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tuttojuve
Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore
venerdì 15 ottobre 2010
STOP AI SALDI DI FINE STAGIONE!!!!
In molti si sono chiesti: perché Rinaudo? Perché Traore'? Queste erano le domande che i tifosi si facevano nel momento in cui la Juventus ufficializzo le trattative. Oggi, forse, alla luce dei continui problemi fisici del centrale e del terzino, sono sempre di più le persone che si fanno queste domande e che sono scettici sui saldi di "fine estate". Rinaudo utilizzato proficuamente solo con il Cagliari infortunato. Traore' mai visto...e con una nuova ricaduta. Erano effettivamente acquisti da Juve o bisognava forse puntare su altri nomi di maggiore spessore? Va bene... era finito il budget direte voi, ma pensare ora di poter affrontare il nuovo tour se force con soli tre centrali di cui due utilizzatissimi e un solo esterno sinistro e' un rischio molto alto. A gennaio bisognerà correre assolutamente ai ripari e ben vengano gli Ziegler i Tasci e compagnia..... . Serve un rinforzo di qualità e i pensieri sono diversi, soprattutto per la corsia di sinistra, con nomi di spessore. Da Alì Cissokho del Lione al citato Reto Ziegler della Samp. Sul francese si era sbilanciato la settimana scorsa a SportItalia nella trasmissione "SoloCalcio" condotta da Michele Criscitiello, Fabrizio Ferrari definendolo un giocatore da Juventus. Su Ziegler abbiamo gia' detto che sarebbe un ottimo colpo a costo zero o con esborso minimo. Rimangono poi altre opzioni: Aogo, per cui l’Amburgo vuole una decina di milioni, e il gallese Gareth Bale, ma forse costa troppo per le casse bianconere. L'importante sarebbe non prendere soluzioni tampone ma giocatori di prospettiva. Ma del resto se non si aveva cash a settembre perché bisognerebbe averne a gennaio?
giovedì 14 ottobre 2010
DA MINISTRO A AMBASCIATORE
Che ruolo avrà Pavel Nedved? Ce lo siamo chiesti ieri e siamo stati subito accontentati o quasi dall'amministratore delegato bianconero.
Un ruolo alla Figo dell'Inter sembrerebbe, per capirci, entrambi palloni d'oro anche se Nedved ha avuto un peso specifico molto maggiore alla Juventus rispetto al portoghese all'Inter.
Pavell Nedved sarà «l'ambasciatore» della Juventus. «Nedved nel Cda? Abbiamo voluto dare più forza a tutte le componenti della società, creare un link più diretto fra il consiglio d'amministrazione e la squadra Lui ci aiuterà con la sua esperienza, sarà l'ambasciatore della Juve. La porta per Pavel era aperta fin dalla fine della sua carriera e lui questo lo sapeva».
Bhe, il ruolo per i tifosi non conta, conta rivedere Pavel che in campo è sempre stato un simbolo vero, un'icona capace di dare sempre tutto.
L'importante è che gli sia data la possibilità di contare e di dire la sua perchè i tifosi sono sicuri che riuscirà a farsi valere proprio come faceva in campo.
Un ruolo alla Figo dell'Inter sembrerebbe, per capirci, entrambi palloni d'oro anche se Nedved ha avuto un peso specifico molto maggiore alla Juventus rispetto al portoghese all'Inter.
Pavell Nedved sarà «l'ambasciatore» della Juventus. «Nedved nel Cda? Abbiamo voluto dare più forza a tutte le componenti della società, creare un link più diretto fra il consiglio d'amministrazione e la squadra Lui ci aiuterà con la sua esperienza, sarà l'ambasciatore della Juve. La porta per Pavel era aperta fin dalla fine della sua carriera e lui questo lo sapeva».
Bhe, il ruolo per i tifosi non conta, conta rivedere Pavel che in campo è sempre stato un simbolo vero, un'icona capace di dare sempre tutto.
L'importante è che gli sia data la possibilità di contare e di dire la sua perchè i tifosi sono sicuri che riuscirà a farsi valere proprio come faceva in campo.
IO METTO DENTRO COLLINA, TU METTI DENTRO LA JUVENTUS
Alcuni giornali ieri hanno titolato, non a nove colonne ma quasi che "non fu Giacinto Facchetti a pronunciare il nome Collina durante la conversazione telefonica del 26 novembre 2004 con l'allora designatore arbitrale Paolo Bergamo in cui si faceva riferimento a una griglia arbitrale".
Questa precisazione arriva da una integrazione della perizia fonica di Roberto Porto, perito incaricato nella trascrizione delle telefonate.
La settimana scorsa il perito aveva detto che era stato invece Facchetti a pronunciare tale nome.
Fidandoci delle valutazioni del perito, avevamo sottolineato come l'errore fosse grave. Il fatto che Facchetti non pronunci il nome di Collina, a nostro parere non cambia molto il senso della telefonata, che evidenzia come tante altre società oltre alla Juventus parlvano con gli arbitri.
Queste le parole dell'avvocato Prioreschi a Tutti Pazzi per la Juve:
“Chi dice 'Metti Collina' non è assolutamente rilevante”. “Quell’intercettazione deve essere letta in parallelo con la precedente Facchetti-Mazzei, (25.11.2004 ndr), dove Mazzei comunica gli assistenti, 'numero 1 e numero 2' (Ivaldi e Pisacreta), dove Facchetti dice chiaramente 'Mettiamo il numero 1 degli arbitri: metti Collina', Mazzei dice: 'Ma come facciamo? C’è il sorteggio!' e Facchetti dice: ' Ma no, quale sorteggio! Parla con Bergamo', quindi poi Facchetti chiama Bergamo ed è il prosieguo naturale di quella telefonata. Ora che lo dica Bergamo o lo dica Facchetti francamente non ha nessuna importanza: il significato della telefonata è chiarissimo. Soltanto chi è in malafede non riesce a capire e poi cerca di arrampicarsi sugli specchi su chi l’ha detto. Non ha nessuna importanza chi ha detto 'Metti Collina' ”.
Detto questo noi siamo disponibili a mettere dentro le nostre griglie, di sorteggi che come abbiamo visto sono regolari, Collina. Siamo disposti, poi, a mettere, tutti quelli che volete e gli arbitri di una cupola che non esiste.
Ci piacerebbe che qualcuno ci spieghi, invece, chi e come mai ha messo dentro la Juventus e solo la Juventus dentro a Calciopoli e con lei la sua dirigenza.
Noi abbiamo messo Collina, ma chi ha messo dentro la Juventus?
Questa precisazione arriva da una integrazione della perizia fonica di Roberto Porto, perito incaricato nella trascrizione delle telefonate.
La settimana scorsa il perito aveva detto che era stato invece Facchetti a pronunciare tale nome.
Fidandoci delle valutazioni del perito, avevamo sottolineato come l'errore fosse grave. Il fatto che Facchetti non pronunci il nome di Collina, a nostro parere non cambia molto il senso della telefonata, che evidenzia come tante altre società oltre alla Juventus parlvano con gli arbitri.
Queste le parole dell'avvocato Prioreschi a Tutti Pazzi per la Juve:
“Chi dice 'Metti Collina' non è assolutamente rilevante”. “Quell’intercettazione deve essere letta in parallelo con la precedente Facchetti-Mazzei, (25.11.2004 ndr), dove Mazzei comunica gli assistenti, 'numero 1 e numero 2' (Ivaldi e Pisacreta), dove Facchetti dice chiaramente 'Mettiamo il numero 1 degli arbitri: metti Collina', Mazzei dice: 'Ma come facciamo? C’è il sorteggio!' e Facchetti dice: ' Ma no, quale sorteggio! Parla con Bergamo', quindi poi Facchetti chiama Bergamo ed è il prosieguo naturale di quella telefonata. Ora che lo dica Bergamo o lo dica Facchetti francamente non ha nessuna importanza: il significato della telefonata è chiarissimo. Soltanto chi è in malafede non riesce a capire e poi cerca di arrampicarsi sugli specchi su chi l’ha detto. Non ha nessuna importanza chi ha detto 'Metti Collina' ”.
Detto questo noi siamo disponibili a mettere dentro le nostre griglie, di sorteggi che come abbiamo visto sono regolari, Collina. Siamo disposti, poi, a mettere, tutti quelli che volete e gli arbitri di una cupola che non esiste.
Ci piacerebbe che qualcuno ci spieghi, invece, chi e come mai ha messo dentro la Juventus e solo la Juventus dentro a Calciopoli e con lei la sua dirigenza.
Noi abbiamo messo Collina, ma chi ha messo dentro la Juventus?
mercoledì 13 ottobre 2010
PAVEL NEDVED MINISTRO CON O SENZA PORTAFOGLIO?
Un ministro senza portafoglio è colui che ha il mandato di esercitare un determinato ufficio civile, senza per ciò essere preposto ad un Dicastero o Ministero. Nel caso in cui sia preposto ad un Dicastero, si dice Ministro con portafoglio, o più semplicemente Ministro.
In questi giorni è grande l'attesa dopo la notizia dell'insediamento di Pavel Nedved nel cda bianconero. I tifosi si aspettano grandi cose dal giocatore ceco, Si aspettano che possa avere un ruolo reale e non di facciata. Si aspettano che porti ulteriore competenza dopo alcuni anni dove forse i tifosi avevano la percezione che questa competenza mancasse. Si aspettano un cambio di rotta nella gestione dei casi spinosi e soprattutto anche qualche acquisto, magari made in Czech Republic.
Ma soprattutto, quello che i tifosi si augurano, è che Nedved non faccia la fine di Marco Tardelli, che doveva essere membro autorevole del primo cda bianconero e che non è mai riuscito a esprimere la propria opinione.
Ecco le parole di Tardelli nel momento delle dimissioni.
«Avevo in mente la possibilità di contribuire al cambiamento, avevo in mente l´ideale di una società trasparente, basata sull´etica e sulla morale. Credevo che cambiando la Juve avremmo potuto provare a cambiare il calcio in generale. Evidentemente la mia era un´utopia, nient´altro che un´utopia. Io non sono uomo da cda, sono un uomo di calcio. Ma non volevo fare l´allenatore né dirigere il mercato, anche perché non voglio che si dica che Tardelli fa la cresta sulle compravendite. Avrei voluto, però, poter almeno esprimere il mio parere, avere un minimo margine operativo: avrei dato anche dei pareri, se soltanto me ne avessero chiesti. In fondo ci ho messo la faccia, quando servivano facce nuove. Ma il processo di trasparenza, che era cominciato bene, si è interrotto troppo in fretta».
Ai tifosi bianconeri non interessano che le facce siano nuove o vecchie. Ai tifosi bianconeri interessa il lavoro, la competenza e la voglia di far ritornare la Juventus ai livelli del 2006. Purtroppo non si è riusciti fino ad ora a tornare a quei livelli e si spera che ai nuovi entranti Nedved e Marotta possa essere data effettivamente la possibilità di agire e muoversi in modo efficace. Senza un "portafoglio" non si arriva da nessuna parte, meglio poi che il portafoglio sia pieno di biglietti verdi da spendere sul mercato.
In questi giorni è grande l'attesa dopo la notizia dell'insediamento di Pavel Nedved nel cda bianconero. I tifosi si aspettano grandi cose dal giocatore ceco, Si aspettano che possa avere un ruolo reale e non di facciata. Si aspettano che porti ulteriore competenza dopo alcuni anni dove forse i tifosi avevano la percezione che questa competenza mancasse. Si aspettano un cambio di rotta nella gestione dei casi spinosi e soprattutto anche qualche acquisto, magari made in Czech Republic.
Ma soprattutto, quello che i tifosi si augurano, è che Nedved non faccia la fine di Marco Tardelli, che doveva essere membro autorevole del primo cda bianconero e che non è mai riuscito a esprimere la propria opinione.
Ecco le parole di Tardelli nel momento delle dimissioni.
«Avevo in mente la possibilità di contribuire al cambiamento, avevo in mente l´ideale di una società trasparente, basata sull´etica e sulla morale. Credevo che cambiando la Juve avremmo potuto provare a cambiare il calcio in generale. Evidentemente la mia era un´utopia, nient´altro che un´utopia. Io non sono uomo da cda, sono un uomo di calcio. Ma non volevo fare l´allenatore né dirigere il mercato, anche perché non voglio che si dica che Tardelli fa la cresta sulle compravendite. Avrei voluto, però, poter almeno esprimere il mio parere, avere un minimo margine operativo: avrei dato anche dei pareri, se soltanto me ne avessero chiesti. In fondo ci ho messo la faccia, quando servivano facce nuove. Ma il processo di trasparenza, che era cominciato bene, si è interrotto troppo in fretta».
Ai tifosi bianconeri non interessano che le facce siano nuove o vecchie. Ai tifosi bianconeri interessa il lavoro, la competenza e la voglia di far ritornare la Juventus ai livelli del 2006. Purtroppo non si è riusciti fino ad ora a tornare a quei livelli e si spera che ai nuovi entranti Nedved e Marotta possa essere data effettivamente la possibilità di agire e muoversi in modo efficace. Senza un "portafoglio" non si arriva da nessuna parte, meglio poi che il portafoglio sia pieno di biglietti verdi da spendere sul mercato.
SISSOKO OUT...? CAMPIONE IN!
In questi giorni ne stiamo sentendo troppe affinché ci possa essere una verità assoluta. Un mese fa, avevamo quasi per primi parlato di un Sissoko possibile partente e molti ci avevano riso dietro. Oggi notiamo come in molti si siano ricreduti e come Sissoko possa essere stato effettivamente inserito nella lista dei partenti. A questo punto diventa importante capire quale potrà esser la destinazione del maliano che nei primi due anni di Juventus ha impressionato mentre al terzo non e' stato impeccabile. Diverse sono le destinazioni possibili dalle piste fantasiose (Inter,Genoa, Napoli) a quelle reali ma non volute dal giocatore (Wolfsburg) fino ai ritorni al passato in Inghilterra o Spagna, opzione preferita dal giocatore stesso. Al momento sembra che i contatti con lo staff del giocatore siano stati tutti embrionali. il procuratore Jose' Seugi ha infatti affermato che non c'è nulla di vero e che aspettano un segnale dalla società. Anche i tifosi bianconeri, come il procuratore, aspettano un segnale dalla società, dopo le parole interlocutorie di Marotta. Vendere il giocatore in Italia sarebbe un grave errore, all'estero, forse meno. In ogni caso, l'errore più grande sarebbe non rimpiazzarlo con giocatore adeguato. I nomi di Veloso e compagnia non convincono nessuno. La conferma di Aquilani e la partenza di Sissoko, porterebbe alla necessità, in ogni caso, di un puntello a centrocampo. Il nome più probabile sembrerebbe quello di Inler che comunque ha un costo che si aggira sugli 8/10 milioni. Per i tifosi il sacrificio di Sissoko, potrebbe essere lecito, però, a una sola condizione, vale a dire che permetta l'arrivo di una grande punta a Torino. Il nome rimane sempre lo stesso che comincia per E di cognome per D, alias Edin Dzeko.... ma per permettere questa trattativa ci vuole il consenso di Sissoko e del suo staff, cosa che attualmente non c'è. La strada è ancora lunga e da gennaio a giugno ne vedremo e sentiremo ancora delle belle.
martedì 12 ottobre 2010
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI
Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza ....diceva una famosa frase che Ulisse rivolge ai compagni con i quali si sta per imbarcare per quello che Dante nel XXVI canto dell'inferno della Divina commedia definisce il folle volo. Queste parole sono un capolavoro d'eloquenza retorica, che cerca di diminuire il senso del pericolo agli occhi dei suoi rematori. Oggi come oggi. la figura di Ulisse e' il simbolo della ricerca del sapere, questa frase potrebbe bastare per esprimere le nostre perplessità su quanto sta accadendo a Napoli. Perplessita' che aumentano sempre piu' con il passare delle udienze. Vorremmo tanto non essere nati per vivere come bruti ma per seguire la conoscenza e in questo caso la conoscenza vorrebbe dire avere una chiara idea di tutto quello che e' Calciopoli. Ci piacerebbe sapere come mai anche ieri tutti hanno detto che i sorteggi erano regolari e in particolar modo notai e giornalisti coinvolti. Sono curioso di sapere come mai si utilizzano tempo e persone e denaro pubblico per un processo che sembra essere nato sotto una cattiva stella. Senza andare a mettere il dito nella piaga, la richiesta dell'avvocato Galinelli pone dei dubbi molto gravi pari a quelli che avevamo nel momento dell'audizione del colonnello Auricchio. I misteri aumentano e i tifosi non vogliono più viver come bruti ma godere di conoscenza per scoprire finalmente la verità. Quanto tempo ci vorrà ancora? Forse conviene chiederlo a Dante o magari Ulisse, con una bella seduta spiritica.
lunedì 11 ottobre 2010
OCCHI SU KRASIC E SUL PROSSIMO BIANCONERO
Stasera ci sarà da stare con gli occhi aperti e le dita incrociate. Occhi aperti per vedere all'opera Krasic. Dita incrociate perchè nessuno picchi la "furia serba" e magari perchè Krasic possa mettere una buona parola con Ivanovic. Il giocatore, che ha fatto lo stesso percorso di Krasic, stesso anno di nascita e grande amicizia coltivata in Russia, per poi approdare a campionati di maggior livello in Italia e Inghilterra. Ivanovic ora appare un chiaro obiettivo bianconero.
Krasic e Ivanovic hanno gli stessi agenti, il famoso due estivo Joksimovic-Naletilic, intervistato più volte quest'estate e grande intermediario anche nel possibile trasferimento di Camoranesi in Inghilterra (trasferimento poi saltato). Il rappresentate italiano di Branislav Ivanovic ieri ha detto che per il momento non c'è nulla e per il rinnovo c'è tempo. Sicuramente a Torino Ivanovic sarebbe ben accetto, vista la presenza di Krasic e i tentativi passati di portarlo a Torino.
Ivanovic, in ogni caso non è un nome nuovo per i bianconeri. In molti ricordano il possibile trasferimento alla Juventus già quando Ivanovic era alla Lokomotiv Mosca. Del resto chi non vorrebbe un giocatore dalla sua duttilità tattica (può giocare sia a destra che in mezzo), che forza fisica (è alto 187 cm e pesa 83 kg). Pensate a un corner con in area Ivanovic, Chiellini e Bonucci, chi li potrebbe fermare?
E' una domanda a cui ci piacerebbe rispondere, qualora il serbo vestisse la maglia bianconera.
Niente tridente con due centravanti per Italia-Serbia. L'infortunio di De Rossi cambia i piani di Cesare Prandelli, e il ct annuncia un tridente con Cassano, Pazzini e Mauri. Questa la formazione: Viviano, Zambrotta, Bonucci (o Gastaldello se non recupera), Chiellini, Criscito, Marchisio, Pirlo, Palombo, Mauri, Pazzini, Cassano.
Krasic e Ivanovic hanno gli stessi agenti, il famoso due estivo Joksimovic-Naletilic, intervistato più volte quest'estate e grande intermediario anche nel possibile trasferimento di Camoranesi in Inghilterra (trasferimento poi saltato). Il rappresentate italiano di Branislav Ivanovic ieri ha detto che per il momento non c'è nulla e per il rinnovo c'è tempo. Sicuramente a Torino Ivanovic sarebbe ben accetto, vista la presenza di Krasic e i tentativi passati di portarlo a Torino.
Ivanovic, in ogni caso non è un nome nuovo per i bianconeri. In molti ricordano il possibile trasferimento alla Juventus già quando Ivanovic era alla Lokomotiv Mosca. Del resto chi non vorrebbe un giocatore dalla sua duttilità tattica (può giocare sia a destra che in mezzo), che forza fisica (è alto 187 cm e pesa 83 kg). Pensate a un corner con in area Ivanovic, Chiellini e Bonucci, chi li potrebbe fermare?
E' una domanda a cui ci piacerebbe rispondere, qualora il serbo vestisse la maglia bianconera.
Niente tridente con due centravanti per Italia-Serbia. L'infortunio di De Rossi cambia i piani di Cesare Prandelli, e il ct annuncia un tridente con Cassano, Pazzini e Mauri. Questa la formazione: Viviano, Zambrotta, Bonucci (o Gastaldello se non recupera), Chiellini, Criscito, Marchisio, Pirlo, Palombo, Mauri, Pazzini, Cassano.
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