Una regola matematia dice: 1+2+3+4 = 4+2+1+3 = 3+1+4+2 Si tratta di una regoletta matematica che dice che cambiando l'ordine degli addendi la somma finale non cambia. Una regola semplice che potrebbe diventare una delle regole e delle ricette della Juventus targata Antonio Conte: "Nelle amichevoli alterno tutti un po' perché siamo in preparazione e un po' perché modificando l'ordine dei fattori il prodotto non deve cambiare. E i risultati sono buoni: tra la seconda e la terza amichevole erano diversi molti giocatori, ma non l'idea di gioco. È quella che conta".
In un campionato dove il Milan avrà le sue stelle Pato, Ibrahimovic e Robinho, l'Inter Eto'o e Snejider, per la Juventus sarà importante sopperire alla mancanza di una super star di livello internazionale con il collettivo. A parte Buffon e gli ormai ultra trentenni Pirlo e Del Piero non ci sono in campo nella Juventus stelle mondiali dalla cintola di centrocampo in su.Conte dovrà essere bravo a ricreare quella "alchimia" che seppe creare Lippi capace di creare un gruppo dove chiunque entrava in campo diventava protagonista.
Facciamo solo un esempio citando un giocatore che ha compiuto gli anni pochi giorni fa e allena nelle giovanili della Juventus. Ciccio" Corrado Grabbi, capitano della "Primavera", nella stagione 1994-95, Lippi lo promuove in prima squadra ed il suo esordio in serie A coincide l'11 dicembre 1994 in cui la Juventus è di scena allo stadio "Olimpico" di Roma, contro la Lazio, con il suo primo gol in A e una vittoria (3-4) con una squadra bianconera in grande emergenza. Quella Juventus di Lippi aveva una mentalità indipendente dagli interpreti. Una squadra con grandi campioni e grandi interpreti che anche quando venivano sostituiti non si facevano rimpiangere. Conte dovrà ricreare questo gruppo uniforme. Che sia impiegato Chiellini o Barzagli, Ziegler o De Ceglie, Vidal o Marchisio, Matri, Vucinic o Quagliarella la squadra dovrà sempre essere competitiva.
A meno di sorprese non ci sarà la grande stella, forse una mancanza oppure no, se Conte riuscirà proprio a creare e trasmettere quello spirito del collettivo.
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lunedì 1 agosto 2011
ecco l'acquisto che potrebbe far arrabbiare i tifosi
C'è un giocatore che probabilmente non rimarrà dove si trova attualmente e che potrebbe essere inserito nei "saldi del Manchester City", un giocatore che sicuramente è incluso nella lista dei top players dei tifosi e che probabilmente nella gerarchia viene messo sul livello dei vari Aguero, dei Neymar. Parliamo dell'Apache, Carlitos Tevez, che nell'ultimo mese è stato accostato all'Inter. Il giocatore dopo la finale di Supercoppa italiana potrebbe essere inserito in uno scambio di mercato con Eto'o anche se il desiderio nerazzurro sembrerebbe quello di unire insieme i due giocatori.Qualora Tevez raggiungesse l'Inter nei tifosi bianconeri potrebbe crearsi un leggero sentimento di frustrazione, sicuramente di "fastidio". In un mondo dove Aguero costa troppo, dove Rossi diventa incedibile, dove tutto sembra bloccato, perchè non provare a prendere Tevez? Perchè non fare sognare i tifosi con un giocatore che anche se con un "carattere particolare" è sicuramente uno dei top che giocano in Europa?
L'Inter gioca la Champions, quest'anno, ma se gli altri comprano i campioni e la Juventus buoni giocatori, come si potrà mai ridurre il gap? Ora siamo ancora nel campo delle ipotesi, dei se e dei ma, ma la domanda qualcuno sta cominciando a farsela, soprattutto perchè loro ci provano e la Juventus no?
L'Inter gioca la Champions, quest'anno, ma se gli altri comprano i campioni e la Juventus buoni giocatori, come si potrà mai ridurre il gap? Ora siamo ancora nel campo delle ipotesi, dei se e dei ma, ma la domanda qualcuno sta cominciando a farsela, soprattutto perchè loro ci provano e la Juventus no?
domenica 31 luglio 2011
marotta ha ragione, ma...
Marotta ieri al Corriere dello Sport è stato chiaro e ha ribadito un concetto molto importante. Il calcio italiano è in crisi e non solo di risultati. Il movimento è in difficoltà:"E’ quello che stiamo vedendo ora a livello internazionale: proprietari originali, mecenati anche loro se vogliamo usare un eufemismo. Ma quel che fanno non c’entra nulla con una logica imprenditoriale aziendale che è quella verso cui spinge con insistenza, per intenderci, il presidente dell’Uefa Platini. Questi mecenati di cui parliamo hanno portato ricchezza nel City, nel Psg, nei Paesi dell’Est che poi sono la nuova frontiera. E più in generale ci sarebbe da ragionare anche sul nuovo ruolo che sta assumendo il Brasile, una volta paese esportatore di talenti e ora, con i fondi privati, in grado anche di importare calciatori con guadagni importanti. Tutto questo, tornando all’Europa, ha portato ad un aggiornamento significativo dei fatturati delle Leghe, con una conseguente nuova geopolitica: nel 2009-2010 la Premier ha avuto 2.700 milioni di fatturato, la Bundesliga ci ha superato appena con 1.550, noi siamo a 1.500. E’ questo che fa appeal, il potere di acquisto. Siamo stati padroni incontrastati del sistema, i top player volevano venire solo da noi. Dobbiamo fare i conti con una realtà diversa, pesante. Il fair play non risolverà i nostri problemi di competitività, perché il fatturato di certe squadre europee resterà sempre il doppio rispetto al nostro. E le distanze saranno identiche. Bisogna far crescere il fatturato con stadi di proprietà e diritti tv più cari”.
Come non notare e ribadire che tutto ha avuto origine nel 2006? Qualcuno un giorno ci dovrà spiegare perchè nel 2006 si è deciso di far perdere 400 milioni minimo (di cui almeno 250 alla Juventus) al prodotto italiano, di svalutarlo, umiliarlo e renderlo povero. Oggi come oggi la situazione ci sembra poco chiara e totalmente frutto di quegli errori del passato. Il calcio italiano ha tre squadre che hanno vinto la Champions League, una che ha vinto quasi 30 scudetti. Ci sono leggi che vogliono rendere paritetica la spartizione dei diritti tv. Come possono competere le migliori squadre italiane con quelle europee se in Italia non sono garantiti e tutelati i marchi, i ricavi dalle tv e gli stadi sono obsoleti?
La Juventus per tornare nell'olimpo dei ricavi deve ricevere le risorse congrue al suo valore. Non ce ne voglia Zamparini o altri presidenti che vogliono spartizione di diritti equilibrati, ma quanto otterrebbe direttamente nella contrattazione? Ovvio chei top players non vogliano venire, i giocatori vanno dove ci sono i migliori ingaggi e questi oggi sono all'estero. Manchester e Paris Sanit Germain, però, possono fare tutto quello che vogliono ma non potranno mai eguagliare la Juventus come blasone e richiamo. La Juventus, da par sua dovrà sfruttare le sue forze e potenzialità. Marchio, blasone, stadio e non solo. La via per sfruttare le sinergie viene dalle potenzialità della Fiat, sfruttare il connubio con la Ferrari potrebbe essere un elemento unico a livello di marketing capace di differenziarsi dalla concorrenza non solo italiana ma anche internazionale.
Quando si sfrutteranno i "famosi plus" la Juventus potrà tornare a primeggiare anche nei ricavi.
Come non notare e ribadire che tutto ha avuto origine nel 2006? Qualcuno un giorno ci dovrà spiegare perchè nel 2006 si è deciso di far perdere 400 milioni minimo (di cui almeno 250 alla Juventus) al prodotto italiano, di svalutarlo, umiliarlo e renderlo povero. Oggi come oggi la situazione ci sembra poco chiara e totalmente frutto di quegli errori del passato. Il calcio italiano ha tre squadre che hanno vinto la Champions League, una che ha vinto quasi 30 scudetti. Ci sono leggi che vogliono rendere paritetica la spartizione dei diritti tv. Come possono competere le migliori squadre italiane con quelle europee se in Italia non sono garantiti e tutelati i marchi, i ricavi dalle tv e gli stadi sono obsoleti?
La Juventus per tornare nell'olimpo dei ricavi deve ricevere le risorse congrue al suo valore. Non ce ne voglia Zamparini o altri presidenti che vogliono spartizione di diritti equilibrati, ma quanto otterrebbe direttamente nella contrattazione? Ovvio chei top players non vogliano venire, i giocatori vanno dove ci sono i migliori ingaggi e questi oggi sono all'estero. Manchester e Paris Sanit Germain, però, possono fare tutto quello che vogliono ma non potranno mai eguagliare la Juventus come blasone e richiamo. La Juventus, da par sua dovrà sfruttare le sue forze e potenzialità. Marchio, blasone, stadio e non solo. La via per sfruttare le sinergie viene dalle potenzialità della Fiat, sfruttare il connubio con la Ferrari potrebbe essere un elemento unico a livello di marketing capace di differenziarsi dalla concorrenza non solo italiana ma anche internazionale.
Quando si sfrutteranno i "famosi plus" la Juventus potrà tornare a primeggiare anche nei ricavi.
UN PO' BOKSIC UN PO' FONSECA... FORSE SOLO VUCINIC
Partiamo da una considerazione, Vucinic è Vucinic e qualsiasi paragone appare un pò forzato, tuttavia andando indietro nella storia bianconera due giocatori possono essere in un certo senso paragonati al Montenegrino. Il primo per provenienza dall'est, zona balcanica, oltre che come Mirko veniva da Roma. Alen Boksic, ex attaccante della nazionale croata, nasce a Macarsca che una volta come il Montenegro faceva parte della Jugoslavia.Giocatore di classe sopraffina che prima di arrivare alla Lazio fece grandi cose in Francia con l'Olympique di Marisiglia, vincendo anche una una Coppa Campioni. La Lazio lo acquista nel 1994. In biancoceleste gioca per tre stagioni senza però riuscire a mostrare le sue doti di bomber. In bianconero mostra la prestanza fisica e le straripanti accelerazioni nel tridente con Alex Del Piero e Zinedine Zidane creando un reparto offensivo memorabile. La speranza dei tifosi bianconeri è che la Juventus attuale possa provare a ricreare con Vucinic la stessa alchimia tattica di allora. Vucinic come il croato di allora ha classe, potenza e quell'imprevedibilità.
Sempre da Roma, in questo caso giallorossa, arrivò a Torino nel 1997, tre anni dopo Boksic, Daniel Fonseca, che come Vucinic arrivò a Torino a 28 anni...per questo età, provenienza e ruolo li paragoniamo. Anche Fonseca era un attaccante tecnico e bravo sottoporta, ma a differenza di Vucinic arrivava a Torino con il compito di prima riserva degli attaccanti titolari Inzaghi-Del Piero. I tifosi bianconeri sperano che il montenegrino possa fare meglio di Fonseca che comunque con 70 partite e 18 reti, seppe ritagliarsi un ruolo di rilievo tra le fila bianconere.
Fonseca e Boksic due predecessori romani, anche se provenienti da sponde opposte. Boksic e Fonseca, protagonisti, comunque di una grande Juventus vincente di Lippi. I tifosi sperano che gli illustri predecenti possano essere di buon auspicio anche se ribadiamo Vucinic è solo Vucinic e ogni paragone risulta, forse, poco congruo.
sabato 30 luglio 2011
VIVA IL MEDIUM PLAYER...CHE SEGNA ALL'INTER
Siamo andati avanti per mesi a santificare la parabola del top player. Aguero e Sanchez erano i nostri top, purtroppo irraggiungibili. Rossi poteva essere un quasi top, diventato incedibile da un giorno all'altro. La carrellata dei top comprende anche altri giocatori (da Hazard a Tevez, per arrivare a Neymar), ma nessuno di questi probabilmente, a meno di miracoli arriverà. Arriverà, invece, a meno di clamorose sorprese Mirko Vucinic, sicuramente un buon giocatore, ma lasciateci dire, non uno che farà impazzire di gioia i tifosi bianconeri. I tifosi calcolatrice alla mano valutano troppo un qualsiasi esborso superiore ai 15 milioni per questo giocatore che pur bravo è lontano dal valore dei migliori del ruolo.
Conte in questi giorni ci ha scherzato su e ha chiesto "bass players", cioè "specialisti", giocatori che si adattino alle sue particolari idee tattiche. Sarà interessante vedere come Vucinic si adatterà. Il montenegrino non è esterno di centrocampo e non è punta pura è un medium player, non un top, ma nemmeno un giocatore di poco valore, anzi le sue marcature in serie A lo confermano. Sarà interessante vedere come si collocherà tatticamente e se Conte gli farà ritrovare la continuità che manca a lui, come in certi casi anche a Krasic. In ogni caso il giocatore, non ci sembra di valore maggiore rispetto allo Iaquinta della prima stagione a Torino e di Amauri, sempre alla prima stagione. La speranza è che il Vucinic possa percorrere una via migliore dei due che dopo un anno e mezzo buono si sono spenti uno per problemi fisici e il secondo per inspiegabili ragioni.
Marotta, con la sua uscita sui top player, che consideriamo purtroppo infelice, rischia di presentarsi a fine mercato senza nessun colpo capace di scaldare le folle. Magari alla fine avrà ragione lui, perchè con i nomi sulle lavagne a volte non si vince nulla, però a meno che non porti a casa qualche grande nome le magliette rimarranno allo Juventus Store....
Conte in questi giorni ci ha scherzato su e ha chiesto "bass players", cioè "specialisti", giocatori che si adattino alle sue particolari idee tattiche. Sarà interessante vedere come Vucinic si adatterà. Il montenegrino non è esterno di centrocampo e non è punta pura è un medium player, non un top, ma nemmeno un giocatore di poco valore, anzi le sue marcature in serie A lo confermano. Sarà interessante vedere come si collocherà tatticamente e se Conte gli farà ritrovare la continuità che manca a lui, come in certi casi anche a Krasic. In ogni caso il giocatore, non ci sembra di valore maggiore rispetto allo Iaquinta della prima stagione a Torino e di Amauri, sempre alla prima stagione. La speranza è che il Vucinic possa percorrere una via migliore dei due che dopo un anno e mezzo buono si sono spenti uno per problemi fisici e il secondo per inspiegabili ragioni.
Marotta, con la sua uscita sui top player, che consideriamo purtroppo infelice, rischia di presentarsi a fine mercato senza nessun colpo capace di scaldare le folle. Magari alla fine avrà ragione lui, perchè con i nomi sulle lavagne a volte non si vince nulla, però a meno che non porti a casa qualche grande nome le magliette rimarranno allo Juventus Store....
CHI HA TAGLIATO I BAFFI A DE COUBERTIN?
Nel mondo dello sport i baffi più famosi sono certamente stati quelli di Pierre de Coubertin. Nato da una famiglia aristocratica, venne ispirato da una sua visita ai college e alle università inglesi e americane, e si impegnò nel miglioramento del sistema educativo. Concepì una competizione internazionale per promuovere l'atletica e, grazie al crescente interesse mondiale per le olimpiadi antiche, escogitò una strategia per riportare in vita i Giochi Olimpici.
Non sappiamo quanti conoscano i baffi di De Coubertin, sicuramente i baffi più famosi d'Italia in questi giorni sono rossi e con la sportività a veramente poco a che fare. Sono i baffi della discordia, del disonore e della vergogna che è stata fatta nel 2006. Sono baffi che faranno discutetere.
La parole dell'avvocato Prioreschi sono una testimonianza importante: "Una scoperta inquietante. I segni convenzionali usati sono inequivocabili: si parla di brogliacci che sunteggiavano il contenuto a noi ancora ignoti, non decrittabili, di ascolti effettuati e di giudizi dati sulla rilevanza. La verità è che l’inchiesta vera su Calciopoli la sta facendo la difesa di Moggi: e sarà un’indagine completa, totale. I cd si stanno rivelando, col passare dei mesi, una fonte inesauribile di risposte". "Abbiamo verificato che le telefonate da noi scoperte ad aprile 2010, ritenute importanti da Palazzi, erano state segnalate dai “magnifici 12”, i verbali di ascolto erano firmati dai vari Di Laroni, Ziino, Nardone etc. : è mancato l’ordine di trascrizione alla polizia giudiziaria, che avrebbe portato alla trasmissione ai pm, con inserimento nelle informative, come accaduto per le telefonate di Moggi, Giraudo, Della Valle, Lotito, Carraro, Bergamo. . .Qualcuno a livello superiore dei sottufficiali di via In Selci non le ha fatte trascrivere".
Come dice giustamente l'avvocato una scoperta inquietante che ancora una volta testimonia come quanto successo nel 2006 non è accettabile. Bene fa la Juventus a voler andare fino in fondo. Bene farebbe il presidente Abete, intervistato da noi in settimana a auspicare oltre al tavolo della pace anche un tavolo della verita. Purtroppo se ci fosse stato un quadro chiaro nel 2006 il sistema Moggi non sarebbe esistito e al massimo la Juventus avrebbe ricevuto una penalizzazione, magari cospicua ma sulla linea di Milan, Fiorentina e Reggina, con conseguente minor danno di immagine e nessuna perdita del capitale umano.
Difficile dire effettivamente come finirà, i colpi di scena aumentano e se qualcuno definiva il calcio come "marcio", troviamo cose "torbide" anche altrove. Intanto i giocatori della Juventus contro l'Inter al trofeo Tim dovrebbero scendere in campo tutti con i baffi....alla De Coubertin....quella si che sarebbe una giusta risposta, simbolica e importante.
Non sappiamo quanti conoscano i baffi di De Coubertin, sicuramente i baffi più famosi d'Italia in questi giorni sono rossi e con la sportività a veramente poco a che fare. Sono i baffi della discordia, del disonore e della vergogna che è stata fatta nel 2006. Sono baffi che faranno discutetere.
La parole dell'avvocato Prioreschi sono una testimonianza importante: "Una scoperta inquietante. I segni convenzionali usati sono inequivocabili: si parla di brogliacci che sunteggiavano il contenuto a noi ancora ignoti, non decrittabili, di ascolti effettuati e di giudizi dati sulla rilevanza. La verità è che l’inchiesta vera su Calciopoli la sta facendo la difesa di Moggi: e sarà un’indagine completa, totale. I cd si stanno rivelando, col passare dei mesi, una fonte inesauribile di risposte". "Abbiamo verificato che le telefonate da noi scoperte ad aprile 2010, ritenute importanti da Palazzi, erano state segnalate dai “magnifici 12”, i verbali di ascolto erano firmati dai vari Di Laroni, Ziino, Nardone etc. : è mancato l’ordine di trascrizione alla polizia giudiziaria, che avrebbe portato alla trasmissione ai pm, con inserimento nelle informative, come accaduto per le telefonate di Moggi, Giraudo, Della Valle, Lotito, Carraro, Bergamo. . .Qualcuno a livello superiore dei sottufficiali di via In Selci non le ha fatte trascrivere".
Come dice giustamente l'avvocato una scoperta inquietante che ancora una volta testimonia come quanto successo nel 2006 non è accettabile. Bene fa la Juventus a voler andare fino in fondo. Bene farebbe il presidente Abete, intervistato da noi in settimana a auspicare oltre al tavolo della pace anche un tavolo della verita. Purtroppo se ci fosse stato un quadro chiaro nel 2006 il sistema Moggi non sarebbe esistito e al massimo la Juventus avrebbe ricevuto una penalizzazione, magari cospicua ma sulla linea di Milan, Fiorentina e Reggina, con conseguente minor danno di immagine e nessuna perdita del capitale umano.
Difficile dire effettivamente come finirà, i colpi di scena aumentano e se qualcuno definiva il calcio come "marcio", troviamo cose "torbide" anche altrove. Intanto i giocatori della Juventus contro l'Inter al trofeo Tim dovrebbero scendere in campo tutti con i baffi....alla De Coubertin....quella si che sarebbe una giusta risposta, simbolica e importante.
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