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sabato 18 settembre 2010
DIEGO SEGNA...
Altra partita del Wolfsburg, altro gol di Diego, questa volta in rovesciata....su cross indovinate di chi? Dzeko...
Il Wolfsburg questa volta vince e convince pure. Qualcuno si starà mangiando la mani? Non so, il sottoscritto sicuramente ha terminato i polpastrelli, non tanto come detto in passato per la partenza di Diego, che si sapeva in Germania era ed è un fenomeno (ma in Italia ha stentato), quanto per il mancato arrivo di una punta da 20 gol a stagione. Impossibile sapere se Diego e Dzeko avrebbero funzionato alla Juventus. Sicuramente funzionano al Wolfsburg e il gol di Diego di oggi, ripeto in rovesciata è un'ulteriore prova.
Domani ci aspettiamo un gol non in rovesciata, ma sicuramente un gol da chi è rimasto, anche se a dir la verità i problemi della Juventus di oggi non sembrano essere davanti....
altra angolazione
Gol di Diego
Caricato da Almiron. - Scopri gli ultimi video di sport
venerdì 10 settembre 2010
SECCO: VERITA' O BUGIA?
Torna a parlare l'ex direttore sportivo della Juventus Alessio Secco e lo fa attraverso le pagine del Corriere dello Sport. Un'intervista a tutto campo su presente, passato e futuro.
Cassano non era lo stesso di oggi sei mesi fa? E’ stato logico non portarlo in Sudafrica?
«Non entro nelle scelte di Lippi. Certo, Cassano è un altro giocatore e un altro uomo non da oggi, da due anni. E questa è una fortuna per lui e per il calcio italiano. Lo dice uno che due anni fa lo aveva praticamente portato alla Juve».
Quanto siete stati vicini?
«Direi moltissimo. Ma all’interno ci fu più di una obiezione, nel momento decisivo, riferita a dubbi sul cambiamento umano di Cassano. Io ero certo che avesse capito i suoi errori. Non se ne fece nulla. A me è rimasto il bel rapporto con Antonio».
E non è detto che la strada di Cassano alla Juve non possa riaprirsi. In fondo è successo con Aquilani...
« Un giocatore come Cassano la Juve farebbe bene a prenderlo. Non so se lo faranno, ma lui è un top player: da Juve, Inter, Milan».
Cosa ha sbagliato Diego?
« L’anno. Un anno assurdo, di quelli che nel calcio ti può succedere. Ma sulle qualità di Diego credo non si possa discutere. L’ho seguito per due anni, da solo faceva girare il Werder».
Sorpreso dalla sua cessione?
«No, era chiara la linea operativa della nuova dirigenza: cancellare il passato».
In questo passato c’è anche lei. Cosa ha sbagliato?
«Errori ne avrò fatti. Uno che però mi pesa di più riguarda la difesa della mia professionalità, intesa in questo senso: ho condiviso troppo le scelte, in quella Juve non avevo il potere decisonale che la gente immaginava ma agli occhi del mondo il resposabile ero comunque io. E ho pagato, credo a caro prezzo. Anche con tanto qualunquismo di contorno. Ora alla Juve decide Marotta e basta. Meglio così, giusto così » .
A cosa si riferisce quando parla di qualunquismo? Per esempio: chi nasce team manager non può diventare il ds?
«Già, una sciocchezza da ridere. Quanti sono nati ds o hanno fatto prima percorsi professionali diversi? Il mio alla Juve è stato un cammino. E la storia del figlioccio di Moggi?».
Ci saremmo arrivati, parliamone.
«Prima sembrava che ogni parola fosse ispirata e mi davano addosso. Quando Moggi ha iniziato a criticarmi, in maniera anche aspra, lo juventino medio gli dava ragione. E dava ugualmente addosso a me. Allora? Meno male che ora anche questa storia la sento del tutto lontana ».
Dove arriva la Juve?
«Io spero più avanti possibile perché lì ho lasciato tanta gente che conosco. Ma sulla carta non vale le altre tre. E per il quarto posto deve guardarsi le spalle: Palermo, Fiorentina e Genoa si sono attrezzate».
Personalmente, ritengo Alessio Secco un ottimo Team Manager, inserito a fare il Ds in una realtà più grande di lui. Forse se avesse iniziato da Ds in una società con meno responsabilità ma più potere decisionale le cose sarebbero andate diversamente. Tuttavia di errori ne ha commessi, come tutti, in quegli anni. Da Mutu ai vari rinnovi onerosi, fino ad acquisti mancati. Insomma, tanto, visto che poi le trattative si facevano più sui giornali che altrove. Il fatto poi che si dica di aver preso Cassano, non si sa se sia verità o bugia. Dipende a che cifre e in cambio di cosa....Facile poi sparare su Diego, nel senso positivo, tutti sappiamo che Diego era e rimane un buon giocatore, ma anche facile prenderlo a certe cifre e come lui Felipe Melo, Almiron e Tiago e Boumsong e Poulsen? Insomma, tante operazioni che hanno lasciato strascichi importanti e dubbi.
Forse con più esperienza Secco avrebbe fatto meglio, forse con uno come Marotta, avrebbe potuto fare il "Paratici" della situazione. Insomma tanti se e tanti ma... che ci lasciano il dubbio sul fatto che le sue parole siano "bugia o verita".
Cassano non era lo stesso di oggi sei mesi fa? E’ stato logico non portarlo in Sudafrica?
«Non entro nelle scelte di Lippi. Certo, Cassano è un altro giocatore e un altro uomo non da oggi, da due anni. E questa è una fortuna per lui e per il calcio italiano. Lo dice uno che due anni fa lo aveva praticamente portato alla Juve».
Quanto siete stati vicini?
«Direi moltissimo. Ma all’interno ci fu più di una obiezione, nel momento decisivo, riferita a dubbi sul cambiamento umano di Cassano. Io ero certo che avesse capito i suoi errori. Non se ne fece nulla. A me è rimasto il bel rapporto con Antonio».
E non è detto che la strada di Cassano alla Juve non possa riaprirsi. In fondo è successo con Aquilani...
« Un giocatore come Cassano la Juve farebbe bene a prenderlo. Non so se lo faranno, ma lui è un top player: da Juve, Inter, Milan».
Cosa ha sbagliato Diego?
« L’anno. Un anno assurdo, di quelli che nel calcio ti può succedere. Ma sulle qualità di Diego credo non si possa discutere. L’ho seguito per due anni, da solo faceva girare il Werder».
Sorpreso dalla sua cessione?
«No, era chiara la linea operativa della nuova dirigenza: cancellare il passato».
In questo passato c’è anche lei. Cosa ha sbagliato?
«Errori ne avrò fatti. Uno che però mi pesa di più riguarda la difesa della mia professionalità, intesa in questo senso: ho condiviso troppo le scelte, in quella Juve non avevo il potere decisonale che la gente immaginava ma agli occhi del mondo il resposabile ero comunque io. E ho pagato, credo a caro prezzo. Anche con tanto qualunquismo di contorno. Ora alla Juve decide Marotta e basta. Meglio così, giusto così » .
A cosa si riferisce quando parla di qualunquismo? Per esempio: chi nasce team manager non può diventare il ds?
«Già, una sciocchezza da ridere. Quanti sono nati ds o hanno fatto prima percorsi professionali diversi? Il mio alla Juve è stato un cammino. E la storia del figlioccio di Moggi?».
Ci saremmo arrivati, parliamone.
«Prima sembrava che ogni parola fosse ispirata e mi davano addosso. Quando Moggi ha iniziato a criticarmi, in maniera anche aspra, lo juventino medio gli dava ragione. E dava ugualmente addosso a me. Allora? Meno male che ora anche questa storia la sento del tutto lontana ».
Dove arriva la Juve?
«Io spero più avanti possibile perché lì ho lasciato tanta gente che conosco. Ma sulla carta non vale le altre tre. E per il quarto posto deve guardarsi le spalle: Palermo, Fiorentina e Genoa si sono attrezzate».
Personalmente, ritengo Alessio Secco un ottimo Team Manager, inserito a fare il Ds in una realtà più grande di lui. Forse se avesse iniziato da Ds in una società con meno responsabilità ma più potere decisionale le cose sarebbero andate diversamente. Tuttavia di errori ne ha commessi, come tutti, in quegli anni. Da Mutu ai vari rinnovi onerosi, fino ad acquisti mancati. Insomma, tanto, visto che poi le trattative si facevano più sui giornali che altrove. Il fatto poi che si dica di aver preso Cassano, non si sa se sia verità o bugia. Dipende a che cifre e in cambio di cosa....Facile poi sparare su Diego, nel senso positivo, tutti sappiamo che Diego era e rimane un buon giocatore, ma anche facile prenderlo a certe cifre e come lui Felipe Melo, Almiron e Tiago e Boumsong e Poulsen? Insomma, tante operazioni che hanno lasciato strascichi importanti e dubbi.
Forse con più esperienza Secco avrebbe fatto meglio, forse con uno come Marotta, avrebbe potuto fare il "Paratici" della situazione. Insomma tanti se e tanti ma... che ci lasciano il dubbio sul fatto che le sue parole siano "bugia o verita".
sabato 4 settembre 2010
DAL PANDA DIEGO AL PANDA IAQUINTA
C'era una volta sul campo, o se preferite nel bosco bianconero il Panda Diego. Panda non solo perchè con le sue movenze ricordava il simpatico mammifero, ma anche perchè era il solo capace di accendere la luce, con un colpo di classe, assist o dribbling.
Fuggito o se preferite, estinto lui, alla Juventus di Panda non ne sono rimasti molti. Anzi pochi, quindi, in attesa di individuare un altro panda, abbiamo deciso di utilizzare momentaneamente questa definizione per Iaquinta. Attualmente Vincenzo è l'unico attaccante con caratteristiche di potenza e rapidità che lo pongono come insostituibile. Lo Iaquinta ammirato a fine stagione due anni fa e all'inizio dello scorso campionato era importantissimo e probabilmente anche Diego ne avrebbe giovato.
Ora sembra essere sul punto di tornare disponibile e tutti sanno quanto potrà essere determinante. L'importante è dosarlo con parsimonia, come un Panda. Il calvario iniziato l'anno passato prima della partita di Siena, speriamo sia terminato.
Anche ieri in allenamento Iaquinta ha mostrato sprazzi di gioco e intensità, tipici del vecchio Vincenzo mettendo a segno una doppietta nel match è terminato 6-1 per i bianconeri. I tifosi sperano di vederlo in campo già contro la Sampdoria, e soprattutto sperano torni a essere decisivo e solido fisicamente, del resto in Europa League sono solo in tre, per un'avventura lunghissima.
Fuggito o se preferite, estinto lui, alla Juventus di Panda non ne sono rimasti molti. Anzi pochi, quindi, in attesa di individuare un altro panda, abbiamo deciso di utilizzare momentaneamente questa definizione per Iaquinta. Attualmente Vincenzo è l'unico attaccante con caratteristiche di potenza e rapidità che lo pongono come insostituibile. Lo Iaquinta ammirato a fine stagione due anni fa e all'inizio dello scorso campionato era importantissimo e probabilmente anche Diego ne avrebbe giovato.
Ora sembra essere sul punto di tornare disponibile e tutti sanno quanto potrà essere determinante. L'importante è dosarlo con parsimonia, come un Panda. Il calvario iniziato l'anno passato prima della partita di Siena, speriamo sia terminato.
Anche ieri in allenamento Iaquinta ha mostrato sprazzi di gioco e intensità, tipici del vecchio Vincenzo mettendo a segno una doppietta nel match è terminato 6-1 per i bianconeri. I tifosi sperano di vederlo in campo già contro la Sampdoria, e soprattutto sperano torni a essere decisivo e solido fisicamente, del resto in Europa League sono solo in tre, per un'avventura lunghissima.
domenica 25 luglio 2010
NON SPEGNETE LA LUCE
Amichevole dopo amichevole, gol dopo gol ci stiamo accorgendo di una cosa. Per questa squadra è essenziale che ci sia in campo qualcuno con in mano un cerino, o se preferite con l'interruttore pronto ad accendere luce e lampadina.
Penso e spero che non si offenderà nessuno se ribadiamo che la Juventus vista nel primo tempo della sfida del Trentino, nel secondo della Juventus con l'Al Nasr, nel primo con l'Amburgo e nel secondo di ieri con il Lione sia stata una squadra più viva, più intraprendente e divertente delle altre. Più movimento, più soluzioni, più idee, insomma chiaramente migliore. Per il momento abbiamo individuato in Diego, o se preferite in un giocatore con le caratteristiche di Diego, l'elemento essenziale a non spegnere la luce. La giocata. l'invenzione, il movimento, la "rabona"... insomma tanti piccoli indizi che ci spingono a dire che un giocatore tecnico, bravo di testa oltre che di piede è essenziale. Piazzatelo seconda punta, o piazzatelo dietro alla punte, il gioco sembrerà più vario.
Per questo ci permettiamo di dire che alla Juventus serve Dzeko, perché serve il bomber da 20 gol a stagione, ma serve anche altro.
Fossi in Marotta non cederei Diego, ma troverei qualche soluzione alternativa, perché vendendo il brasiliano e non comprando un alter ego seconda punta del brasiliano si rischierebbe di avere il cecchino (Dzeko), ma non il fucile, o se preferite sarebbe come avere il collegamento elettrico senza l'interruttore per la luce e quindi, forse sarebbe inutile.
I tifosi bianconeri rimangono fiduciosi, consapevoli che il calcio d'agosto non conta nulla, perchè in caso contrario la Juventus avrebbe dovuto fare un triplete l'anno passato e invece....stiamo ancora qui a cercare chi può accendere il futuro bianconero.
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