Ieri, tra le tante voci è circolata anche quella che Pavel Nedved sarebbe in prima fila per un'eventuale sostituzione del tecnico di Aquileia. La fiducia a Delneri, come tutti sanno, è limitata al quarto posto, ma in caso di un'ulteriore serie di sconfitte la posizione del tecnico difficilmente potrebbe rimanere salda anche fino al termine della stagione.
La soluzione venitilata, in caso e ribadiamo solo in caso di crollo verticale, sarebbe Pavel Nedved. Il giocatore, sempre amato dal popolo bianconero servirebbe per ricompattare l'ambiente e dare carica alla squadra.
Francamente pensiamo e speriamo proprio che questo non succeda. Pavel non si merita di essere usato come scudo o parafulmine per calmare i tifosi.
In passato abbiamo già assistito al sacrificio di Ferrara, gettato nella mischia senza una vera e propria esperienza come allenatore e i risultati (anche se non poi così male, visto gli attuali), non sono stati degni della Juventus.
Speriamo che Nedved, qualora si finisca in quella tragica situazione, non cashi nel tranello. Il rischio di fallimento è troppo alto e Pavel non si merita questo dopo tutto quello che ha dato alla causa bianconera.
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martedì 1 marzo 2011
giovedì 14 ottobre 2010
DA MINISTRO A AMBASCIATORE
Che ruolo avrà Pavel Nedved? Ce lo siamo chiesti ieri e siamo stati subito accontentati o quasi dall'amministratore delegato bianconero.
Un ruolo alla Figo dell'Inter sembrerebbe, per capirci, entrambi palloni d'oro anche se Nedved ha avuto un peso specifico molto maggiore alla Juventus rispetto al portoghese all'Inter.
Pavell Nedved sarà «l'ambasciatore» della Juventus. «Nedved nel Cda? Abbiamo voluto dare più forza a tutte le componenti della società, creare un link più diretto fra il consiglio d'amministrazione e la squadra Lui ci aiuterà con la sua esperienza, sarà l'ambasciatore della Juve. La porta per Pavel era aperta fin dalla fine della sua carriera e lui questo lo sapeva».
Bhe, il ruolo per i tifosi non conta, conta rivedere Pavel che in campo è sempre stato un simbolo vero, un'icona capace di dare sempre tutto.
L'importante è che gli sia data la possibilità di contare e di dire la sua perchè i tifosi sono sicuri che riuscirà a farsi valere proprio come faceva in campo.
Un ruolo alla Figo dell'Inter sembrerebbe, per capirci, entrambi palloni d'oro anche se Nedved ha avuto un peso specifico molto maggiore alla Juventus rispetto al portoghese all'Inter.
Pavell Nedved sarà «l'ambasciatore» della Juventus. «Nedved nel Cda? Abbiamo voluto dare più forza a tutte le componenti della società, creare un link più diretto fra il consiglio d'amministrazione e la squadra Lui ci aiuterà con la sua esperienza, sarà l'ambasciatore della Juve. La porta per Pavel era aperta fin dalla fine della sua carriera e lui questo lo sapeva».
Bhe, il ruolo per i tifosi non conta, conta rivedere Pavel che in campo è sempre stato un simbolo vero, un'icona capace di dare sempre tutto.
L'importante è che gli sia data la possibilità di contare e di dire la sua perchè i tifosi sono sicuri che riuscirà a farsi valere proprio come faceva in campo.
martedì 25 maggio 2010
BUON SANGUE NON MENTE...

Partiamo da una vecchia canzone degli Articolo 31,quando erano ancora uniti... bei tempi per i tifosi della Juventus... li si che la Juventus vinceva ancora...va bhe "Buon sangue non mente"...per ricondurci alle parole di ieri di Gigi Buffon, che invita i giocatori a sputare sangue per la maglia...chiunque arrivi...
"...chi arriva alla Juve deve sputare sangue per questa maglia. La Juve deve essere un punto di arrivo e di partenza, resta la società che ha fatto la storia del calcio italiano..."
Ha ragione, a dir poco, Gigi, uno dei pochi simboli bianconeri capace di portare alla memoria grandi imprese. Troppe partite molli, troppi errori, troppe sconfitte e se poi lui dice così, troppa voglia di tirare i remi in barca troppo presto.
Buon sangue non mente, la Juventus è qualcosa che devi averi nella pelle ... e per portare la maglia devi avere anche qualcosa che fa rima con pelle...
Puoi avere i cromosomi bianconeri come Del Piero, come Marchisio o puoi avere quel qualcosa che ti fa diventare subito un idolo, come Buffon, come Chiellini, come lo stesso Nedved...che anche se si è ritirato è come se fosse ancora li.
Portare quella maglietta a righe è un onore ma anche un grande onere.
Vuol dire avere 14 milioni di tifosi e 28 milioni di occhi. Il pallone pesa anche quando batti la rimessa laterale. Portare ad esempio un numero due, un numero tre o un numero sei sulle spalle vuol dire seguire le orme dei Ferrara, dei Cabrini, dei Scirea... di tutte persone che hanno avutouno spessore in campo incredibile e che hanno fatto la storia nazionale o nel caso di Scirea di un vero mito ed esempio per tutti.
Chiunque arriva deve giustamente essere conscio di quello che gli aspetta, troppo hanno passato i tifosi dal 2006 ad oggi per non vedere quella maglia onorata.
Buon sangue non mente... i giocatori devono prima farsi un esame di coscienza e capire se vogliono essere una meteora, come alcuni che partiranno a breve o una stellla per essere ricordati per sempre...
Essere alla Juventus non è mai banale, non ci arrivi per caso e chi la prendesse come una vacanza commetterebbe, forse un errore imperdonabile.
Dal mercato i tifosi non si aspettano di trovare un giocatore dai cromosomi bianconeri, ma come ha detto Buffon un gladiatore in campo, che sappia seguire le orme di chi è entrato nel cuore con impegno, motivazione e voglia di vincere.
Di seguito le parole quasi integrali di Buffon
"... l'unica cosa che interessa a me, ai dirigenti e al popolo che ci sostiene è avere di nuovo dei giocatori con mentalità da Juventus: chi arriva alla Juve deve sputare sangue per questa maglia. La Juve deve essere un punto di arrivo e di partenza, resta la società che ha fatto la storia del calcio italiano. Questo campionato dimostra che Ranieri non era il problema: avevamo finito un ciclo e non ce ne eravamo accorti neanche noi ...Se sono messo nelle condizioni di poter dimostrare certe mie qualità, penso di essere ancora il portiere più forte del Mondo. Da inizio campionato e fino a novembre, avevo fatto il mio miglior inizio stagione. Ma quando arrivi settimo in campionato ti viene da dire: 'certo che alla Juve non c'è un giocatore che si salvi'. Potrei essere il più forte del mondo per 100 anni ma se arrivo sempre 10° o 11° la gente non sa neanche che esisto".
mercoledì 28 aprile 2010
ENTUSIASMO PRAGMATICO

La notizia che domani la Juventus potrebbe avere un nuovo presidente, finalmente un Agnelli... direi..non ci coglie di sorpresa, era nell'aria da giorni ormai. Molti tifosi dopo questi anni sono convinti che potra' bastare... personamente ritengo questo solo il primo passo, dopo un calvario durato troppo a lungo. Alla base di tutto ritengo sara' fondamentale il progetto e mettere uomini di calcio la' dove vanno messi. Le mosse prospettate oggi: Capello come allenatore e Pavel Nedved come responsabile del settore giovanile possono essere solo due pietre di quello che dovra' essere per i tifosi e per la nuova societa' un lungo cammino. Da quello che sento sui forum, c'e' grande entusiasmo, ma ricordiamo tutti quanto entusiasmo c'era anche a Pinzolo quest'estate. Ma meglio un po' di entusiamo che lo spirito funereo dell'ultimo periodo.
Questa volta, rispetto al passato pero' i tifosi potranno contare su tre garanzie: un Agnelli al comando, un mister (se accettera') vincente come mai nessuno e un cuore bianconero incredibile (Nedved) che nessun tifoso potra' mai mettere in discussione, uno dei pochi capace di strappare a chiunque delle lacrime il giorno del ritiro... l'unico capace di non abbattersi mai e esempio per giovani e non.
Domani sapremo se ci saranno queste novita' a partire dalla presidenza, il futuro ci dira' anche le novita' teniche. Rimaniamo tuttavia fiduciosi come non mai che ci sara' una svolta e che anche sul lato della riconquista dell'onore e della rivendicazione del passato ci sara' un movimento da vigili a qualcos'altro.
Per il momento, se vero, non posso che fare il benvenuto e l'imbocca al lupo ad Andrea Agnelli...di lavoro da fare ce n'e'... e tanto.
venerdì 19 marzo 2010
Quanto ci manchi, Pavel

Se paragoniamo l'eliminazione di ieri a quelle del passato, viene una malinconia enorme. Quella di ieri e' stata un debacle, una Caporettto incredibile per proporzioni, valore dell'avversario e comportamento in campo. Tuttavia, nelle altre eliminazioni inglesi (Arsenal e Liverpol e poi anche Chlesea) c'era stato sempre un fattore che aveva reso orgogliosi i tifosi bianconeri, quel leone che correva e non mollava mai fino alla fine: Pavel Nedved. Ecco, oggi penso che manchi il suo spirito a questa squadra, manca la sua combattivita', il suo esempio. Lui sapeva cosa voleva dire portare quella maglia e lottare per quei valori che rappresenta. Purtroppo molti dei giocatori in campo ieri quei valori non riescono ancora a farli propri o forse non ci riusciranno mai. I fitosi bianconeri avrebbero voluto vedere giocatori stremati che correvano fino alla fine e lottavano su ogni palla, piuttosto che nervosi che scalciavano gli avversari. Se la Juventus vuole ripartire deve rifare proprio lo spirito dei grandi: dei Nedved, dei Conte, dei Montero, dei Ravanelli. Bando agli isterismi, ma spazio al cuore.
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