Siamo arrivati alla quinta ragione per cui lo scudetto va revocato, vale a dire spiegare che l'illecito strutturato a cui ha asserito per mesi la giustizia sportiva, in effetti non esiste. La cupola che ricordiamo all'inizio comprendeva secondo le teorie dell'accusa molti arbitri e il presidente Carraro è stata scupolata. Non esistono telefonate in cui Moggi parla con arbitri e soprattutto non ci sono risconti tra le telefonate e i risultati di campo. Infine, c'è un argomento che sta molto a cuore, soprattutto di chi pensa ancora che Calciopoli sia tale e non Farsopoli, vale a dire le "famose schede svizzere", 21 tessere in tutto che potevano benissimo essere intercettate e che stranamente la Procura non ha chiesto di intercettare....La Procura ha svolto solo un lavoro successivo tutto teorico che ha creato un teorema sulle celle, Teorema che è crollato miseramente in fase dibattimentale ma che purtroppo per la Juventus ha retto nella fase del 2006. Se allora si avesse avuto il quadro completo le cose sarebbero state diverse, molto diverse, solo per questo motivo il titolo non andrebbe assegnato, perchè il quadro non è chiaro.
La favola delle schede è stata, quindi completamente smentita. In tanti. purtroppo, ci credono ancora, come in tanti credono ancora all'estistenza di personaggi immaginari o magari cartonati. Di cartone, purtroppo, c'è solo quello scudetto assegnato nel 2006, con delibera dei tre saggi e parere finale di Guido Rossi, che a detta di molti, non solo per noi commise un grave errore non attenendosi solo alla riscrizione della classifica ma consegnando di fatto quello scudetto a chi arrivava 15 punti dietro.
Domani vi spiegheremo le altre motivazioni, nel frattempo vi invitiamo ad aderire alla petizione di Vecchiasignora.com
SONO STATE RACCOLTE QUASI 5,000 ADESIONI MA C'E' BISOGNO DI TUTTI PER DIMOSTRARE UNITA' D'INTENTI
http://www.vecchiasignora.com/topic/196589-revocatelo-petizione-alla-figc-la-nostra-pazienza-non-andata-in-prescrizione/ oppure a mandare una mail con nome cognome e identificativo d’identità all’indirizzo: revocascudetto2006@gmail.com
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sabato 9 luglio 2011
mercoledì 15 giugno 2011
TASTIERA VELENOSA: RADIATECI E RADIATELI TUTTI
Hanno radiato Moggi e forse per qualcuno non è una novità. E' una novità per quanti credevano o credono ancora che nel mondo sportivo ci possa essere equilibrio. Eh si, mancanza di equilibrio, mancanza di coerenza, mancanza di tante cose. Radiare Moggi equivale per la Federazione negare tutto quanto abbiamo visto e letto dal 2006 in avanti, fermare l'orologio al 2006 e basta.Che non ci piaccia questa decisione è palese, una decisione forte, che purtroppo non abbiamo visto in tanti e troppi casi. Se si radia Moggi, allora, come lui si dovrebbero radiare tanti dirigenti che abbiamo visto citati e di cui abbiamo letto le intercettazioni. Se si vuole fare un repulisti lo accettiamo ma andrebbe fatto per tutti o per nessuno.
Riportiamo il commento dell'avvocato Prioreschi, autore di una memoria difensiva che ci aveva appassionato: "La decisione è stata scritta il 3 marzo quando è stata creata una norma ad uso e consumo della FIGC che rivendicano un risarcimento economico nei confronti di Moggi.Ovviamente impugneremo la sentenza che è rimasta al 2006".
Purtroppo la giustizia a due velocità conferma di essere tale. Radiateli tutti e soprattutto radiate anche noi. Radiate tutti i tifosi bianconeri dal calcio, mandateli altrove perchè la vostra lentezza sull'esposto, che sappiamo già come andrà a finire, è una chiara ammissione.Ci piacerebbe chiedere alla Federazione se ci prova gusto a tenere questi comportamenti, a non considerare e tenere nel cassetto denunce come quelle di Quadrini e a non accorgersi che alcuni arbitri lavorano per una società di scommesse.
E' chiaro che siamo molto delusi, ma questo non vuole dire che molleremo il colpo, radiateci tutti, siamo qui, aspettiamo la vostra comunicazione.
Riportiamo il commento dell'avvocato Prioreschi, autore di una memoria difensiva che ci aveva appassionato: "La decisione è stata scritta il 3 marzo quando è stata creata una norma ad uso e consumo della FIGC che rivendicano un risarcimento economico nei confronti di Moggi.Ovviamente impugneremo la sentenza che è rimasta al 2006".
Purtroppo la giustizia a due velocità conferma di essere tale. Radiateli tutti e soprattutto radiate anche noi. Radiate tutti i tifosi bianconeri dal calcio, mandateli altrove perchè la vostra lentezza sull'esposto, che sappiamo già come andrà a finire, è una chiara ammissione.Ci piacerebbe chiedere alla Federazione se ci prova gusto a tenere questi comportamenti, a non considerare e tenere nel cassetto denunce come quelle di Quadrini e a non accorgersi che alcuni arbitri lavorano per una società di scommesse.
E' chiaro che siamo molto delusi, ma questo non vuole dire che molleremo il colpo, radiateci tutti, siamo qui, aspettiamo la vostra comunicazione.
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mercoledì 11 maggio 2011
TASTIERA VELENOSA: SE UNO NON RISPONDE CHE FAI?
Da ieri si attanaglia nei tifosi bianconeri un grande dubbio: che faranno a Torino quando si accorgeranno che dalla Federazione non otterranno una risposta? Ormai è chiaro, almeno a noi, che se la Federazione non ha risposto in 365 giorni, non risponderà a breve e perchè dovrebbe farlo? Per quale motivo dovrebbe ammettere di aver sbagliato tutto e che Farsopoli è stato un processo sommario, che nemmeno Robespierre, Danton e Marat avrebbero mai fatto? Per quale motivo dovrebbero svegliarsi dall'oggi al domani e cercare di cambiare la storia, magari finendo in un pericoloso vortice di risarcimenti?
Non vogliamo fare i Cassandra della situazione, ma le carte in tavola sono chiarissime. C'è un esposto chiaro, depositato ormai un anno fa, c'è una società che chiede parità di trattamento e c'è una Federazione che sembra aver cambiato numero telefonico, dopo aver riattaccato la comunicazione più e più volte.
Cosa fa generalmente una persona se l'altro non risponde? Le soluzioni sono semplici: o richiama e insiste, oppure interrompe le comunicazioni e sceglie un altro interlocutore.
A noi, la situazione sembra semplicissima: o insistere e chiedere e pretendere una risposta dando una deadline chiara o rivolgersi ad altri enti: Uefa...perchè no? Li c'è una persona che si chiama Michel Platini... restarà insensibile? Il numero se volete lo troviamo noi.
Non vogliamo fare i Cassandra della situazione, ma le carte in tavola sono chiarissime. C'è un esposto chiaro, depositato ormai un anno fa, c'è una società che chiede parità di trattamento e c'è una Federazione che sembra aver cambiato numero telefonico, dopo aver riattaccato la comunicazione più e più volte.
Cosa fa generalmente una persona se l'altro non risponde? Le soluzioni sono semplici: o richiama e insiste, oppure interrompe le comunicazioni e sceglie un altro interlocutore.
A noi, la situazione sembra semplicissima: o insistere e chiedere e pretendere una risposta dando una deadline chiara o rivolgersi ad altri enti: Uefa...perchè no? Li c'è una persona che si chiama Michel Platini... restarà insensibile? Il numero se volete lo troviamo noi.
venerdì 18 febbraio 2011
TASTIERA VELENOSA: Crisi del Calcio italiano: chiedere a ....
Che il calcio italiano fosse in crisi ce ne eravamo accorti da tempo. La vittoria della Champions dell'anno passato e il Mondiale nel clima vacanziero del Dubai forse poteva aver illuso qualcuno, ma non sicuramente noi.
Sono lontani i tempi delle sette sorelle in cui Fiorentina, Parma, Inter, Juventus, Milan, Roma e Lazio si contendevano titoli europei e italiani con spettacolo annesso e connesso. Ora la situazione è ribaltata l'Inghilterra è il paese delle sette sorelle Liverpool, Tottenham, Chelsea, City e United, Liverpool e Arsenal e l'Italia il paese dell'Inter che vince sempre e comunque un pò come era il Lione in Francia.
Alcuni mesi fa l’amministratore delegato Adriano Galliani, a precisa domanda dallo studio di Mediaset Premium, sulla perdita di competitivita’ del calcio italiano rispose che una delle cause principali e’ data dal fatto che le squadre italiane non hanno uno stadio di proprieta’ e quindi fatturati meno alti. Sicuramente questa può essere una delle ragioni, ma non la riteniamo la sola ed unica. Lo stadio deve risultare componente aggiuntiva di ricavo. Le squadre inglesi hanno un equilibri dei ricavi di circa 33,33,33 tra stadio, tv e merchandising. In Italia dove la tutela del merchandising e’ nulla, chi produce pubblico e spettacolo non viene sempre premiato. La distribuzione collettiva dei diritti tv, da un lato premia le piccole squadre, dall’altro penalizza le grandi. L'abbiamo già scritto nei mesi scorsi, ma una legge del genere non aiuta sicuramente, anzi.
Il calcio italiano e’ chiaramente in crisi, ma non lo e’ da quest’anno ma dal 2006, continuiamo a ribadirlo e continueremo fino alla nausea. Ricordiamo ancora come certi giornalisti nei giorni di Calciopoli hanno sparato a zero su alcune societa’. Ora gli stessi scrivono di crisi e di rimedi per risalire... Prima hanno denigrato davanti al mondo intero il prodotto italiano (allora vincente) e che vedeva spesso squadre italiane nelle fasi principali delle coppe. Ora gli stessi, si chiedono come mai i risultati siano pessimi. La risposta sta chiaramente in Calciopoli e in chi ha permesso che a 4 anni e mezzo dalle sentenze sportive non ci sia ancora la chiarezza sul processo. La risposta e’ in chi toglie Juventus, Fiorentina dalle coppe e manda il Chievo a fare i preliminari di Champions senza avergli permesso di avere una squadra adeguata. La risposta chiedetela a certi personaggi...e a come hanno svalutato il prodotto calcio italiano.
Sono lontani i tempi delle sette sorelle in cui Fiorentina, Parma, Inter, Juventus, Milan, Roma e Lazio si contendevano titoli europei e italiani con spettacolo annesso e connesso. Ora la situazione è ribaltata l'Inghilterra è il paese delle sette sorelle Liverpool, Tottenham, Chelsea, City e United, Liverpool e Arsenal e l'Italia il paese dell'Inter che vince sempre e comunque un pò come era il Lione in Francia.
Alcuni mesi fa l’amministratore delegato Adriano Galliani, a precisa domanda dallo studio di Mediaset Premium, sulla perdita di competitivita’ del calcio italiano rispose che una delle cause principali e’ data dal fatto che le squadre italiane non hanno uno stadio di proprieta’ e quindi fatturati meno alti. Sicuramente questa può essere una delle ragioni, ma non la riteniamo la sola ed unica. Lo stadio deve risultare componente aggiuntiva di ricavo. Le squadre inglesi hanno un equilibri dei ricavi di circa 33,33,33 tra stadio, tv e merchandising. In Italia dove la tutela del merchandising e’ nulla, chi produce pubblico e spettacolo non viene sempre premiato. La distribuzione collettiva dei diritti tv, da un lato premia le piccole squadre, dall’altro penalizza le grandi. L'abbiamo già scritto nei mesi scorsi, ma una legge del genere non aiuta sicuramente, anzi.
Il calcio italiano e’ chiaramente in crisi, ma non lo e’ da quest’anno ma dal 2006, continuiamo a ribadirlo e continueremo fino alla nausea. Ricordiamo ancora come certi giornalisti nei giorni di Calciopoli hanno sparato a zero su alcune societa’. Ora gli stessi scrivono di crisi e di rimedi per risalire... Prima hanno denigrato davanti al mondo intero il prodotto italiano (allora vincente) e che vedeva spesso squadre italiane nelle fasi principali delle coppe. Ora gli stessi, si chiedono come mai i risultati siano pessimi. La risposta sta chiaramente in Calciopoli e in chi ha permesso che a 4 anni e mezzo dalle sentenze sportive non ci sia ancora la chiarezza sul processo. La risposta e’ in chi toglie Juventus, Fiorentina dalle coppe e manda il Chievo a fare i preliminari di Champions senza avergli permesso di avere una squadra adeguata. La risposta chiedetela a certi personaggi...e a come hanno svalutato il prodotto calcio italiano.
sabato 26 giugno 2010
UN CELLINO NELLA RETE
Nella grande rete di Calciopoli, ormai sono caduti in tanti, alcuni sostiene una parte, quasi tutti dice un'altra. In questa rete era caduto anche il presidente del Cagliari Massimo Cellino.
Secondo Tuttosport il presidente del Cagliari sarebbe "colpevole" di sapere in anticipo le designazione arbitrali, praticamente come molti suoi colleghi. Secondo Tuttosport: “Sono le 11.33 di venerdì 10 dicembre la domenica successiva il Cagliari è impegnato a Reggio Calabria e al cellulare di Cellino arriva la chiamata di Ghirelli: «Sono Francesco, hai Rosetti ». Il presidente del Cagliari impreca, l’interlocutore cerca di calmarlo: «Perché non ti va bene». La risposta: «Fuori casa no, è un casalingo, allucinante, sono morto... L’ho avuto a Roma»”.
Personalmente penso che la telefonata non dica molto, semplicemente esemplifica ancora una volta quanto noi sosteniamo da una vita ormai. In molti chiamavano, tutti rispondevano, tutti sapevano, tutti tiravano l'acqua al proprio mulino. Se avessimo messo sotto stretta osservazioni tutti i telefoni ci saremmo accorti che "piaccia o non piaccia" tutti chiamavano.
Purtroppo, ma per fortuna per alcuni (e noi sappiamo chi...), l'indagine è stata fatta in modo "monotematico", si è creata la cupola, che è crollata come la torre di Babele, sotto i colpi dei propri testimoni e grazie a cd dal costo di solo 35,000 euro l'uno.
Noi ci sediamo sulla riva del fiume e aspettiamo, che altro possiamo fare?. Vogliamo giustizia uguale per tutti, anche se ormai, forse lo stiamo dicendo da troppo tempo e abbiamo davanti membri della giustizia sportiva un tempo lepri, diventate quattro anni dopo tartarughe.
Secondo Tuttosport il presidente del Cagliari sarebbe "colpevole" di sapere in anticipo le designazione arbitrali, praticamente come molti suoi colleghi. Secondo Tuttosport: “Sono le 11.33 di venerdì 10 dicembre la domenica successiva il Cagliari è impegnato a Reggio Calabria e al cellulare di Cellino arriva la chiamata di Ghirelli: «Sono Francesco, hai Rosetti ». Il presidente del Cagliari impreca, l’interlocutore cerca di calmarlo: «Perché non ti va bene». La risposta: «Fuori casa no, è un casalingo, allucinante, sono morto... L’ho avuto a Roma»”.
Personalmente penso che la telefonata non dica molto, semplicemente esemplifica ancora una volta quanto noi sosteniamo da una vita ormai. In molti chiamavano, tutti rispondevano, tutti sapevano, tutti tiravano l'acqua al proprio mulino. Se avessimo messo sotto stretta osservazioni tutti i telefoni ci saremmo accorti che "piaccia o non piaccia" tutti chiamavano.
Purtroppo, ma per fortuna per alcuni (e noi sappiamo chi...), l'indagine è stata fatta in modo "monotematico", si è creata la cupola, che è crollata come la torre di Babele, sotto i colpi dei propri testimoni e grazie a cd dal costo di solo 35,000 euro l'uno.
Noi ci sediamo sulla riva del fiume e aspettiamo, che altro possiamo fare?. Vogliamo giustizia uguale per tutti, anche se ormai, forse lo stiamo dicendo da troppo tempo e abbiamo davanti membri della giustizia sportiva un tempo lepri, diventate quattro anni dopo tartarughe.
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venerdì 25 giugno 2010
ANALISI STRUTTURALE DEL CALCIO ITALIANO
Ho deciso di usare questo titolo, copiando in modo pedissequo, le parole del presidente Federale Abete all'indomani della disfatta azzurra.
"....Ho fatto una scelta che non rinnego. Me ne assumo le responsabilità...Bisogna avviare una riflessione sulla crisi strutturale del calcio italiano".
Secondo me tutto deve partire da due parole: crisi e analisi strutturale del calcio italiano.
Cominciamo dalla prima.
Da dove è partita la crisi e soprattutto chi ha generato questa crisi.
Io non ho la sfera di cristallo, ma direi che forse qualcuno, alla luce della vittoria mondiale del 2006, o durante la vittoria mondiale pensava che forse il merito della vittoria era della Federazione, era proprio, che avrebbero fatto a meno della Juventus e delle altre squadre coinvolte in quello scandalo, che i tifosi avrebbero perdonato e dimenticato e che forse ce l'avrebbero fatta anche senza una delle squadre che hanno fatto la storia calcistica di questo paese.
La storia ci insegna che in tutti i mondiali le grandi squadre hanno dato blocchi alla nazionale. Così è successo nel 1982 (blocco Juve) e così è successo nel 1990 (blocco Inter/Napoli) e nel 1994 (blocco Milan). Nel 2006 c'era il (blocco Juve).
Evidentemente qualcuno è stato molto miope, ha cavalcato le teorie di qualcuno che ritenevano che la Juventus vincesse perchè aiutata e ha dato il la alla crisi.
Voi direte, siete di parte. Forse, ma che la crisi del calcio italiano sia frutto anche di calciopoli non siamo in pochi a crederlo.
Ecco le parole di Galliani a metà aprile : "Calciopoli ha fatto sparire le squadre più forti dall’Europa e al posto loro sono andate formazioni meno attrezzate con tutto il rispetto per il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve. L'Italia non è una nazione bensì un insieme di comuni e quindi non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sé ma anche per gli altri”.
Galliani era stato un buon profeta, l'Italia ragiona in ottica campanilistica e in ottica campanilistica si è ragionato anche verso Calciopoli.
Noi pensiamo che la crisi strutturale del calcio italiano parta da li, proprio da li.
Manca la cultura sportiva, il rispetto dell'avversario, non ci sono regole uguali per tutti e quanto meno giustizia equa.
La causa di tutto è che si è tornati al tempo dei comuni, ma la colpa è di chi all'epoca di calciopoli ha descritto un mondo irreale creando rivalità che non saranno lenite a breve.
La gente vorrebbe fare una bella riga sul passato, ma consapevole che le cose dette siano vere e che non "ci hanno raccontato delle balle".
Si vedono processi a due velocità...come li spiegate, nel 2006 c'erano le lepri e ora le tartarughe, ma qualcuno si rende conto della gravità?
Si vede gente con la bava alla bocca contro Lippi per la figuraccia mondiale, a loro chiederei avreste preferito arrivare due volte secondi o preferite una volta primi e una ultimi?
Nella Babilonia italiana del pallone bisogna ricostruire tutto.
Nel 2006, si sono poste le basi per l'affondamento, economico e strutturale.
Allora, invece di andare a pensare a una legge per favorire la costruzione di nuovi stadi, si è andato a dibattere sui diritti tv, di fatto poi perdendo l'assegnazione degli Europei. Si è svalutato il campionato italiano rendendolo pari alla Ligue 1 e poi ci si meraviglia che la Francia vinca gli Europei.
Se l'Italia avesse voluto essere all'avanguardia avrebbe potuto fare una bella legge per salvaguardare i giocatori italiani, obbligando le squadre a inserire tra campo e panchina un numero minimo di giocatori del vivaio, solo per il campionato italiano. Dite che non è possibile.. a me sembra che in futuro questo verrà fatto.
Invece il male estremo era la Juventus, l'hanno sepolta sia i media che le istituzioni, ci hanno messo una bella lapide sopra e tutti felici e ora invece a leccarsi le verite e a cercare la causam che ovviamente sono gli eroi del 2006.
Forse nessuno, si è accorto che la Juventus l'anno prossimo inaugurerà uno stadio all'avanguardia? O meglio qualcuno se ne è accorto chiamandola non "professionalità", ma "opportunità favorevole"...
Infine, due parole sulla panacea di tutti i mali, mister Prandelli.
Fategli l'in bocca al lupo, ma a leggere i nomi da cui dovrebbe ripartire Prandelli mi viene da ridere. Mi viene da ridere semplicemente perchè alcuni ritengono che alcuni di questi sarebbero stati utili, magari giocatori con zero esperienza internazionale (nemmeno l'Europe League), alcuni giovani con meno esperienza di quelli portati da Lippi (tutti hanno praticamente ucciso Marchisio per le prestazioni ) e infine ci sono i potenziali fenomeni senza testa (indovinate chi?).
Per concludere aggiungo le parole che leggo or ora di Cannavaro, magari io sarò un pazzo visionario, ma il capitano del 2006, no, infatti dice: "Il nostro meccanismo deve cambiare, basta vedere i nostri stadi e la cultura che abbiamo nell'andare allo stadio. Bisogna investire nei giovani, sennò si vede che fine si fa. Il fallimento della Nazionale è pure il fallimento dei club. La vittoria del Mondiale è stata importante per tutto il Paese, poi ti prendi gli elogi per la vittoria, poi le critiche quando le cose non vanno. Da questa sconfitta si deve guardare al futuro per migliorare, sennò ci metteremo altri 27 anni per rivincere il Mondiale, impossibile per una nazione che vive di calcio come l'Italia".
Traete voi le vostre conclusioni, io le mie le ho già tratte, a dire il vero dal 2006 e mi raccomando mandate un sms di congratulazioni al vecchio presidente della Federazione per il bel lavoro svolto durante il suo mandato.
"....Ho fatto una scelta che non rinnego. Me ne assumo le responsabilità...Bisogna avviare una riflessione sulla crisi strutturale del calcio italiano".
Secondo me tutto deve partire da due parole: crisi e analisi strutturale del calcio italiano.
Cominciamo dalla prima.
Da dove è partita la crisi e soprattutto chi ha generato questa crisi.
Io non ho la sfera di cristallo, ma direi che forse qualcuno, alla luce della vittoria mondiale del 2006, o durante la vittoria mondiale pensava che forse il merito della vittoria era della Federazione, era proprio, che avrebbero fatto a meno della Juventus e delle altre squadre coinvolte in quello scandalo, che i tifosi avrebbero perdonato e dimenticato e che forse ce l'avrebbero fatta anche senza una delle squadre che hanno fatto la storia calcistica di questo paese.
La storia ci insegna che in tutti i mondiali le grandi squadre hanno dato blocchi alla nazionale. Così è successo nel 1982 (blocco Juve) e così è successo nel 1990 (blocco Inter/Napoli) e nel 1994 (blocco Milan). Nel 2006 c'era il (blocco Juve).
Evidentemente qualcuno è stato molto miope, ha cavalcato le teorie di qualcuno che ritenevano che la Juventus vincesse perchè aiutata e ha dato il la alla crisi.
Voi direte, siete di parte. Forse, ma che la crisi del calcio italiano sia frutto anche di calciopoli non siamo in pochi a crederlo.
Ecco le parole di Galliani a metà aprile : "Calciopoli ha fatto sparire le squadre più forti dall’Europa e al posto loro sono andate formazioni meno attrezzate con tutto il rispetto per il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve. L'Italia non è una nazione bensì un insieme di comuni e quindi non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sé ma anche per gli altri”.
Galliani era stato un buon profeta, l'Italia ragiona in ottica campanilistica e in ottica campanilistica si è ragionato anche verso Calciopoli.
Noi pensiamo che la crisi strutturale del calcio italiano parta da li, proprio da li.
Manca la cultura sportiva, il rispetto dell'avversario, non ci sono regole uguali per tutti e quanto meno giustizia equa.
La causa di tutto è che si è tornati al tempo dei comuni, ma la colpa è di chi all'epoca di calciopoli ha descritto un mondo irreale creando rivalità che non saranno lenite a breve.
La gente vorrebbe fare una bella riga sul passato, ma consapevole che le cose dette siano vere e che non "ci hanno raccontato delle balle".
Si vedono processi a due velocità...come li spiegate, nel 2006 c'erano le lepri e ora le tartarughe, ma qualcuno si rende conto della gravità?
Si vede gente con la bava alla bocca contro Lippi per la figuraccia mondiale, a loro chiederei avreste preferito arrivare due volte secondi o preferite una volta primi e una ultimi?
Nella Babilonia italiana del pallone bisogna ricostruire tutto.
Nel 2006, si sono poste le basi per l'affondamento, economico e strutturale.
Allora, invece di andare a pensare a una legge per favorire la costruzione di nuovi stadi, si è andato a dibattere sui diritti tv, di fatto poi perdendo l'assegnazione degli Europei. Si è svalutato il campionato italiano rendendolo pari alla Ligue 1 e poi ci si meraviglia che la Francia vinca gli Europei.
Se l'Italia avesse voluto essere all'avanguardia avrebbe potuto fare una bella legge per salvaguardare i giocatori italiani, obbligando le squadre a inserire tra campo e panchina un numero minimo di giocatori del vivaio, solo per il campionato italiano. Dite che non è possibile.. a me sembra che in futuro questo verrà fatto.
Invece il male estremo era la Juventus, l'hanno sepolta sia i media che le istituzioni, ci hanno messo una bella lapide sopra e tutti felici e ora invece a leccarsi le verite e a cercare la causam che ovviamente sono gli eroi del 2006.
Forse nessuno, si è accorto che la Juventus l'anno prossimo inaugurerà uno stadio all'avanguardia? O meglio qualcuno se ne è accorto chiamandola non "professionalità", ma "opportunità favorevole"...
Infine, due parole sulla panacea di tutti i mali, mister Prandelli.
Fategli l'in bocca al lupo, ma a leggere i nomi da cui dovrebbe ripartire Prandelli mi viene da ridere. Mi viene da ridere semplicemente perchè alcuni ritengono che alcuni di questi sarebbero stati utili, magari giocatori con zero esperienza internazionale (nemmeno l'Europe League), alcuni giovani con meno esperienza di quelli portati da Lippi (tutti hanno praticamente ucciso Marchisio per le prestazioni ) e infine ci sono i potenziali fenomeni senza testa (indovinate chi?).
Per concludere aggiungo le parole che leggo or ora di Cannavaro, magari io sarò un pazzo visionario, ma il capitano del 2006, no, infatti dice: "Il nostro meccanismo deve cambiare, basta vedere i nostri stadi e la cultura che abbiamo nell'andare allo stadio. Bisogna investire nei giovani, sennò si vede che fine si fa. Il fallimento della Nazionale è pure il fallimento dei club. La vittoria del Mondiale è stata importante per tutto il Paese, poi ti prendi gli elogi per la vittoria, poi le critiche quando le cose non vanno. Da questa sconfitta si deve guardare al futuro per migliorare, sennò ci metteremo altri 27 anni per rivincere il Mondiale, impossibile per una nazione che vive di calcio come l'Italia".
Traete voi le vostre conclusioni, io le mie le ho già tratte, a dire il vero dal 2006 e mi raccomando mandate un sms di congratulazioni al vecchio presidente della Federazione per il bel lavoro svolto durante il suo mandato.
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mercoledì 23 giugno 2010
MUST NOT CAN

Marcello Lippi in conferenza stampa ha detto: "Voglioso, come tutta la squadra. È questo l'aggettivo giusto per noi. Non vogliamo parlare delle tensioni e delle dichiarazioni in arrivo dall'Italia, vogliamo invece pensare a migliorare per passare il turno e fare bene a lungo in questo mondiale. Sì, ce la possiamo fare: il cuore e lo spirito sono ancora quelli del mondiale 2006. Siamo consapevoli di non avere fatto benissimo finora, dobbiamo migliorare. Il dispiacere di non avere vinto con la Nuova Zelanda, come avremmo meritato, ha condizionato tre giorni di lavoro: ma ora è superato. Qualcuno dice che ieri la squadra ha dato vita al migliore allenamento da quando siamo qui: io rispondo, pensate che lo consideravo di recupero dopo la fatica della doppia partita. Da quando qui lavoriamo per velocizzare il gioco, per arrivare alla conclusione più rapidamente ed efficacemente. Su quello tutti ci rendiamo conto che dobbiamo migliorare.
We can dice Lippi, we must, diciamo noi, si deve passare, senza dubbi, senza perplessità.
Se si perde giusto uscire, dopo due pareggi con squadre non di primo piano.
Dispiacerebbe per Lippi, per quello che subirebbe dopo la grande vittoria 2006, dispiace per quello che subirebbero i giocatori che nel 2006 sono stati grandi protagonisti.
Purtroppo il calcio è questo e la memoria è sempre troppo corta.
Invece a mio parere, chi non merita è la federazione, quella federazione che con Guido Rossi non ha garantito un processo di calciopoli a velocità equo.
Potrebbe dispiacerci per la Federazione attuale, però ad una ed una sola condizione, che sappia darci le spiegazioni sul 2006 oppure una sola spiegazione, come mai ora tutto va a rilento mentre nel 2006 a fare le trascrizioni c'era Flash Gordon...
La Federazione deve riconquistare quella fetta dei tifosi bianconeri che si sente defraudata, la Federazione deve riconquistare l'Uefa che non le affida nemmeno un Europeo.
Ma questa è un'altra storia, ci basta che Lippi riconquisti l'Italia.
ITALIA (4-3-3): 12 Marchetti, 19 Zambrotta, 5 Cannavaro, 4 Chiellini, 3 Criscito 8 Gattuso, 6 De Rossi, 22 Montolivo, 7 Pepe, 9 Iaquinta, 10 Di Natale (18 Quagliarella). (14 De Sanctis, 2 Maggio, 23 Bonucci, 13 Bocchetti, 17 Palombo, 16 Camoranesi, 21 Pirlo, 15 Marchisio, 11 Gilardino, 20 Pazzini, 18 Quagliarella o 10 Di Natale). All. Lippi. SLOVACCHIA (4-5-1): 1 Mucha, 22 Petras, 3 Skrtel, 16 Durica, 2 Pekarik, 7 Weiss, 20 Kopunek, 17 Hamsik, 6 Strba, 9 Sestak, 11 Vittek. (12 Pernis e 23 Kuciak portieri, 5 Zabavnik, 4 Cech 8 Kozak, 21 Salata, 14 Jakubko, 15 Stoch, 10 Sapara, 18 Jendrisek, 13 Holosko, 19 Kucka). All. Weiss. Arbitro: Webb (Ing)
sabato 12 giugno 2010
IL DUE DI PICCHE A BRISCOLA

Contare come il due di picche a briscola, significa non contare nulla. Quest'espressione deriva dal gioco della briscola, perché il due del seme non di briscola è la carta che vale meno di tutte le altre.
Visto come l'Italia è stata trattata ieri ai mondiali di calcio, direi proprio che ci troviamo nella casistica classica, standard direi del due di picche a briscola.
Altro sgarbo all'Italia e capo della federazione molto offeso.
Giovedì sera all’Orlando Stadium di Johannesburg è stato Patrick Vieira, e non un italiano a consegnare in mondovisione la Coppa al Sudafrica, strano avrebbe dovuto essere un italiano, se non uno convocato, uno decisivo nel 2006. magari Grosso...
Già quattro anni Blatter non aveva consegnato direttamente la Coppa all'Italia.
Ora un altro sgarbo e pare che Abete si sia offero, definendo la situazione una "gaffe" e chiedendo spiegazioni.
Ma ci chiediamo l'Italia conta ancora qualcosa?
Sconfitta per i prossimi Europei andati a Polonia e Ucraina, sconfitta per quelli successivi assegnati alla Francia.
Ma cosa ha portato l'Italia a questo ruolo marginale? Ricordiamo che gli ultimi europei italiani sono stati nel 1980 e i mondiali nel 1990.
Insomma un europeo ci poteva stare.
Senza voler essere troppo di parte, noi a qualche possibile spiegazione abbiamo pensato.
In ordine sparso: stadi, tifosi, regole federazioni, problemi di giustizia, problemi di unità all'interno della tifoseria nazionale.
Stadi: li avete visti gli stadi italiani? Brutti, vecchi, fatiscenti e perennemente imbrattati dai tifosi che quando le cose non vanno bene, si sentono liberi di distruggere tutto tipo gli antichi sudditi di Attila.
Tifosi: regole poco chiare, tessera del tifoso ancora da comprendere bene, scontri... e poi se dopo 15 anni non si riesce a far giocare a porte aperte Genoa-Milan dove vogliamo andare?
Regole federazione, giustizia e credibilità internazionale: le federazioni leggono i giornali italiani, gli stranieri leggono i giornali italiani e alcuni magari vanno oltre i giornali e si fanno delle domande... per esempio come mai dal 1996 al 2006 la Juventus è arrivata così tante volte in finale di Champions... senza corrompere alcun arbitro, possibile ch corrompesse solo dal 2004 al 2006? All'estero forse sono più svegli e hanno capito che c'è qualcosa che non va o nel pre o nel post.
Andate a vedere come ha gestito il Portogallo lo scandalo partite truccate con prove in Portogallo e come è stato gestito in Italia. Li il Porto non è stato affossato, qui il corrispettivo del Porto si...
Problemi di unità di visione nazionale: pensate che i tifosi dell'Inter tiferanno la nazionale, e perchè mai? Girando per Milano li sento dire...no no non c'è nemmeno un interista, noi tifiamo Argentina. Bhe e perchè dargli torto, lo spirito nazionale è andato a farsi benedire. Colpa di chi? Colpa di chi non ha dato regole chiare e ha creato un clima di sospetti e di tensione. L'Italia sembra tornata all'epoca dei comuni, tutti guardano all'orticello e non al sistema.
Del resto se il sistema perde credibilità...
Che dire, quindi, vi meravigliate se la Fifa, la Uefa, ci danno il due di picche.
Perchè dovrebbero fare altrimenti. Bisognerebbe farsi un esame di coscienza e trovare dentro di noi le risposte, alcune le abbiamo abbozzate, fate voi.. il resto...
LEGGI LE PAROLE DI ABETE
Non ci hanno mandato un invito né ci hanno comunicato che non si trattava di fare semplice presenza a un concerto. Se ci avessero detto che c’era da consegnare la Coppa, qualcuno di noi si sarebbe presentato nonostante le difficoltà create dalla distanza, dal traffico e dal fatto che sarebbe stato un fuori programma in contrasto con le esigenze della preparazione»
La Fifa in serata «Avevamo regolarmente invitato un membro della Federazione italiana e ci hanno detto che non poteva venire».
aNCORA ABETE «Pirlo era pronto ad andarci perché a causa dell’infortunio era libero dagli allenamenti. Poi ha dovuto sottoporsi alla risonanza magnetica in ospedale e ha rinunciato». «Chiediamo un chiarimento per questa gaffe e se non lo riceveremo scriveremo una lettera perché queste cose restino agli atti». Sarà importante sapere a chi affidarla perché non si perda nel viaggio e non si crei un altro disguido «sul versante comunicazionale».
mercoledì 9 giugno 2010
PESCI PICCOLI E PESCI GROSSI

Intercettazioni qua, intercettazioni la, come abbiamo già detto in un precedente articolo siamo costretti a "bussare alle porte del cielo", per farci ascoltare.
Le intercettazioni sono diventate una grande gara di pesca, dove vengono ormai presi tutti, i pesci piccoli e i pesci grossi.
E' notizia di ieri, che un grande pesce, potrebbe essere cascato anche lui nella rete. Potrebbe, perchè fino a quando non c'è certezza, non si può dire.
L'attuale presidente federale, secondo alcuni quotidiani sarebbe stato intercettato mentre parla con Carraro di una squadra in particolare.
Se fosse vero, si chiuderebbe un cerchio e non mancherebbe più nessuno.
Con questo non vogliamo sostenere nulla di negativo su Abete, a parte criticare l'eccessiva prudenza per le analisi di calciopoli, vogliamo solo constatare ulteriormente che tutti parlavano con tutti. C'era magari chi telefonava di più o chi è stato trovato di più a parlare, anche perchè non tutti erano intercettati allo stesso modo,
C'era chi pedinava e ti seguiva, quindi non ti doveva chiamare per sapere dove sei.
C'era poi chi chiamava direttamente gli arbitri, chi i guardalinee.
Francamente non mi capacito, ma forse non capirò mai come alcuni possano credere ancora nell'esistenza della "cupola". Possano ancora credere che esisteva un sistema.
Purtroppo, e sono tanti, credono ancora in tutto quello che leggono sui giornali e se alcuni scrivessero che hanno visto un marziano, ci crederebbero, senza andare a vedere se è vero o no.
Siamo davanti a un grande pesce d'aprile, con pesci grossi e piccoli.
Rimaniamo con la speranza che le istituzioni vogliano fare chiarezza.
Concludo facendo notare due cose e con due domande, o chiamatele considerazioni:
-primo: una telefonata di ieri, Moggi-Moratti dopo Chievo Juventus, con gol valido annullato a Pellisier. Il tono colloquiale della telefonata (sembre che sia vera, visto che non ne parla quasi nessuno), denota che anche gli errori più grandi venivano giudicati con sportività, altro che complotti... poi se uno aveva qualcosa da dire avrebbe dovuto dirlo subito...o no? O viva lo gnorri...?
-secondo: in un'intercettazione che abbiamo già segnalato, Bergamo, riferisce di una telefonata avuta con Moratti, che rilascerebbe alcuni commenti su Abete...
Vi invito ad ascoltare.... io sono ancora qui a chiedermi come mai il Presidente Federale non si sia mosso...voi vi sareste risentiti?
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domenica 16 maggio 2010
LA PRUDENZA DI ABETE
Due giorni fa tutti abbiamo sentito le parole di Abete "Al momento non c'è nessun organo della giustizia sportiva al lavoro per l'esposto della Juventus sulla revoca dello scudetto del 2006 finito dopo Calciopoli nella bacheca dell'Inter...Come le decisioni prese dal commissario si basavano su indagini di organi di giustizia sportiva deliberanti così, in questo caso, l'iter della Procura deve essere ancora effettuato. Bisogna aspettare i risultati conclusivi della perizia del tribunale di Napoli.
Ieri, a margine di un convegno ha corretto il tiro «Quando la giustizia sportiva avrà concluso la propria indagine avremo un'idea più chiara dello scenari...Prima facciamo valutare la questione da parte degli organi di giustizia sportiva, la procura federale ha aperto un'inchiesta e bisogna attendere i tempi tecnici per avere materiale certificato, ossia le trascrizioni delle telefonate depositate al processo di Napoli».
Diciamo che in un paio di giorni ha corretto il tiro, prima quasi a voler dire che tutto era fermo e poi a voler dire che c'è un'analisi in corso.
Tutti coloro che hanno a cuore la verità e sono tanti, amerebbero capire come mai ci vogliono sessanta giorni per trascrivere 60 telefonate della lunghezza di pochi minuti ciascuna.... Il più lento degli amanuensi, utilizzando calligrafia cuneiforme ci metterebbe probabilmente meno.
Molti sono i candidati disponibili a cominciare il lavoro immediatamente per concluderlo in pochi giorni offrendo una trascrizione totale e completa e offrendo anche cd masterizzati per chiunque a un costo modico e non di 35,000 euro ciascuno.
Detto questo il garantismo che sentiamo lo riteniamo da una parte giusto e lecito, ma ci sarebbe piaciuto vedere lo stesso atteggiamento, le stesse indagini, la stessa voglia di tutela anche quattro anni fa...
Dov'erano quattro anni fa i giornalisti garantisti?, dove sono oggi i forcaioli di allora?
La rivoluzione ormai è passata, Robespierre, Danton e Marat hanno fatto una brutta fine....
Nel frattempo Abete è diventato prudentissimo... io nel frattempo mi chiedo se avrà avuto modo di ascoltare le parole di Bergamo in cui riportava delle parole del presidente dell'Inter con delle considerazioni su di lui... chissà..
Chissà se manterrà la stessa prudenza sentendo queste intercettazioni...
Ieri, a margine di un convegno ha corretto il tiro «Quando la giustizia sportiva avrà concluso la propria indagine avremo un'idea più chiara dello scenari...Prima facciamo valutare la questione da parte degli organi di giustizia sportiva, la procura federale ha aperto un'inchiesta e bisogna attendere i tempi tecnici per avere materiale certificato, ossia le trascrizioni delle telefonate depositate al processo di Napoli».
Diciamo che in un paio di giorni ha corretto il tiro, prima quasi a voler dire che tutto era fermo e poi a voler dire che c'è un'analisi in corso.
Tutti coloro che hanno a cuore la verità e sono tanti, amerebbero capire come mai ci vogliono sessanta giorni per trascrivere 60 telefonate della lunghezza di pochi minuti ciascuna.... Il più lento degli amanuensi, utilizzando calligrafia cuneiforme ci metterebbe probabilmente meno.
Molti sono i candidati disponibili a cominciare il lavoro immediatamente per concluderlo in pochi giorni offrendo una trascrizione totale e completa e offrendo anche cd masterizzati per chiunque a un costo modico e non di 35,000 euro ciascuno.
Detto questo il garantismo che sentiamo lo riteniamo da una parte giusto e lecito, ma ci sarebbe piaciuto vedere lo stesso atteggiamento, le stesse indagini, la stessa voglia di tutela anche quattro anni fa...
Dov'erano quattro anni fa i giornalisti garantisti?, dove sono oggi i forcaioli di allora?
La rivoluzione ormai è passata, Robespierre, Danton e Marat hanno fatto una brutta fine....
Nel frattempo Abete è diventato prudentissimo... io nel frattempo mi chiedo se avrà avuto modo di ascoltare le parole di Bergamo in cui riportava delle parole del presidente dell'Inter con delle considerazioni su di lui... chissà..
Chissà se manterrà la stessa prudenza sentendo queste intercettazioni...
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