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Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore

venerdì 25 gennaio 2013

Depistaggio?


Ieri sera a precisa domanda ad Aspettando Calcio€Mercato su Nicolas Anelka, ho risposto: "Un rumors, a volte sono anche i procuratori che associano i giocatori alla Juventus per aumentare la visibilità dell'assistito". La risposta era chiaramente di circostanza ("mai sbilanciarsi nel mercato.."), ma oggi l'eventualità di un legame Anelka-Juventus sembra qualcosa di più di un'ipotesi a leggere i quotidiani sportivi. Francamente e onestamente l'ipotesi Anelka non convince per nulla. Anelka è si più giovane di un anno rispetto al tanto agognato Drogba, ma permettetecelo è di tutto un altro spessore. La sua carriera è fatta di alti e bassi e le sue stesse decisioni, di muoversi verso il calcio Cinese, in nome del Dio denaro non ci convincono. Ovvio che l'esborso sarebbe limitato (circa un milione e mezzo lordo da qui a giugno), ma se la Juventus vuole costruire qualcosa, sicuramente Anelka non è l'uomo giusto. Rispetto a Drogba praticamente viene da un anno di in attività (il suo doppio ruolo in Cina lo testimonia), rispetto a Drogba è meno propenso al sacrificio in campo, rispetto a Drogba è ben altro giocatore.  Insomma, l'operazione Drogba ci sembra un abile tentativo di depistaggio. Così non fosse, sarebbe un'operazione da non condividere. Abbiamo sempre promosso la dirigenza quando ha messo a segno buoni colpi (Vidal, Lichtsteiner, Pogba, Llorente....), ma questa volta se arrivasse Anelka non saremmo positivi. Meglio ipotizzare un depistaggio, magari per spingere il Lione o altre società a cedere dalle loro posizioni originarie.
@pavanmassimo

I 10 SEGRETI DA SAPERE SU FERNANDO LLORENTE


Difficile raccontare la storia di Fernando Llorente, che praticamente da ieri è promesso sposo bianconero. Scartabellando nei giornali spagnoli si legge e si capisce molto di questo giocatore. Leggendo le sue interviste si capisce che la Juventus ha puntato oltre che sul calciatore anche sull'uomo, un uomo semplice che ha vissuto momenti difficili ma che partendo da Pamplona a 28 anni, nel prossimo luglio indosserà la maglia bianconera. Cambieranno le strisce, rimarrà il bianco e ci sarà il nero. Ve lo presentiamo scavando nel suo passato, cercando piccoli aneddoti e curiosità. Ci ha colpito l'umanità con cui ha raccontato due anni fa del suo passato:  "Ho pianto molto i primi anni. E 'molto difficile lasciare i tuoi genitori all'età di 12 anni ..." oppure:  "I miei genitori hanno perso la mia infanzia di lasciarmi andare a Bilbao a lottare per il mio sogno.". "Non sono un simbolo, voglio portare l'Atletico il più in alto possibile."
1- DAL FUNES A BILBAO, PASSANDOR PER IL BASKONIA: La storia di Llorente passa attraverso le giovanili del Funes fin dalla tenera età di nove anni e del River Ebro, club del suo paese, Rincón de Soto. A 11 anni, nel 1996 inizia la sua avventura all'Athletic Club, entrando nella scuola calcio di Lezama. All'Atletic compie tutto il percorso della scuola calcio e nel 2003 passa al Baskonia, club satellite dell'Athletic Bilbao militante di terza divisione. Torna a Bilbao per giocare nella squadra B per poi debuttare a 20 anni nella prima squadra.
2- IL CAMPUS DEL BARCA: strano ma vero,  il passato di Llorente racconta anche del fratello Chus, il fratello maggiore che lo portò a vedere altri bambini del Barca campus. Llorente per aumentare la sensibilità e la tecnica doveva toccare il pallone il maggior numero di volte possibile. Ci riuscì "solo" per 300 volte e al suo ritorno a casa si applico' moltissimo, facendola diventare quasi un'ossessione, arrivando a 1000 tocchi consecutivi. La forza di volontà c'era già da "pequeno".
3- IL LANZAROTE: Il 16 gennaio 2005 Llorente fa il suo esordio contro l'Espanyol, ma la data da ricordare è il 19 gennaio, con la tripletta al Lanzarote in Coppa del Re. 
4- BENITO ZABALA: "IL SUO SECONDO PADRE": Llorente si è trasferito giovannissimo a Bilbao (12 anni). Proprio la famiglia di Benito Zabala lo ha aiutato forgiandolo come persona, come calciatore e uomo.
5IL GOL: Ne ha sempre segnati e i tifosi bianconeri sperano che possa continuare, dal 2007 in poi quasi sempre in doppia cifra. 12 in 33 partite al Baskonia, media 0,36. 4 in 16 partite nel Bilbao Athletic, media 0,25. E nei successivi anni all'Athleticha sempre segnato con continuità.
2005: 6 gol in venti partite, media 0,3. In campionato 3 gol in quindici partite (media 0,2)
2005/2006: 4 gol in venticinque partite, media 0,16. In campionato 2 gol in ventidue partite (media 0,09) 
2006/2007: 2 gol in ventiquattro partite, media 0,08. In campionato 2 gol in ventitre partite (media 0,08)
2007/2008: 12 gol in quaranta partite, media 0,3. In campionato 11 gol in trentacinque partite (media 0,31)
2008/2009: 18 gol in quarantatre partite, media 0,42. In campionato 14 gol in trentaquattro partite (media 0,41) 
2009/2010: 23 gol in cinquantuno partite, media 0,45. In campionato 14 gol in trentasette partite (media 0,37)
2010/2011: 19 gol in quarantuno partite, media 0,46. In campionato 18 gol in trentotto partite (media 0,47)
2011/2012: 29 gol in cinquantatre partite, media 0,54. In campionato 17 gol in trentadue partite (media 0,53)
2012/2013 : quest'anno solo 2 gol in 22 partite (0,09 di media) causata anche dallo scarso utilizzo per via del contratto non rinnovato
Le media gol evidenziano una netta crescita, progressiva, ad eccezione della stagione in corso. Llorente non è un top scorere ma sicuramente un buon giocatore che sa segnare e lo fa con frequenza.
6- LUGLIO 2006 E 31 GENNAIO 2012: Due anni storici, il 2006 è quello in cui Llorente firma con l'Athletic Bilbao il contratto fino al giugno 2011 nel quale è inserita una clausola rescissoria maxi tra i 30 e 50 milioni di euro. Il 2011 è importante perchè Il 31 gennaio 2012 ha segnato il 100º gol con la maglia dell'Athletic Bilbao grazie alla seconda delle due reti nell'andata della semifinale di Coppa del Re 2011-2012 contro il Mirandés.
7- LA SELECION: la Spagna gli ha portato quasi sempre bene.  Con la spagna Under-20 ha fatto il Mondiale del 2005, nel quale con 5 gol è risultato "Scarpa d'argento" dietro a Lionel Messi. Nella Under 17 vanta 2 gol e 3 presenze, nella Under 20 4 presenze e 5 gol, nella Under 21: 9 presenze e 5 gol e nella nazionale maggiore 21 presenze e 7 gol. Da notare che Llorente è campione del Mondo anche se nel mondiale ha giocando solo una trentina di minuti.
8- IRAOLA, GURPEGUI E EL REY LEON: due persone e un soprannome. I primi due lo hanno accompagnato per vent'anni a Bilbao e sono gli amici fraterni. Rey Leon (Re Leone) è ul suo soprannome, un pò per la sua voglia di lottare sempre, un pò per la sua folta capigliatura leonina.
9- J. M. AMMORRORTU: lo scopritore, ex técnico e giocatore dell'Atletico che lo propose alla squadra basca. La sua famiglia aveva anche offerte del Barcellona (la famosa scuola calcio) e dell'Espanyol, ma Amorrortu, grazie all'aiuto di uno zio di Fernando, grande tifoso dell'Athletic, riuscì a portarlo a Bilbao.
10- KATE AZAHARRA e il SAN MAMES: due luoghi importanti. Chissà se Marotta e Paratici avranno parlato con il fratello agente di Llorente Chus, proprio in quel ristorante. Chissà se davanti a una specialità di pesce avranno posto le basi del suo arrivo a Torino. Sicuramente Llorente porterà con lui per sempre il ricordo di quel ristorante (forse), ma anche della Cattedrale del calcio di Bilbao, il San Mames. La Juventus vinse una Coppa Uefa, proprio in quello stadio. A Bilbao è pronto il San Mamés Barria, che dovrebbe essere aperto nel 2013, mentre il 6 dicembre 2012 si è disputata l'ultima gara europea  Athletic - Sparta Praga di Europa League. In ogni caso la nuova casa di Llorente si chiamerà Juventus Stadium.

@pavanmassimo

martedì 8 gennaio 2013

SE MANCANO LORO DUE...


La Juventus e' uscita pesantemente sconfitta, nei modi più che nel punteggio, domenica pomeriggio. Dopo un primo tempo da sei mezzo, una ripresa da quattro che ha evidenziato importanti carenze sotto l'aspetto motivazionale ma anche di rosa. I sostituti di Asamoah e Lichtsteiner sono stati ampiamente insufficienti. La corsia di sinistra, soprattutto, ha risentito dell'assenza del Ghanese. De Ceglie ha fatto il compitìno nel primo tempo mal supportato da Peluso che in fase offensiva nel primo tempo non si è mai visto, mentre nel secondo quando si è proposto non ha mostrato la dinamicità necessaria. In fase difensiva poi, gravi carenze e due mancate chiusure. Ovviamente gli va dato il beneficio del mancato affiatamento con i compagni, ma la differenza rispetto ai titolari (Chiellini ed Asamoah), ad oggi è notevole.  Sulla destra, solo Padoin ha cercato qualche spunto degno di nota. Troppo flebile, però il suo contributo con la sua esplosività bloccata dai cross, o troppo alti o troppo bassi. Lo diciamo chiaramente il contributo offerto da Asamoah e Lichtsteiner e' di ben altro livello. I sostituti non hanno offerto la medesima intensità e mostrato minor capacità nel proporsi e nella fluidità. A Conte il compito di trovare le soluzioni. Sulla destra ci sono Isla e Caceres, ma Lichtsteiner tornerà dalla squalifica, risolvendo il problema. Il tema spinoso rimane la sinistra. Con Asamoah in coppa d'Africa le soluzioni sono poche: avanzamento di Peluso, inserimento di Giaccherini, spostamento di Caceres. Conte ci pensa, se mancano loro due e' un problema...
@pavanmassimo

AZIENDALISTI? NO OBIETTIVI....


La Juventus ieri ha perso in casa. Secondo sconfitta allo stadium dell'era Conte, prima con il condottiere effettivamente in panchina e sembra che sia successo il finimondo. Ovviamente perdere fa male, da fastidio e non fa piacere. Alla Juventus fa male perdere le amichevoli, figuriamoci in campionato, ma va detto, va riconosciuto che la posizione di classifica è e rimane invidiabile. La rosa è buona e nonostante alcuni infortuni importanti, la squadra sta rispondendo bene. Alcuni ci hanno accusato di essere un pò troppo "aziendalisti" e non criticare a sufficienza le scelte di mercato recenti e passate. In particolare i vari Padoin, Giaccherini, il recento arrivo di Peluso e la mancanza di un attaccante in grado di sopperire alle giornate no della squadra. Su questo tema bisognerebbe essere un minimo coerenti ed obiettivi. Se la Juventus ha ricostruito dopo due settimi posti, lo deve al gioco, al modulo, alla voglia, alla determinazione e alle capacità del gruppo. Vediamo altrove che non serve avere un Pato o un Balotelli se poi non si integrano. Le vittorie si ottengono con il campo, il lavoro e la determinazione. La Juventus del presente, ma anche del passato ha fatto proprie queste caratteristiche. Le grandi Juventus di ieri avevano i grandi nomi ma anche i grandi gregari. Quella di oggi è una Juventus diversa con un paio di grandi campioni, giocatori che stanno lavorando per diventarlo ed altri che sanno occupare la loro posizione e dare il loro contributo. Questo è il mix che ha permesso di vincere l'anno scorso e questo è il mix che permette oggi alla Juventus di essere prima con merito. A tutti piacerebbe vincere tutte le partite 5-0, ma questa Juventus non è il Barcellona, fatevene una ragione. E' una squadra che sta lavorando per crescere e il processo di crescita passa proprio da partite come quella di ieri, le grandi sconfitte cocenti come modello di crescita.
Le critiche ci stanno, fanno parte del gioco e devono essere accettate, così come i complimenti, ma fare drammi dopo la sconfitta di ieri, gettare tutto a mare, è prematuro e sicuramente errato. Ci vuole ponderazione e obiettività. Sicuramente questa Juventus deve capire come chiudere prima le gare e soprattutto come affrontare le squadre che giocano con il 3-5-2 speculare e che pressano e corrono molto, deve capire che se non lotta perde e viene messa sotto.  Le prossime due gare ci diranno di più, ieri un semplice campanello d'allarme, nient'altro...le sirene e gli allarmismi li chiudiamo nel cassetto, sperando di non doverli tirare fuori. Va detto, però, che a questa squadra serve un attaccante o comunque qualcuno in grado di stimolare quelli presenti in rosa. La prestazione degli avanti bianconeri ieri è stata pessima. Su questo si può lavorare, su questo fattore, si deve assolutamente migliorare.
@pavanmassimo

DA ZERO A DIECI: ZERO IN SOFFITTA, DIECI AL CAMPIONCINO E ALL'ONESTA' DEL CAMPIONE


La gara con la Sampdoria si presentava ricca di insidie. Qualcuno l'aveva definita semplice, ma le partite semplici non esistono, anzi...
Voto Zero: a chi ci parlerà ancora di Juventus aiutata degli arbitri. I fatti delle ultime giornate dimostrano il contrario. Mettiamo tutto nell'armadio, proprio come dice Antonio Conte, un armadio che si presenta bello ricco, senza polemiche, ci mancherebbe, ma qualora si ripresentasse la vocina fastidiosa: "Juventus aiutata", allora sapremo cosa dire...
Voto Uno: al primo gol incassato ieri. Lancio lungo, squadra sfilacciata, difensore che non pressa ed errore del portiere. Un insieme da museo degli errori o se preferiti degli orrori. 
Voto Due: a Valeri, due i rigori non dati ieri alla Juventus, non basta il fiscalismo nell'espulsione di Berardi per concedergli la sufficienza. Se in una partita ci sono più falli, vanno concessi. Confusionario e poco lucido.
Voto Tre: a Berardi, lascia la Samp in dieci con un paio di errori da matita rossa. Bocciato.
Voto Quattro: alla Juventus del secondo tempo. Lenta prima e troppo frenetica poi, imprecisa, disattenta e che va in tilt dopo il primo gol preso. 
Voto Cinque: a Peluso. Ci dispiace dargli subito un'insufficienza, ma siamo già stati generosi, i due gol vengono da sue mancate chiusure. Il secondo e' più grave perchè l'azione meno veloce, viene mandato nella mischia, non fa una bella figura. Da rivedere. Il cinque Peluso lo condivide con altri bianconeri. De Ceglie non è riuscito a offrire un contributo sufficiente a sinistra e Pogba e' apparso molto sottotono. Male anche Matri che rigore procurato a parte (non concesso), non tira quasi mai.
Voto Sei: a Giovinco. Ispira, segna il rigore, ma sbaglia anche molto. Di positivo sono i suoi dribbling e la sua voglia di incidere nel match. Sei anche a Padoin, apparso in condizione ma anche troppo frenetico nei suoi cross, sempre contro i difensori avversari.
Voto Sette: a Palombo. Il capitano della Sampdoria commette un'ingenuita' su Matri, ma tiene fede alla sua voglia di essere capitano e guida i suoi ad una storica vittoria. Ci ha trasmesso belle sensazioni, per lui una pagina del calcio dal sapore antico.
Voto Otto: al centrocampo della Sampdoria. Obiang, Poli, Krsticic, un centrocampo duro, convinto, forte che lotta con tutte le sue forze. Delio Rossi merita otto per come ha messo in campo la squadra. Squadra chiusa, arcigna ma che non ha demeritato e poi quel secondo tempo con tante ripartenze pericolose.
Voto Nove: al cuore di Marchisio. Il centrocampista si fa male ma non esce, lotta con tutte le sue forze e non vuole cedere, ha male, ma non vuole lasciare in dieci la squadra... che carattere....A vederlo su quella barella piangeva il cuore a tanti. Fortunatamente recupererà in poco tempo. Il suo spirito è comunque da Juve, sempre.
Voto Dieci: questa volta il dieci lo merita il giovane Icardi. Un giovane lottatore che potrebbe anche fare strada domani. Un giocatore molto interessante, bravo di fisico ma anche con un tiro potente capace di battere due volte Buffon. Il dieci lo diamo anche a Buffon. Ovviamente non per la prestazione (insufficiente), ma per la sua grande onestà e la capacità di metterci la faccia le "poche" volte che commette un errore. Un campione si giudica anche da queste piccole cose, ovvero dalla voglia di esserci sempre e sapersi prendere oneri ed onori del caso. Qualcuno ieri ha storto il naso per il suo errore e forse dimenticato, abituato troppo bene, che tutti possono sbagliare. I grandi "criticoni" vadano a vedersi gli altri portieri della Serie A o quelli degli altri campionati. Un errore ci può stare, soprattutto quando viene ammesso in modo così sereno, pacato, educato. I campioni si vedono anche da queste piccole cose...Chapeau.

UNA SCONFITTA: QUATTRO CAUSE...


La Juventus ha cominciato l'anno nel peggior modo possibile: perdendo. Una sconfitta che ha mille ragioni, ne scegliamo quattro, una squadra apparsa convinta a tratti, una squadra che ha pagato un paio di ingenuità oltre il lecito. Alcune cose buone ieri, ma anche qualche errore di troppo.
IMPRECISIONE OFFENSIVA: anche ieri la Juventus ha pagato, come al solito di mancanza di precisione in fase offensiva. Tante occasioni sbagliate dopo il vantaggio e tanti passaggi errati. La squadra bianconera deve acquisire la capacità di chiudere le partite o il futuro diventerà molto difficile.
PRESUNZIONE: a volte non basta segnare un gol ed abbassare il ritmo per fare propria la partita. La Juventus ieri e' apparsa troppo convinta di aver fatto suo il match. Prendere in vantaggio e undici contro dieci un gol in contropiede e' "delittuoso".
SFORTUNA: non molto fortunata ieri la Juventus. Arbitri a parte, traverse e tante palle uscite fuori per nulla e a dire il vero la Sampdoria ha tirato un porta quattro volte. La fortuna aiuta gli audaci però, ieri la Sampdoria lo è stata: coraggiosa ed audace.
INFORTUNI: Marchisio mezzo infortunato e poi i cambi esauriti proprio negli stessi minuti in cui Marchisio si fa male e poi la mezza distorsione di Bonucci. L'uomo in più se ne va con gli acciacchi del secondo tempo, gli infortuni anche a Torino cominciano ad incidere.
@pavanmassimo

CAMPANELLINO D'ALLARME: QUEL SECONDO TEMPO, MA...


La Juventus poteva sfruttare la situazione e prendere punti su Inter e Fiorentina approfittando dello scontro tra Napoli e Roma. Invece, nulla. La squadra bianconera ha sciupato superiorità e un buon primo tempo commettendo una serie di errori.
Un po' di eccessiva convinzione nel lasciare Icardi libero di calciare, marcatura troppo larga sull'attaccante. Eccessivi errori in fase di passaggio, troppi gli errori individuali in palleggio. Questa Juventus poteva chiudere il primo tempo con margine maggiore, ma gli errori sotto porta hanno condizionato. Nella ripresa, come detto, troppe imprecisioni e poi l'ansia.
La giornata di oggi segna un campanello d'allarme: la Juventus deve giocare senza presunzione, se si gioca come nel secondo tempo tutti possono batterla.
Lo diciamo senza polemica, l'arbitraggio non ci è piaciuto, qualche decisione giusta ma anche tante incertezze e almeno un rigore non concesso.
@pavanmassimo