Signor presidente e signori della Federazione italiana giuoco calcio, trovate allegato alla presente una copia della corrispondenza che ci ha spedito il 2 settembre 2011 il presidente della Juventus. Come potete constatare, la Juventus si duole che il titolo di campione d'Italia per la stagione 2005-2006 le sia stato tolto, ritiene che l'Internazionale di Milano abbia commesso dei fatti dello stesso genere durante la stessa stagione, protesta perché quest'ultimo club non è stato sanzionato e domanda all'Uefa
1) di pronunciarsi sulle modalità con cui la Figc ha svolto l'inchiesta sui fatti che riguardano la Juventus e - soprattutto - l'Internazionale di Milano;
2) di sanzionare l'Internazionale Milano dichiarando che il club non ha il diritto di partecipare all'Uefa Champions League 2011.12;
3) di informare la Juventus sulle misure che prenderà contro l'Internazionale Milano e la Figc;
La Juventus domanda in sostanza all'Uefa di verificare che la Figc abbia svolto bene il suo lavoro. A priori, noi non abbiamo alcuna ragione di dubitarlo. Comunque, sarebbe probabilmente utile che voi ci facciate parte della vostra posizione su quanto la Juventus ha dichiarato, in maniera di dissipare tutti gli eventuali malintesi. Avremo bisogno di conoscere la vostra risposta entro il 19 ottobre. Poi vedremo cosa è opportuno fare. Vi ringraziamo in anticipo e restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore ragguaglio.
I nostri migliori saluti sportivi, Perre Cornu, consigliere capo degli Affari legali".
Dalla lettera si evincono alcune cose molto chiare.
Primo: la Federazione dovrà dare una risposta entro il 19 ottobre, (2 settimane), spiegando i fatti di indagine e qui francamente ci sarà da ridere quando si spiegherà o si cercherà di spiegare la situazione delle telefonate alla luce del processo penale che ha praticamente sancito la farsa del processo sportivo.
Secondo: la sanzione all'Inter ci appare improbabile ma solo uno specchietto per le allodole. L'Inter restituisce il titolo 2006 e la cosa si chiude li, con la rinuncia ad agire verso i nerazzurri.
Terzo: cosa farà l'Uefa. Difficile dirlo, piuttosto è interessante sapere come si giustificherà la Figc. Eventuali malintesi dice la lettera, qui di malintesi non ce n'è. C'è stata una chiara differenza di trattamento... malinteso ci sembra un termine riduttivo.
In ogni caso per la Federazione una situazione difficile. La domanda che si farà Abete è: non era meglio forse se revocavo lo scudetto all'Inter?
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mercoledì 5 ottobre 2011
se ti fossi chiamato GIOV-ESSI
Giovinco si... Giovinco no, Giovinco forse... E' lo juventino più chiaccherato o se volete il mezzo juventino più chiaccherato visto che l'altra metà è del Parma. E' il capocannoniere del campionato e quindi avendogli dedicato 80 articoli in tre anni, sperando che potesse un giorno incidere in quel di Torino, oggi come come oggi un riferimento su di lui è d'obbligo, visto che è l'uomo copertina. Su Giovinco abbiamo sempre puntato, o meglio l'abbiamo sempre apprezzato da quando ancora giovincello correva con le giovanili. Lo abbiamo seguito quando vinceva con la primavera, lo abbiamo osservato nella sere B, quando debuttava con il Bologna, quando giocava in quel di Bari, criticato quando non incideva e lodato quando stupiva e segnava come a Lecce o con il Catania. Si fosse chiamato Giovessi (Giov- con il suffisso di /M/-essi) o fosse stato qualche chilo in più forse qualcuno si sarebbe accorto prima di lui. Oggi come oggi è protagonista a Parma e secondo noi può diventare protagonista domani alla Juventus. Settimana scorsa avevamo scritto che Giovinco oggi vale due Elia. Sono arrivate critiche ma anche commenti di approvazione. Dando una spiegazione a quell'articolo, non si voleva "uccidere giornalisticamente parlando" Elia, ma semplicemente spronarlo a dare di più, perchè secondo noi, facendo un paragone, vale molto di più Elia ad esempio di Alvarez. Oggi come oggi Giovinco è una certezza della stagione e se vorrà adattarsi al modulo di Conte il posto per lui ci sarà, visto che per esempio Giaccherini, giocatore in parte simile sta trovando il suo spazio. Una squadra con Vucinic e Giovinco tanto per fare un esempio,farebbe ammattire le difese avversarie. Conte lo ha lodato spesso e sicuramente lo vorrebbe avere, perchè Conte ama chi gli crea la superiorità e nel campionato italiano di Giovessi...non ce ne sono tanti.
QUELL'ABBRACCIO A FINE PARTITA
In questi giorni di attesa, di nazionali e di tanto altro ci siamo rivisti tante volte nelle nostre menti e non solo le immagini di Juventus-Milan. Ce le siamo riviste volentieri perchè la partita ha visto la Juventus giocare con intensità e continuità, cosa che non vedevamo da anni. Un cuore gettato oltre l'ostacolo. Avevamo visto Juventus intense e generose anche in passato a dir la verità, ma mai così continue e padrone nei novanta minuti. Detto questo, rivedendo la partita ci siamo soffermati sul finale.... su una cosa che veramente ci ha fatto capire quanto sia grande Antonio Conte. L'allenatore bianconero ha abbracciato ad uno ad uno tutti i giocatori al fischio finale. Li ha abbracciati proprio come avremmo voluto abbracciarli noi. Molti ci chiedono perchè Conte è la garanzia e cos'è la juventinità. In quei gesti in quelle piccole cose sta tutta la stima e il riconoscimento che proviamo verso Antonio Conte e li sta la juventinità. La juventinità è vincere con il lavoro, con la sofferenza contro tutto e tutti, vincere con le lacrime e il grande lavoro, come evidenziano le grandi vittorie bianconere. Vedere Conte è come se ci fossero 11 milioni di tifosi sulla panchina e nelle sue gesta ci si riconosce tutti, ogni singolo tifoso. Ovviamente la Juventus non ha conquistato nulla, ma almeno ad oggi ci ha regalato emozioni forte e una cartolina che speriamo diventi consuetudine di un album che si spera possa tornare ad essere ricco di pagine vincenti.
martedì 4 ottobre 2011
ANDATE E TORNATE SANI E SALVI
Sono partiti in tanti e potevano essere di più: Gigi Buffon, Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini, Claudio Marchisio e Andrea Pirlo sono arrivati ieri a Coverciano dove giocheranno le loro gare ininfluenti. Ejero Elia è andato a cercare lo spazio che non trova in Italia in Olanda. Krasic affronterà con la sua Serbia proprio l'Italia con l'obiettivo di ritrovarsi. Vidal dovrà sobbarcarsi la pesante trasferta cilena dove il 7 e l'11 ottobre per le prime due giornate di qualificazione ai Mondiali 2014 affronterà a Buenos Aires l'Argentina e l'11 affronterà a Santiago del Cile il Perù. Estigarribia alla ricerca della forma giocherà con Perù e Uruguay. Contro il Galles il 7 ottobre e il Montenegro l'11 giocherà il minatore Lichtsteiner che quindi affronterà Vucinic. Il Montenegrino prima di giocare con Lichtsteiner affronterà l'Inghilterra di Capello. Ultimo, Marrone con la nazionale di Ferrara.
Insomma, tante partite e tanti scongiuri per i tifosi bianconeri. Si sa quando ci sono le nazionali il rischio di infortuni è sempre alto e le partite successive possono essere sempre un terno al lotto.
Barzagli e Bonucci sembrano pronti, soprattutto il primo che ritorna in nazionale dopo tanto, ma non smette di pensare al campionato: «La vittoria di ieri sul Milan è stata importante ma continuo a ritenere i rossoneri e l'Inter protagonisti di questa stagione insieme al Napoli e alla Roma. Insomma, ci sarà da lottare anche se noi ci siamo. Stiamo facendo bene , ma siamo ancora in costruzione ed è presto per dire che siamo tra le favorite per lo scudetto. Conte ha un grande carisma, ci sta trasmettendo la sua mentalità e il suo spirito Juve».
Insomma, saranno 10 giorni di nazionale, ma vista anche la qualificazione già raggiunta, sarà fondamentale non incorrere in problemi e giocare con la giusta intensità ma con un occhio al Chievo. La partita con i veneti di domenica sarà fondamentale per capire se la "sindrome di Robin Hood" è passata oppure no.
Insomma, tante partite e tanti scongiuri per i tifosi bianconeri. Si sa quando ci sono le nazionali il rischio di infortuni è sempre alto e le partite successive possono essere sempre un terno al lotto.
Barzagli e Bonucci sembrano pronti, soprattutto il primo che ritorna in nazionale dopo tanto, ma non smette di pensare al campionato: «La vittoria di ieri sul Milan è stata importante ma continuo a ritenere i rossoneri e l'Inter protagonisti di questa stagione insieme al Napoli e alla Roma. Insomma, ci sarà da lottare anche se noi ci siamo. Stiamo facendo bene , ma siamo ancora in costruzione ed è presto per dire che siamo tra le favorite per lo scudetto. Conte ha un grande carisma, ci sta trasmettendo la sua mentalità e il suo spirito Juve».
Insomma, saranno 10 giorni di nazionale, ma vista anche la qualificazione già raggiunta, sarà fondamentale non incorrere in problemi e giocare con la giusta intensità ma con un occhio al Chievo. La partita con i veneti di domenica sarà fondamentale per capire se la "sindrome di Robin Hood" è passata oppure no.
IL PIU' GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BING E IL BANG DI MARCHISIO
Il Milan ha perso 2-0, domenica sera, ma questo conta poco, perchè il risultato è stato in bilico quasi fino alla fine. Di tutte le cose dette e scritte ce ne sono alcune da rimarcare che nessuno ha fatto. La partita è andata via liscia, agonisticamente parlando è stata intensa ma i giocatori sono stati correttissimi. I giocatori del Milan meritano un applauso per la correttezza dimostrata. Va bene,. Boateng ha fatto un brutto fallo ma non abbiamo visto quei comportamenti tristi con l'uomo a terra di cui erano stati protagonisti i giocatori del Bologna e che avevano portato alla "scaramuccia" finale e a quel gesto che non vogliamo mai più vedere. Vorremmo che i giocatori ospiti prendessero esempio dal Milan. Agonismo, competizione, anche calci e eventualmente scontri al limite, ma tutto svolto con prefessionalità e sportività. E' questo quello che vogliamo vedere, non finzioni e prese in giro del pubblico.
Il pubblico dello Juventus Stadium, merita poi un plauso. I soloni avevano parlato di difficoltà a tenere le persone a posto, di cattive abitudini e dopo la sfida di Bologna il pubblico di Torino era stato messo in croce. Nulla di tutto questo domenica sera. Cori e fischi contro Ibrahimovic, ma poi tanta passione, tanto amore, tante cose belle. Siccome l'hanno detto in pochi lo diciamo noi. Il più grande spettacolo dopo il Big (primo gol) e il Bang (secondo gol), siete stati voi, complimenti.
Il pubblico dello Juventus Stadium, merita poi un plauso. I soloni avevano parlato di difficoltà a tenere le persone a posto, di cattive abitudini e dopo la sfida di Bologna il pubblico di Torino era stato messo in croce. Nulla di tutto questo domenica sera. Cori e fischi contro Ibrahimovic, ma poi tanta passione, tanto amore, tante cose belle. Siccome l'hanno detto in pochi lo diciamo noi. Il più grande spettacolo dopo il Big (primo gol) e il Bang (secondo gol), siete stati voi, complimenti.
RANIERI E GAZZETTA: UGUALI E DIVERSI
Non l'avevamo mai visto così, in due anni di Juve sempre pacato, sempre moderato, sempre morigerato. In dieci giorni di Inter Claudio Ranieri ha perso il suo modus operandi quasi britannico. In un'intervista pos Lazio-Inter di coppa Italia commentando le parole di Mourinho, disse: "stile Inter", oggi forse in seguito a quel conciliabolo con Rocchi possiamo dire che Ranieri ci ha messo poco ad adattarsi. Abbiamo definito clamorosa l'uscita sul 2006, soprattutto dopo aver vissuto due anni alla Juve e vissuto di "rendita" sui campioni bianconeri. I cronisti li hanno chiesto se ritiene possibile un legame con le polemiche per lo scudetto 2006 e lui risponde così: "Sarebbe diabolico. Se fosse una cosa del genere, sarebbe diabolico. Ma che arbitri e designatori stessero con gli occhi ben aperti - è il monito di Ranieri - perchè un indizio non dice nulla, ma tre indizi fanno una prova". Gli unici indizi e prove sono quelle nascoste nel 2006 e che dovrebbero portare alla restituzione di quegli scudetti.
Detto questo, segnaliamo un fatto curioso, unici a segnalarlo. Ranieri è stato espulso da Rocchi, toscano di Firenze, ma forse in pochi ricordano che nell'ottobre 2007 Ranieri fu espulso da un altro toscano Banti (di Livorno), alla fine di Juventus-Genoa, gara che arrivò poco prima della grande "truffa" di Napoli con Bergonzi protagonista e che privò la Juventus di punti importanti in un momento decisivo della stagione. Anche allora Ranieri era nervoso, ma oggi ci è apparso molto peggio di allora.
Ecco cosa scriveva la Gazzetta allora a firma Cannavò: "Domenica sera, durante la partita col Genoa, mi ha profondamente deluso per quel suo comportamento nevrotico, esagitato, provocatorio che davvero non gli appartiene e lo faceva apparire goffo. Sembrava il Mancini di qualche anno fa imbestialito con Trefoloni (ora grazie al cielo è molto migliorato), oppure uno di quei giovani rampanti che sbavano contro ogni fischio arbitrale e poi pretendono disciplina dai loro giocatori. L’ arbitro Banti lo ha giustamente espulso. Spero che, rivedendosi in tv, il british Claudio si sia un po’ vergognato. E poi, perché quella rabbia scomposta? Ingiustizie, torti, gol annullati, rigori non dati? Nulla di questo: esagerata esibizione di cartellini, pensate un po’ . E poi, nello spogliatoio: «Collina veda e provveda». Ma si può?
Oggi ci sembra che le parole del principale quotidiano italiano non siano le stesse verso Ranieri, stesso Ranieri arrabbiato, diversa posizione del giornale: mistero.
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