LA SOTTILE DIFFERENZA CHE SEMBRA NON ESISTERE
In questi giorni due avvenimenti mi hanno scosso, non profondamente, ma quasi. Due avvenimenti che definirei non banali e che comunque pongono il grande dubbio sul tema della giustizia a due velocità e soprattutto sull'iniquità di giudizio.
Partiamo dal primo: la Federazione in data 15 settembre "ha acquisito presso gli Uffici della Procura delle Repubblica di Napoli, tutte le registrazioni telefoniche disposte dalla magistratura nel quadro dell'inchiesta e del procedimento su Calciopoli".
Questa frase che all'apparenza sembra innocua nasconde all'interno delle domande... Come mai ci hanno messo così tanto a far pervenire questi cd con 170 mila telefonate? Secondo: perchè nel 2006, ci hanno messo così poco?
Ci piacerebbe sapere se è stato fatto tutto troppo velocemente allora o troppo lentamente adesso. I tempi non combaciano e le scusanti non bastano più. Senza entrare nel merito del contenuto delle telefonate di allora e adesso dove ognuno la propria opinione se l'è fatta, ci pare doveroso sottolineare questo e non smetteremo di sottolinearlo fino a quando qualcuno ci darà delle risposte convincenti.
Secondo tema: gli errori arbitralI. Abbiamo sempre sostenuto la tesi dell'errore arbitrale, probabilmente in buonafede o sotto "sudditanza psicologica". Abbiamo da sempre abdicato la tesi del complotto e del "cupolamento" vario, sostenuto da quotidiani e media più o meno noti.
Ecco, infatti che appena partito il campionato rinasce e ricresce la questione arbitrale. Milan, Inter e Fiorentina sono già partite alla carica, manifestato il proprio dissenso per gli episodi avvenuti. Singolare è la posizione dell'Inter che si lamenta per una squalifica di "sole due giornate" di Burdisso, reo di rientrare probabilmente contro l'Inter alla quinta giornata. Insomma, le solite "sterili" polemiche. A mitigare la situazione le parole di Abete: «Come nelle buone abitudini c'è chi in qualche modo rappresenta delle situazioni facendo riferimento a decisioni ritenute dannose, altri invece si programmano in vista di rischi futuri e segnalano determinate situazioni».
Leggendo queste parole, mi chiedo se non è strano un mondo dove alcuni fanno dichirazioni in vista di possibili "situazioni" nelle partite future. Si è parlato di sudditanza psicologica e mi sembra che la situazione non stia cambiando.
Detto questo aspetto sempre che qualcuno scenda dal Monte Olimpo e mi dica che differenza c'è tra questi errori e quelli che avvenivano nel 2006.
Che differenza c'è tra gli errori fortuiti di cui ha goduto la Juventus domenica scorsa e quelli precedenti al 2006?
Esiste per alcuni una sottile differenza, forse, ma che sostanzialmente non esiste e un giorno qualcuno dovrà rendere conto di questa differenza e spiegare una volta per tutte la verità, che a molti appare chiara e cristallina. Dovrà spiegare quanto ha speso per questi cd e quanto è costata Calciopoli a livello economico ai contribuenti e soprattutto, qualora un giorno avvenisse un'assoluzione, chi risarcirà il sistema....e le persone danneggiate.
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mercoledì 15 settembre 2010
Da bunker a colabrodo…l’involuzione bianconera
Tutti ricordano in passato le difese blindate di Capello e anche quelle precise di Lippi. In bianconero si sono alternati grandi difensori da Kholer a Ferrara, da Montero a Zambrotta. Da Cannavaro a Thuram. Insomma il meglio del panorama nostrano e internazionale. Dall’anno scorso, tuttavia, si è registrato un’inversione di tendenza. La difesa, che con Ranieri era stata buona, ha registrato una perforabilità altissima. Nonostante la presenza di uno dei migliori centrali al mondo (Chiellini), i gol sono stati troppi. Quest’anno sono già quattro in due partite di campionato e potevano anche essere di più visto che nel secondo tempo a Bari e nel primo con la Sampdoria i giocatori avversari si sono presentati almeno tre volte davanti al portiere. Insomma, c’è molto da registrare.
In questi giorni Gigi Del Neri, sta lavorando per cercare di sistemare al meglio la fase difensiva. Le difese di Del Neri, indipendentemente dai giocatori sono sempre stato un punto di forza. Purtroppo per il momento la solidità difensiva è solo un ricordo antico.
Sia nella partita con la Sampdoria che con il Bari gli esterni hanno fatto il bello e il cattivo tempo. La Juventus ha sofferto incredibilmente la velocità avversaria. Bisogna porre rimedio il prima possibile perché a Udine Sanchez e Di Natale hanno le stesse caratteristiche di velocità che possono creare problemi.
Del Neri deve far riprendere subito cattiveria agli esterni e ai centrali. Il gol del 3-3 di Pozzi è si un errore dell’esterno che fa crossare il doriano ma anche dle centrale che non era abbastanza vicino e pronto all’anticipo. Insomma un classico errore di reparto, come anche il gol di Cassano, lasciato libero di colpire al volo. Il primo gol di Pozzi è invece un misto tra il terzo gol e il primo gol di Bari, dove nessuno pressava e il giocatore avversario ha potuto piazzare liberamente la sfera.
Insomma, i tifosi sperano che ci sia margine di miglioramento. L’apporto dei centrocampisti sarà fondamentale. Felipe Melo dovrà smetterla di perdere palloni a centrocampo e Marchisio dovrà essere più reattivo nel pressing. Solo ragionando come reparto di potranno raggiungere obiettivi importanti. Le prossime sfide contro Lech e Udinese diventano già importanti e gli errori di Bari e della sfida con la Sampdoria saranno difficilmente ammessi.
In questi giorni Gigi Del Neri, sta lavorando per cercare di sistemare al meglio la fase difensiva. Le difese di Del Neri, indipendentemente dai giocatori sono sempre stato un punto di forza. Purtroppo per il momento la solidità difensiva è solo un ricordo antico.
Sia nella partita con la Sampdoria che con il Bari gli esterni hanno fatto il bello e il cattivo tempo. La Juventus ha sofferto incredibilmente la velocità avversaria. Bisogna porre rimedio il prima possibile perché a Udine Sanchez e Di Natale hanno le stesse caratteristiche di velocità che possono creare problemi.
Del Neri deve far riprendere subito cattiveria agli esterni e ai centrali. Il gol del 3-3 di Pozzi è si un errore dell’esterno che fa crossare il doriano ma anche dle centrale che non era abbastanza vicino e pronto all’anticipo. Insomma un classico errore di reparto, come anche il gol di Cassano, lasciato libero di colpire al volo. Il primo gol di Pozzi è invece un misto tra il terzo gol e il primo gol di Bari, dove nessuno pressava e il giocatore avversario ha potuto piazzare liberamente la sfera.
Insomma, i tifosi sperano che ci sia margine di miglioramento. L’apporto dei centrocampisti sarà fondamentale. Felipe Melo dovrà smetterla di perdere palloni a centrocampo e Marchisio dovrà essere più reattivo nel pressing. Solo ragionando come reparto di potranno raggiungere obiettivi importanti. Le prossime sfide contro Lech e Udinese diventano già importanti e gli errori di Bari e della sfida con la Sampdoria saranno difficilmente ammessi.
martedì 14 settembre 2010
"JUVENTUS EVERGREEN" del tifo
Ve l'avevamo promesso e ogni promessa è debito. La settimana scorsa avevamo analizzato con attenzione la ricerca di Sportundmarkt che mappava in modo molto preciso i fans in Europa e in Italia. Alcuni dati non ci avevano convinto al 100% e per questo abbiamo contattato la Sportundmarkt in Germania e abbiamo avuto un risconto molto positivo e chiaro. Ecco quanto ci ha detto Leonardo Giammarioli International PR Manager di SPORT+MARKT AG
1- La Juventus ha 5,5 milioni di tifosi, secondo la vostra ricerca, può spiegare ai nostri lettori come avete elaborato questo dato, che halasciato un pò di amaro in bocca ai nostri lettori?
L'obiettivo della nostra ricerca è di elaborare un calcolo di tifosi "attivi", ossia quei tifosi che potenzialmente possono diventare dei "clienti" del club. Per questo non abbiamo preso in considerazione tutta la popolazione italiana ed europea, ma abbiamo "filtrato" solo le persone che si sono dichiarate "interessate o molto interessate al calcio". Ecco che quindi, in Italia, la base di "tifosi Attivi" di calcio è di 22,8 milioni che rappresentano i tifosi "attivi" ed escludono i cosiddetti tifosi "dormienti". Sulla base di questo calcolo, credo che i tifosi juventini possano essere soddisfatti: i 5,5 milioni rappresentano il 24% dei tifosi veri italiani e la Juventus, in proporzione con gli altri big club italiani come Milan, Inter e Roma, rimane la squadra più amata in Italia con il giusto distacco proporzionale con gli altri club. Un dato ancora più incoraggiante se pensiamo che si riferisce non ai tifosi occasionali, quelli per intenderci che dicono di tifare Juventus tanto per dare una risposta, ma ai veri tifosi italiani. Inoltre, in confronto con i dati 2009, lo spostamento è minimo. 5,6 milioni nel 2009, 5,5 nel 2010 a dimostrazione che i tifosi veri non cambiano a seconda alle prestazioni sportive.
2- Quanto è costata, secondo le vostre analisi, in termini di tifosi Calciopoli alla Juventus?
Su base nazionale, lo scandalo ha influito in maniera minima. I veri tifosi della Juventus in Italia sono rimasti tali. D'altronde in Italia si dice che chi nasce tifosi di un club muore tifosi di quel club. Su base internazionale naturalmente c'è stato un calo di tifosi, ma è normale. L'approccio del tifoso internazionale è molto più volatile e dipende in gran parte dalle prestazioni sportive. Una squadra che trionfa in Europa, come il Barcellona, avrà sempre più tifosi. Un club che per un po' è lontano dalle competizioni continentali, risente di un calo di Fan base. Ma direi che a quasi 5 anni di distanza, Calciopoli è ormai alle spalle anche a livello internazionale.
3- Dalle vostre ricerche potete anche calcolare la redditività del brand? Possiamo sostenere che la Juventus risulta ancora una certezza per il calcio, almeno in Italia a livello "marketing" e se si a livello Europeo, cosa conta oltre ai risultati?
Il Brand Juventus direi che è un "ever-green", sia in Italia che in Europa. Naturalmente i successi a livello europeo sono importanti per attirare più tifosi internazionali, ma non è il solo fattore: basta guardare il Barcellona. Anche se nel 2010 non ha ripetuto i successi sportivi del 2009, la sua Fan Base europea è cresciuta in modo impressionante. Questo perché il Barca ha lavorato molto sulla sua immagine ed oggi è un club che sicuramente ispira i tifosi europei per tanti fattori: bel gioco, molti giocatori vengono dalle giovanili, star internazionali, forte identificazione con i propri tifosi e campagne marketing mirate, soprattutto fuori dalla Spagna. Una strategia di marketing su scala internazionale è forse quello che manca ancora ai club italiani in generale che, se vogliono ampliare la loro fan base, devono necessariamente guardare all'estero e il motivo è semplice: in Italia non è possibile "rubare" tifosi alle altre squadre, ma all'estero la partita è aperta,i tifosi sono più volatili, e riuscire a fidelizzare tifosi all'estero sarebbe un patrimonio di grande valore per il club.
4- Avete anche un profilo socio-culturale dei tifosi e potere di spesa?
Nelle nostre ricerche evidenziamo sempre i dati socio-culturali relativi ai tifosi, pur garantendo ai nostri rispondenti l'anonimato. Un dettagliato profilo del Target Group di riferimento è parte integrante dei nostri studi e, di conseguenza, sono informazioni riservate.
5- Un acquisto come Ibrahimovic quanti tifosi potrebbe ipoteticamente muovere?
Sicuramente porterebbe maggiore entusiasmo tra i tifosi esistenti, che potrebbe riflettersi in più abbonamenti o più merchandise venduto e, di conseguenza, maggiori introiti per i club. Ma credo sia difficile ipotizzare che possa portare nuovi tifosi.
6- Secondo voi la creazione di uno stadio di proprietà potrà aumentare il numero di tifosi per la Juventus?
Il progetto del nuovo stadio della Juventus senza dubbio porterà molti più tifosi allo stadio aumentando potenzialmente gli introiti del club. È un progetto che in Italia è praticamente pionieristico e sicuramente aumenterà le occasioni di guadagno per il club anche dal punto di vista delle sponsorizzazioni, del marketing e della vendita di Sky Box. Ancora una volta, credo che un nuovo stadio non porterà nuovi tifosi veri. Potrebbe però magari contribuire ad avvicinare quei tifosi dormienti non hanno una vera squadra del cuore, ma hanno voglia di vivere l'esperienza di una partita di calcio in uno stadio moderno.
7- Dalla vostra indagine, mi pare di capire che i tifosi esteri sono "volatili" in base anche ai risultati ottenuti, possiamo paragonare il numero di tifosi "volatili" a quelli che Italia sono tifosi non consumatori (per intenderci seguono la squadra solo quando va bene), praticamente allargando ai dati Nielsen?
Come detto, il nostro sistema di calcolo è diverso ed è orientato al tifoso attivo. Considerando anche i tifosi dormienti, i dati aumentano sensibilmente e si arriva senz'altro a cifre più elevate.
Ringraziamo Leonardo Giammarioli per le risposte esaustive, sicuramente avere questo tipo di informazioni può essere utile ai tifosi per capire le potenzialità del brand bianconero e soprattutto se la società sta valorizzando il brand oppure no. La speranza per i tifosi bianconeri è che la Juventus possa tornare ai livelli di ricavi marketing pre-Calciopoli e trovare il prima possibile uno sponsor di maglia che offriva quanto la Tamoil (pensare che l'ultimo accordo era di 240 milioni in 10 anni). In quegli anni la Juventus era la società che incassava di più come sponsor di maglia.
1- La Juventus ha 5,5 milioni di tifosi, secondo la vostra ricerca, può spiegare ai nostri lettori come avete elaborato questo dato, che halasciato un pò di amaro in bocca ai nostri lettori?
L'obiettivo della nostra ricerca è di elaborare un calcolo di tifosi "attivi", ossia quei tifosi che potenzialmente possono diventare dei "clienti" del club. Per questo non abbiamo preso in considerazione tutta la popolazione italiana ed europea, ma abbiamo "filtrato" solo le persone che si sono dichiarate "interessate o molto interessate al calcio". Ecco che quindi, in Italia, la base di "tifosi Attivi" di calcio è di 22,8 milioni che rappresentano i tifosi "attivi" ed escludono i cosiddetti tifosi "dormienti". Sulla base di questo calcolo, credo che i tifosi juventini possano essere soddisfatti: i 5,5 milioni rappresentano il 24% dei tifosi veri italiani e la Juventus, in proporzione con gli altri big club italiani come Milan, Inter e Roma, rimane la squadra più amata in Italia con il giusto distacco proporzionale con gli altri club. Un dato ancora più incoraggiante se pensiamo che si riferisce non ai tifosi occasionali, quelli per intenderci che dicono di tifare Juventus tanto per dare una risposta, ma ai veri tifosi italiani. Inoltre, in confronto con i dati 2009, lo spostamento è minimo. 5,6 milioni nel 2009, 5,5 nel 2010 a dimostrazione che i tifosi veri non cambiano a seconda alle prestazioni sportive.
2- Quanto è costata, secondo le vostre analisi, in termini di tifosi Calciopoli alla Juventus?
Su base nazionale, lo scandalo ha influito in maniera minima. I veri tifosi della Juventus in Italia sono rimasti tali. D'altronde in Italia si dice che chi nasce tifosi di un club muore tifosi di quel club. Su base internazionale naturalmente c'è stato un calo di tifosi, ma è normale. L'approccio del tifoso internazionale è molto più volatile e dipende in gran parte dalle prestazioni sportive. Una squadra che trionfa in Europa, come il Barcellona, avrà sempre più tifosi. Un club che per un po' è lontano dalle competizioni continentali, risente di un calo di Fan base. Ma direi che a quasi 5 anni di distanza, Calciopoli è ormai alle spalle anche a livello internazionale.
3- Dalle vostre ricerche potete anche calcolare la redditività del brand? Possiamo sostenere che la Juventus risulta ancora una certezza per il calcio, almeno in Italia a livello "marketing" e se si a livello Europeo, cosa conta oltre ai risultati?
Il Brand Juventus direi che è un "ever-green", sia in Italia che in Europa. Naturalmente i successi a livello europeo sono importanti per attirare più tifosi internazionali, ma non è il solo fattore: basta guardare il Barcellona. Anche se nel 2010 non ha ripetuto i successi sportivi del 2009, la sua Fan Base europea è cresciuta in modo impressionante. Questo perché il Barca ha lavorato molto sulla sua immagine ed oggi è un club che sicuramente ispira i tifosi europei per tanti fattori: bel gioco, molti giocatori vengono dalle giovanili, star internazionali, forte identificazione con i propri tifosi e campagne marketing mirate, soprattutto fuori dalla Spagna. Una strategia di marketing su scala internazionale è forse quello che manca ancora ai club italiani in generale che, se vogliono ampliare la loro fan base, devono necessariamente guardare all'estero e il motivo è semplice: in Italia non è possibile "rubare" tifosi alle altre squadre, ma all'estero la partita è aperta,i tifosi sono più volatili, e riuscire a fidelizzare tifosi all'estero sarebbe un patrimonio di grande valore per il club.
4- Avete anche un profilo socio-culturale dei tifosi e potere di spesa?
Nelle nostre ricerche evidenziamo sempre i dati socio-culturali relativi ai tifosi, pur garantendo ai nostri rispondenti l'anonimato. Un dettagliato profilo del Target Group di riferimento è parte integrante dei nostri studi e, di conseguenza, sono informazioni riservate.
5- Un acquisto come Ibrahimovic quanti tifosi potrebbe ipoteticamente muovere?
Sicuramente porterebbe maggiore entusiasmo tra i tifosi esistenti, che potrebbe riflettersi in più abbonamenti o più merchandise venduto e, di conseguenza, maggiori introiti per i club. Ma credo sia difficile ipotizzare che possa portare nuovi tifosi.
6- Secondo voi la creazione di uno stadio di proprietà potrà aumentare il numero di tifosi per la Juventus?
Il progetto del nuovo stadio della Juventus senza dubbio porterà molti più tifosi allo stadio aumentando potenzialmente gli introiti del club. È un progetto che in Italia è praticamente pionieristico e sicuramente aumenterà le occasioni di guadagno per il club anche dal punto di vista delle sponsorizzazioni, del marketing e della vendita di Sky Box. Ancora una volta, credo che un nuovo stadio non porterà nuovi tifosi veri. Potrebbe però magari contribuire ad avvicinare quei tifosi dormienti non hanno una vera squadra del cuore, ma hanno voglia di vivere l'esperienza di una partita di calcio in uno stadio moderno.
7- Dalla vostra indagine, mi pare di capire che i tifosi esteri sono "volatili" in base anche ai risultati ottenuti, possiamo paragonare il numero di tifosi "volatili" a quelli che Italia sono tifosi non consumatori (per intenderci seguono la squadra solo quando va bene), praticamente allargando ai dati Nielsen?
Come detto, il nostro sistema di calcolo è diverso ed è orientato al tifoso attivo. Considerando anche i tifosi dormienti, i dati aumentano sensibilmente e si arriva senz'altro a cifre più elevate.
Ringraziamo Leonardo Giammarioli per le risposte esaustive, sicuramente avere questo tipo di informazioni può essere utile ai tifosi per capire le potenzialità del brand bianconero e soprattutto se la società sta valorizzando il brand oppure no. La speranza per i tifosi bianconeri è che la Juventus possa tornare ai livelli di ricavi marketing pre-Calciopoli e trovare il prima possibile uno sponsor di maglia che offriva quanto la Tamoil (pensare che l'ultimo accordo era di 240 milioni in 10 anni). In quegli anni la Juventus era la società che incassava di più come sponsor di maglia.
BAR SPORT: Juventus, quando onesta' e coerenza non pagano
"No, no. Io penso che lo scudetto se lo giochino le altre squadre. Noi siamo una squadra che deve lavorare, non poniamoci limiti. Noi dobbiamo lavorare, crescere molto, sotto il profilo dell'intensità e della volontà." parole e musica di Gigi Del Neri e tanti saluti a tutti quelli che la pensano diversamente. Non che il tecnico friulano non sia in buona compagnia, dato che in ordine cronologico gia' il capitano in pectore prima (Chiellini) ed il neo D.G. dopo hanno enunciato la medesima teoria. Piedi per terra e' la parola d'ordine che tutti i soldati della truppa "delneriana " hanno gia' imparato a memoria, ora sta ai tifosi impossessarsene. E da questo punto in poi la faccenda si fa molto piu' complicata. E si, perche' tutto si puo' dire dell' aficionado bianconero ma non che non sia abituato bene in fatto di titoli e vittorie. Un palato che pero' ultimamente si e' accontentato di richiamare certi sapori di successi passati solo attraverso la memoria. Ed e' proprio questo il problema. C'e' voglia di una sana e gustosa scorpacciata. Non si rimane sorpresi quindi se certe affermazioni provenienti da dirigenza e giocatori siano state accolte dalla tifoseria come un gatto isterico nelle mutande. Con fastidio ed irritazione. Evidentemente il realismo e la coerenza non albergano nelle menti e nei cuori dei tifosi. Cosi' come un innamorato non vuole sentirsi dire che la donna che ama non fa per lui, cosi' chi ama la propria squadra preferisce finti proclami e facili promesse. Eppure non piu' tardi di due settimane fa redazioni, blog e siti erano innondati di email furibonde scritte da juventini indignati per la campagna acquisti, pronti a giurare sui propri figli che questa stagione sarebbe stata anche peggiore di quella scorsa, pronti a scommettere cifre folli che la Juventus non sarebbe arrivata nemmeno tra le prime sei. E allora perche' sorprendersi ora se allenatore e dirigenza confessano onestamente che per quest'anno lo scudetto e' questione non riservata alla Juventus? Sin dall'insediamento Marotta fu chiaro : sara' una lenta evoluzione, sara' l'inizio di un progetto, la costruzione di una solida base in cui inserire dal prossimo anno uno o due campioni. Detto, fatto. Se poi qualcuno o molti credono che chiamarsi Juventus significhi non credere nella forza di un progetto, ma dover comprare campioni solo per riempire le colonne dei giornali, beh comprenda che cosi' facendo reca solo danno ad un ambiente che mai come in questo momento ha bisogno di tranquillita' e pazienza. I risultati arriveranno, magari non subito ma arriveranno. Perche' quest'estate si e' posta la base su cui poter lavorare, bene, in futuro. E pazienza se i tifosi avrebbero voluto Messi, Guardiola e vincere la Champions League. Certo, avrebbero potuto raccontargli che eravamo ad un passo dal prenderli e che alla fine sono stati scartati, ma qui siamo davanti ad una dirigenza seria, una dirigenza che non prende in giro nessuno. Una dirigenza onesta e coerente, ma si sa che spesso onesta' e coerenza non pagano.
ARTICOLO DI Massimiliano degli Esposti
Ecco il suo blog http://juventusfootballclub1897.blogspot.com
ARTICOLO DI Massimiliano degli Esposti
Ecco il suo blog http://juventusfootballclub1897.blogspot.com
Giovinco protagonista .... E qualcuno rosica
A Parma ormai leader e idolo indiscusso. Dopo la prestazioni con il Brescia e' arrivato il primo gol in campionato contro il Catania. Una punizione magica e un palo. Quando Del Piero smettera' la Juventus avrà il sostituto su punizione, dirigenza attuale permettendo. Nella penuria di classe e fantasia vista domenica, come avreste visto un Giovinco al posto di Pepe o Krasic nel secondo tempo o al posto dello stesso Del Piero. Giovinco sta dimostrando che la classe ce l'ha che la continuità c'e'. I tifosi bianconeri non lo vogliono dimenticare perché se quest'anno saranno centrati gli obiettivi che Marotta ha delineato, un giocatore come Giovinco diventera' più che determinante... Speriamo che anche società la pensino così.
lunedì 13 settembre 2010
ARBITRI DI DESTRA, SINISTRA E CENTRO
Le parole di una canzone di Ligabue chiedevano a che ora e' la fine del mondo.... Mi hanno fatto sorridere le parole espresse nei giorni scorsi dal Presidente del Milan Silvio Berlusconi, parole tra il serio e il faceto: «Il Milan l'altra sera ci ha dato dei dolori ma non ha giocato male. A mio avviso ha negato tre gol regolari al Milan: non c'era nessun fuorigioco. Direi che spesso il Milan ha incontrato arbitri di sinistra».
Chissà se esistono sul serio arbitri di destra, di sinistra o forse di centro. Appare quanto meno bizzarro, ipotizzare che un arbitro, possa analizzare gli episodi facendosi influenzare dalla propria fede politica, religiosa o altro, sarebbe la fine del mondo... Magari l’arbitro di Juventus-Sampdoria era genoano e per non aiutare la Samp ha dato due gol dubbi se non irregolari alla Juventus. O forse gli arbitri del passato erano tutti di destra, quando il Milan vinceva e tutti amici della cupola negli anni della grande Juventus. Noi rimaniamo fedeli alla teoria degli errori, così come in passato anche ora. Ci piacerebbe che fosse tenuta una linea coerente nel bene e nel male. Cominciare a scaldare gli animi dalla seconda giornata pare già grottesco. Grottesco come gli episodi che hanno penalizzato la Fiorentina (episodi sfortunati…chiariamolo). Insomma, diciamocelo, gli errori esisteranno sempre, ma pensare a preconcetti e Cupolone, come è stato fatto in passato è controproducente. Tutti quelli che non credono alle favole che ci hanno raccontato dal 2006, credono alla teoria degli errori. Che cosa sarebbe successo se alla Juventus avessero dato due gol buoni come quelli di domenica e come dirigente ci fosse stato qualcun altro del passato? Perché quelli di domenica sono errori e quelli del passato no? A pensare ad arbitri con la quercia in mano, l’ulivo nel taschino e la foto di Stalin in cameretta, non ci voglio pensare. Allo stesso modo non voglio pensare alla politicizzazione dello sport, che deve rimanere tale. Se volete, politicizzarlo fatelo voi io non ci penso, rimango coerente alla teoria dell’arbitro bravo e dell’arbitro scarso… o del guardalinee bravo e quello meno….altrimenti avrebbe ragione Ligabue... Ci sarebbe da chiedersi " a che ora e' la fine del mondo..."
Chissà se esistono sul serio arbitri di destra, di sinistra o forse di centro. Appare quanto meno bizzarro, ipotizzare che un arbitro, possa analizzare gli episodi facendosi influenzare dalla propria fede politica, religiosa o altro, sarebbe la fine del mondo... Magari l’arbitro di Juventus-Sampdoria era genoano e per non aiutare la Samp ha dato due gol dubbi se non irregolari alla Juventus. O forse gli arbitri del passato erano tutti di destra, quando il Milan vinceva e tutti amici della cupola negli anni della grande Juventus. Noi rimaniamo fedeli alla teoria degli errori, così come in passato anche ora. Ci piacerebbe che fosse tenuta una linea coerente nel bene e nel male. Cominciare a scaldare gli animi dalla seconda giornata pare già grottesco. Grottesco come gli episodi che hanno penalizzato la Fiorentina (episodi sfortunati…chiariamolo). Insomma, diciamocelo, gli errori esisteranno sempre, ma pensare a preconcetti e Cupolone, come è stato fatto in passato è controproducente. Tutti quelli che non credono alle favole che ci hanno raccontato dal 2006, credono alla teoria degli errori. Che cosa sarebbe successo se alla Juventus avessero dato due gol buoni come quelli di domenica e come dirigente ci fosse stato qualcun altro del passato? Perché quelli di domenica sono errori e quelli del passato no? A pensare ad arbitri con la quercia in mano, l’ulivo nel taschino e la foto di Stalin in cameretta, non ci voglio pensare. Allo stesso modo non voglio pensare alla politicizzazione dello sport, che deve rimanere tale. Se volete, politicizzarlo fatelo voi io non ci penso, rimango coerente alla teoria dell’arbitro bravo e dell’arbitro scarso… o del guardalinee bravo e quello meno….altrimenti avrebbe ragione Ligabue... Ci sarebbe da chiedersi " a che ora e' la fine del mondo..."
domenica 12 settembre 2010
AMALA PAZZA JUVE..AMALA...
I bene informati, dicono che cambierà l'inno bianconero... vista la situazione....verrà preso in prestito quello dell'Inter... visto che la Juventus sembra essere diventata l'Inter pre-Calciopoli, vale a dire una squadra e forse una società, capace di tutto. Cambiamenti di giocatori a frotte, partite pazze, dove gli errori si alternano alle cose belle. In questi giorni la preoccupazione si fonde al timore e alla pazienza. La società predica calma e pazienza, i tifosi non devono guardare la classifica per non sentirsi tristi. Dopo la debacle di Bari una partita dai due volti che fa vedere cose belle Krasic, ma anche Pepe e cose meno belle tra cui l'errore sul gol di Pozzi e la prestazione di entrambi i terzini. Del Piero dimostra che eterno non è...eGiovinco da Parma continua a mandare cartoline con salutini imbarazzanti. Insomma, l'inno della Juve è Juve, storia di un grande amore e non Pazza Juve... amala. La pazienza e la fiducia c'è, si spera che si possa rivedere la Juventus vista a sprazzi nel secondo tempo senza gli errori in fase difensiva, in caso contrario, sappiamo già che inno usare...
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