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mercoledì 26 maggio 2010

IL CONIGLIO NEL CILINDRO


Non ce ne vorranno i detrattori di Moggi, non ce vorranno quelli che cercano di occultare la verità e i carissimi garantisti, un tempo giustizionalisti.
Martedì dal cilindro dell'accusa è saltato fuori un grosso coniglio e nessuno se ne è accorto...cioè..proprio nessuno nessuno...
Ci siamo accorti in molti come un altro testimone dell'accusa ha praticamente deposto a favore della difesa, sconfessando quanto detto nei famosi interrogatori.
Non ce ne voglia il Tg1, che racconta la sua versione dei fatti, ma la deposizione di Mancini stupisce tanto quanto un grosso coniglio uscito dal cilindro.
Fortunatamente non ha stupito solo quelli che pensano che Calciopoli sia stata condotta in modo a dir poco "strano", ha colpito anche i giustizionalisti e primo tra tutti il signor Ziliani...che non manca mai per "le sue parole dolci" verso la Juventus.
Di seguito un estratto dal suo articolo:
In un colpo solo, con i 15 minuti di deposizione (agghiacciante) resa martedì a Napoli, Mancini ha fatto passare il seguente doppio messaggio: 1) “Quando con l'Inter perdevo e accusavo la Juventus (e il Milan) di imbrogliare, dicevo il falso e lo facevo tradito dal mio temperamento”; 2) “Quando dopo Calciopoli ho vinto uno scudetto a tavolino e due sul campo, l'ho fatto senza merito: qualcuno aveva mandato in B la Juve e penalizzato il Milan, ma non era il caso, davvero, perché erano cose che facevano tutti”.

Praticamente, a mio parere, il signor Ziliani da del coniglio a Mancini per non aver ripetuto le accuse che lo stesso aveva fatto contro Moggi nel 2006.

Caro Ziliani, è vero, se una persona, sotto giuramento, non ripete le cose che aveva o non aveva detto sotto interrogatorio è un coniglio...
Facciamo un ragionamento, quindi: quanti sotto giuramento hanno ripetuto quanto avevano sostenuto sotto interrogatorio? Quali sono le prove tangibili dai forse, dai sentito dire...etc...
I vari testimoni dell'accusa che fino ad oggi si sono presentati, sono stati efficaci o meno.... vogliamo parlare del colonnello Auricchio e dei suoi non ricordo tre le risate generali del tribunale.

Mancini forse in questi 4 anni ha ripensato a quello che aveva detto e forse quello che aveva detto era figlio della rabbia del momento...

Non avrei mai pensato di ringraziare Mancini, ma se Mancini ha detto la verità, perchè sotto giuramento si dice la verità, lo ringrazio...
E quindi... caro Ziliani, dopo barboni... saremo tutti conigli....purtroppo piaccia o non piaccia i testimoni dell'accusa...stanno testimoniando a favore della difesa...ma nessuno lo dice... forse i conigli in Italia.. sono tanti tanti...ma sono da ricercare al di fuori dal tribunale e tra coloro che nel 2006 avevano distrutto con le loro parole di fiele la Juventus.


Di seguito l'articolo di Ziliani, tratto dal suo sito

Quando due estati fa, in totale controtendenza con l'opinione prevalente nei mass-media italici – riassumibile nella frase: “non è possibile licenziare l'allenatore che ha vinto gli ultimi tre scudetti” -, scrivevamo che Moratti aveva fatto benissimo ad ingaggiare un grande come Mourinho e a disfarsi di una mezza tacca come Mancini, eravamo certi di quel che scrivevamo: e il tempo è stato galantuomo. Ebbene, a distanza di due anni, a conferma della bontà della posizione presa, è successo un fatto nuovo (che non ha nulla a che vedere con la Champions vinta dall'Inter 45 anni dopo Herrera): e il fatto nuovo è che Mancini, dopo aver dimostrato di essere una mezza tacca come allenatore, ha dimostrato di essere una mezza tacca anche come uomo. È stato indecoroso lo spettacolo che Mancini, testimone d'accusa nel processo-Calciopoli, ha dato martedì al tribunale di Napoli: l'ex allenatore dell'Inter, novello dr. Jeckill e mr. Hide, chiamato a deporre nel processo contro la Cupola si è trasformato come d'incanto nel più formidabile teste a difesa di Moggi & company. Ma con la sua balbettante deposizione, tutta a base di “probabilmente”, “non ricordo”, “lo facevano tutti” e “sono cose che si dicono nella foga del momento”, Mancini non si è limitato a fare un favore a Moggi, ma ha ottenuto l'incredibile risultato di rendere ridicolo il suo passato (e quindi la sua figura) di allenatore.


Ricapitolando: dopo aver passato anni sulla panchina dell'Inter a scattare come un tarantolato contro i Trefoloni e i Rosetti di turno, a lanciare accuse contro un sistema arbitrale giudicato troppo contiguo a Moggi e a giustificare sconfitte e terzi posti con le prepotenze subite da un Palazzo che agiva con le modalità dell'apparato mafioso, dopo aver diviso il podio degli anti-Moggi con Zeman e Franco Baldini, a scandalo scoperchiato e a condanne comminate sia in sede di giustizia sportiva (Juventus in B), sia in sede di giustizia penale (3 anni per associazione a delinquere a Giraudo e Lanese nel rito abbreviato del processo-Calciopoli, un anno e mezzo a Moggi per violenza privata e minacce nel processo-Gea), Mancini è riuscito nell'impresa di schierarsi contro l'evidenza, diremmo contro la storia, ingranando una grottesca e catastrofica – per la sua immagine - marcia indietro. Calcolando male il peso delle sue parole, però. Perché se è vero che i campionati trascorsi a frignare, strepitare e lanciare accuse contro la banda-Moggi non erano poi così irregolari come Mancini voleva farci credere, e le cose che Roberto diceva e le accuse che apertamente lanciava erano “sfoghi dettati dalla foga del momento” (ha detto proprio così, il prode Mancio, sotto giuramento al tribunale di Napoli), allora la conclusione è una sola: Mancini era un allenatore scarso che perdeva le partite per incapacità e non sapendo perdere dava la colpa agli altri. Il classico inetto, insomma, incapace di accettare il verdetto del campo. Un piagnone.


In un colpo solo, con i 15 minuti di deposizione (agghiacciante) resa martedì a Napoli, Mancini ha fatto passare il seguente doppio messaggio: 1) “Quando con l'Inter perdevo e accusavo la Juventus (e il Milan) di imbrogliare, dicevo il falso e lo facevo tradito dal mio temperamento”; 2) “Quando dopo Calciopoli ho vinto uno scudetto a tavolino e due sul campo, l'ho fatto senza merito: qualcuno aveva mandato in B la Juve e penalizzato il Milan, ma non era il caso, davvero, perché erano cose che facevano tutti”.


Domanda: un voltafaccia così, roba che al confronto quello di Capello ai tempi della Roma (“Non potrei mai allenare un club di malaffare come la Juventus”) impallidisce, come si spiega? Detto che Mancini sta al coraggio come Giuda sta alla fedeltà, l'invereconda commedia recitata nell'aula del tribunale di Napoli che motivazioni ha? Forse Roberto sta provando ad ingraziarsi il mondo-Juve che un pensierino a lui, nel dopo-Ferrara, l'aveva fatto? A pensar male si fa peccato ma a volte s'indovina. E forse Mancini, nel timore che dopo il fallimento del suo primo anno al City (il 4° posto-Champions finito al Tottenham) arrivi anche il secondo fallimento targato 2010-2011, ha solo voluto mandare un messaggio al popolo Juve: mi genufletto, mi cospargo il capo di cenere e mi do a voi anima e corpo.


Nel caso abbiate bisogno, in futuro, fate uno squillo.

martedì 11 maggio 2010

ERRORI DI TRASCRIZIONE?

Esistono trascrizioni e trascrizioni...
esistono verbali di interrogatori e riferimenti parziali ai verbali degli interrogatori.
Personalmente se si vuole far capire come stanno le cose bisogna riportare le cose nella loro interezza senza fare riassuntini.
Qui di seguito riporto l'interrogatorio di oggi di Ancelotti e segnalo il riassunto presente sul sito della Gazzetta dello Sport...
Ognuno si faccia le proprie idee, io non commento per non influenzare nessuno... e per non dare giudizi che potrebbero poi rivoltarsi contro di me.
Mi sono già esposto in passato e chi legge i miei editoriali qui sa come la penso sul taglio editoriale di certi pezzi.
Tuttavia se si vuole riconquistare un certo tipo di pubblico,non penso che la strada intrapresa sia quella corretta.
Dall'interrogatorio si deducono alcune cose inequivocabili:
-Ancelotti smentisce che Moggi sapesse prima le designazioni
-Ancelotti dice che Moggi aveva un rapporto confidenziale con De Santis ma che De Santis lo aveva con tutti...
-Ancelotti dice che a Perugia era successo un fatto strano, ma scagiona Collina su tutti gli episodi contro il Milan...(se sbaglia un altro scandalo se sbaglia Collina invece va bene..)
-Ancelotti conferma che il famoso gol annullato al Parma del campionato 2000-2001 era nato da un calcio d'angolo inesistente
- Ancelotti dice che quanto aveva riportato in un'intervista non era era quello che pensava...

Praticamente questo doveva essere un teste dell'accusa e anche in questo caso appare chiaro come sia praticamente a favore di tutte le tesi difensive degli imputati...
Qualcuno la pensa diversamente....
Ecco cosa riporta la Gazzetta nel riassunto della deposizione
"Ci sentivamo defraudati in quel campionato". Cosi Ancelotti al pm Narducci in aula parlando della stagione di Calciopoli. "Mai visto Moggi nello spogliatoio dell'arbitro perché io non ci sono mai stato. Gattuso mi riferì di aver visto Moggi nello spogliatoio dell'arbitro dopo uno Juve-Milan”. Poi parla dei rapporti "confidenziali" fra Moggi e l'arbitro De Santis: "Si, si davano del tu". Ma Ancelotti nega di aver sentito di condizionamenti sulla compilazione del calendario.

Di seguito tutto l'interrogatorio da juro29, ognuno faccia le proprie valutazioni...
PM: Campionato 2004/05, era allenatore del Milan, ricorda la partita Siena-Milan del 17 aprile 2005?
Ancelotti: Sì
PM: Cosa accadde nel corso dell'incontro?
Ancelotti: Siena-Milan, perdemmo 2-1, e l'arbitro era Collina; ci fu un episodio sfavorevole per un fuorigioco inesitistente e annullò un gol di Shevchenko
PM: Chi effettuò la segnalazione?
Ancelotti: L'assistente Baglioni
PM: Conosce Meani?
Ancelotti: Sì
PM: Che ruolo svolgeva nel Milan?
Ancelotti: Era l'addetto all'arbitro
PM: Lei ha fatto il viaggio di rientro da Siena con Meani
Ancelotti: Sì eravamo in auto, io e lui, perchè lui passava da Parma, dove io vivevo e mi diede un passaggio
PM: Avete parlato di quella gara?
Ancelotti: Sì, soprattutto dell'episodio, perchè era abbanstanza chiaro, e lo valutavamo molto negativamente
PM: Ricorda qualche dichiarazione che ha fatto?
Ancelotti: Le parole precise no, ma il senso era di un grave torto, perché era la fine del campionato
PM: Non ricorda altro?
Ancelotti: No
PM: Lei ha detto nel verbale di sommarie informazioni del maggio 2006 che era esterefatto "e con Meani mi sono sfogato ritenendo che quella decisone fosse frutto di una premeditata scelta. Credo di aver detto che Baglioni era stato mandato da Moggi"
Ancelotti: Se l'ho detto lo confermo
PM: Lei parlò con Meani anche della sua fase di allenatore della Juventus?
Ancelotti: No, non ho parlato di quello con Meani in quella circostanza
PM: Dallo stesso verbale si dice che avrebbe parlato con Meani, e che Moggi sapeva già dal giovedì gli arbitri della domenica, e che era già pronta la torta per la vittoria della Juventus e che erano successi fatti strani dopo Parma
Ancelotti: Non ho mai detto a Meani che Moggi mi diceva il giovedì gli arbitri della domenica, nè che stilava il calendario. Dissi solo che avevo la senszione che Moggi avesse un rapporto privilegiato con De SantisPM: Che accadde nella partita col Parma e in quella successiva a Perugia?
Ancelotti: Col Parma ci fu l'annullamento di un gol del Parma all'ultimo minuto di gioco, e questo, a livello mediatico, scatenò un putiferio e...
PM: Da chi era ebitrata?
Ancelotti: De Santis, e poi perdemmo con il Perugia
PM: Arbitro?
Ancelotti: Collina
PM: E parlò con Meani almeno di queste due gare?
Ancelotti: In questa precisa circostanza non ho parlato con Meani di altro che della gara di Siena e di quel campionato
PM: Che intende per rapporto particolare con De Santis e Moggi? Dall'attegiamento che avevano prima delle partite? Lo ha verificato durante gli anni in cui era alla Juve? E, in concreto, che intende per rapporto confidenziale?
Ancelotti: Rapporto confidenziale
PM: Tipo darsi del tu?
Ancelotti: Sì
PM: E i suoi calciatori colloquiavano con De Santis anche nello spogliatoio dell'arbitro?
Ancelotti: Io questo non l'ho mai visto, Lei si riferisce ad un racconto di Gattuso dopo un Juve-Milan, ma io non ho mai visto Moggi nello spogliatoio di De Santis
Opposizione dell' avvoccato di De Santis, che viene accolta
PM: Che tipo di racconto le ha fatto Gattuso?
Ancelotti: Che aveva visto Moggi nello spogliatio dell'arbitro
PM: Nel colloquio con Meani avete fatto riferimento ad episodi accaduti nel campionato. A quali altri si riferisce?
Ancelotti: Un Lecce-Milan, arbitro Pieri, con ammonizioni a Maldini, e Juve-Milan, arbitro Bertini dove, non ci furono concessi 2 calci di rigore, e tutto questo aveva alterato gli animi
PM: Ha mai usato l'espressione "la torta era pronta", per il campionagto 1999-2000?
Ancelotti: No, mai usata, quel campionato ce l'ho ancora addosso. Poi un fatto strano era successo, avevamo aspettato un'ora e mezza tra un tempo e l'altro. Il 2004-2005 era diverso, l'addizione di più episodi aveva fatto pensare che c'era qualcosa contro di noi
PM: In quale peirodo, quando eraallenatore della Juve, nel corso del periodo estivo, è stato mai chiesto da Moggi se, come allenatore della Juve aveva preferenze quanto agli incontri della Juve nella prima parte del campionato?
Ancelotti: No

CONTROESAME.
Difesa di Meani: Nel corso del viaggio, ricorda se Meani ricevette una telefonata da Mazzei?
Ancelotti: Ricordo.
Difesa di Meani: Ricorda il contenuto?
Ancelotti: Ricordo quello che disse Meani che era imbufalito con l'assistente, ha usato toni molto duri, riguardo alla designazione di Baglioni che riteneva inadeguato.
Difesa di Meani: Chi era l'arbitro?
Ancelotti: Collina.
Difesa di Meani: Rispetto alle inadeguatezze di Baglioni, Meani fece esprese richieste di avere specifici assistenti?
Ancelotti: No, non fece richieste, chiese solo guardalinee adeguati.
Difesa di Meani: Ricorda se fece il nome di Puglisi?
Ancelotti: No, non venne fatto.
Difesa di Meani: Ricorda episodi specifici di Puglisi?
Ancelotti: Episodi in particolare no, forse solo uno di un fallo di mani di Inzaghi.
Difesa di Meani: Ricorda se Collina arbitrò altre gare del Milan?
Ancelotti: Quella con la Juve.
Difesa di Meani: Ricorda episodi in quella gara?
Ancelotti: Un fallo di mani in area juventina ma niente di grave.
Difesa di Meani: Quindi a sfavore del Milan.
Ancelotti: Si.
Difesa di Meani: Lei dice di non ricordare una espressa richiesta di Meani di avere Puglisi.
Ancelotti: Non ci fu la richiesta.
Difesa di Meani: La partita successiva fù Milan Chievo e venne Puglisi, ricorda episodi particolari?
Ancelotti: No.
Difesa di Meani: Se le ricordo un gol annullato a Crespo?
Ancelotti: No, non ,lo ricordo.
Difesa di Meani: Ha fatto riferimento ad alcuni episodi che aumentavano la vostra arrabbiatura e parlava di una ammonizione di Maldini in Lecce Milan perchè?
Ancelotti: Perchè Maldini era diffidato e veniva squalificato per il derby e ci sembrava una ammonizione esagerata, sembrava proprio voluto.

Avv. Gallinelli (difesa De Santis): Lei ha detto che De Santis era esuberante.
Ancelotti: Sì
Avv. Gallinelli: Ha detto che dava il tu a Moggi
Ancelotti: Sì
Avv. Gallinelli: E ai giocatori?
Ancelotti: Dava del tu
Avv. Gallinelli: A Lei?
Ancelotti: A me dava del tu
Avv. Gallinelli: E agli altri dirigenti?
Ancelotti: non lo so
Avv. Gallinelli: Ha parlato dell'ammonizione a Maldini. Chi arbitrò il primo maggio Fiorentina-Milan?
Ancelotti: Non ricordo
Avv. Gallinelli: Si ricorda il risultato?
Ancelotti: No
Avv. Gallinelli: Si ricorda se l'8 maggio 2005 ci fu una gara decisiva con la Juve?
Ancelotti: Sì
Avv. Gallinelli: Sa se nella gara precedente il Milan aveva giocatori diffidati?
Ancelotti: Non la ricordo
Avv. Gallinelli: E Milan-Juve, la affrontaste con giocatori squalificati?
Ancelotti: Non credo
Avv. Gallinelli: In riferimento alla gara in cui Gattuso disse di aver visto Moggi nello spogliatoio, si ricorda in quella gara che accadde a Gattuso?
Ancelotti: Venne espulso
Avv. Gallinelli: Perchè?
Ancelotti: Per proteste.

Avv. Morescanti (difesa Fabiani): Lei sa chi dispone i calendari?
Ancelotti: La Federazione
Avv. Morescanti: Non è la Lega?
Ancelotti: Sì la Lega
Avv. Morescanti: Lei ci riferiva che Baglioni fece un errore a vostro danno, annullando un gol. Sa se Baglioni dopo quell'errore è stato fermato?
Ancelotti: Non sono al corrente.

Difesa di Bertini: Sa quante volte Bertini ha arbitrato il Milan nel 2004-05?
Ancelotti: No
Difesa di Bertini: Quindi non sa nemmeno che ha fatto con l'arbitro? Non sa se ha arbitrato un Atalanta-Milan con un epiodio a favore del Milan?
Ancelotti: Mi ricordo a stento l'episodio
Difesa di Bertini: Su Juventus-Milan, arbitro Bertini, ha parlato di due rigori non dati. Ricorda anche di un fallo di mani a vostro favore?
Ancelotti: No
Difesa di Bertini: Lei ha detto che dopo Siena si sentiva defraudato. Dopo la gara di Perugia, si sentiva altrattanto defraudauto?
Ancelotti: No, mi sembrava strano avere aspettato, e mi sembrò una decisione dovuta all'ordine pubblico
Difesa di Bertini: Sì ma non si sentiva defraudato?
Ancelotti: Non credo che fu un errore dell'arbitro.

Avv. Prioreschi (difesa Moggi): Quando definisce particolare il rapporto con Moggi da che lo ricava?
Ancelotti: Da mie valutazioni personali
Avv. Prioreschi: Juventus-Parma, gol annullato, ricorda se quel gol nasce da un angolo concesso da De Santris che era inesistente?
Ancelotti: Sì lo ricordo
Avv. Prioreschi: Juventus-Milan, ricorda di avere rilasciato dichiarazioni alla stampa su Bertini? - Prioreschi legge un articolo del corriere: "mi sono arrabbiato sui due episodi, sono due situazioni di gioco difficili ma mi sono arrabbiato". E' così?
Ancelotti: Sì
Avv. Prioreschi: Quindi erano situazioni difficili?
Ancelotti: No, quello era quello che dissi, ma non quello che pensavo, io ho sempre un profilo basso, lo feci per mantenere bassi i toni.


Ecco il Servizio integrale online di Gazzetta fonte Gazzetta.it

NAPOLI, 11 maggio 2010 - "No nessuno mi chiese se avessi delle preferenze su quali squadre incontrare nelle prime dieci partite". Carlo Ancelotti nella deposizione di oggi al processo napoletano di Calciopoli non conferma che c'era la longa manus di Moggi pure sul calendario quando lui allenava la Juve. Ma sottolinea che nel campionato di Calciopoli "successero cose strane" e che da allenatore del Milan si sentì ”defraudato” di fronte a una serie di episodi a sfavore. Poi parla del rapporto "confidenziale fra Moggi e De Santis che però era caratterialmente più estroverso degli altri arbitri. Sono stati ascoltati anche il maresciallo Di laroni, che condusse l`inchiesta sul filone schede svizzere, il guardalinee Cuttica e Fabio Vignaroli, oggi in Australia, protagonista di quel Lecce parma finito fra le carte di calciopoli. Il giocatore ha confermato quel "questa partita non la vincete" che avrebbe detto l`arbitro De Santis durante la partita. L'udienza odierna è stata dedicata pure a una nuova puntata della battaglia delle intercettazioni bis, diventate 225 con le integrazioni delle difese di Moggi e Pairetto ma anche del'accusa. Per la trascrizione ufficiale ci vorranno due mesi e quindi l`inchiesta del procuratore federale Palazzi non partirà prima del 20 luglio. Quanto alla prossima udienza del processo penale l`appuntamento è per il 25 maggio con la deposizione di Roberto Mancini, l`ultimo testimone del'accusa. Ecco la cronaca della giornata in dettaglio:


Da sinistra, Ancelotti, Giraudo e Moggi. Ap ORE 10.15, Aperta l'udienza — La difesa di Pairetto chiede di trascrivere altre trenta intercettazioni bis oltre alle 74 presentate dalla difesa di Moggi. Che a sua volta chiede altre 50 telefonate. Il pm Narducci chiarisce: “Tre anni fa tutte le intercettazioni erano depositate e nessuna difesa le ha chieste da allora. Mai. I cd contengono i brogliacci, le sintesi”. Poi Narducci chiede anche lui la trascrizione di altre 78 telefonate. In particolare di Moggi. E di Bergamo. Alcune sono con l'arbitro Trefoloni. Il pm chiede anche l'acquisizione della trasmissione Matrix con le "confessioni" di Moggi sulle schede svizzere.

ore 11, slitta l'inchiesta federcalcio — Slitta l'inchiesta della Federcalcio su Calciopoli. Il perito ha chiesto 60 giorni per trascrivere le intercettazioni bis. Il procuratore federale Palazzi potrà cominciare a lavorare solo dal 20 luglio.

ore 11.20, arriva meani — A sorpresa arriva in aula Leonardo Meani, ex addetto agli arbitri del Milan, imputato e gia condannato in sede sportiva. Come sempre presente Luciano Moggi. Per Meani è un esordio in aula. È sua la telefonata intercettata in cui parla dei racconti di Ancelotti sul sistema Moggi.

ore 12.25, ecco ancelotti — Accolto da fotografi e cameramen ha fatto il suo ingresso nell'aula 216 il tecnico del Chelsea, Carlo Ancelotti, che ha iniziato la sua deposizione come teste.

ore 13, defraudati — "Ci sentivamo defraudati in quel campionato". Cosi Ancelotti al pm Narducci in aula parlando della stagione di Calciopoli. "Mai visto Moggi nello spogliatoio dell'arbitro perché io non ci sono mai stato. Gattuso mi riferì di aver visto Moggi nello spogliatoio dell'arbitro dopo uno Juve-Milan”. Poi parla dei rapporti "confidenziali" fra Moggi e l'arbitro De Santis: "Si, si davano del tu". Ma Ancelotti nega di aver sentito di condizionamenti sulla compilazione del calendario.

ore 14.20 chiusa l'udienza — Dopo aver sentito l'ex giocatore del Parma, Vignaroli, l'udienza si conclude.

servizio della Gazzetta di
Valerio Piccioni

lunedì 19 aprile 2010

IL TESTIMONE....


Domani al tribunale di Napoli spuntera' Carlo Ancelotti. L'ex allenatore di Milan e Juventus rispondera' alle domande di procura e difesa. Il teste viene ritenuto chiave dall'accusa.
Chissa' cosa raccontera' Mister Ancelotti, sicuramente delle sue sensazioni negative sul signor Pieri, e su quei tre arbitri che riteneva particolari (Pieri, Palanca, De Santis).
Sicuramente non parlera' di Collina che nel diluvio di Perugia, gli fece perdere un campionato.
Lo stesso Collina arbitro di quel Milan-Juventus -0-1 che determino' la vittoria in campionato della Juventus. Ci sono tante cose di cui potrebbe parlare.. sensazioni, sentito dire, etc. etc.
Potrebbe dirci di come si fa ad arrivare secondi con aiuti arbitrali quando era alla Juventus e di come invece si arriva secondi senza aiuti arbitrali al Milan... (nota incongruenza!!!)
Fossi nella difesa gli farei sentire qualche bella intercettazione di Meani che sceglie i guardalinee o di Galliani (tipo questa ) o quella in cui parla con Bergamo in un post Milan-Juventus e invita il designatore e la sua corte a Istanbul. Sarebbe bello fargliele ascoltare e poi sapere se quel campionato e' stato, a suo parere cos' falsato., o quanto meno sapere come mai quelle intercettazioni erano scomparse.
In ogni caso i tifosi bianconeri da questa deposizione non possono fare altro che aspettarsi il peggio, a meno che la difesa non riesca a spingere Ancelotti a dire che le sue sensazioni sono solo tali e come tali trovano il tempo che trovano....
Domani vedremo.... ci aspetta un altro D/Day.... D/Day parte seconda



Dal sito del Corriere della Sera: autore Monti , articolo del 2006
Non essendoci più il sorteggio, Tiziano Pieri non andava designato per dirigere Atalanta-Milan. Stefano Tedeschi, l' uomo chiamato a sostituire la coppia Bergamo-Pairetto, travolta da Calciopoli, ha voluto sfidare la regola numero 18 del gioco del calcio, quella del buonsenso, appena ricordata da Blatter. E ha perso la partita. Le ragioni per le quali Pieri andava tenuto lontano dal Milan e da Ancelotti sono infatti racchiuse nei verbali della deposizione di sei mesi fa del tecnico rossonero davanti ai Carabinieri di Roma e al vice-capo dell' Ufficio indagini della Figc, Gianluca Leonelli. Ma non solo in quelli. Non si manda un arbitro a dirigere la partita di un allenatore che, in piena coscienza, dopo avere spiegato che Meani non era un semplice ristoratore di passaggio al Milan senza alcuna responsabilità nei rapporti con fischietti e assistenti, ha avuto il coraggio di sostenere: «Non posso affermare nulla sull' esistenza di gruppi arbitrali, ma certamente ho avuto la netta sensazione che alcuni arbitri erano meno affidabili. Tra questi De Santis, Palanca e Pieri». Oppure: «Individuo tre partite in cui ritengo che l' arbitro si sia adoperato per danneggiare volontariamente il Milan e favorire, direttamente o indirettamente, la Juventus. Mi riferisco in particolare alla gara Lecce-Milan in cui l' arbitro Pieri in modo veramente singolare comminò un' ammonizione a centrocampo a Maldini che era già diffidato e ciò alla vigilia del derby milanese». Il riferimento è al 15 febbraio 2004, Lecce-Milan 1-1, quando Pieri venne definito da Galliani «arbitro tecnicamente inadeguato». Pur essendo diventato internazionale secondo criteri non del tutto comprensibili, Pieri non è migliorato: anzi, le sue direzioni sono state accompagnate dal sospetto di un legame particolarmente stretto con Moggi. Era lui l' arbitro di Bologna-Juve 0-1 del 12 dicembre 2004 (il caso-Cipriani, la punizione di Nedved) e di questo aveva parlato Pagliuca nell' audizione davanti ai Carabinieri di Roma del 5 giugno, in cui riferiva di essere stato testimone di «un arbitraggio che costantemente, nel corso di tutta la partita, ci è sembrato assolutamente ingiusto nei confronti della nostra squadra». E da una serie di intercettazioni è emersa con chiarezza la vicinanza dello stesso Pieri all' ex d.g. della Juve. A sostegno di questa tesi, negli atti della Procura di Torino erano venute alla luce le telefonate nelle quali Moggi chiedeva a Pairetto di designare per il «Trofeo Berlusconi» proprio Pieri e raccomandava l' arbitro di Lucca al moviolista Baldas, perché lo sostenesse. E che cosa dire della telefonata nella quale Maria Grazia Fazi, che non considerava Pieri come uno del gruppo legato a Bergamo, si dimostrava particolarmente soddisfatta per un errore clamoroso capitatogli a Reggio Calabria, perché non essendo stato commesso a favore della Juve sarebbe stato a lungo sospeso? Da questo squallido intreccio di episodi, emergono tre tipi di problemi per i quali era del tutto sconsigliabile la designazione di Pieri in Atalanta-Milan, partita di per sé delicata. Il primo: la testimonianza di Ancelotti è venuta a conoscenza di Pieri; tutti i tesserati oggetto di indagine da parte della Procura di Napoli e della Procura federale hanno infatti ottenuto gli atti. Così come i dirigenti arbitrali, direttamente dai vertici della Figc. Secondo problema: l' arbitro, che risulta indagato dalla Procura di Napoli per frode sportiva, non può essere tranquillo in questo momento, visto che si avvicina l' ora in cui i magistrati partenopei firmeranno i rinvii a giudizio e la sua posizione non pare si sia alleggerita in questi mesi di intenso lavoro da parte dei pm Narducci e Beatrice. Terzo problema: Pieri, prosciolto nell' ambito del processo alla Reggina, non è mai stato sospeso da parte degli organi di giustizia della Federcalcio o dell' Aia per i rapporti con Moggi e la Juve, quelli denunciati da Ancelotti. E dunque il contenzioso con il tecnico resta aperto. Siccome sarebbe stato troppo chiedere a Pieri di ricusare la designazione di domenica per l' evidente incapacità di essere sereno, sarebbe dovuto intervenire preventivamente Tedeschi. Il designatore però era troppo impegnato in altre questioni per scegliere una soluzione di questo tipo. Salvo svegliarsi ieri con una telefonata al fischietto di Lucca, che si è rivisto in tv. Per gli arbitri è un momento di sbandamento tecnico e di allarmante fragilità morale. Le indicazioni regolamentari che emergono dai raduni sono confuse e in vorticoso mutamento ad ogni occasione. Il fatto che la quasi totalità degli arbitri sia riuscita a dribblare le sanzioni disciplinari, ha soltanto danneggiato la categoria, che ha interpretato il lassismo federale (a torto) come un' assoluzione da tutti i peccati, anche quelli mortali. La loro catarsi è ancora lontana. Mi riferisco alla gara Lecce-Milan in cui l' arbitro Pieri in modo veramente singolare comminò un' ammonizione a centrocampo a Maldini che era già diffidato e ciò alla vigilia del derby milanese *** Nel periodo passato alla Juve ho visto che il rapporto tra Moggi e De Santis era molto confidenziale. Ho avuto la netta sensazione che alcuni arbitri erano meno affidabili *** Carlo Ancelotti ai Carabinieri di Roma 16 maggio 2006 *** Individuo tre partite in cui ritengo che l' arbitro si sia adoperato per danneggiare volontariamente il Milan e favorire, direttamente o indirettamente, la Juventus *** Ho avuto la netta sensazione che alcuni arbitri erano meno affidabili. Tra questi De Santis, Palanca e Pieri Questi gli stralci dei verbali delle deposizioni di Carlo Ancelotti davanti ai Carabinieri del comando provinciale di Roma (il 16 maggio 2006) e al vicecapo dell' Ufficio indagini della Federcalcio (l' 8 giugno 2006). In entrambe, Ancelotti espone i propri sospetti su Tiziano Pieri, l' arbitro di Atalanta-Milan di domenica scorsaggi a fondo articolo il resoconto sulla sua deposizione)

mercoledì 17 marzo 2010

Antipatico ma bravo

Chi avra' letto alcuni dei miei articoli precedenti avra' intuito che lo specialone non mi sta molto simpatico. Non mi piace quel suo essere sempre il numero uno a scapito degli altri, non mi piace il fatto che cerchi di girare le cose a suo favore, non mi piace che estremizzi certe situazioni alzando la tensione oltre il lecito. Lo avrei rispedito al mittente da tempo. Tuttavia, benche' ci siano molte cose che non mi piacciono, devo pero' amemttere che e' bravo. La partita di ieri, testimonia come sia stata preparata in modo perfetto. La scelta della formazione, l'atteggiamento in campo, la voglia di vincere espressa erano talmente superiori a quelli del Chelsea, da non poter non saltare all'occhio. Vincere, con quel secondo tempo, e' importante. Antipatico ma bravo, la sua squadra non creera' sempre un gioco spettacolare, ma il fatto che ieri sia riuscito a eliminare il Chelsea, testimonia le sue capacita'. Ora ci sara' la celebrazione, gia' iniziata con caroselli a Milano. Chissa' se nella prossima conferenza stampa il portoghese, se la prendera' ancora con Milan e Juventus o sara' piu' sportivo, come Ancelotti ieri sera a fine partita.