che credano in un progetto e nelle persone che inseriranno in quel progetto. Per gli esperti di project management, i progetti si raggiungono con i piccoli passi e i piani e gli step intermedi, un passo alla volta quindi.
Personalmente non so quando la Juventus tornerà a vincere...difficile dirlo...Le altre parole di Marotta lo confermano: "Non era semplice, dopo il trauma di calciopoli, risollevare le sorti della squadra. Nel calcio, come nella vita, serve tempo. C'è bisogno di un progetto, ma bisogna fare anche i conti con gli avversari. Il calcio è un prodotto congiunto: bisogna essere bravi, ma bisogna anche essere più forti degli altri. Ora c'è l'Inter più forte degli ultimi 20 anni che rappresenta uno strapotere...La Sampdoria ha vinto e ha portato in prima squadra ragazzi di valore: questa è la strada da seguire".

E' vero, dopo Calcipoli la Juventus è ripartita da zero, il Milan ha dovuto affrontare difficoltà impreviste e di questo ha approfittato l'Inter che sta spadroneggiando in lungo e in largo, diventando quello che è ora.
Difficile dire ora se domani sarà possibile batterla, forse no. Tuttavia, la stagione della Roma dimostra che è possibile contenderle qualcosa fino all'ultima giornata. Le stesse vittorie dell’Inter in Europa sono state nette ma con piccole polemiche. La differenza tra Juventus e Roma non è abissale, come non era abissale quella tra Inter e Roma due anni fa nonostante i tanti punti in classifica.
Da oggi, la Juventus deve pensare con l'ottica di un progetto, un progetto concreto e non influenzabile da cause esterne. Tutti devono crescere a 360 gradi, anche i tifosi stessi che devono abbandonare isterismi in caso di sconfitte. La società deve essere schietta e non illudere nessuno, facendo blocco.
Detto questo, ripartire con un progetto sostenibile, valorizzare il patrimonio presente e i giovani in rosa è la chiave per costruire qualcosa che duri nel tempo.
I valori si tramandano con i giocatori che ci sono e che partono anche dal settore giovanile.
In squadra e in prestito, attualmente ce ne sono tanti che per una ragione o per l'altra non hanno potuto o non sono riusciti a dimostrare il loro valore. Anche da quello bisognerà ripartire.

Siamo fiduciosi che Marotta saprà trovare la giusta chiave.
Se poi sarà Del Neri il tecnico, da lui ci aspettiamo che sappia portare le cose positive delle esperienza avute e che non commetta più gli errori di Porto o Roma.
Visto il settimo posto in campionato, i tifosi sono consapevoli che il domani potrà essere solo migliore, che spodestare l'Inter sarà difficile, se non impossibile, ma che con un progetto ci si può provare, un progetto di evoluzione , non di rivoluzione.

Ascolta le parole di Del Neri e Marotta di ieri

sabato 15 maggio 2010

ALI PER VOLARE O PER SCHIANTARSI ANCORA?


Oggi tutti i principali quotidiani e media danno per certo l'arrivo di Del Neri alla Juventus. Se arriverà lui si tratterà dell'ennesima rivoluzione tattica e di uomini. Praticamente un salto all'indietro, al 4-4-2 di Ranieri. In questo sistema di gioco diventerebbe quasi impossibile l'utilizzo di Diego, a meno di vederlo come esterno e diventerebbe imprescindibile l'acquisto oltre alle mancanze attuali di almeno due esterni abili. Mercoledì comunque alla presentazione di Andrea Agnelli, tutti avranno le prime risposte e potranno cominciare a fare le prime valutazioni più attendibili.
Purtroppo come succede in questi casi i nomi sono tanti e variabili. Si va dagli usati sicuri, tipo Marchionni, ai giocatori di fiducia, tipo Padoin, fino ad arrivare ai nomi altisonanti, ma francamente difficili da prendere, visto l'Europa League da giocare. I vari Ribery, Krasic, Schweinsteiger, ma anche lo stesso Vargas è difficile che scelgano di non giocare la Champions.
La scelta di Del Neri, poi rappresenta una scelta molto rischiosa, all'allenatore quasi ex doriano non manca l'esperienza in serie A, mentre manca l'esperienza internazionale e quella di lottare per obiettivi importanti e prestigiosi. Bisognerà vedere poi il suo approccio in un ambiente difficile come quello bianconero, combattuto tra la voglia di riemergere dopo le decisioni di Calciopoli e la realtà attuale. Una Juventus dove ci sono giovani emergenti e giocatori arrivati quasi all'addio. Insomma un ambiente non facilissimo e una tifoseria che quest'anno allo stadio non ha sicuramente dato una bella impressione.
Diventano imprescindibili, le ali quindi per Del Neri, ali di qualità, ali che possano dunque dare lustro alla squadra e guidarla alla stagione che porterà poi all'inaugurazione del nuovo stadio.
Senza ali validi, probabile che il progetto non decolli e si schianti già in partenza, con il rischio di inaugurare il nuovo stadio con una squadra di secondo piano, proprio come oggi, da preliminari di Europa League.

venerdì 14 maggio 2010

DEL NERI L'UOMO GIUSTO?


In questi ultimi mesi si sono alternati molti nomi di potenziali allenatori sulla panchina della Juventus. Fino a due mesi fa il primo della lista era Prandelli. Poi tutti ricordano le dichiarazioni di Della Valle e come Prandelli abbia detto di voler continuare a Firenze. Dopo Prandelli è comparso Benitez. Su di lui c'erano grandi aspettative da parte del popolo bianconero, in quanto ritenuto per curriculum e carisma l'uomo adatto per la rinascita. La scorsa settimana, tuttavia la doccia fredda, Benitez difficilmente si muoverà da Liverpool per Torino... motivi? contratto... gestione acquisti, forse obiettivi. Sempre nelle scorse settimane si è delineato il nome di Marotta come nuovo amministrato delegato dedicato soprattutto alla parte tecnica e qui arriviamo a Del Neri. I tifosi bianconeri si chiedono.... è l'uomo giusto. Il curriculum di Del Neri parla di una lunghissima carriera di allenatore, condita da un palmares non eccelso. Parla di risultati ottimi a Verona, sponda Chievo, Bergamo e Genova, sponda blucerchiata. Tuttavia ci sono fallimenti a Palermo, Roma e Porto...Se i tifosi bianconeri potevano considerare scelte tranquille, quelle di Benitez e sognare Capello, l'eventuale arrivo di Del Neri rappresenterebbe un rischio. Siamo sicuri che Del Neri porterà buon gioco, un buon metodo di lavoro, professionalità e competenza, tuttavia non siamo sicuri che sia pronto per guidare una squadra che punta inequivocabilmente alla rinascita e alle vittorie. Non sappiamo se la società vuole prendere un allenatore da "ridimensionamento" di piazza oppure vuole puntare alle vittorie. Sicuramente questa scelta potrebbe risultare rischiosa per la società stessa, che già quest'anno ha dovuto subire i malumori della piazza.
Un unico fattore, a parte la professionalità ci farebbe propendere per Del Neri, vale a dire che la scelta la farà Marotta. Su ques'ultimo penso che i tifosi possano avere fiducia piena. Quanto fatto all'Atalanta prima e alla Sampdoria poi testimonia di una persona capace di prendere decisioni e di portarle avanti, sicuramente se verrà scelto Del Neri verrà scelto perchè ritenuto idoneo di portare avanti un progetto adeguato.
Infine due parole sulla squadra da consegnare a Del Neri: il suo 4-4-2 impone cambiamenti quasi drastici a centrocampo e in attacco. Oltre agli inserimenti necessari: due centrali e due terzini, serviranno anche due ali e un punta da venti gol a stagione.
Sugli esterni Cassani potrebbe essere più che un'eventualità. Un mese fa avevamo parlato di uno scambio Cassani/Kjier per Amauri... magari... penseranno alcuni tifosi. Sempre sugli esterni difensivi, interessante il prezzo di Drenthe, esterno da rilanciare. A centrocampo si parla di Pepe...personalmente preferire Krasic del CSKA, quello ammirato contro l'Inter all'andata sembra veramente bravo... In attacco poi fate voi ma serve un bomber vero. Vi sembra poco? Affidiamoci a Marotta e vedremo...

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lunedì 10 maggio 2010

NO AI RIPIEGHI

Alla nuova dirigenza andra' data occasione di lavorare e concesso il tempo debito. Tuttavia penso che un elemento debba essere chiaro, fin da subito. No ai ripieghi e alle scelte di secondo ordine.
Bisogna eliminare ogni retaggio con il passato: niente Xabi Alonso e prendiamo Poulsen... per esempio.
La nuova Juventus deve essere capace di porsi un obiettivo e prenderlo.
Se si decide di prendere Benitez... che Benitez sia...
Non e' possibile ripiegare su allenatori di seconda fascia con poca esperienza alla guida di grandi squadre e carriere altalenanti.
Allegri, Del Neri, Giampaolo, sono tutti ottimi allenatori ma non da Juventus.
Il Lippi che arrivava alla Juventus era figlio di esperienza ottime a Napoli e Bergamo e di un piccolo fallimento a Cesena. Quel Lippi eriditava una squadra da Trapattoni, una squadra che aveva in rosa un Baggio, un Vialli, un Ravanelli...un Kholer...e seppe prendere gli uomini giusti (Paulo Sousa, Deschamps, Ferrara).
Per ricreare quell'alchimia con un nuovo tecnico ci vuole molto di piu' che un allenatore esordiente, ci vuole un tecnico preparato che sappia ridare stabilita' difensiva e non calcio champagne fine a se stesso.
Sara' difficile tornare a vincere prima di tre anni, tuttavia sara' possibile con un tecnico preparato provare a lottare fino alla fine ed evitare figure indecenti come quelle di questa stagione.

Per evitare tutto questo non resta altro da fare che scegliere un tecnico di prima fascia e non un ripiego....
Altre soluzioni non ce ne sono, speriamo che sia chiaro a tutti.