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Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
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sabato 28 maggio 2011

SGAMBETTI MILANESI

Aspettando di capire se la Juventus su Inler sta facendo sul serio o bluffando, in casa bianconera rimane vivo il rebus sugli attuali centrocampisti presenti in rosa.

Sissoko e Felipe Melo appaiono entrambi sul piede di partenza. Il maliano paga i troppi infortuni e il calo di rendimento dopo due stagioni vissute da protagonista. A meno che Conte non decida in extremis di dargli una chanche, partirà. Stesso si può dire di Felipe Melo, che sarà il sacrificato nel mercato degli scambi. Qualora arrivasse un'offerta o una valutazione sui 15 milioni la Juventus non perderebbe tempo e lo farebbe partire.

Infine Aquilani: su di lui sono pronti gli sgambetti milanesi. Non è un mistero che Galliani apprezzi il centrocampisto romano. Il Milan cerca un esterno ma Aquilani potrebbe benissimo giocare nel centrocampo a tre. Per questo qualche sgambetto o qualche colpo con Aquilani al Milan non è fantacalcio. Cosa penserebbero i tifosi bianconeri dopo una grande stagione di Aquilani a Milano? Speriamo di non assistere a questo scenario.

Non solo sgambetti milanesi su Aquilani. Registriamo una voce da radiomercato, che prendiamo come tale e a cui,come detto ieri non vogliamo credere: l'Inter sta ripensando a Marchisio. Per ora la Juve non lo vende ma la sua collocazione tattica (esterno o centrale) potrebbe essere problematica. Sgambetti da Milano in vista? Sicuramente le milanesi non staranno a guardare, aspettiamoci manovre di disturbo...

mercoledì 27 ottobre 2010

GALLIANI TIFA PER LA RIASSEGNAZIONE DEL TITOLO ALLA JUVENTUS?

"Quando Ibra fu squalificato per la prova tv, segnarono Del Piero e Trezeguet e la Juve vinse lo scudetto.

Questa frase estratta da un'intervista di Adriano Galliani sul caso Krasic è importante, se non importantissima. Costituisce un'ulteriore ammissione che il campionato 2006 fu regolare e che vinse la squadra più forte, nonostante le squalifiche.

A rileggere con attenzione le parole di Galliani ci è venuto un dubbio atroce: "Ma l'amministratore del Milan si sta allineando alla posizione di Andrea Agnelli?". L'ammettere che la Juventus vinse quello scudetto, senza parlare di titolo revocato, per noi rappresenta quasi un'ammissione.

Sottolineamo che è la seconda volta che ci troviamo d'accordo con l'amministratore delegato del Milan. In passato avevamo parlato di calcio italiano in declino a causa delle assurde decisioni di calciopoli e nelle settimane successive avevamo registrato queste dichiarazioni: «Uno degli effetti di Calciopoli è stato quello di aver inciso sul ranking Uefa dell'Italia.(...) Calciopoli «ha fatto sparire le squadre più forti dall'Europa e al posto loro sono andate formazioni meno attrezzate con tutto il rispetto per il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve». Il problema dell'Italia per Galliani è che «non è una nazione bensì un insieme di comuni» e quindi «non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sè ma anche per gli altri».

Forse abbiamo frainteso....ma se non c'è due senza tre la prossima dichiarazione potrebbe essere clamorosa, visto che ipotizziamo la restituzione dei campionati alla Juventus. Chissà se Galliani, la penserà come noi del resto, è lui che ha parlato di "...Juventus che vinse lo scudetto..."

lunedì 7 giugno 2010

ECCEZIONI E REGOLE


Ieri è uscita su alcuni media una breve intervista di Adriano Galliani, che mi ha fatto letteralmente sobbalzare...
"La situazione degli stadi è essenziale non possiamo prescindere da una legge in materia; quella di Torino, con la Juventus impegnata nella costruzione di un nuovo impianto, non è una situazione ripetibile in Italia. Servono stadi nuovi: non abbiamo solo quelli più brutti, vecchi e obsoleti ma anche quelli con la peggiore visibilità. Gli sponsor vogliono anche ospitalità, ad esempio con gli sky box. Se continuiamo con questi stadi, continueremo la discesa. Noi potremmo dire che saremo nati, vissuti e seppelliti a San Siro". .
Personalmente considero Galliani uno dei migliori, all'avanguardia e che conosce bene i media. Pensate che Galliani già nel 2000 a una conferenza all'Università Bocconi, già parlava di stadi polifunzionali e modelli inglesi. Oggi ribadisce la necessità di una legge che possa dare stadi nuovi, nominando quella della Juventus come l'eccezione.
Personalmente non sono d'accordo. Se vogliamo chiamare l'eccezione la programmazione, la diversificazione degli investimenti e la sostenibilitù, allora chiamiamola eccezione. Richiedere, una legge, che possa portare a stadi nuovi, non è lecito. Abbiamo già assistito alla legge sui diritti tv, dove non si è arrivati da nessuna parte e ancora non si è capito, perchè si è passati dalla contrattazione individuale a quella collettiva.
Una legge sugli stadi porterebbe a gare d'appalti, finanziamenti a pioggi a sperpero di risorse pubbliche. Molto meglio che ognugno si prenda le proprie responsabilità, spenda di meno nella gestione sportiva, o spenda meglio e pianifichi o la costruzione di uno stadio o la ristrutturazione dell'esistente, contando sull'appoggio delle istituzioni locali e senza chiedere l'aiuto della case statali che come vediamo non sono molto pingui.
Infine sono in totale disaccordo sull'ultima frase, quella della discesa. Il calcio italiano non è in discesa solo per gli stadi, è in discesa per l'odio tra le tifoserie e subisce ancora l'effetto Calciopoli.
Riporto qui alcune frasi sempre di Galliani, che poi coincidevano con il nostro pensiero di un mese prima.
"uno degli effetti di Calciopoli è stato quello di aver inciso sul ranking Uefa dell'Italia.
Noi a questo aggiungiamo, uno degli effetti è stato cancellare la miglior squadra italiana che dalla sue ceneri si sta ponendo all'avanguardia, con il primo stadio polifunzionale italiano.
Mi chiedo, cosa sarebbe ora la Juventus e dove sarebbe potuta arrivare se si fosse fatto un processo equo di Calciopoli...chissà, nel frattempo rimaniamo convinti che spetti un risarcimento o almeno un premio per essere arrivati per primi... almeno nello stadio... piaccia o non piaccia.
Esistono eccezioni e regole, le eccezioni come dice Galliani sono lo stadio della Juventus, le regole non le abbiamo capite, o meglio abbiamo capito che valevano solo per alcuni...mentre per altri no.

lunedì 12 aprile 2010

TELEPATIA, CHE BELLO...!!!


Ho letto poco fa queste parole....di Galliani e per poco non cadevo dalla sedia. Possibile dire certe cose solo ora?L'ad del Milan dice: «Con quell'inchiesta sparirono le squadre più forti dall'Europa e al posto loro mandarono formazioni meno attrezzate come il Chievo, ma è chiaro che non può avere le stesse prospettive della Juve. È quasi certo che la Germania ci supererà nel 2011 e 2012». «Uno degli effetti di Calciopoli - ha detto Galliani - è stato quello di aver inciso sul ranking Uefa dell'Italia. Ormai è quasi certo che la Germania ci supererà». Secondo Galliani, «abbiamo meno di 0,5 punti di vantaggio sulla Germania ed è ormai certo che dal 2012 perderemo una squadra in Champions, e forse pure dal 2011». ». Il problema dell'Italia per Galliani è che «non è una nazione bensì un insieme di comuni» e quindi «non ci si rende conto che in Europa ogni squadra fa corsa non solo per sè ma anche per gli altri».

Bhe in Italia siamo famosi per far scappare tutti dal recinto e poi gridare sono scappati tutti...Alcuni mesi fa... avevo inserito scritto un articolo, che oggi sembra andare paro paro... con le parole di Galliani... Probabilmente da domani mi proporro' come suo addetto stampa.... "siamo telepatici" nel frattempo a quasi un mese di distanza rimango di stucco per le sue parole. Le condivido, ma mi sarebbe piaciuto molto sentire questo allarme ai quattro venti, quando si scelse di mandare in B la Juventus. Lo stesso caro Galliani risponda alle richieste di Paolo Ziliani che vuole il tricolore al Chievo, o quantomeno si accordino su una linea, che possa dare al Chievo i mezzi per competere in Champions.

Ecco l'articolo dell'11 Marzo...

Ieri sera al termine di Manchester United- Milan, l’amministratore delegato Adriano Galliani, a precisa domanda dallo studio di Mediaset Premium, sulla perdita di competitivita’ del calcio italiano ha risposto che una delle cause principali e’ data dal fatto che le squadre italiane non hanno uno stadio di proprieta’ e quindi fatturati meno alti. Sorvolando sul fatto che la Juventus lo stadio lo sta costruendo, a sue spese e con pochi aiuti, non penso che l’unica causa della mancanza di competitivita’ sia questa. In un calcio dove, per il mercato Italiano, vista la conformita’ del territorio, ci sono tifosi sparsi e dove la televisione la fa padrone, mi sembra riduttivo parlare solo degli stadi. Piuttosto, lo stadio deve risultare componente aggiuntiva di ricavo. Le squadre inglesi hanno un equilibri dei ricavi di circa 33,33,33 tra stadio, tv e merchandising. In Italia dove la tutela del merchandising e’ nulla, dove chi produce pubblico e spettacolo non viene sempre premiato, mi chiedo come si possa poi parlare di equilibrio e riforma. La distribuzione collettiva dei diritti tv, da un lato premia le piccole squadre, dall’altro penalizza le grandi. E’ giusto dare qualcosa in piu’ alle piccole, pero’ poi queste, quando vanno in Europa devono a loro volta dare qualcosa di piu’. Gli ascolti li vedono tutti.... se Juventus- Napoli di Coppa italia fa piu’ audience di certe gare di Champions una risposta ci sara’...Forse alla socierta' italiane conviene valorizzare brand e media... andatevi a vedere quanti fans ha la juventus per esempio su facebook e capirete il potenziale.
Il calcio italiano e’ chiaramente in crisi, ma non lo e’ da quest’anno ma dal 2006. Personalmente ricordo ancora come certi giornalisti nei giorni di Calciopoli hanno sparato a zero su alcune societa’. Ora gli stessi scrivono di crisi e di rimedi per risalire... Prima hanno denigrado davanti al mondo intero il prodotto italiano, concedetemelo (allora vincente), che vedeva spesso squadre italiane nelle fasi principali delle coppe. Ora gli stessi, si chiedono come mai. La risposta sta chiaramente in Calciopoli e in chi ha permesso che a 4 anni dalle sentenze sportive non ci sia ancora la chiarezza sul processo. La risposta e’ in chi toglie Juventus, Fiorentina dalle coppe e manda il Chievo a fare i preliminari di Champions senza avergli permesso di avere una squadra adeguata. L’anno post Calciopoli il Milan vinse la Champions ma fu chiaramente uno specchio per le allodole. Da quell’anno in poi solo fallimenti europei. A tutto questo va aggiunto lo scarso interesse della stampa italiana per l’Europe League, considerata da tutti come la serie B, o il torneo dei campagnoli, ma invece fucina importanti di punti per il ranking europeo. Probabilmente quando inizieremo a valutare il nostro calcio in ottica di paese e non di “campanile” riusciremo a risalire. Fino a quando denigrare altre squadre per salvare l’orticello rimarra’ la politica nazionale e di molta stampa, meritiamo di stare dove stiamo, dopo Inghilterra e Spagna, quasi sorpassati dai tedeschi e in futuro anche dai francesi...Ma prima del 2006 non era cosi’...