Ho visto cose che voi umani... è un modo di dire derivato da una battuta di Blade Runner, film di fantascienza del 1982 diretto da Ridley Scott e ispirato al romanzo "Il cacciatore di androidi".
Ho visto cose... potremmo riprendere la stessa frase per raccontare quanto visto ieri allo stadio di Bari, ma non per la partita di ieri. Quanto visto a Bari è una cosa indescrivibile. Il peggior arbitraggio del campionato. Un pessimo comportamento dei giocatori in campo. Un'espulsione giusta (De Rossi), due espulsioni inventate (Glick e Perrotta) e in più un rigore totalmente inventato a favore della Roma con conseguente penalizzazione del Bari rimasto in 10. Non ha sbagliato solo l'arbitro ma pure il guardlinee che ha prima fermato un fuorigioco a pochi minuti dalla fine di Masiello e infine non ha dato nel recupero un calcio d'angolo fondamentale al Bari (da cui è nato il gol giallorosso). Con i due rigori di ieri la Roma ha ottenuto 13 rigori a favore in stagione, ci dispiace ma non c'erano tutti. La domanda che ci facciamo è la seguente, Ma come mai prima c'erano i complotti e qui ci sono solo errori? Non vi viene in mente che ci sia qualcosa di strano in questi ragionamenti?
Un mese fa circa (11 aprile) avevamo scritto un articolo dal titolo: "Quarto posto prenotato", in cui avevamo preannunciato questo clima "pro Roma". Oggi ci tocca sottolinearlo ulteriormente, sicuri al 100% del quarto posto giallorosso. Lo denunciamo in modo "super partes". La Juventus non merita la Champions, visti gli alti e bassi, ma sicuramente la sua stagione non è peggio di quella della Roma, anzi. La Roma senza quei 13 rigori e gli episodi di ieri, sarebbe poco sopra, se non sotto la linee di galleggiamento bianconera. Purtroppo chi ne paga le conseguenze sono Udinese e Lazio che finiranno probabilmente in Europa League....volete scommetterci?
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lunedì 2 maggio 2011
sabato 15 maggio 2010
LA NOIA... E LA NAUSEA
Sono tutti annoiati...
Ranieri, Mourinho, i tifosi della Juventus e molti spettatori del campionato italiano.
Sono annoiati i gladiatori al Colosseo e chi ascolta le diatribe mediatiche.
Non so se la noia sia quella causata dalle parole di Mourinho, dalle polemiche di Ranieri e Mourinho o da altro. Noi non conosciamo bene la noia o la nausea che cita Mourinho...la famosa nausea di Jean-Paul Sartre, definita anche "l'accecante evidenza
della gratuità delle cose".
Basterebbe questa affermazione per pensare non alla nausea, ma alla gratuità di alcune cose ricevute dall'Inter in passato e ultimamente.
In passato come lo scudetto del 2006 e recentemente come i tre punti ottenuti a Roma con la Lazio.
Proprio per questo penso che mai paragone come quello di Mourinho fu mai più azzardato... quella gratuità delle cose... si potrebbe rivoltare contro. Chissà se pensa che anche il Siena si offrirà in modo gratuito o cercherà di far pagare un conto all'Inter, magari per gli episodi arbitrali dell'andata o per quel fuorigioco di massa di Maicon dell'anno scorso...
Non sappiamo se ci sarà nausea o meno.... a noi invece questo campionato che diverte alcuni, ci annoia, ci annoiano gli errori arbitrali, le polemiche, le partite strane.
Non è la noia di Ranieri, nè la nausea di Mourinho...
La nostra è una noia... alla Vasco Rossi....
La noia la noia la noia la noia la noia
io non ci vivo più
restaci tu qui
soffrirò di nostalgia
ma devo uscire fuori da qui
Io devo io devo io devo io devo
e come dicevi tu
tornerai qui
solo quando avrai bruciato tutto
solo allora sì
E la noia la noia la noia
che hai lasciato qui
quella noia che c'era nell'aria
che c'era nell'aria allora
è ancora qui
è qui che ti aspetta sai
e tu ora
non puoi certo più scappare
come hai fatto allora
ora sai che vivere
non è vero che c'è sempre
da scoprire
e che l'infinito
è strano ma per noi sai
tutto l'infinito
finisce qui
Ranieri, Mourinho, i tifosi della Juventus e molti spettatori del campionato italiano.
Sono annoiati i gladiatori al Colosseo e chi ascolta le diatribe mediatiche.
Non so se la noia sia quella causata dalle parole di Mourinho, dalle polemiche di Ranieri e Mourinho o da altro. Noi non conosciamo bene la noia o la nausea che cita Mourinho...la famosa nausea di Jean-Paul Sartre, definita anche "l'accecante evidenza
della gratuità delle cose".
Basterebbe questa affermazione per pensare non alla nausea, ma alla gratuità di alcune cose ricevute dall'Inter in passato e ultimamente.
In passato come lo scudetto del 2006 e recentemente come i tre punti ottenuti a Roma con la Lazio.
Proprio per questo penso che mai paragone come quello di Mourinho fu mai più azzardato... quella gratuità delle cose... si potrebbe rivoltare contro. Chissà se pensa che anche il Siena si offrirà in modo gratuito o cercherà di far pagare un conto all'Inter, magari per gli episodi arbitrali dell'andata o per quel fuorigioco di massa di Maicon dell'anno scorso...
Non sappiamo se ci sarà nausea o meno.... a noi invece questo campionato che diverte alcuni, ci annoia, ci annoiano gli errori arbitrali, le polemiche, le partite strane.
Non è la noia di Ranieri, nè la nausea di Mourinho...
La nostra è una noia... alla Vasco Rossi....
La noia la noia la noia la noia la noia
io non ci vivo più
restaci tu qui
soffrirò di nostalgia
ma devo uscire fuori da qui
Io devo io devo io devo io devo
e come dicevi tu
tornerai qui
solo quando avrai bruciato tutto
solo allora sì
E la noia la noia la noia
che hai lasciato qui
quella noia che c'era nell'aria
che c'era nell'aria allora
è ancora qui
è qui che ti aspetta sai
e tu ora
non puoi certo più scappare
come hai fatto allora
ora sai che vivere
non è vero che c'è sempre
da scoprire
e che l'infinito
è strano ma per noi sai
tutto l'infinito
finisce qui
giovedì 6 maggio 2010
Le avventure di lingualunga parte seconda
Mercoledì l'Inter ha vinto meritatamente la Coppa Italia, Ranieri ha collezionato l'ennesimo secondo posto. La Roma ha giocato male, fallosa, cattiva, rancorosa...con un Totti, autore di una brutta scena...l'Inter ha giocato ordinata, brava, efficace... ha segnato e gestito.
Tuttavia, mentre Ranieri si comportava da signore... e faceva i complimenti agli avversari, confermando di essere sportivo, anche se non troppo vincente... Mourinho ha confermato una volta ancora di avere una lingua lunghissima....
Queste le parole dell'allenatore portoghese: «Abbiamo due partite difficili: il Chievo è una squadra molto difficile, pericolosa in contropiede, il Siena è una squadra che ha molta più qualità rispetto alla loro posizione in classifica: se è vero che il presidente loro è felice se battono l'Inter e pagherà lo stesso (premio) che pagherebbe se la squadra si dovesse salvare, sicuramente questa sarà una motivazione in più per i giocatori. E chissà se la Roma, che oggi non paga premio di gioco, è disponibile per dare qualche soldo in più al Siena. Noi sappiamo che sarà difficile fino alla fine e non voglio parlare di tripletta, né di Champions».
Se un allenatore che perde si complimenta con l'altro, non capisco perchè uno che vince debba essere rancoroso e cattivo nei commenti. C'è modo di perdere e c'è anche modo di vincere... A mio modesto parere questo non è il modo migliore di vincere... Vincere mettendo sempre alla berlina gli altri, creando tensioni e allusioni e avere un atteggiamento rancoroso e ostile crea tensione fuori, dentro e anche di lato.
Se il Barcellona si comporta così come si è comportato, se la Roma fa lo stesso, se anche la Juventus ha fatto lo stesso contro l'Inter... ci viene una domanda... sono tutti gli altri fuori di testa o c'è magari qualcosa che non funziona nel modo di comunicare di qualcuno?
Io qualche dubbio ce l'ho... e quel dubbio ha un nome: lingualunga.... grazie di esserci... che ci allieti con le tue avventure e le tue profezie... ps. stiamo ancora aspettando il giorno del grande scandalo...
Guarda il video delle parole di Mourinho
Leggi il ritorno di Lingualunga
Tuttavia, mentre Ranieri si comportava da signore... e faceva i complimenti agli avversari, confermando di essere sportivo, anche se non troppo vincente... Mourinho ha confermato una volta ancora di avere una lingua lunghissima....
Queste le parole dell'allenatore portoghese: «Abbiamo due partite difficili: il Chievo è una squadra molto difficile, pericolosa in contropiede, il Siena è una squadra che ha molta più qualità rispetto alla loro posizione in classifica: se è vero che il presidente loro è felice se battono l'Inter e pagherà lo stesso (premio) che pagherebbe se la squadra si dovesse salvare, sicuramente questa sarà una motivazione in più per i giocatori. E chissà se la Roma, che oggi non paga premio di gioco, è disponibile per dare qualche soldo in più al Siena. Noi sappiamo che sarà difficile fino alla fine e non voglio parlare di tripletta, né di Champions».
Se un allenatore che perde si complimenta con l'altro, non capisco perchè uno che vince debba essere rancoroso e cattivo nei commenti. C'è modo di perdere e c'è anche modo di vincere... A mio modesto parere questo non è il modo migliore di vincere... Vincere mettendo sempre alla berlina gli altri, creando tensioni e allusioni e avere un atteggiamento rancoroso e ostile crea tensione fuori, dentro e anche di lato.
Se il Barcellona si comporta così come si è comportato, se la Roma fa lo stesso, se anche la Juventus ha fatto lo stesso contro l'Inter... ci viene una domanda... sono tutti gli altri fuori di testa o c'è magari qualcosa che non funziona nel modo di comunicare di qualcuno?
Io qualche dubbio ce l'ho... e quel dubbio ha un nome: lingualunga.... grazie di esserci... che ci allieti con le tue avventure e le tue profezie... ps. stiamo ancora aspettando il giorno del grande scandalo...
Guarda il video delle parole di Mourinho
Leggi il ritorno di Lingualunga
martedì 4 maggio 2010
NON C'E' PIU' RISPETTO
Coppa Italia Inter...e torna il nostro "amico" specialone... si specialone sempre nel difendere le sue idee..... sopratutto, direi a discapito di altri...
Ecco le sue parole...sul rispetto...
«Non siamo nati in una culla d'oro, se siamo qui a giocarci due finali di Coppe e lo scudetto è grazie al nostro lavoro. Per questo esigo rispetto da tutti. Puoi essere presidentessa, dottoressa, nata in una culla d'oro, ma devi rispettarci».
Sulle parole di Mourinho, sono d'accordo ci vuole rispetto.. sempre e comunque per tutti, ci vorrebbe educazione.
Però il rispetto ci vorrebbe dalla prima all'ultima giornata, sempre e per tutti, non quando ci fa comodo...
Non cè più rispetto, proprio come dice Zucchero nella sua canzone... ma "non c'è più rispetto" dalla prima giornata, dall'espulsione dell'arbitro Orsato.. e dov'era il rispetto con il gesto delle manette....?? e dov'era il rispetto in quella corsa a Barcellona... o potrei chiedere a mr specialone dov'era il rispetto verso Ranieri quando gli diceva che aveva settant'anni...
Il rispetto non è un pulsante che accendi e spegni come a un quiz... quando ti pare...
Il rispetto c'è o non c'è... il rispetto, la sportività, in Italia ci sono solo quando ci fa comodo...
Mourinho esige rispetto... magari può chiedere rispetto.. esigere... o imporre... è da dittatura... andrebbe bene con il mio articoletto.. sull dittatura... e allora se dittatura è... ha ragione lui... "ESIGO RISPETTO"....
MOURINHO SUL RISPETTO
AScolta la canzone rispetto di Zucchero
Ecco le sue parole...sul rispetto...
«Non siamo nati in una culla d'oro, se siamo qui a giocarci due finali di Coppe e lo scudetto è grazie al nostro lavoro. Per questo esigo rispetto da tutti. Puoi essere presidentessa, dottoressa, nata in una culla d'oro, ma devi rispettarci».
Sulle parole di Mourinho, sono d'accordo ci vuole rispetto.. sempre e comunque per tutti, ci vorrebbe educazione.
Però il rispetto ci vorrebbe dalla prima all'ultima giornata, sempre e per tutti, non quando ci fa comodo...
Non cè più rispetto, proprio come dice Zucchero nella sua canzone... ma "non c'è più rispetto" dalla prima giornata, dall'espulsione dell'arbitro Orsato.. e dov'era il rispetto con il gesto delle manette....?? e dov'era il rispetto in quella corsa a Barcellona... o potrei chiedere a mr specialone dov'era il rispetto verso Ranieri quando gli diceva che aveva settant'anni...
Il rispetto non è un pulsante che accendi e spegni come a un quiz... quando ti pare...
Il rispetto c'è o non c'è... il rispetto, la sportività, in Italia ci sono solo quando ci fa comodo...
Mourinho esige rispetto... magari può chiedere rispetto.. esigere... o imporre... è da dittatura... andrebbe bene con il mio articoletto.. sull dittatura... e allora se dittatura è... ha ragione lui... "ESIGO RISPETTO"....
MOURINHO SUL RISPETTO
AScolta la canzone rispetto di Zucchero
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lunedì 3 maggio 2010
In-credibili fatti di casa nostra
Ho aspettato un pò a scrivere un articolo sulla giornata di ieri per diversi motivi. Primo perché volevo ponderare bene le parole, secondo perché mi era difficile descrivere in modo non caloroso quanto avvenuto. In teoria quanto avvenuto ieri sera all'Olimpico ha poco a che vedere con il calcio e molto con altri discorsi. Nello sport la rivalità conta moltissimo ma l'onore dovrebbe contare almeno pari a questo. Quanto successo ieri all'Olimpico non e' colpa dell'Inter, della Lazio e forse nemmeno dei tifosi. E' colpa di tutti, dei media, delle tv, dei giornali e un po' anche di chi scrive come me. In Italia ormai non esiste piu' cultura sportiva, forse non esiste nemmeno la cultura.... Coloro che organizzano lo spettacolo: istituzioni, leghe, squadre, dovrebbero farsi un profondo esame di coscienza per capire cosa ha portato il calcio italiano a offrire il penoso spettacolo di ieri. Quello che è successo ieri sera andrebbe fatto vedere come esempio di come nel calcio le cose siano veramente particolari. Mi fanno ridere alcuni giornali come hanno riportato le cose.... mi fa ridere l'edizione serale del TG5 che invece di evidenziare come la partita di ieri fosse stata una farsa ha fatto vedere le statistiche dell'Inter come prima in campionato, quasi a sottolineare che l'Inter avrebbe vinto comunque....
Io rimango sempre più convinto che questo calcio... si stia spostando, come già detto verso una dittatura farsa....un sistema molto triste che ogni giorno è sempre peggiore.
Non so quanti siano convinti che questo calcio sia vendibile all'estero...ma quanto successo nel pomeriggio a Bergamo grazie a Tagliavento e in serata a Roma, grazie al comportamento dei giocatori... penso sia IN-CREDIBILE....cioè un fatto che rendo il campionato non credibile e poco reale.
Sarò ripetitivo e come mi dicono in tanti (soprattutto tifosi nerazzurri) di parte...ma una volta.... prima di Calciopoli... i campionati si decidevano all'ultima giornata e squadre come Perugia e Lazio... si impegnavano anche senza obiettivi e rendevano credibili i tornei....
Quante squadre hanno vinto prima di Calciopoli e quante dopo Calciopoli?
Era tutto falso prima e tutto vero adesso...? Probabilmente hanno ragione quei tifosi nerazzurri... ora è tutto vero e credibile...o se chissà all'ultima giornata il premio di Mezzaroma... risveglierà il Siena e renderà almeno un pò vivo questo triste show
Leggi qui l'articolo sulla dittatura nerazzurra
Leggi le parole di Mezzaroma
«Nelle ultime due giornate, contro Fiorentina e Inter, i ragazzi devono dimostrare di essere professinisti e giocatori di valore. Lazio-Inter? Non l'ho vista, ho letto i giornali e penso che qualcosa ci sia stato. Se capitassi in una situazione simile prenderei a calci nel sedere ogni singolo giocatore. Non consentirei che fosse sporcata l'immagine della mia squadra. È un problema di principio, non posso pagare stipendi di professionisti che poi mi fanno fare brutta figura. Voglio che la squadra onori la maglia e faccia una bella figura. Il nostro obiettivo rimane arrivare terzultimi, perchè nella vita bisogna sempre farsi trovare pronti,non è un'allusione a Calciopoli, di cui non so niente, ma se dovesse capitare l'opportunità di salvarci pur arrivando terzultimi, con un ripescaggio, noi dobbiamo sfruttarla. Non sarebbe la prima o l'ultima volta che accade una cosa del genere. Per questo ho detto nei giorni scorsi ai ragazzi che il concordato premio salvezza di due milioni vale anche in caso di salvezza a tavolino».
Io rimango sempre più convinto che questo calcio... si stia spostando, come già detto verso una dittatura farsa....un sistema molto triste che ogni giorno è sempre peggiore.
Non so quanti siano convinti che questo calcio sia vendibile all'estero...ma quanto successo nel pomeriggio a Bergamo grazie a Tagliavento e in serata a Roma, grazie al comportamento dei giocatori... penso sia IN-CREDIBILE....cioè un fatto che rendo il campionato non credibile e poco reale.
Sarò ripetitivo e come mi dicono in tanti (soprattutto tifosi nerazzurri) di parte...ma una volta.... prima di Calciopoli... i campionati si decidevano all'ultima giornata e squadre come Perugia e Lazio... si impegnavano anche senza obiettivi e rendevano credibili i tornei....
Quante squadre hanno vinto prima di Calciopoli e quante dopo Calciopoli?
Era tutto falso prima e tutto vero adesso...? Probabilmente hanno ragione quei tifosi nerazzurri... ora è tutto vero e credibile...o se chissà all'ultima giornata il premio di Mezzaroma... risveglierà il Siena e renderà almeno un pò vivo questo triste show
Leggi qui l'articolo sulla dittatura nerazzurra
Leggi le parole di Mezzaroma
«Nelle ultime due giornate, contro Fiorentina e Inter, i ragazzi devono dimostrare di essere professinisti e giocatori di valore. Lazio-Inter? Non l'ho vista, ho letto i giornali e penso che qualcosa ci sia stato. Se capitassi in una situazione simile prenderei a calci nel sedere ogni singolo giocatore. Non consentirei che fosse sporcata l'immagine della mia squadra. È un problema di principio, non posso pagare stipendi di professionisti che poi mi fanno fare brutta figura. Voglio che la squadra onori la maglia e faccia una bella figura. Il nostro obiettivo rimane arrivare terzultimi, perchè nella vita bisogna sempre farsi trovare pronti,non è un'allusione a Calciopoli, di cui non so niente, ma se dovesse capitare l'opportunità di salvarci pur arrivando terzultimi, con un ripescaggio, noi dobbiamo sfruttarla. Non sarebbe la prima o l'ultima volta che accade una cosa del genere. Per questo ho detto nei giorni scorsi ai ragazzi che il concordato premio salvezza di due milioni vale anche in caso di salvezza a tavolino».
lunedì 26 aprile 2010
DAMATO INADEGUATO O ALTRO?
Lo avevamo gia’ notato venerdi’ scorso… quando avevamo parlato male dell’arbitraggio, lo avevamo notato in passato, Damato sara’ pure un arbitro emergente, pure internazionale ora, tuttavia non ancora pronto per dirigere i grandi match. Se questa e’ la nuova classe arbitrale che avanza, meglio tenersi la vecchia allora. Il rigore non dato alla Roma ieri per il fallo di mano di Zauri su lancio di Vucinic, ricorda molto quello di Felipe Melo in Inter-Juventus di Coppa Italia. In quella occasione ricordiamo tutti le grandi proteste interiste e l’assalto di Oriali tra primo e secondo tempo. Assodato che questo tipo di rigori Damato non li da, e’ parso invece chiaro l’errore di non assegnare un penalty per fallo su De Rossi. Detto questo, la Sampdoria non ha rubato nulla, ha fatto la sua partita e ha sfruttato le sue occasioni e le ripartenze. Oltretutto alla Samp era stata negato una chiara occasione da gol con Cassano lanciato a rete nel primo tempo. Per Rossella Sensi Damato e’ stato inadeguato, per noi pure e non e’ la prima volta. Pero’ dando a Cesare quel che e’ di Cesare e’ parsa inadeguata anche la conduzione di gara della Roma nel secondo tempo. Anche questa volta potrebbe riproporsi il leiv motiv della carriera di Ranieri. Arrivare vicino alla vittoria e perdere per poco. A mio modesto parere l’allenatore del testaccio ieri ha commesso dei gravi errori, pari a quelli sottoporta degli attaccanti nel primo tempo. Gli stessi errori che commetteva alla Juventus l’anno passato, incapace di vincere la partita interna con il Cagliari e poi persa 3-2..solo per citarne una Per chi ricorda quella partita, la Juventus allora vinceva 2-1, poi poca capacita’ di gestire il matche e disattenzioni defensive hanno portato la squadra alla sconfitta. Ieri Ranieri, ha deciso quasi lui di perdere…non potendo vincere, togliere un centrocampista inserendo un esterno e poi una punta ha praticamente tolto linfa al centrocampo e dato spazi immensi alle ripartenze. La Roma dopo i cambi e’ stata poco pericolosa e la Samp ha approfittato per colpire e vincere. Ranieri dice che era il caso di rischiare, verissimo, ma forse era il caso di cambiare Totti che era stanchissimo e non stava dando piu’ un contributo immenso. In ogni caso non mi e’ sembrato molto amareggiato Raneri a fine partita, anzi scherzava quasi alla Domenica Sportiva e alla “solita” domanda di Mina’ sulla rivalsa con la societa’ bianconera per averlo mandato via, lui ha sorriso, dicendo che parlano i risultati. Ha ragione Ranieri, parlano i risultati, tuttavia io penso che se ci fosse stato Capello in panchina, la Roma ieri avrebbe vinto giocando un secondo tempo con il coltello tra i denti, cercando di portare a casa l’uno a zero in modo arcigno. Ranieri invece ha giocato un secondo tempo aperto e ha preso gol quasi in contropiede, poi ha inserito quattro attaccanti come non aveva fatto con il Chelsea l’anno passato nel finale di partita e ne ha preso un altro. Rimaniamo convinti che Ranieri e' un ottimo tecnico, da secondo posto, ci piacerebbe essere smentiti, ma a meno di miracoli sara' difficile... Misteri….
a proposito... qui un articolo su... Damato interista... fonte Repubblica
Repubblica — 05 gennaio 2002 pagina 18 sezione: BARIIl tifo tra gli arbitri non conta. E agli scettici da Bar sport del lunedì mattina basta chiedere conferma alla giacchetta nera barlettana Antonio Damato, 29 anni, interista da sempre. Cinque anni fa, durante la finale scudetto del campionato aAlievi tra la "sua" Inter e la Lazio, non ci ha pensato due volte a fischiare un rigore a favore della squadra romana. Il fato (benevolo) volle poi che dal dischetto il pallone non arrivò mai in rete e che i nerazzurri vincessero il tricolore. Nel presente, per fortuna di Antonio, il piede di Vieri e Ronaldo fa spesso rima con il goal. E la sua carriera arbitrale sembra esplosa ormai definitivamente. Tant' è che domani pomeriggio scenderà sul terreno di gioco di Lecco per la gara contro il Lumezzane, sua prima partita di C1 in una carriera che si prospetta foriera di mille soddisfazioni. Tutto era cominciato una dozzina di anni fa in una partita tra ragazzini al vecchio stadio di Barletta. Per gioco, tra l' altro, visto che l' oggetto del desiderio non erano tanto i cartellini e il fischietto quanto la tessera per entrare gratuitamente allo stadio (un classico per gli arbitri alle prime armi). Con il tempo, invece, è nata ed esplosa la passione. Nel mezzo ci sono state belle esperienze vissute, tanti nuovi posti conosciuti e fortunatamente nessun' aggressione (un altro classico, purtroppo, sui campi cosiddetti minori). Antonio ne ha visti davvero tanti di calciatori. La maggior parte, racconta, ha appeso «le scarpe a qualche tipo di muro e adesso vive dentro un bar». Qualcun altro non ha avuto paura di tirare un calcio di rigore, invece, e adesso gira in serie A. Nomi? Pinzi dell' Udinese, Marazzina (la sorpresa del Chievo), Daniele Conti (il figlio del grande Bruno). E naturalmente Antonio Cassano. Com' era? Praticamente com' è oggi. Dribblomane, sfrontato con i compagni, ma educato e disciplinato con il direttore di gara. «Un signore», per Antonio. Che ricorda anche con piacere le giocate di Mitri del Martina Franca e di Stroppa, ai tempi del Foggia di Zeman, incontrato in un' amichevole contro il San Severo. La vita di un arbitro, a questi livelli, è a quella di un atleta a tutti gli effetti. Damato si allena tre volte a settimana. E in serata fa sempre un salto nella sua sezione, a Barletta, dove rappresenta un importante punto di riferimento per tutti i colleghi più giovani di lui. La carriera, inevitabilmente, lo ha portato a trascurare altri aspetti della sua vita. Primo di tutti gli affetti. «Non è facile trovare una ragazza che sia pronta ad accettare questi ritmi. Il sabato e la domenica, in pratica, non ci sono mai». Adesso è single, ma non ha perso la speranza. D' altronde il suo cartellino vincente potrà sempre essere il fascino della divisa. - GIULIANO FOSCHINI
a proposito... qui un articolo su... Damato interista... fonte Repubblica
Repubblica — 05 gennaio 2002 pagina 18 sezione: BARIIl tifo tra gli arbitri non conta. E agli scettici da Bar sport del lunedì mattina basta chiedere conferma alla giacchetta nera barlettana Antonio Damato, 29 anni, interista da sempre. Cinque anni fa, durante la finale scudetto del campionato aAlievi tra la "sua" Inter e la Lazio, non ci ha pensato due volte a fischiare un rigore a favore della squadra romana. Il fato (benevolo) volle poi che dal dischetto il pallone non arrivò mai in rete e che i nerazzurri vincessero il tricolore. Nel presente, per fortuna di Antonio, il piede di Vieri e Ronaldo fa spesso rima con il goal. E la sua carriera arbitrale sembra esplosa ormai definitivamente. Tant' è che domani pomeriggio scenderà sul terreno di gioco di Lecco per la gara contro il Lumezzane, sua prima partita di C1 in una carriera che si prospetta foriera di mille soddisfazioni. Tutto era cominciato una dozzina di anni fa in una partita tra ragazzini al vecchio stadio di Barletta. Per gioco, tra l' altro, visto che l' oggetto del desiderio non erano tanto i cartellini e il fischietto quanto la tessera per entrare gratuitamente allo stadio (un classico per gli arbitri alle prime armi). Con il tempo, invece, è nata ed esplosa la passione. Nel mezzo ci sono state belle esperienze vissute, tanti nuovi posti conosciuti e fortunatamente nessun' aggressione (un altro classico, purtroppo, sui campi cosiddetti minori). Antonio ne ha visti davvero tanti di calciatori. La maggior parte, racconta, ha appeso «le scarpe a qualche tipo di muro e adesso vive dentro un bar». Qualcun altro non ha avuto paura di tirare un calcio di rigore, invece, e adesso gira in serie A. Nomi? Pinzi dell' Udinese, Marazzina (la sorpresa del Chievo), Daniele Conti (il figlio del grande Bruno). E naturalmente Antonio Cassano. Com' era? Praticamente com' è oggi. Dribblomane, sfrontato con i compagni, ma educato e disciplinato con il direttore di gara. «Un signore», per Antonio. Che ricorda anche con piacere le giocate di Mitri del Martina Franca e di Stroppa, ai tempi del Foggia di Zeman, incontrato in un' amichevole contro il San Severo. La vita di un arbitro, a questi livelli, è a quella di un atleta a tutti gli effetti. Damato si allena tre volte a settimana. E in serata fa sempre un salto nella sua sezione, a Barletta, dove rappresenta un importante punto di riferimento per tutti i colleghi più giovani di lui. La carriera, inevitabilmente, lo ha portato a trascurare altri aspetti della sua vita. Primo di tutti gli affetti. «Non è facile trovare una ragazza che sia pronta ad accettare questi ritmi. Il sabato e la domenica, in pratica, non ci sono mai». Adesso è single, ma non ha perso la speranza. D' altronde il suo cartellino vincente potrà sempre essere il fascino della divisa. - GIULIANO FOSCHINI
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